Stemma di cittadinanza ?

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Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » venerdì 15 maggio 2020, 10:09

Buongiorno a tutti,

in questi giorni sto consultando atti notarili antichi della città di Perugia e spesso mi imbatto in pagine di straordinaria importanza, tanto dal punto di vista genealogico che araldico. Spesso sono indicate infatti ben 5 generazioni di individui, ma la cosa che mi incuriosisce di più sono gli stemmi che trovo ad inizio pagina.

La maggior parte degli stemmi presenti in questi enormi tomi si riferisce a famiglie affatto titolate e, molto spesso, perfino prive di cognome. Pertanto, tolte quelle famiglie nobili che sono ben conosciute a livello locale, sembrerebbe che un nuovo stemma sia concesso dai Priori nel momento in cui l'individuo entri a far parte della cittadinanza.
L'atto notarile con il quale si concede questo importante status è infatti quasi sempre sormontato da uno stemma di nuova fattura ed il cognome viene ricavato dal patronimico dell'avo.
Spesso si tratta di cittadini che provengono dal contado, magari arricchite con terreni o commerci. Moltissimi di loro non posseggono ancora un cognome (in Umbria e soprattutto nel contado perugino avremo cognomi in epoca molto tarda, spesso non prima della fine del '700), pertanto potremmo avere un "Tizio figlio di Caio del fu Sempronio", al quale vengono concessi cittadinanza e stemma. Negli stemmari dei secoli successivi ritroveremo quello stemma come appartenente alla famiglia "Semproni".
In alcuni casi verranno tramandati, molto spesso si perderanno.

Si tratta di un fenomeno ben conosciuto o è solo una mia ipotesi ? L'acquisizione di cittadinanza era così importante ? La città aveva interesse a creare una "classe" distinta ?
Chiaramente lo stesso fenomeno non lo abbiamo nel contado, neppure per i soggetti più ricchi.

Qualcuno avrebbe piacere di blasonare lo stemma che allego ?


Michele
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda pierluigic » venerdì 15 maggio 2020, 12:43

posso chiederle di che periodo di tempo stiamo parlando ?
grazie
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » venerdì 15 maggio 2020, 16:10

E' un pò complesso da dire con esattezza perché i fogli catastali venivano rimaneggiati ed aggiornati fino a diventare un pastrocchio illeggibile. Sono proprio le successive aggiunte a far si che si trovino anche 5 generazioni di individui. In ogni caso siamo intorno alla prima metà del 1600.
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda RFVS » sabato 16 maggio 2020, 10:41

Nelle città e terre dello Stato Pontificio la popolazione era divisa in classi.
La classe dei cives/cittadini era quella subito inferiore alla classe nobile (qualora quest'ultima fosse esistita) e insieme alla eventuale classe nobile era quella che garantiva alle persone aggregate i diritti politici, il poter prendere parte all'amministrazione comunale, etc.
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » sabato 16 maggio 2020, 11:59

La ringrazio. Questo argomento è piuttosto interessante perché svolgo da anni ricerche genealogiche attraverso registri parrocchiali di una precisa zona del contado e quindi conosco "abbastanza bene" le famiglie del posto. Quindi trovare, di tanto in tanto, documenti di concessione di cittadinanza accompagnati da uno stemma mi ha molto incuriosito, tanto più nel caso di famiglie prive di cognome (fenomeno molto comune nel contado). Questa cosa verrà notata anche negli stemmari locali compilati nei secoli successivi, si veda ad es. lo stemmario del Cacciavillani.

Inoltre, mentre per alcuni soggetti troviamo un cognome scritto a caratteri cubitali, per altri (quando c'è) è di scarsissima rilevanza.
Nel caso specifico ho portato l'esempio della famiglia titolare dello stemma qui sopra: la famiglia de Musccolis o de Muscolis o de Miscolis, variamente chiamata.
La famiglia Muscoli possiede un cognome a Perugia almeno dal 1300, nel 1600 tale cognome sembra essere molto meno importante (si veda l'allegato in cui è praticamente scomparso) ed è mia impressione che, alla fine, venga del tutto dimenticato. Lo affermo perché dai documenti parrocchiali mi par di trovare personaggi omonimi ma privi di cognome.

Secondo quella che è la Sua esperienza, è mai possibile che una famiglia possa perdere un cognome ?
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Pallante » lunedì 18 maggio 2020, 1:10

Buonasera signor Michele,

L'argomento che lei propone è tra i più interessanti: una cittadinanza con stemma ma senza cognome, quando le cose di solito vanno insieme.

