Discendenza e appartenenza

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » domenica 6 gennaio 2019, 21:06

o tutti apparteniamo dalla famiglia di cui a qualsiasi titolo portiamo il nome, oppure il concetto di famiglia diviene tanto vago che tutti possiamo veramente dirci figli di nessuno o, al massimo e con faticosa acquisizione, figli di noi stessi.

Io credo che noi siamo figli di noi stessi
siamo figli delle nostre azioni e dei nostri pensieri
Siamo animali da branco e i nostri comportamenti sono legati alla logica del branco e all'accettazione ( o al rigetto ) del capobranco
ma Il figlio scemo di un padre geniale ha poco da ricordare agli altri di essere il figlio di un padre geniale

avere uno Stato laico, ossia eliminare Dio dal centro della discussione, annienta ogni pretesa di avere una autorità sociale investita di potere da un potere soprannaturale ancora più grande (si ricorderà a tal proposito la frase di Umberto II: "la Monarchia non è un partito. È un istituto mistico, irrazionale [...]", ecc.);

Io ho imparato ad amare la storia di Firenze o meglio la storia del popolo fiorentino che fino a quando fu in regime comunale ( repubblicano ) fu faro di civilta'
Sono convinto che oggi avremmo molto da imparare dalla storia dei Comuni italiani
Dominati da un pragmatismo che poneva la comunita' sopra ogni cosa e sopra l'individuo; ma dove l'individuo aveva sempre la possibilita' di emergere
Nei nostri antichi Comuni la laicita' era prevalente anche in quei Comuni che si riconoscevano guelfi ( vedi guerra degli otto santi che contrappose i Fiorentini al Papa e vedi l'infinita' di interdetti papali contro Firenze )
Il problema e' che valutiamo poco la storia di quando noi Italiani avevamo qualcosa da insegnare al mondo
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda fabrizio guinzio » domenica 6 gennaio 2019, 21:26

Carissimo Pierluigi, non possiamo trasferire nel passato categorie che riguardano solo repubbliche attuali, per esempio quella francese slovacca italiana etc. Le repubbliche comunali italiane riconoscevano la superiore autorità dell'Impero e del Papato, sia quelle guelfe che ghibelline, si riconoscevano tutte pari legittimità, sul Palazzo Vecchio di Firenze troneggia anche lo stemma ghibellino di Firenze, tutti avevano pari dignità sia se vincitori o vinti, buoni o cattivi non si era per appartenenza politica "a priori" etc. , Dio era il Bene ed il demonio il male. La Slovacchia vieta il socialismo reale(comunismo) l'Italia il socialismo nazionale(fascismo) in Francia il laicismo è d'obbligo e lasciamo perdere ulteriori amenità!
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » domenica 6 gennaio 2019, 22:54

Carissimo Pierluigi, non possiamo trasferire nel passato categorie che riguardano solo repubbliche attuali, per esempio quella francese slovacca italiana etc. Le repubbliche comunali italiane riconoscevano la superiore autorità dell'Impero e del Papato, sia quelle guelfe che ghibelline, si riconoscevano tutte pari legittimità, sul Palazzo Vecchio di Firenze troneggia anche lo stemma ghibellino di Firenze, tutti avevano pari dignità sia se vincitori o vinti, buoni o cattivi non si era per appartenenza politica "a priori" etc. , Dio era il Bene ed il demonio il male.

No ! non ci siamo
Odio la scuola per come rovina la conoscenza
La maggior parte delle persone ha una conoscenza storica del medioevo da libro scolastico


E' un periodo meraviglioso ed umanamente grandioso
pieno di eretici Ghibellini pieno di Guelfi ribelli al Papa e all'Impero
Di mercanti ricchissimi che impugnavano la spada e combattevano e morivanosotto le insegne del Comune
Con i mercanti che tornavano dall'estero con una schiera di figli bastardi rigorosamente riconosciuti
con Dante che colloca i Papi nell'inferno
con la Chiesa che s'inventa il purgatorio
con Firenze sotto interdetto papale un giorno si ed un giorno no ; una volta ben due interdetti nello stesso giorno

