i nobili Frangipani di Roma

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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i nobili Frangipani di Roma

Messaggioda pierluigic » giovedì 27 agosto 2020, 15:04

Ho bisogno del vostro aiuto
Parto dalla conclusione vorrei chiarire quando i primi documenti coevi parlano dei Frangipane e in che modo li identificano
e stabilire quando Frangipane inizi nei documenti a poter essere considerato cognome

Sono riuscito a chiarire che anche a Pisa i primi cognomi ( che interessavano il ceto dirigente e si rifacevano ad un eponimo ) comparvero nel xii secolo in un periodo tra la meta' e la fine del secolo. Questo e' importante perche' Pisa ha una storia comunale che inizia con molto anticipo rispetto a Firenze

l'epoca del passaggio dal sistema patronimico al sistema cognominale e' assurdamente trascurato dalla maggior parte degli storici e si generano confusioni che continuano a perdurare anche ai giorni nostri
Uso le parole della dottoressa Enrica Salvatori che esprimono bene il mio pensiero

Enrica Salvatori----Una qualsiasi indagine sulla nascita e sulla diffusione del cognome entro le più importanti famiglie pisane è considerevolmente facilitata dal fatto che molte di queste sono state oggetto di studi prosopografici approfonditi, alcuni già pubblicati (40), altri ancora contenuti in tesi di laurea, conservate presso il Dipartimento di Medievistica dell'Università di Pisa . Si tratta nella grandissima maggioranza di famiglie del ceto consolare cittadino, importanti per agiatezza economica e coinvolgimento politico, per le quali si può risalire ad antenati di XI secolo. Tuttavia, al di là del ben giustificato ottimismo che tale abbondanza di lavori induce nello studioso di antroponimia, devo purtroppo notare che solo in poche di queste opere ho riscontrato una decisa sensibilità verso le questioni antroponimiche, che si esplica essenzialmente con l'attenzione al significato e all'uso dei patronimici e col rilevare tempi e modalità della prima comparsa del nome di famiglia. Nella maggior parte dei casi, invece, l'autore dello studio prosopografico non fornisce sistematicamente per ogni individuo la forma antroponimica con cui è espresso ma, una volta identificata la sua appartenenza a una determinata famiglia, lo nomina utilizzando un `cognome' che sovente compare più tardi o non è attestato in quella forma per quell'individuo. Nonostante questo 'vizio di forma' è tuttavia possibile ricavare diverse e interessanti considerazioni sugli usi antroponimici di queste famiglie, in gran parte già formulate dagli stessi autori degli studi prosopografici -----Enrica Salvatori


Dante Alighieri (Dante figlio di Alighiero Bellincioni , l' Alighieri di Dante non era cognome ma patronimico ) pone all'attenzione dello studioso molti quesiti in questo senso

porto ad esempi :

il Bellicione Berti Ravignani ancora veicolato come Bellincione dei Ravignani . Non esisteva una famiglia Ravignani

il Cacciaguida dantesco proposto spesso con un inaccoglibile Cacciaguida degli Elisei

Ad alimentare molte false convinzioni studiate a scuola come vere fino ai nostri giorni il Boccaccio

da wikipedia :

Il Boccaccio fa discendere Dante Alighieri dalla famiglia romana dei Frangipani; così infatti nel Trattatello in laude di Dante è narrata la presunta riedificazione di Firenze ai tempi di Carlo Magno: «infra gli altri novelli abitatori, forse ordinatore della riedificazione, partitore delle abitazioni e delle strade e datore al nuovo popolo delle leggi opportune (...) venne da Roma uno nobilissimo giovane per ischiatta de' Frangiapani e nominato da tutti Eliseo; il quale per avventura (...) in quella divenne perpetuo cittadino, e dietro a sé di figliuoli e di discendenti lasciò non picciola né poco laudevole schiatta: li quali (...) per soprannome presero il nome di colui che quivi loro aveva dato cominciamento, e tutti insieme si chiamar gli Elisei. De' quali di tempo in tempo, e d'uno in altro discendendo, tra gli altri nacque e visse uno cavaliere per arme e per senno ragguardevole e valoroso, il cui nome fu Cacciaguida (...)». La critica moderna espresse un giudizio in merito a tale racconto; tuttavia considera che, se non mancano nell'operetta notizie autentiche, è innegabile l'impulso encomiastico, sì che la figura di Dante Alighieri appare circonfusa da un alone di leggenda; inoltre la tendenza ad attribuire illustri antenati doveva essere ben radicata nel Boccaccio, se è vero che anche Fiammetta viene fatta discendere dai Fresapane o dagli Annibali. Tuttavia Dante Alighieri stesso rivendica attraverso le parole di Brunetto Latini un'ascendenza romana (Divina Commedia, Inferno, XV 73-78); sarebbe stato infatti il rampollo di una di quelle famiglie romane che, insieme ad altre famiglie fiesolane, fondarono Firenze dopo la distruzione di Fiesole da parte di Giulio Cesare «...ma questa è cosa molto incerta, e secondo mio parere niente altro è che indovinare», come si esprimeva il Bruni nella sua Vita di Dante.
Delle due tradizioni, quella riportata da Dante Alighieri e quella riportata da Giovanni Boccaccio, l'ultima potrebbe trarre una certa conferma dalle parole di Cacciaguida: «Moronto fu mio frate ed Eliseo» (Divina Commedia, Paradiso, XV 136); alcuni interpretano che Cacciaguida avesse due fratelli: Moronto ed Eliseo; altri che Cacciaguida faccia riferimento a un solo fratello: Moronto di nome, Elisei di cognome; quest'ipotesi, alquanto suggestiva, permette di credere che anche il trisavolo di Dante fosse un Elisei. Resterebbe ora da documentare se gli Elisei discendevano effettivamente dai Frangipani: se così fosse, la leggenda del Giovanni Boccaccio diventerebbe notizia storica


