Nuove nomine OMRI

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

Moderatori: Mario Volpe, nicolad72, Tilius

Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 21 luglio 2019, 13:45

Le ragioni politiche e normative che portano a non autorizzare in Italia gli Ordini Dinastici della Real casa di Savoia sono note e sono state discusse numerose volte su questo forum.
La parte preminente degli studiosi della materia riconoscono come Dinastici perlomeno i principali Ordini della Real Casa di Savoia (ovvero Ordine della Santissima Annunziata e Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro).
Anche l’ICOC li considera come tali.
Quindi gli Ordini Dinastici appartenenti jure sanguinis al Capo di Casa Savoia, così come alle altre Dinastie già regnanti in Italia, i cui ordini già godono da parte della Repubblica dell'autorizzazione all'uso, conservano intatta tutta la loro validità storica e giuridica indipendentemente da ogni rivolgimento istituzionale.
E questo perché tali Ordini hanno una loro legittimità interna, in quanto legata alla Dinastia, e non dipendono dalla giurisdizione statuale.
Essi mantengono la loro legittimità al di fuori del nuovo ordinamento istituzionale dal quale possono essere proibiti, ma non soppressi.
E' da ritenersi dunque giuridicamente ultra vires la soppressione degli Ordini Sabaudi da parte dell'Ordinamento vigente.
Il fatto che non siano riconosciuti ufficialmente dai nuovi governi non inficia però la loro validità giuridica e tradizionale e il loro status sul piano araldico, cavalleresco e nobiliare.
La riprova che lo status dinastico permane è da ricercare ancora una volta nel diritto e nelle consuetudini internazionali: Vaticano, Sovrano Militare Ordine di Malta e le Corti Europee e non, attribuiscono a S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia la qualità di Capo della Casa e di Dinastia (è pur vero che tale ruolo viene conteso tra i Savoia Carignano ed i Savoia Aosta, ma sul punto l’Ordine Costiniano non sta messo meglio - “Se Atene piange, Sparta non ride”) con tutte le prerogative e i trattamenti ad esso connessi come è stato previsto dal protocollo vaticano in occasione della visita al Santo Padre il 23 dicembre 2002.
Gli Ordini Dinastici di Casa Savoia sono dunque legittimi perché promanano dal Capo della Dinastia che mantiene il proprio carattere dinastico anche se non più regnante, e, sia ben chiaro, questa “dinasticità” non deriva dalla concessione dello Stato repubblicano, ma è un diritto antecedente, che gli viene riconosciuto.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
Avatar utente
Cav.OSSML
 
Messaggi: 515
Iscritto il: giovedì 29 settembre 2011, 15:40
Località: Castrum Maiense

Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Antesterione » mercoledì 24 luglio 2019, 12:37

Cav.OSSML ha scritto:omissis

La parte preminente degli studiosi della materia riconoscono come Dinastici perlomeno i principali Ordini della Real Casa di Savoia (ovvero Ordine della Santissima Annunziata e Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro).
Anche l’ICOC li considera come tali.

omissis


Buongiorno,
evinco dalle sue precisazioni che ci sia stato un malinteso, non si parlava di legittimità di Ordini Dinastici né si intendeva effettuare una competizione in merito alla validità degli ordini. Questi aspetti sono stati già ampiamente discussi e le posizioni ICOC sono chiare a tutti e, nel mio piccolo, le condivido.

Nei miei interventi e in questa parte della discussione si parlava delle ragioni per cui in Gazzetta Ufficiale un principe di Borbone possa vedersi riconosciuti trattamenti e titoli e per le consuetudini del diritto internazionale e, non irrilevante, per gli effetti della legge 178/51 in considerazione delle relazioni esistenti tra un Ordine non nazionale autorizzabile e la Repubblica Italiana. Al Gran Maestro di tali istituzioni autorizzabili (preciso sempre "autorizzabili" perché l'elenco è certo e per escludere sedicenti organizzazioni cavalleresche che si definiscono a torto "ordini non nazionali") sono ipso facto riconosciute le prerogative sue proprie e diplomaticamente ritengo che ciò non possa essere irrilevante e rappresenti una ulteriore e valida ragione per l'utilizzo dei titoli e trattamenti connessi a tali prerogative (in Italia).

Le considerazioni quindi sono in ordine agli effetti in Italia per i Gran Maestri di tali Istituzioni, è chiaro che la legge 178/51 non priva gli ordini dinastici della Real Casa d'Italia della loro legittimità intrinseca come ordini cavallereschi dinastici di Casa Savoia, ma la relazione tra gli ordini dinastici di Casa Savoia e la Repubblica Italiana è nota, la Repubblica Italiana disconosce i diritti dei Savoia in merito a tali Istituzioni.
Ritengo tuttavia che non andrebbero private del migliore trattamento, ossia delle tutele che derivano dal riconoscimento e dalla legittimazione da parte della Repubblica Italiana, altri ordini dinastici che sono sopravvissuti agli stravolgimenti e alla caduta degli Stati preunitari, e che per una migliore fortuna, né sotto l'ordinamento monarchico né sotto quello repubblicano sono stati considerti aboliti o sopprimibili.
Per le stesse considerazioni che lei fa nel suo intervento precedente, noi appassionati e membri di questi ordini dovremmo piuttosto auspicarci un riconoscimento ed una maggior tutela di tutti gli ordini dinastici, inclusi quelli sabaudi.
Il fatto che questi ultimi non godano in Italia, al momento, di uguale fortuna, non giustifica la debellatio degli altri ma il mio intervento iniziale si riferiva solo al riconoscimento ed ai trattamenti riservati alle Dinastie in considerazione delle relazioni esistenti con lo Stato Italiano.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
Avatar utente
Antesterione
 
Messaggi: 535
Iscritto il: domenica 25 giugno 2006, 11:43

Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Antesterione » mercoledì 24 luglio 2019, 12:54

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Antesterione ha scritto:[...] manca appunto da parte dello Stato la volontà di una relazione con questi soggetti nella loro qualità di attori non statali.


