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Messaggioda assoro » giovedì 2 dicembre 2004, 20:29

Cari amici,
sono alla ricerca di notizie e stemmi di:

Andrea Statella
Luigi Riggio ,detto Principe della Catena,
questi nobili hanno fondato la Cittadina di Catenanuova (Enna)

grazie
assoro
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Messaggioda Michele Baroncini » venerdì 3 dicembre 2004, 10:28

Gentile Giuseppe,

ecco cosa mi risulta.


STATELLA

Da un Accursio Statella 1326, della famiglia Statel di Francia appartenente a' duchi di Borgogna, proviene a quanto ne pensano gli scrittori di cose nobiliarie sicule, quella non poco illustre di Sicilia. Ricordiamo intanto con distinzione: un Gletto Statella carissimo a rè Roberto di Napoli dal quale ottenne conferma dello stemma gentilizio di sua famiglia che era quello de' conti Statella anticamente duchi di Borgogna; un Arrigo signore di Castania e della Limina; un Francesco gran siniscalco del regno; altro Francesco barone del Mongiolino, gran siniscalco del regno, capitano giustiziere di Catania, barone di Spaccafomo e di altri feudi, che rinunziato il mondo si fece gesuita; un 3° Francesco, XX conte di Statella, VI gran siniscalco del regno e primo marchese di Spaccaforno 1598; un Antonio investito dei detti Stati 1626, governatore della nobile compagnia della Pace 1636 e pretore di Palermo 1643; un 6° Francesco primo principe di Sabuci (Montegrifone), primo principe di Villadorata e capitano giustiziere di Palermo 1702; un 2° Antonio, investito 1711, già governatore della compagnia della Pace 1705; un 7° Francesco, marchese di Spaccaforno, investito 1732, principe di Villadorata e di Sabuci, signore delle r. Segrezie di Taormina, barone de' feudi di Mongiolino, s. Cataldo, della Fusca, Casalvecchio, delli Servi e della Sposa, Pietrarossa, Colle Soprana e Sottana, Callura, Cannata, Tamburello, Li Cogni, Graffolongo, s. Basilio, delle Marine della Morza, e di s. Maria del Focallo, XXVI conte Statella, XII gran siniscalco del regno, gentiluomo di camera con esercizio, cavaliere del san Gennaro e dell'ordine gerosolimitano, brigadiere dell'esercito; un 8° Francesco, principe di Cassaro, gentiluomo di camera, segretario di stato del ministero di giustizia, fregiato del s.Gennaro e del s. Ferdinando, luogotenente e capitan generale del regno di Napoli 1810, consigliere di stato, e maggiordomo maggiore; un 3° Antonio, principe di Cassaro ambasciatore alla corte di Torino 1816, a quella di Spaglia 1827, di Vienna ministro d'affari esteri in Napoli 1840, presidente del ministero 1859, gentiluomo di camera, grande di Spagna, di prima classe, gran croce degli ordini di s. Ferdinando, s. Gennaro e Francesco I di Napoli, della santissima Annunziata di Sardegna, del Toson d'Oro e di Carlo III di Spagna, del s. Stefano d'Ungheria ec. un Giovanni, tenente generale, comandante la r. piazza di Napoli; un Enrico ed un Giuseppe marescialli di campo; un ultimo Francesco, marchese di Spaccaforno, principe di Cassaro ec. gentiluomo di camera, consultore di stato, direttore del ministero di Sicilia, commendatore dell'ordine di Francesco I, cavaliere del s. Gennaro, e dell'ordine gerosolimitano, per la di cui morte tutti i titoli passarono al fratello Cesare, il quale essendo rimasto celibe viene oggi la rappresentanza di questa illustre famiglia a cadere in persona di Pietro Statella e Moncada principe di Mongiolino, lasciato erede di tutti i beni del cennato ultimo Francesco di lui fratello.

Arma: inquartato; nel 1° e 4° di oro con un'alabarda d'argento, manicata di nero; nel 3° e 4° (credo si tratti d´un refuso di stampa... non si fa menzione del secondo) di rosso con un castello d'oro. Corona e mantello di principe.