Cecco Angiolieri cantava
S'i fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i fosse vento, lo tempestarei;
s'i fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i fosse Dio, mandereil' en profondo;
s'i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s'i fosse 'mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S'i fosse morte, andarei a mi' padre;
s'i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi' madre.
Si fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Dante :
Ed el mi disse: «Volgiti! Che fai?
Vedi là Farinata che s'è dritto:
da la cintola in sù tutto 'l vedrai».
Io avea già il mio viso nel suo fitto;
ed el s'ergea col petto e con la fronte
com' avesse l'inferno a gran dispitto.

Lorenzo dei Medici
Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.

Coluccio Salutati e le sue grandiose invettive contro il tiranno Visconti
......................
Gli storici ancora discuttono sui motivi della fioritura d'ingegni che animava la Firenze dei secoli xiii xiv xv e parte del xvi
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 7 gennaio 2019, 18:21

Cnoarissimo Pierluigi, non vedo alcun contrasto fra quanto scritto da me ed il contenuto del tuo ultimo post. Nel mio volevo solo far presente che prima della Rivoluzione francese(parte giacobina, non fogliante) non esistevano il laicismo l'ateismo di stato e la mancanza di reciproca legittimazione. L'Evo contemporaneo si suole far nascere nel 1889. Papa e Sacro Romano Imperatore potevano scontrarsi ma mai hanno messo in dubbio la reciproca necessaria esistenza.
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » lunedì 7 gennaio 2019, 19:34

1
Queĺlo che volevo dire è che i Comuni toscani avevano un impronta fortemente laica e con Enrico vii dell' imperatore si perde traccia
Comunque i Comuni erano fortemente gelosi delle loro autonomie istituzionali.
2
La favola dell' anno mille si sente ancora circolare ; descrivente un uomo medioevale tremebondo in attesa della fine del mondo quando la storia moderna lo vede invece negli stessi anni porre le basi della civiltà moderna
Incline a sfruttare l'invenzione del purgatorio purgando i peccati numerosi con una donazione alla chiesa al momento della morte
Per l'Italia sono stati molto più oscuri i secoli xvii xviii e in parte il xix.
3
Io mi accaloro forse troppo e mi scuso ma il mercante medioevale è stupefacente, con la scarsa tecnologia del tempo si muoveva continuamente
In brevissimo tempo percorreva distanze incredibili
Il Comune aveva leggi ingiuste verso l'individuo ma efficaci all' esistenza dell' istituzione
La fede era come oggi molto più di forma che di sostanza
Se poi pensiamo che il trecento è il secolo delle grandi rivolte operaie...
Rivolte che non hanno niente ha che fare con quelle del novecento ma che fanno capire qualcosa.
Non parliamo poi dell' istruzione che non era preclusa alle fanciulle ( basta leggere il Villani per capire l' importanza deĺla cosa)
Fino al cinquecento molti nelle campagne toscane sapevano leggere scrivere e far di conto
Nei secoli successivi con la controriforma l'ignoranza dilagherà.
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 7 gennaio 2019, 22:21

Condivido con te che il Basso Medioevo è un' epoca bella per la nostra Italia, non è una novità, lo ha affermato anche un grande poeta straniero, Ezra Pound, il Rinascimento ne è stato il culmine. Aggiungo che grazie a Dio dalle rissose repubblichette provinciali si è progrediti fino a Signorie(Monarchie) regionali con grandi Dinastie italiane. Lorenzo de Medici il Magnifico ago della bilancia della Lega Italica. Nostra memoria e identità(titolo di un libro di San Giovanni Paolo II, il suo testamento). Io a Firenze con molti amici mi riconosco nei monarchici "palleschi", tu mi sembri un repubblicano "arrabbiato"; comunque sempre meglio dei repubblicani "piagnoni". Se mi avessi preso per bigotto, sappi che da studente delle medie a Firenze ho dato del piagnone al sindaco La Pira in visita alla scuola, nonostante l'intervento a mia difesa e conciliatore della contessa Mazzei ho preso come premio un 7 in condotta e 2 su tutte le materie. Salvato dal mio trasferimento a Bracciano a seguito di padre militare. Ciao carissimo e complimenti per la tua passione e cultura storica ed il tuo amore per il capoluogo toscano, condiviso,
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » lunedì 7 gennaio 2019, 23:01

