Le origini dell'araldica

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Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » lunedì 20 maggio 2019, 7:35

Cari amici,

la teoria del Pastoureau e di altri araldisti del passato sull'origine e la causa materiale dell'apparizione delle armi - la necessità per ciascun combattente di essere identificabile sul campo di battaglia - è stata recentemente contestata e, si può dire ormai, superata. Credo sia necessario, dunque, porlare alla vostra attenzione alcuni studi che chiariscono la questione.

https://www.academia.edu/3269626/L._HAB ... p._143-165

https://www.academia.edu/15144267/Linve ... _1100-1160
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » martedì 28 maggio 2019, 19:00

Una sintesi sullo stato attuale delle ricerche si trova nel Manuel de Heraldique Emblematique Medievale dello studioso francese Laurent Hablot (2019), un'opera eccellente che tutti coloro che intendono studiare scientificamente la materia dovrebbero avere nella propria biblioteca.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda Jean.de. Courtois » venerdì 7 giugno 2019, 20:51

Sareste cosi gentili da fare un piccolo sunto in italiano per chi, come me, non conosce le lingue?
Grazie :-)
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » sabato 8 giugno 2019, 12:52

Diversi studi attestano come nel corso del XII secolo l'uso degli stemmi riguardò dapprima i capi militari e poi i cavalieri banderesi che riprendevano le loro armi (i cosiddetti "gruppi araldici"). In effetti l'analisi delle pratiche militari mette in evidenza un emblematica di gruppo più individuale, basata su un insieme di segni collettivi (gonfaloni, bandiere, colori, gridi d'arme, ecc-) usati come segnaletica militare. Sostenere che l'araldica nacque dalla necessità per ciascun combattente di essere riconosciuto nel campo di battaglia non ha, secondo questi studi, nessun senso. La vera araldizzazione della nobiltà cavalleresca avvenne nel XIII secolo e fu sostanzialmente legata alla pratica dei tornei, che uniformò socialmente l'uso dello stemma e valorizzò l'individuo piuttosto che il gruppo. Questo in estrema sintesi: tutto rigorosamente documentato.

Un'altro mito da sfatare: finora si pensava che le prime armi fossero emblemi individuali. Gli studi di Nieus sul corpus dei più antichi sigilli recanti armi dimostra invece come l'araldica fosse legata alla parentela sin dalle origini.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda Messanensis » sabato 8 giugno 2019, 13:31

marcello semeraro ha scritto:
Un'altro mito da sfatare: finora si pensava che le prime armi fossero emblemi individuali. Gli studi di Nieus sul corpus dei più antichi sigilli recanti armi dimostra invece come l'araldica fosse legata alla parentela sin dalle origini.


Quindi si può dire che fin dalle origini gli stemmi erano la rappresentazione grafica di un cognome... E che la nascita dell'araldica familiare è legata alla nascita dei cognomi e viceversa. Giusto?
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » sabato 8 giugno 2019, 14:14

Messanensis ha scritto:
marcello semeraro ha scritto:
Un'altro mito da sfatare: finora si pensava che le prime armi fossero emblemi individuali. Gli studi di Nieus sul corpus dei più antichi sigilli recanti armi dimostra invece come l'araldica fosse legata alla parentela sin dalle origini.


Quindi si può dire che fin dalle origini gli stemmi erano la rappresentazione grafica di un cognome...


Direi, più in generale, che l'uso di emblemi parlanti è noto sin dai primordi dell'araldica, ma occorre aggiungere che in questo periodo la trasmissione di emblemi avveniva soprattutto attraverso il lignaggio materno, in linea con le antiche strutture orizzontali della parentela, come dimostrano gli studi di Hablot e Nieus sui primi sigilli.

E che la nascita dell'araldica familiare è legata alla nascita dei cognomi e viceversa. Giusto?