Il caso umbro dei cognomi (per lo più sconosciuti fino a secondo Settecento, come lei dice e come sospettavo dalle poche ricerche svolte, in cui tra l'altro ho riscontrato un certo ricorso al cambio di cognome da una generazione all'altra, con cognome soppiantato da soprannome) è molto strano per il centro Italia: si pensi alla relativamente cognomizzata limitrofa Arezzo, anche tra i "contadini". Però, pure qui, nei catasti i cognomi, anche di famiglie note o possidenti, a volte scompaiono, a volte sono sostituiti da soprannomi (e in un caso un tipo si riappropria del cognome degli avi. NB: trattasi in questi casi di famiglie possidenti contadine, con legami con i ceti cittadini. Per le case cittadine, mi pare che nel Seicento il cognome sia ormai un attributo imprescindibile).

Ciò detto, è del tutto singolare che nel Seicento ci siano cittadini senza cognome in una Città come Perugia... domanda: siamo sicuri che siano cittadini e non semplici possidenti del contado?

Nel Cacciavillani gli stemmi hanno di solito la fonte: posso chiederle, vista la sua esperienza, se sa cosa significa Cat. Ant. (Immagino catasto antico? A cosa si riferisce? ).

La ringrazio!
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » mercoledì 20 maggio 2020, 20:39

Buonasera a Lei,

non ho ancora analizzato la corrispondenza tra lo stemmario del Cacciavillani ed i Catasti antichi, l'ho invece fatto nel caso del "Blasone Perugino" di Costanzo Batta e posso affermare (senza ombra di dubbio) che la corrispondenza è precisissima: Costanzo Batta sfoglia i Catasti antichi e riporta nel suo stemmario quegli stemmi in cui si imbatte, nella precisa sequenza. L'impressione è che avvenga anche con il Cacciavillani perché le famiglie che ritrovo sono sostanzialmente le stesse.
La cosa è facilmente riscontrabile perché nel sito dell'Archivio di Stato di Perugia sono digitalizzati (e liberamente consultabili) i Catasti di Perugia e contado dal XIV al XVIII secolo.

Dobbiamo però distinguere due casi: una cosa è la situazione cittadina ed un'altra quella del vastissimo contado.

I Catasti relativi agli abitanti delle parrocchie che si trovavano entro le mura cittadine sono ben scritti, ordinati, vi è spesso un cognome e vi si possono trovare stupendi stemmi. Questi sono stemmi di antiche e notissime famiglie nobili, vi è però una enormità di stemmi anche nel caso di "atti di concessione di cittadinanza".
Ed è questo secondo caso che mi ha molto incuriosito, perché la mia impressione è che nel momento in cui si concede una cittadinanza si conceda anche uno stemma. Addirittura anche nel caso di soggetti che non hanno ancora un cognome. Mi viene da pensare che si tratti di soggetti provenienti dal contado, che magari hanno fatto fortuna e "si inurbano".
Quindi la domanda era: "Possono i Priori concedere uno stemma ex novo ?". Sembrerebbe di si.
Chiaramente, in questi casi, non abbiamo mai una corona sullo stemma e mai un titolo nobiliare. Appare però evidente l'intenzione di "rendere un grande onore" a coloro che acquisiscono la cittadinanza.

Molto diverso invece il caso di abitanti del contado. Qui i cognomi sono quasi del tutto assenti, spesso fino alla seconda metà o alla fine del '700.
In questi atti non sono quasi mai riportati i soprannomi, che invece sono usatissimi nei registri parrocchiali (ma del resto era una necessità, perché in assenza di cognomi i casi di omonimia erano realmente enormi !). Spessissimo si utilizzava la regola di dare al nascituro il nome del nonno paterno, ma ho anche potuto notare come vi siano nomi che si legano a particolari paesi e che non ritroviamo affatto in altri. A volte anche a distanza di 2 o 3 km !
Molto frequentemente, con il tempo, quei soprannomi diverranno cognomi.

Quindi abbiamo due situazioni molto ben distinte, ma va anche considerato che il contado perugino era vastissimo. Si consideri che la sola Porta Santa Susanna partiva dal centro della città ed arrivava ad abbracciare tutto il Lago Trasimeno, quindi arrivava al Confine con la Toscana.
E' noto come la zona del Lago Trasimeno (che io studio) sia stata spesso povera ed in sofferenza. Il Lago Trasimeno non era quello stupendo specchio d'acqua che abbiamo oggi, era probabilmente soggetto a malaria e la zona subiva spesso brigantaggi ed invasioni, proprio perché al confine. Ad ogni passaggio di esercito (la strada era obbligata) i paesi venivano regolarmente depredati.
Ce lo dicono i registri parrocchiali (che annotano passaggi di eserciti e quindi l'impossibilità di erogare sacramenti ai fedeli) e ce lo dicono le visite pastorali che venivano regolarmente svolte nelle parrocchie del contado, che descrivono chiese povere di arredi e parroci semi analfabeti.
Vi è un interessante studio che ha rilevato come i parroci di questa zona avessero una scarsissima conoscenza del latino, mentre invece erano ben più dotti (e ricchi) i parroci di città.

Nell'ambito di questa zona i cognomi sono quindi rarissimi e, quando vi sono, per nulla messi in risalto (come si può vedere dalla foto che ho postato sopra, dove il cognome "de Miscolis" è scritto piccolissimo e sembra essere di scarsa importanza. La stessa cosa non avviene per i cognomi che trovo nei catasti in città.

