Un mistero su un ventaglio

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Re: Un mistero su un ventaglio

Messaggioda maita » giovedì 2 giugno 2011, 13:13

Gentile Tilius,
se ha il tempo e la voglia , potrebbe consultare il sito sui ventagli della "Royal Collection". Potrà in questo modo vedere (in una collezione Reale) la qualità dei dipinti, le stecche collegate e forse potrà notare che non tutti i ventagli della prima metà del XVIII secolo sono di uguale qualità pittorica. Oggetti preziosi, i ventagli, soggetti più volte nel corso dei secoli a severe "norme suntuarie". Le potrà sembrare incredibile, ma si spendevano cifre assurde. Anche adesso alle aste alcuni pezzi arrivano a quotazioni a quattro zeri (!)
L'araldica in fondo è, per lo più, scritta sulla pietra da scalpellini sconosciuti, ma anche grandi artisti hanno scolpito insegne araldiche. Non c'è nessuna differenza tra questi e quelli?
Ci devo pensare [hmm.gif]
A risentirci Maita
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Re: Un mistero su un ventaglio

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 2 giugno 2011, 13:57

maita ha scritto:(...) L'araldica in fondo è, per lo più, scritta sulla pietra da scalpellini sconosciuti, ma anche grandi artisti hanno scolpito insegne araldiche. Non c'è nessuna differenza tra questi e quelli? (...)

Altrochè, gentilissima amica: le differenze a favore dei secondi ci sono.
E si vedono.
Soprattutto nello stile, nel tocco, nell'estro, nel dettaglio: in una parola, nella "mano".

Ma l'araldica non è solo una forma d'arte.
É anche (o per meglio dire: soprattutto) un codice semantico.
Che, come tale, solo entro certi limiti può venir assoggettato a stili, tocchi, estri e dettagli conseguenti alla "mano".

Se la "mano" prevale e travolge questi limiti, infischiandone, il grande artista diventa molto peggiore dell'artigiano sconosciuto.
Perchè se l'artista travisa un codice, rielaborandolo a capriccio, compie un "misfatto araldico" più grave dell'artigiano che invece lo travisi per ignoranza.

Nel ventaglio di cui si parla, lo stemma originario (asburgico o no, poco importa) fu molto probabilmente di mano dell'artista primario: ma il ritocco pittorico di chi fu?
Pare comunque che questo ritocco ci proponga un giglio simil-fiorentino nei colori di un giglio di Francia...
...sarà il figlio di un capriccio, o il frutto di un'ignoranza?
[cool.gif]

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Re: Un mistero su un ventaglio

Messaggioda maita » domenica 3 luglio 2011, 14:23

Gentile Fra Eusanio,
alla fine si tocca il problema.
Perchè vi è stata questa sorta di damnatio memoriae di uno stemma comunque "importante" ?
Il giglio simil fiorentino su campo turchese, non so quando sia stato fatto, ma so certamente che non è un abbellimento per l'oggetto, anzi!
Sono sempre più convinta che il ventaglio sia stato rubato, camuffato e rivenduto all'estero (nello specifico in Inghilterra) attorno al 1740-1750 data che si desume dalla fattura delle stecche. Non sono ancora riuscita ad accedere agli inventari del periodo Medici-Lorena, forse non ci sono per le suppellettili, tutto invece si sa sui mobili e sui quadri.
Un saluto Maita
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Re: Un mistero su un ventaglio

Messaggioda maita » martedì 5 luglio 2011, 10:42

Carissimi,
dalla ricostruzione virtuale, che nn vi mando perchè è casereccia e sbilenca, non vi sono dubbi che sia lo stemma Lorena del 1737.
Sarebbe potuto appartenere ad una figlia di Francesco Stefano? non credo si sposa nel 1736 molto prolifica la moglie, ma si dovrebbe aspettare che tutti sti figli crescano ed andiamo troppo avanti. Se fosse invece un dono di questo alla moglie Maria Teresa d'Asburgo Austria? Mah tutto può essere. Il nocciolo comunque è: perchè la damnatio?
A presto Maita
maita
 
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Re: Un mistero su un ventaglio

Messaggioda maita » domenica 5 giugno 2016, 11:46

Chiedo scusa per il gravissimo ritardo. Piccolo ragguaglio sulle ricerche fatte, seguendo le vostre indicazioni, all'archivio di stato di Firenze Guardaroba Mediceo.
Ho trovato lo stemma sul fronte di uno (ma solo uno) dei tanti registri, il periodo è quello della breve visita di Francesco Stefano nel 1739. Ci siamo quasi.....adesso devo cercare gli artigiani decoratori che operavano in Firenze in quel tempo. Purtroppo i registri contabili da questo periodo e per molti anni sono tutti a Vienna. Grazie
maita
 
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