Principe di Sabuci. Principe di Cassaro. Marchese di Spaccaforno. Barone di Bambina, Casalotto e S. Andrea. Barone di Mongiolino. Barone di Monastero. Ultimo investito Francesco Maria.
Titolo di Conte concesso nel 1926 a Luigi, di Francesco.
Famiglia che si vuole originaria di Francia dello stipite dei duchi di Borgogna e che era già titolata in Sicilia nel secolo XV.

Arma: inquartato: nel 1° e 4° d'oro all'alabarda d'argento manicata di nero, nel 2° e 3° di rosso al castello d'oro. - Alias: inquartato, nel 1° e 4° d'oro al castello al naturale, nel 2° e 3° di rosso, all'alabarda d'argento manicata di nero.

Purtroppo nessuna rappresentazione.


RIGGIO

L'Inveges parla diffusamente di questa nobilissima ed illustre famiglia sparsa in Toscana, Napoli e Sicilia.
Primo ad essere mentovato in Sicilia fa un Antonino Riggio, padre di Pietro cittadino di Lentini, signore del feudo del Gannito, r. cavaliere, maestro razionale del real Patrimonio.
Da lui una serie d'illustri personaggi stabiliti in Messina, Randazzo e Palermo, di essi sono da rammentarsi: Nicolo capitano e castellano della terra e castello di Francavilla, non che cameriere di rè Federico III; Antonio cameriere, r. castellano di Siracusa 1364; Farinate r. milite; Giuliano capitano di Palermo, r. milite e r. consigliere 1496, Fabrizio senatore di Palermo 1581, e commissario generale per la fabbrica de' ponti 1584; Girolamo abate di s. Lucia, e cappellano maggiore del regno 1585; Stefano capitano di Palermo 1638, pretore 1648, maestro razionale 1650, marchese della Ginestra 1652, primo principe di Campofiorito 1660, e straticoto di Messina; Luigi primo principe della Catana 1668, maestro razionale, cav. di san Gennaro e pretore di Palermo 1673.
Da lui due rami distinti provennero: 1° quello di Stefano Riggio e Saladino di lui figlio primo principe di Jaci s. Antonio e s. Filippo, cav. di Calatrava, capitano giustiziere di Palermo 1671, gentiluomo di camera di rè Carlo II 1689 e due volte pretore 1682-94. Dopo lui fiorirono: un 2° Luigi investito di tutti gli stati di sua famiglia 1695, cav. di Calatrava, commendatore di s. Calogero, generale delle galere del regno, capitan generale di Biscaja, viceré di Valenza, ambasciatore del rè Cattolico alla repubblica di Venezia, grande di Spagna di I" classe, capitan generale, ambasciatore straordinario e ministro plenipotenziario presso la corte di Francia, cav. del s. Michele di Spirito di Francia e del s. Gennaro di Napoli; un Michele balio gerosolimitano, cavaliere del Toson d'Oro e del s. Gennaro, capitangenerale delle galere, e di tutta la marina, con l'onore di ex-vicerè di Napoli; uno 2° Stefano principe come sopra, gentiluomo di camera, tenente generale, comandante il r. Casteinuovo di Napoli ambasciatore alla corte di Madrid capitangenerale di tutte le armi della r. corte di Napoli, ed uno de' reggenti per il regno nel 1751, unitamente al suo consanguineo Michele Reggio, molto encomiato dal di Blasi; un Carlo cavaliere gerosolimitano gran croce del r. ordine della Concezione e tenente generale di mare delle armi di Spagna; un Raffaele maresciallo di campo in Spagna e cavaliere gerosolimitano; un Giuseppe tenente generale gentiluomo di camera cav. del s. Gennaro e Pretore di Palermo 1820, epoca in cui perde la vita essendo stato assassinato dal popolo tumultuante; un Andrea tenente generale ajutante generale di S. M. gentiluomo di camera, cavaliere del san Gennaro e di altri ordini insignito, la di cui linea continua con Giuseppe Riggio e Riggio principe di Jaci e Catena.
Il 2° ramo fu quello di Antonino Reggio e Saladino principe della Catena figlio del succennato 1° Luigi investito 1681, maestro razionale, consigliere e tesoriere generale del r. Erario. In esso fiorirono altresì: un Andrea investito 1737, fondatore della terra di vassallaggio con popolazione detta Catenanuova nella baronia di Melinventre, governatore della' Compagnia della Carità di Palermo 1738: un Agatino vescovo di Cefalù 1752, arcivescovo di Iconio 1755, e giudice della r. monarchia, morto 1764; un Antonio maestro notare dell'Audienza in capite della gente di guerra di tutto il regno, r. consigliere e tesoriere generale della r. camera 1762, e governatore della Compagnia della Carità 1768, ed altro Agostino canonico di Palermo ed abate di s. Giuseppe Lo Pisano, abadia di jure patrunatus di casa Reggio,fondata un tempo dal fu monsignore Andrea Reggio vescovo di Catania e patriarca di Costantinopoli. Ramo estinto in casa Grifeo pel matrimonio di Antonia Grifeo e Requesens con Leopoldo Grifeo, Migliaccio de' principi di Partanna.

