da T.G.Cravarezza » mercoledì 6 febbraio 2013, 0:54
Ritengo che alle volte si considerino gli ordini cavallereschi militanti come delle associazioni qualsiasi che inviano di tanto in tanto un notiziario agli iscritti, a gennaio si paghi la propria quota tramite bollettino postale e di tanto in tanto ci si ritrovi per una pizza tutti insieme. Chi non paga la quota annuale, riceve una comunicazione di espulsione.
Gli ordini, almeno quelli seri, funzionano in modo differente. C'è un rapporto tra il governo dell'Ordine e i cavalieri, tra il delegato ed i membri dell'Ordine sul suo territorio. Non è solo una questione di elenco degli iscritti, invio del notiziario, pagamento della quota annuale. Quindi è ovvio che se il delegato viene a conoscenza di problematiche relative ad un cavaliere (ad esempio, per lo SMOM, se il cavaliere sta divorziando, piuttosto se ha frequentazioni con organizzazioni che operano in contrasto con la Chiesa et similia) per prima cosa appura con il cavaliere se tali voci sono vere e poi, in accordo con il cavaliere, prende le adeguate misure. Se il cavaliere è tale d'animo e non solo di investitura, è lui stesso che non si pone in situazioni contrarie ai principi dell'Ordine o, in caso contrario, è lui stesso che si sottopone al giudizio dei suoi superiori (conosco personalmente di casi di cavalieri che hanno presentato spontaneamente le proprie dimissioni a causa del divorzio). Ovviamente le mele marce ci sono dappertutto e quindi può capitare che ci sia il cavaliere che vuole tenere il piede in due staffe (con la Chiesa e con Mammona), di conseguenza il delegato dovrà procedere d'autorità, dopo ovviamente aver ricevuto il rifiuto alla trattativa da parte del cavaliere.
Ogni caso quindi è a se stante, per questo non apprezzo quando, anche sul nostro forum, si utilizzano casi reali e le solite frasi: "Ma io conosco un tizio che è massone e fa parte dello SMOM". Non sappiamo quali azioni hanno intrapreso i suoi superiori, quale sia il suo reale caso eppure vogliamo giudicare. Lasciamolo fare a chi ha la competenza e l'autorità per farlo. Ovviamente, per la tutela dell'ordine a cui si appartiene, se veniamo a conoscenza di comportamenti scorretti di nostri confratelli, dopo averne parlato con i diretti interessati, è nostro dovere farli presente ai superiori, mantenendo la giusta riservatezza a riguardo.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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"Vince te ipsum"