Questa era l'ipotesi di Pastoureau, ma anche questa teoria è stata superata dalla lettura socio-politica che ne danno gli autori summenzionati.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » sabato 8 giugno 2019, 14:17

Teniamo presente che rispetto all'epoca degli studi fondativi di Pastoureau tante altre fonti sono state scoperte, fonti che hanno permesso di avere una maggiore comprensione del contesto che determinò la nascita delle armi.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda Jean.de. Courtois » sabato 8 giugno 2019, 17:32

gentilissimi ! vi ringrazio toto corde [thumb_yello.gif]
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » domenica 9 giugno 2019, 19:33

Una cosa comunque credo sia evidente. Nei campi di battaglia del XII non era certo lo scudo armeggiato l'elemento decisivo che permetteva ai combattenti di riconoscere compagni e nemici nel pieno della mischia.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marco foppoli » lunedì 10 giugno 2019, 10:43

Ma infatti non mi pare che Pastoureau disconosca che l'elemento vessillare per uso bellico sia tra le concause della formazione araldica; l'ipotesi di Hablot che è nota da qualche anno,- comparve come saggio in "Estudos de heraldica medieval" del 2012 - per certi aspetti integra e approfondisce quanto dobbiamo a Pastoureau.
Saluti, MF.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda Antesterione » lunedì 10 giugno 2019, 13:07

marcello semeraro ha scritto:Una sintesi sullo stato attuale delle ricerche si trova nel Manuel de Heraldique Emblematique Medievale dello studioso francese Laurent Hablot (2019), un'opera eccellente che tutti coloro che intendono studiare scientificamente la materia dovrebbero avere nella propria biblioteca.


Grazie per l'utilissima e cortese segnalazione.

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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » lunedì 10 giugno 2019, 17:59

marco foppoli ha scritto:Ma infatti non mi pare che Pastoureau disconosca che l'elemento vessillare per uso bellico sia tra le concause della formazione araldica;.


Certo, ma resta il fatto che riteneva che la nascita delle armi fosse legata all'evoluzione dell'equipaggiamento militare fra l'XI e il XII secolo, cosa che si è rivelata non vera.


L'ipotesi di Hablot che è nota da qualche anno,- comparve come saggio in "Estudos de heraldica medieval" del 2012


Infatti l'ho consigliato qualche post fa:

marcello semeraro ha scritto:Cari amici,


https://www.academia.edu/3269626/L._HAB ... p._143-165



In realtà da allora nuove ricerche sono state condotte (determinate è stato lo studio "L'invention des armoiries en contextee" di Jean-François Nieus, uscito lnel 2017). Non a caso lo stesso Hablot approfondisce la questione nel suo Manuale.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda Antonio Pompili » martedì 11 giugno 2019, 17:16

Tutto è sempre nuovo, nulla lo è mai del tutto.

Sono d'accordo con Marco nel ritenere che questi studi non apportino nulla di particolarmente nuovo rispetto a quanto assunto negli ultimi tre decenni (con quella che possiamo chiamare una vera e propria rinascita dell'araldica come disciplina di autentico valore scientifico).

Che gli albori dell'araldica siano stati sui campi di battaglia ma che poi bisognerà aspettare i tornei perché il fenomeno araldica possa dirsi pienamente configurato, penso possa essere dato poco discutibile. In fondo, oltre a tutta la necessaria documentazione che si può esporre a sostegno di questa tesi, è utile anche una semplice considerazione: solo lo sviluppo di una pratica come quella dei tornei, governata da precise regole e rituali, poteva fare da contesto adeguato allo sviluppo del nuovo codice di riconoscimento grafico che in brevissimo tempo si diffuse e si consolidò con certa uniformità in tutta Europa.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda marcello semeraro » mercoledì 12 giugno 2019, 9:14

Caro Don Antonio, mi permetto di dissentire. Innanzitutto, non mi sembra che Marco Foppoli abbia voluto disconoscere il valore delle recenti ricerche sulle origini dell'araldica, come invece hai fatto tu nel tuo intervento, in particolare quando scrivi:

Sono d'accordo [...] nel ritenere che questi studi non apportino nulla di particolarmente nuovo rispetto a quanto assunto negli ultimi tre decenni