Arma: d'azzurro, con una fascia d'oro, accompagnata da quattro stelle dello stesso, poste 3 al capo, ed 1 in punta. Corona di principe.

Barone di Catenanuova. Ultimo investito Filippo (1791). Principe di Aci S. Antonio e S. Filippo. ultimo possessore Giuseppe (1828).
Famiglia di Lentini del secolo XIV.

Arma: d'azzurro, alla fascia sormontata da una cometa posta in palo e accompagnata da tre stelle, 2 e 1, il tutto d'oro.

Anche qui niente figure

un saluto

Michele
Michele Baroncini
 

Messaggioda assoro » venerdì 3 dicembre 2004, 19:57

Gentile signor Michele,

x Statella avevo già trovato qualcosa per Riggio o Reggio non ho saputo fare la ricerca

grazie per la cortese attenzione

assoro
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Messaggioda Marcello Cantone » sabato 4 dicembre 2004, 19:38

Gentile Collega
ho inviato al premuroso Tomaso Giuseppe le immagini dei suddetti stemmi, se sei interessato alla complessa successione del feudo Meliventri, poi Catenanuova, fammelo sapere.

Cordialmente Marcello
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 6 dicembre 2004, 12:08

Gentili Signori,
ecco gli stemmi inviatimi:


Immagine

Immagine

Immagine
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 6 dicembre 2004, 23:10

I tre stemmi proposti riproducono con sufficiente correttezza i blasoni menzionati dal Palizzolo Drago nel suo Famiglie nobili siciliane, Palermo 1927 (rist. Bologna 1985), rispettivamente a pag. 180 (Riggio) e 185 (Statella).

Bene :D valete
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
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Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
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Messaggioda assoro » martedì 7 dicembre 2004, 0:25

Cari amici,
grazie per le Vostre risposte pronte e sicure.

all'amico Signor Cantone....SI sono interessato per il feudo Meliventi.

grazie ancora

assoro
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Re:Riggio-Statella

Messaggioda Sara Ingrassia » martedì 4 dicembre 2018, 2:04

Gentile Michele,

mi permetto di richiamare la approfondita discussione in calce sulle famiglie Riggio e Statella per chiedere, se possibile, se è nota la discendenza di Andrea Riggio Statella, figlio di Annamaria Statella-Paternò, fondatore del feudo di Melinventre e quale il legame con gli Statella principi di Cassaro.

Molte grazie,

Sara
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quote="Michele Baroncini"]Gentile Giuseppe,

ecco cosa mi risulta.