Vedi la prevalenza medicea sarebbe durata 60 anni quasi quanto la prevalenza albizesca ( prevalenza non signoria )
( nota bene gli Albizi caddero per troppo rispetto delle leggi repubblicane )
la cacciata di Piero de Medici (1494) fu l'atto terminale di una storia iniziata nel 1434
La Repubblica cadde solo per le armi spagnole in aiuto al papa mediceo
L'assedio di Firenze e' uno dei momenti storici di cui come Italiani dovremmo andare orgogliosi
La grandezza della Repubblica di Venezia , di Genova , di Firenze, di Siena , di Lucca non possono in alcun modo essere paragonate alle asfitiche e lilipuzziane monarchie che ne hanno preso il posto, E' una differenza di storia
La tardata unificazione italiana e il modo con cui si e' compiuta e' un problema che ha bisogno di volumi
la controriforma ed i suoi effetti una vagonata di volumi
La storia ha una sua semplicita' ma bisogna star attenti a non semplificarla troppo

la Serenissima Repubblica di Venezia ( l'ultima a cadere ) rappresento' per moltissimo tempo un oasi di liberta' religiosa mentre in Italia si bruciavano le persone in nome di Dio
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 8 gennaio 2019, 19:31

Rispondimi carissimo perchè non vorrei avere l'ultima parola(2 ultime solo con mia moglie: si' cara!). La Repubblica ligure ha raggiunto una dimensione regionale(ma è ingloriosamente caduta dopo essersi venduta la Corsica) quella veneta lo stesso ma la sua vergognosa fine è stata riscattata dalla Seconda Repubblica veneta della Guerra d'indipendenza italiana. Le uniche grandi per dimensioni e durata. I Medici hanno unito la Toscana, mi sembra un grande merito, le repubbliche toscane sono scomparse, annesse in varie tappe. Una grande dinastia, anche se il loro stato non ha ricevuto la stima e la considerazione degli ambasciatori veneziani, che hanno affermato che nessuno stato italiano era tanto caro ai sudditi come quello dei Savoia. Venezia aveva previsto il futuro della cara Italia fin dall'epoca di Carlo Emanuele I. Ciao,
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » mercoledì 9 gennaio 2019, 8:35

Ti rispondo sicuramente perché vorrei farti comprendere bene il mio punto di vista e perché vorrei parlare del pensiero di Monaldo
Ma ho bisogno di una risposta articolata e col ceĺlulare perdo la linea .Spero staserra
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » martedì 15 gennaio 2019, 15:34

Scusa il tempo trascorso
Ti rispondo volentieri perche’ ho cosi modo di esprimere i miei dubbi in un certo qual modo anche su quanto detto dal sig Idamante
Per sig Idamante
Monaldo ( una bella penna tra l’altro anche come genealogista ) va in difficolta’ quando parla del potere usurpato e si arrampica sugli specchi per giustificare l’usurpazione del prepotente conciliandola con la volonta’ di Dio
La storia e’ fatta di moltissime usurpazioni , di molte guerre , di molte ingiustizie, di molte prepotenze , e di bazzecole del genere in cui Dio non ha niente a che fare anche se l’uomo lo chiama sempre in causa
Monaldo e’ uomo ancora pienamente immerso nel xviii secolo , la sua educazione deriva da due secoli di condizionamenti politici e religiosi che caratterizzano solo i secoli xvii e xviii con idee che non erano esistite prima e che cesseranno poi