La questione era diversa in epoca regnicola. Oggi il problema è che questi soggetti non sono facilmente individuabili.
Se lo Stato Repubblicano eventualmente volesse avere un rapporto ad esempio con il Gran Maestro Costantiniano a chi dovrebbe rivolgersi?
Non è ridicola per lo stesso SMOC questa faida che dura da 60 anni?
Lo Stato Italiano che dovrebbe fare? [hmm.gif]


Penso francamente che la risposta sia insita nel riconoscimento, da parte dello Stato Italiano, di entrambi i Rami Duosiciliani e relativi Gran Maestri. Ogni Gran Maestro è quindi oggetto di una relazione specifica.
Chiaramente ci si auspica un superamento della crisi interna alla Dinastia ed un ricongiungimento (anche se i membri dei rispettivi rami riconoscono chiaramente solo le gerarchie del proprio), ma al momento queste due realtà vanno considerate come distinte... e lo Stato Italiano mostra di agire compatibilmente con questo assunto.
A l'heure où le mal a si souvent droit de cité parmi les hommes, et jusque dans les plus hautes institutions, le réveil de la vocation chevaleresque est une urgence, à laquelle le ciel n'a jamais tardé à répondre. P. Philippe-Emmanuel RAUSIS o.p.
Avatar utente
Antesterione
 
Messaggi: 535
Iscritto il: domenica 25 giugno 2006, 11:43

Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Cav.OSSML » mercoledì 24 luglio 2019, 22:39

Ritengo paradossale che lo Stato Italiano autorizzi l'uso pubblico (sia ai civili che ai militari) di ordini cavallereschi dinastici conferiti da pretendenti al trono di ex-regni preunitari debellati e confluiti nel Regno d’Italia prima e nella Repubblica Italiana poi.
La legge 3 marzo 1951, n° 178, che rende possibili tali autorizzazioni, a mio avviso, è una legge mal fatta che andrebbe riformata.
Il pensiero del legislatore del 1951 secondo cui gli “Ordini non nazionali” sono una cosa diversa dagli Ordini degli Stati esteri suscitò, ed ancora suscita, non poche perplessità.
In una recente proposta di legge d'iniziativa di alcuni deputati (presentata l'8 novembre 2012 e poi naufragata) recante delle modifiche alla legge 3 marzo 1951, n. 178, in materia di istituzione, conferimento e uso delle onorificenze, nonché soppressione della Consulta araldica e istituzione dell'Ufficio araldico di Stato, si legge:
“Nonostante che la materia, in un momento di forte crisi economica e sociale, non costituisca, di certo, una delle maggiori preoccupazioni di questa assise parlamentare, tuttavia recenti episodi, riportati anche dalla stampa nazionale, di truffe perpetrate ai danni di ignari cittadini e della fede pubblica da soggetti del tutto privi di legittimazione storica e di titoli giuridici impongono l'adozione di misure più restrittive e maggiormente efficaci, sia dal punto di vista della prevenzione che della repressione, nella materia dell'uso delle onorificenze e dei cosiddetti «Ordini non nazionali», tematica che già il compianto senatore Cossiga aveva acutamente focalizzato con una propria iniziativa legislativa.
Occorre fornire elementi di certezza e di serietà in una materia che rischia di naufragare nelle nebbie del ridicolo, quando non dell'illecito, con conferimenti da parte di privati, ancorché in taluni casi discendenti da antiche famiglie ex sovrane, privi di un'effettiva e attuale «fons honoris», con un sistema che rischia solo di alimentare finanziariamente, con cosiddette «tasse di cancelleria e di ammissione», coloro che tale potere si sono arrogati.
Il riferimento è a quegli Ordini dell'Italia pre-unitaria che i discendenti delle famiglie allora regnanti si arrogano come patrimonio personale, distribuendo onorificenze secondo criteri e modalità non sempre trasparenti e raramente ispirati a parametri di merito, dimenticando che come gli Stati pre-unitari sono confluiti nell'Italia unita, così anche le onorificenze e gli Ordini che di quelle realtà statuali erano patrimonio sono, del pari, divenuti patrimonio dell'Italia unita”.
Ora si può condividere o meno quanto espresso nella proposta di legge, ma come giustamente rilevava il nostro Presidente degli Uberti in una precedete discussione è certo che “una legge così limitativa esiste solo in Italia (o si proibisce tutto o si proibisce bene e con un senso, e poi non si fanno differenze nell'autorizzare qualcosa...)”.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
Avatar utente
Cav.OSSML
 
Messaggi: 515
Iscritto il: giovedì 29 settembre 2011, 15:40
Località: Castrum Maiense

Precedente

Torna a Ordini Cavallereschi, Onorificenze e Sistemi premiali/ Orders of Chivalry & Honours



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 4 ospiti