STATELLA

Da un Accursio Statella 1326, della famiglia Statel di Francia appartenente a' duchi di Borgogna, proviene a quanto ne pensano gli scrittori di cose nobiliarie sicule, quella non poco illustre di Sicilia. Ricordiamo intanto con distinzione: un Gletto Statella carissimo a rè Roberto di Napoli dal quale ottenne conferma dello stemma gentilizio di sua famiglia che era quello de' conti Statella anticamente duchi di Borgogna; un Arrigo signore di Castania e della Limina; un Francesco gran siniscalco del regno; altro Francesco barone del Mongiolino, gran siniscalco del regno, capitano giustiziere di Catania, barone di Spaccafomo e di altri feudi, che rinunziato il mondo si fece gesuita; un 3° Francesco, XX conte di Statella, VI gran siniscalco del regno e primo marchese di Spaccaforno 1598; un Antonio investito dei detti Stati 1626, governatore della nobile compagnia della Pace 1636 e pretore di Palermo 1643; un 6° Francesco primo principe di Sabuci (Montegrifone), primo principe di Villadorata e capitano giustiziere di Palermo 1702; un 2° Antonio, investito 1711, già governatore della compagnia della Pace 1705; un 7° Francesco, marchese di Spaccaforno, investito 1732, principe di Villadorata e di Sabuci, signore delle r. Segrezie di Taormina, barone de' feudi di Mongiolino, s. Cataldo, della Fusca, Casalvecchio, delli Servi e della Sposa, Pietrarossa, Colle Soprana e Sottana, Callura, Cannata, Tamburello, Li Cogni, Graffolongo, s. Basilio, delle Marine della Morza, e di s. Maria del Focallo, XXVI conte Statella, XII gran siniscalco del regno, gentiluomo di camera con esercizio, cavaliere del san Gennaro e dell'ordine gerosolimitano, brigadiere dell'esercito; un 8° Francesco, principe di Cassaro, gentiluomo di camera, segretario di stato del ministero di giustizia, fregiato del s.Gennaro e del s. Ferdinando, luogotenente e capitan generale del regno di Napoli 1810, consigliere di stato, e maggiordomo maggiore; un 3° Antonio, principe di Cassaro ambasciatore alla corte di Torino 1816, a quella di Spaglia 1827, di Vienna ministro d'affari esteri in Napoli 1840, presidente del ministero 1859, gentiluomo di camera, grande di Spagna, di prima classe, gran croce degli ordini di s. Ferdinando, s. Gennaro e Francesco I di Napoli, della santissima Annunziata di Sardegna, del Toson d'Oro e di Carlo III di Spagna, del s. Stefano d'Ungheria ec. un Giovanni, tenente generale, comandante la r. piazza di Napoli; un Enrico ed un Giuseppe marescialli di campo; un ultimo Francesco, marchese di Spaccaforno, principe di Cassaro ec. gentiluomo di camera, consultore di stato, direttore del ministero di Sicilia, commendatore dell'ordine di Francesco I, cavaliere del s. Gennaro, e dell'ordine gerosolimitano, per la di cui morte tutti i titoli passarono al fratello Cesare, il quale essendo rimasto celibe viene oggi la rappresentanza di questa illustre famiglia a cadere in persona di Pietro Statella e Moncada principe di Mongiolino, lasciato erede di tutti i beni del cennato ultimo Francesco di lui fratello.

Arma: inquartato; nel 1° e 4° di oro con un'alabarda d'argento, manicata di nero; nel 3° e 4° (credo si tratti d´un refuso di stampa... non si fa menzione del secondo) di rosso con un castello d'oro. Corona e mantello di principe.

Principe di Sabuci. Principe di Cassaro. Marchese di Spaccaforno. Barone di Bambina, Casalotto e S. Andrea. Barone di Mongiolino. Barone di Monastero. Ultimo investito Francesco Maria.
Titolo di Conte concesso nel 1926 a Luigi, di Francesco.
Famiglia che si vuole originaria di Francia dello stipite dei duchi di Borgogna e che era già titolata in Sicilia nel secolo XV.

Arma: inquartato: nel 1° e 4° d'oro all'alabarda d'argento manicata di nero, nel 2° e 3° di rosso al castello d'oro. - Alias: inquartato, nel 1° e 4° d'oro al castello al naturale, nel 2° e 3° di rosso, all'alabarda d'argento manicata di nero.

Purtroppo nessuna rappresentazione.