La menzogna non fa bene al pensiero !

Oggi sappiamo che Cacciaguida non poteva avere cognome ed un eventuale Cacciaguida Elisei ( mai documentato ) starebbe eventualmente a significare Cacciaguida di Eliseo
il padre di Cacciaguida e' stato riconosciuto da Robert Davidsohn (Danzica, 26 aprile 1853 – Firenze, 17 settembre 1937) gia ai primi del novecento in un molto probabile Cacciaguida Adami ( Cacciaguida di Adamo )

Io credo che anche a Roma i primi cognomi da non confondere coi patronimici inizino ad apparire da meta' del xii secolo
Mi potete aiutare con notizie da studi recenti sulle famiglie romane ed in particolare sui Frangipani

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Re: i nobili Frangipani di Roma

Messaggioda Cawdor » giovedì 27 agosto 2020, 17:08

tempo fa avevo notato il cognome Frangipane nella Delegazione SMOM per il Friuli (forse loro potrebbero conoscere qualcosa)
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Re: i nobili Frangipani di Roma

Messaggioda pierluigic » giovedì 27 agosto 2020, 21:18

ti ringrazio

ho visto che i Frangipane a Roma si sono estinti e hanno chiamato alla loro discendenza i Frangipane croati ( che poi gli storici dimostreranno senza legami ) e anche i Frangipani friulani
Oramai e' chiaro che la nobilta' ha sempre creato origini leggendarie quasi fosse una prassi del ceto ( e ancor oggi vive di queste leggende )

E lo storico che deve dare delle risposte .Sto cercando uno studio moderno che abbia esaminato con senso critico i primi documenti del primo ceto dirigente medioevale romano
Recentemente vi e' stato un congresso sulle origini della famiglia di Dante,che entrano nel periodo in cui si formano i primi cognomi fiorentini, nelle risultanze ho visto molte incertezze e qualche inciampo relative ai cognomi
A Firenze anche il massimo cronista Giovanni Villani cognomizza famiglie che non hanno cognome e Dante lo segue a ruota ,trasportando nel passato le risultanze trecentesce
I nostri antichi proiettavano nel passato cio' che accadeva nei loro gorni , quasi con la convinzione che fosse cosi da tempi antichissimi . Vedi la questione araldica in Dante
Quindi i nostri antichi conoscevano il passato loro molto peggio di noi

Anche i nostri storici non hanno mai esaminato con cura la questione
entrati nello spazio temporale in cui il cognome non esiste sui documenti ( perche' la denominazione e' patronimica) molti storici continuano a dare il cognome

detto cosi sembra trascurabile , invece ha un'importanza politica notevole infatti io credo che il "Popolo fiorentino" avesse ben compreso la valenza sia dello stemma che del cognome come elementi unificanti un gruppo parentale che il sistema patronimico contribuiva invece a disgregare. Infatti la lotta contro i " magnati " aveva la sua conclusione nel cambio di cognome e di insegne e la divisione dalla famiglia originaria
Dietro cognome e insegne vi era la consapevolezza della tradizione e del valore e del ruolo di una famiglia che in certi casi era fonte di disprezzo verso quegli altri che consideravano plebe
Dante stesso che viveva di molte illusioni sulla propria famiglia fa mostra ampiamente di questo disprezzo quando parla della gente nuova ( sostener lo puzzo del villan d'Aguglion , di quel da Signa......)
Gli antichi erano diversi da noi solo perche avevano pregiudizi diversi
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