da Cristiano Ciani » martedì 15 settembre 2009, 11:20
Prima che la discussione sia chiusa vorrei fare una piccola riflessione. Questi organismi evidentemente prosperano e si moltiplicano. Quindi, presumo che ci sia una diffusa voglia di appartenere ad una associazione di ispirazione cavalleresca (oltre, naturalmente all'umana vanità e qui ricordiamo la lezione di S. Filippo Neri). Se questo desiderio è sincero ad esso va data una risposta. Risposta che non può venire dagli Ordini militanti "autentici". Esiste però, e so di toccare un tasto caro al Presidente Degli Uberti, la soluzione confraternale. La Cei ha fatto, negli ultimi anni, un grande lavoro, creando la Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d'Italia, certificando e raccogliendo le miriadi di Confraternite presenti in Italia (ad eccezione delle Misericordie che hanno configurazione autonoma). Si riuscirà a far capire che appartenere ad una Confraternita, con la propria grande storia di religiosità popolare e non, non è un minus rispetto a qualcosa di altro? Che per ben operare non è necessario fregiarsi di una decorazione cavalleresca? Che gli Ordini cavallereschi non sono per tutti e non lo possono essere? Che è più dignitoso far parte di una Confraternita che dell'Ordine di San Bastiano (senza offesa per l'Ordine di San Bastiano)?