RIGGIO

L'Inveges parla diffusamente di questa nobilissima ed illustre famiglia sparsa in Toscana, Napoli e Sicilia.
Primo ad essere mentovato in Sicilia fa un Antonino Riggio, padre di Pietro cittadino di Lentini, signore del feudo del Gannito, r. cavaliere, maestro razionale del real Patrimonio.
Da lui una serie d'illustri personaggi stabiliti in Messina, Randazzo e Palermo, di essi sono da rammentarsi: Nicolo capitano e castellano della terra e castello di Francavilla, non che cameriere di rè Federico III; Antonio cameriere, r. castellano di Siracusa 1364; Farinate r. milite; Giuliano capitano di Palermo, r. milite e r. consigliere 1496, Fabrizio senatore di Palermo 1581, e commissario generale per la fabbrica de' ponti 1584; Girolamo abate di s. Lucia, e cappellano maggiore del regno 1585; Stefano capitano di Palermo 1638, pretore 1648, maestro razionale 1650, marchese della Ginestra 1652, primo principe di Campofiorito 1660, e straticoto di Messina; Luigi primo principe della Catana 1668, maestro razionale, cav. di san Gennaro e pretore di Palermo 1673.
Da lui due rami distinti provennero: 1° quello di Stefano Riggio e Saladino di lui figlio primo principe di Jaci s. Antonio e s. Filippo, cav. di Calatrava, capitano giustiziere di Palermo 1671, gentiluomo di camera di rè Carlo II 1689 e due volte pretore 1682-94. Dopo lui fiorirono: un 2° Luigi investito di tutti gli stati di sua famiglia 1695, cav. di Calatrava, commendatore di s. Calogero, generale delle galere del regno, capitan generale di Biscaja, viceré di Valenza, ambasciatore del rè Cattolico alla repubblica di Venezia, grande di Spagna di I" classe, capitan generale, ambasciatore straordinario e ministro plenipotenziario presso la corte di Francia, cav. del s. Michele di Spirito di Francia e del s. Gennaro di Napoli; un Michele balio gerosolimitano, cavaliere del Toson d'Oro e del s. Gennaro, capitangenerale delle galere, e di tutta la marina, con l'onore di ex-vicerè di Napoli; uno 2° Stefano principe come sopra, gentiluomo di camera, tenente generale, comandante il r. Casteinuovo di Napoli ambasciatore alla corte di Madrid capitangenerale di tutte le armi della r. corte di Napoli, ed uno de' reggenti per il regno nel 1751, unitamente al suo consanguineo Michele Reggio, molto encomiato dal di Blasi; un Carlo cavaliere gerosolimitano gran croce del r. ordine della Concezione e tenente generale di mare delle armi di Spagna; un Raffaele maresciallo di campo in Spagna e cavaliere gerosolimitano; un Giuseppe tenente generale gentiluomo di camera cav. del s. Gennaro e Pretore di Palermo 1820, epoca in cui perde la vita essendo stato assassinato dal popolo tumultuante; un Andrea tenente generale ajutante generale di S. M. gentiluomo di camera, cavaliere del san Gennaro e di altri ordini insignito, la di cui linea continua con Giuseppe Riggio e Riggio principe di Jaci e Catena.
Il 2° ramo fu quello di Antonino Reggio e Saladino principe della Catena figlio del succennato 1° Luigi investito 1681, maestro razionale, consigliere e tesoriere generale del r. Erario. In esso fiorirono altresì: un Andrea investito 1737, fondatore della terra di vassallaggio con popolazione detta Catenanuova nella baronia di Melinventre, governatore della' Compagnia della Carità di Palermo 1738: un Agatino vescovo di Cefalù 1752, arcivescovo di Iconio 1755, e giudice della r. monarchia, morto 1764; un Antonio maestro notare dell'Audienza in capite della gente di guerra di tutto il regno, r. consigliere e tesoriere generale della r. camera 1762, e governatore della Compagnia della Carità 1768, ed altro Agostino canonico di Palermo ed abate di s. Giuseppe Lo Pisano, abadia di jure patrunatus di casa Reggio,fondata un tempo dal fu monsignore Andrea Reggio vescovo di Catania e patriarca di Costantinopoli. Ramo estinto in casa Grifeo pel matrimonio di Antonia Grifeo e Requesens con Leopoldo Grifeo, Migliaccio de' principi di Partanna.

Arma: d'azzurro, con una fascia d'oro, accompagnata da quattro stelle dello stesso, poste 3 al capo, ed 1 in punta. Corona di principe.

Barone di Catenanuova. Ultimo investito Filippo (1791). Principe di Aci S. Antonio e S. Filippo. ultimo possessore Giuseppe (1828).
Famiglia di Lentini del secolo XIV.

Arma: d'azzurro, alla fascia sormontata da una cometa posta in palo e accompagnata da tre stelle, 2 e 1, il tutto d'oro.

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