Per sig Fabrizio

Cosa si ricorda della storia d’Italia
Culla di civilta’ con i Romani
Poi le invasioni barbariche come le chiamiamo noi o delle grandi migrazioni come le chiamano gli altri dove su un paese spopolato si abbattevano popoli in cammino con guerrieri mandrie donne e bambini composti da molte molte migliaia di elementi
La formazione di un Italia a nord e a sud longobarda
L’avanzata mussulmana che rende il mediterraneo impraticabile ai cristiani
Le repubbliche marinare
Lo scontro tra Franchi e Longobardi fommentato dal Papa
La formazione dell’impero franco
Un fatto che e’ quasi unico nel panorama europeo la formazione dei Comuni Italiani al Nord

Se io guardo al passato della nostra Nazione vedo tentativi di creare una Nazione italiana
I Longobardi
Federico ii
Il Visconti
Ladislao
Non vj fu un vero processo unitario per una serie di ostacoli
Uno su tutti la presenza a mezza Italia dello stato della Chiesa
Da tempi immemorabili il Papa di turno si adoprava perche’ nord e sud non fossero sotto un'unica potentato per non essere stritolato
Alla fine del XV secolo Inghilterra Francia Spagna completano i loro processi unitari e con eserciti potenti cominciano a guardare intorno con cupidigia
l’Italia rimane divisa in staterelli
Il processo unitario in Inghilterra Francia Spagna porta a quel fenomeno di assolutismo regio , di unto del signore , che era del solo imperatore da quando a sorpresa fu messa dal Papa la corona in testa a Carlo Magno
Assolutismo caratteristico dei secoli xvi xvii xviii che modifica profondamente il concetto della figura del re e della nobilta’ mescolandolo ad un aspetto religioso ( invenzione utilitaristica di quel tempo imposta alle masse contemporaneamente dal potere laico e dal potere religioso)
Si ripristina un unita’ tra politica e religione da tempo dimenticata
E’ la lotta tra il re e feudatari che in realta’ vantavano gli stessi diritti , l’unzione da parte di Dio e’ utilizzata per imporre la filosofia della prevalenza del re la nobilta’ riceve in cambio il potere sul popolo diritto divino del re diritto divino della nobilta’
Compreso il deuteronomio di vera e propria filosofia si tratta vedi Jean Bodin , Hobbes…….

L’aristocrazia feudale (Inghilterra Francia Spagna ) diviene corte ed esercito
I poveri staterelli italiani si trovano ad affrontare eserciti nazionali che vengono da anni di guerre
Le mura studiate per i combattimenti medioevali sono sottoposte al tiro di artiglierie sempre piu’ progredite
Sono vasi di coccio in mezzo a vasi di ferro e capitolano uno dietro l’altro
Si formano stati monarchici spesso sotto dominazione straniera
L’aristocrazia italiana si trasforma nella nobilta’ e questa in corte ( ma non in esercito a differenza di Inghilterra Francia Spagna)
Il ducato dei Savoia e’ piu’ francese che italiano

Fino a questo punto le nostre idee possono trovare punti di convergenza ma la logica su cui ci troviamo d’accordo e’ la logica della prepotenza e della usurpazione
Dovevamo prima creare uno stato unitario per opporci allo straniero uniti e non divisi ( che mi sembra compendiare le istanze risorgimentali )

In realta’ quando si guardi ad una logica che vada oltre quella della prepotenza e della usurpazione
Si resta stupefatti di fronte al contributo che i nostri Comuni hanno dato alla storia dell’arte , alla storia dei commerci , alla storia della produzione , alle scoperte geografiche………a tutto
Gli statuti comunali sono esempi di una pragmaticita’ che potrebbe ispirare il nostro Stato : molti problemi a cui noi cerchiamo una soluzione erano gia’ stati risolti dagli statuti comunali nel tre quattrocento
E’ come per la Grecia antica : la Grecia vinta conquisto’ Roma
Il nostro umanesimo , il nostro rinascimento lasciano a bocca aperta gli stranieri nonostante la nostra pochezza militare