Quello che mi viene da pensare è quindi: "Se la mia ipotesi fosse giusta, quanti di quegli stemmi concessi insieme alla cittadinanza sono poi sopravvissuti ?".
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » mercoledì 20 maggio 2020, 20:50

In alcuni casi il Batta, mancando il cognome, non riesce proprio a mettere lo stemma nel suo stemmario e lo "salta".
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Pallante » giovedì 21 maggio 2020, 0:20

Gentile Sig. Michele,

Le sue osservazioni mi interessano moltissimo.

Mi pare che l'ammissione ai gradi cittadini possa benissimo comportare la concessione o la certificazione di un segno distintivo alla famiglia : le modalità saranno da ricercarsi nelle riforme, negli statuti e nelle delibere degli organi cittadini (per esempio nella vicina Arezzo, dove purtroppo lo stemmario dei cittadini è andato perduto, si invitava ogni famiglia cittadina a dotarsi di uno stemma. I priori vegliavano a che le "nuove" famiglie non abusassero di cognomi o di armi di altre più distinte. Nel Seicento i cittadini aretini erano quasi tutti identificabili dal cognome (mi pare di poter dire anche da metà 500), diversamente dal Duecento-Trecento).

Per il caso della seconda foto da lei pubblicata, sembra quasi che il cognome sia stato aggiunto dopo (dimenticanza? ) quando ormai lo spazio non permetteva di assicurargli le dimensioni dei nomi e patronimici...

Ad ogni modo è un argomento appassionante che merita veramente studio approfondito. Sarebbe da verificare se si sono conservate le delibere di ammissione alla cittadinanza: forse qui si potrebbe fare menzione del cognome. Ci sarebbe da fare un lavoro di incrocio di più fonti (oltre ai catasti, delibere delle magistrature, bocche, registri di tasse, notai).

Per quanto riguarda la conservazione dello status di cittadino, è probabile che una parte dei cittadini tornasse tra i "contadini" perché (mi riferisco almeno al caso aretino) la cittadinanza era legata ad alcune condizioni, come la residenza in città, l'astensione da certi lavori, la proprietà di stabili dentro le mura, ecc. Mi sono imbattuto proprio in questo tipo di passaggio di stato da cittadino a contadino registrato nei catasti...

Chiedo infine se il contado perugino avesse delle forme di amministrazione "decentrata" (con uffici ricoperti da uomini del contado) oppure fosse del tutto accentrata nelle magistrature cittadine... nel primo caso, probabilmente l'archivio potrebbe restituire informazioni su questi ceti rurali.

Come le dicevo sono molto interessato all'area (soprattutto al Trasimeno: ho letto che esisteva un esteso ceto di enfiteuti perpetui, contratto utilizzato per incentivare il ripopolamento dell'area)

Ci tenga aggiornati!
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » giovedì 21 maggio 2020, 10:36

"Per il caso della seconda foto da lei pubblicata, sembra quasi che il cognome sia stato aggiunto dopo (dimenticanza? ) quando ormai lo spazio non permetteva di assicurargli le dimensioni dei nomi e patronimici... "


No no, in tutti gli atti del contado gli eventuali cognomi sono scritti così, talmente nascosti che a volte sfuggono proprio.
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Re: Stemma di cittadinanza ?

Messaggioda Bellaveglia » giovedì 21 maggio 2020, 10:47

"Come le dicevo sono molto interessato all'area (soprattutto al Trasimeno: ho letto che esisteva un esteso ceto di enfiteuti perpetui, contratto utilizzato per incentivare il ripopolamento dell'area)"

Si, ci sono interi paesi che si spopolano con il tempo e la Magistratura perugina ordina che cittadini delle zone circostanti ripopolino il castrum abbandonato.
Quell'area era piena di piccole fortificazioni perché si trovava lungo una direttrice obbligata di importanza capitale per Perugia: l'unica strada che collegava la città con la Toscana e con il Tirreno, stretta tra colline e lago. Per tale motivo spesso gli eserciti che la attraversavano depredavano quei piccoli paesi fortificati. Mi viene in mente, ad esempio, la Guerra di Castro e gli effetti devastanti dell'occupazione delle truppe del Granduca.
Non sempre Perugia si occuperà di ricostruire le fortificazioni abbattute, a volte ordinerà che i cittadini del posto lo facciano o (come nel caso di San Savino del Lago) concederà i casalini entro il castello a chi vorrà riabitarlo, a patto che li ricostruiscano e rifortifichino la zona.
Avremo così castelli stupendi che, in alcuni casi, verranno gradualmente abbandonati. Mi vengono in mente le fortificazioni alle spalle di Passignano sul Trasimeno, la fortificazione di Monte Ruffiano, il castello di Zocco, ecc.... Erano tutte la prima linea di difesa di Perugia.
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