Nel tuo Manuale di araldica ecclesiastica, uscito nel 2014, riprendendo quasi alla lettera la teoria del Pastoureau, tu scrivi:

È opinione assai diffusa tra gli studiosi che i primi stemmi fecero la loro comparsa nella prima metà del XII secolo, un pò dappertutto in Europa occidentale (ma soprattutto nelle regioni fra la Loira e il Reno), a partire dal mondo cavalleresco e militare, come segno di identificazione individuale e, in seguito, familiare. La comparsa degli stemmi, se in generale fu inevitabilmente legata alle trasformazioni della società occidentale all'indomani dell'anno mille, in modo particolare derivò dalla necessità pratica di essere riconosciuti dai compagni d'armi in conseguenza dell'evoluzione dell'equipaggiamento militare verificatasi dalla fine dell'XI secolo. Resi praticamente irriconoscibili da un elmo che racchiudeva completamente il capo lasciando limitata la capacità visiva, i cavalieri acquistarono progressivamente l'abitudine di far dipingere sulla superficie del loro scudo figure geometriche, animali o floreali, che potessero servire da segno di riconoscimento sui campi di battaglia come pure nei tornei.


Due anni prima era uscito lo studio di Hablot e prima ancora quelli di R. Jones (Bloodied Banners: Martial Display on the Medieval Battlefield) e A. Ailes (The knight, heraldry and armour: the role of recognition and the origins of heraldry), che contestavano questa ipotesi.

Ma andiamo con ordine.

1) Innanzitutto non è vero che i primi stemmi apparvero "un po' dappertutto in Europa occidentale". L'analisi critica del corpus dei primi sigilli araldici mostra che l'apparizione dei primi stemmi avvenne in un quadrante molto preciso e omogeneo dell'Europa (nord della Francia e sud dell'Inghilterra). I primi portatori di stemmi, inoltre, appartenevano allo stesso milieu aristocratico, vale a dire a quello dei grandi feudatari legati ai conti di Vermandois (aristocrazia di origine carolingia, quindi) e alla loro rete di parentela. Solo successivamente si verificò un'estensione al sud dell'Europa, ma con tempi molto più lenti di quello che solitamente si crede. La visione paneuropea che ne dai tu, ripresa dal Pastoureau, non ha ormai alcun fondamento scientifico.

2) Non è vero, inoltre, che i primi stemmi erano un "segno di identificazione individuale". Sin dalle origini è la famiglia che trionfa. Anche in questo caso l'analisi critica dei primi sigilli lo dimostra in maniera inequivocabile: Vermandois, Meulan, Clare, ecc. Il fatto, caro Don Antonio, è che rispetto ai tempi di Pastoureau altri sigilli sono stati scoperti ed altri ancora, citati dallo stesso Pastoureau e da altri araldisti del passato, sono stati oggetto di analisi critica più rigorosa.

