non voglio apparire "bizantino" e, se scrivo qualche rigo, lo faccio sempre con umiltà e in spirito di "servizio". Dico questo per sgombrare l'orizzonte da ogni possibile interpretazione parziale del mio dire...
Peraltro, tengo ad aggiungere che non appartengo allo SMOM; credo che per condividere il suo carisma non ci sia bisogno di diploma o di una onorificenza...
Detto questo, sono d'accordo con la compartecipazione dei membri (di tutti i membri) dello SMOM al carisma dello stesso, indipendentemente dal ceto di appartenenza.
D'altronde, perché chiedere di entrare, se non si condivide lo spirito dell'Ordine? C'è nel mondo qualcuno che chiede di essere aggregato a un Ordine militante per il solo appagamento del proprio ego ipertrofico?
Quello che voglio qui sottolineare è solo la profilatura giuridico-canonica dei membri in Obbedienza, che non è un "unicum" dello SMOM. Semmai quest'ultimo lo ha tradizionalmente espresso in maniera chiara.
Lo faccio sulla base del can. 303 del CJC: «Le associazioni i cui membri conducono una vita apostolica e tendono alla perfezione cristiana partecipando nel mondo al carisma di un istituto religioso, sotto l'alta direzione dell'istituto stesso, assumono il nome di terzi ordini oppure un altro nome adatto», associandolo all'art. 94 par. 1 del Codice dello SMOM: «I Cavalieri e le Dame in Obbedienza si obbligano, con una speciale Promessa, vincolante in coscienza, ad una vita tendente alla perfezione cristiana, secondo il proprio stato, nello spirito dell’Ordine e nell’ambito delle sue opere, in conformità della propria vocazione e delle direttive dei legittimi Superiori. Compresi del valore spirituale di tanto impegno davanti a Dio, essi devono osservare diligentemente la legge divina e i precetti della Chiesa, così da essere costante esempio di pietà e di virtù, di zelante apostolato e di devozione alla Santa Chiesa.».
Questo alla luce del can. 298 §1 del CJC, che può essere visto come il fondamento giuridico-teologico del terzo ceto dello SMOM (i corsivi sono miei): «Nella Chiesa vi sono associazioni, distinte dagli istituti di vita consacrata ... in cui i fedeli, sia chierici, sia laici, sia chierici e laici insieme, tendono, mediante l'azione comune, all'incremento di una vita più perfetta, o alla promozione del culto pubblico o della dottrina cristiana, o ad altre opere di apostolato, quali sono iniziative di evangelizzazione, esercizio di opere di pietà o di carità, animazione dell'ordine temporale mediante lo spirito cristiano».
Quando il Codice SMOM parla di "vita tendente alla perfezione cristiana" lo fa riferendosi al concetto di «vita apostolica» espresso dal CJC, e tutto il resto che segue, se lo si legge con attenzione, non fa che confermare questo assunto. Non è un voler limitare il grado di partecipazione dei membri del terzo ceto, per carità, ma è solo per valorizzare ulteriormente la promessa di obbedienza (che lo SMOM ha in comune con i Gesuiti, sebbene questi ultimi l'hanno fin dalla fondazione trasformata in "voto").
Nella pratica, lo SMOM si può anche caratterizzare come un Ordine religioso (primo ceto) che vede al suo interno, come sue articolazioni, sia un Terz'Ordine (il secondo ceto) sia una Associazione di fedeli (il terzo ceto). Tutti partecipano del medesimo carisma (Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum), ma in maniera diversa.
Cordialità
G.Iaia