3) Infine, non è dimostrato che i primi stemmi nacquero "in conseguenza dell'evoluzione dell'equipaggiamento militare", allorché i cavalieri, "resi praticamente irriconoscibili da un elmo che racchiudeva completamente il capo lasciando limitata la capacità visiva, acquistarono progressivamente l'abitudine di far dipingere sulla superficie del loro scudo...". La cotta di maglia e il casco conico a nasale rendevano già irriconoscibili i combattenti nella battaglia di Hastings, come si vede nell'arazzo di Bayeux (nel quale, tra l'altro, la decorazione araldica non ha alcun valore emblematico, ma solo ornamentale). Perché, allora, "inventare" l'araldica quasi cento anni dopo? L'analisi critica delle fonti (soprattutto narrative e letterarie) dimostra che nel campo di battaglia medievale ciò che garantiva un' immediata riconoscibilità erano i segni vessillari dei capi militari, i gridi d'arme e certi segni collettivi (ad esempio lo stesso colore per lo stesso gruppo). Nel campo di battaglia del XII secolo un "normale" cavaliere non si sarebbe mai sognato di inalberare le sue insegne araldiche. Solo i capi militari avrebbero potuto farlo e solo in seguito i cavalieri banderesi ne ripresero l'uso, ispirandosi alle armi dei loro patroni. Ciò che contava davvero era la coerenza visiva del gruppo, non la riconoscibilità individuale di ciascun cavaliere. Il grande scudo a mandorla armeggiato non è mai stato un elemento decisivo per il riconoscimento nel campo di battaglia: la sua incurvatura crescente, il suo angolo di lettura limitato (solo l'osservazione di faccia, cioè a partire dal campo avverso, avrebbe potuto in effetti garantirne l'immediata riconoscibilità) e la possibilità che potesse danneggiarsi a seguito dei colpi subiti gli impedivano di avere un ruolo pratico in tale circostanza. La stessa araldizzazione della panoplia dei capi militari non riguardò solo lo scudo, una tutta una serie di supporti (vessilli armeggiati, selle, gualdrappe) destinati a fare di lui un vero e proprio punto di riferimento visivo. Nel campo di battaglia, quindi, la funzione pratica legata al riconoscimento dello scudo armeggiato era molto debole.
Tu parli giustamente dei tornei, ma questo fenomeno di araldizzazione dell'insieme della classe cavalleresca, legato sicuramente alla pratica dei tornei, si completa solo nel corso del XIII secolo. Se lo scudo armeggiato si diffuse all'insieme della classe cavalleresca e, in seguito, a tutta la società medievale fu per motivi simbolici e non pratici.

Tutti questi nuovi elementi erano sconosciuti fino a qualche anni fa.

In conclusione, dire che i più recenti studi, la cui importanza e la cui validità sono stati riconosciuti anche dallo stesso Pastoureau, non aggiungano nulla di particolarmente nuovo significa, a mio avviso, disconoscere il valore della ricerca scientifica. Nonostante la stima che nutro per te e per le tue ricerche, quello che hai scritto nel tuo Manuale, uscito non tre decenni fa, ma nel 2014, è abbastanza traballante alla luce delle più recenti ricerche.

Che gli albori dell'araldica siano stati sui campi di battaglia ma che poi bisognerà aspettare i tornei perché il fenomeno araldica possa dirsi pienamente configurato, penso possa essere dato poco discutibile.


Detto così può essere condivisibile, ma molti aspetti nel frattempo sono stati precisati, corretti, definiti. Occorre, dunque, conoscerli e correggere il tiro.
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Re: Le origini dell'araldica

Messaggioda Antonio Pompili » mercoledì 12 giugno 2019, 20:14

marcello semeraro ha scritto:
Che gli albori dell'araldica siano stati sui campi di battaglia ma che poi bisognerà aspettare i tornei perché il fenomeno araldica possa dirsi pienamente configurato, penso possa essere dato poco discutibile.

Detto così può essere condivisibile, ma molti aspetti nel frattempo sono stati precisati, corretti, definiti. Occorre, dunque, conoscerli e correggere il tiro.

Diciamo che oltre ad aver scritto un Manuale, non mi sono stancato in questi ultimi anni di leggere anche scritti di altri autori… La mia frase che citi alla fine del tuo lungo intervento sintetizza perfettamente il mio pensiero al riguardo, e non penso vada in contraddizione con quanto ho scritto nel Manuale a proposito delle opinioni diffuse tra diversi autori circa le più remote origini militari. Lo stesso famosissimo arazzo che citi, dove le immagini dipinte sullo scudo avevano valore sicuramente ornamentale (più difficilmente emblematico), dice che le basi sono state gettate sui campi di battaglia. I tornei hanno fatto il resto.
Quanto alla diffusione "un po' dappertutto in Europa occidentale”, questa penso sia - a parte i primi usi più circoscritti dal punto di vista geografico come da quello sociale (cosa notissima a chiunque conosca un minimo di storia dell’araldica minimamente fondata sulle fonti) - difficilmente negabile, anche nella sua velocità, considerati i non raffinati e potenti mezzi di comunicazione esistenti allora tra le diverse popolazioni rispetto ai giorni nostri. Ma questo richiederebbe più lungo discorso.
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