Roma seppe raccogliere l’eredita’ greca , purtroppo le istituzioni che sostituirono i Comuni non seppero fare altrettanto
Anche qui la differenza la fa la Chiesa con Paolo IV e Pio V e una controriforma oscurantistica a tutti i livelli
I secoli XVII XVIII e in parte XIX ci vedono ai margini dell’Europa privi di una cultura propria , fuori da qualunque contesto politico( con il povero Galileo costretto ad abiurare : un abiura di un povero vecchio che grida ancora vendetta )
La storia della nobilta’ in quel periodo varia da stato a stato

Firenze: Senza i due Papi medicei i Medici non avrebbero mai fatto ritorno a Firenze
La fine di Firenze fu un atto abbastanza vile
I Medici rientrati in Firenze dopo l’atroce sacco di Prato furono nuovamente scacciati da Firenze nel 1527 dopo l’altrettanto atroce sacco di Roma
Fatta la pace tra Carlo V Asburgo e Clemente VII Medici il Papa cerco’ la signoria di Firenze per il figlio naturale Alessandro
ATTENZIONE come un granello cambia la storia
Carlo V non se la sentiva di privare Firenze della sua liberta’ e propose in cambio per Alessandro il Ducato di Milano
Clemente VII si ostino’ ( per molti motivi comprensibili ) per avere Firenze
La lotta dell’esercito fiorentino contro le truppe spagnole e papali fu meno scontata di quanto si possa pensare , la resistenza dei fiorentini fu spavalda ed eroica

Due buoni libri
Alessandro Monti :Firenze 1530 l’assedio ,il tradimento
Alessandro Monti l’assedio di Firenze 1529 1530


Con la successione ad Alessandro di Cosimo I (uomo di grandissime capacita’) si ha l’unione della Toscana ( anche la Corsica aveva chiesto di farne parte !!!)
Dopo il diluvio ……….( rallentato da Ferdinando ) con una Toscana allo sbando piena di gente ignorante e di una religione cupa di una nobilta’ in parte indebitata e stracciona
Poi il buon governo dei Lorena che fecero riforme epocali senza riuscire pero’ a sanare del tutto i danni fatti dagli ultimi Medici

Come vedi lo scenario e’ sempre lo stesso guerra morte fame
A Firenze ( ed in altri luoghi d’Italia ) in un certo momento ( Comune e Repubblica ) sullo scenario immutabile , si disegnarono per un periodo non breve delle cose anche diverse che ancora oggi destano stupore e ammirazione
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda Idamante » domenica 20 gennaio 2019, 13:35

fabrizio guinzio ha scritto:Grazie per quanto postato! Mio padre, oltre ad essere un lettore assiduo di Leopardi figlio(e cultore di Dante) è un ammiratore di Monaldo, recentemente riscoperto. Mi ha dato in lettura i suoi scritti. Le Costituzioni sono importanti, si denominano costituzionali un tipo di Monarchie, ma non improntano la Storia di alcun Paese come la Bibbia il Corano l'Avesta il Tao etc. Peraltro a livello interno(esoterico) esiste un'unica religione, quella tradizionale(Renè Guenon "Scritti sull'esoterismo islamico e il Taoismo" editore Adelphi). Ancora oggi sono le religioni ad avere maggior influenza, nella nostra Italia i non religiosi atei(Calendario Atlante De Agostini) sono in una percentuale inferiore all'1 per cento)il 25 per cento in Spagna e via proseguendo. A mio sommesso parere un Capo di Stato deve esserlo per Grazia(non per digrazia) di Dio e per volontà della Nazione(senza alcun dubbio, la possibilità di referendum/plebisciti su qualsiasi argomento di rilievo è fondamentale).

Caro Sig. Fabrizio,
capisco benissimo la sua posizione e posso anche dirle di auspicare che in un futuro (che forse nessuno di noi vedrà) si possa tornare a una impostazione più tradizionale.
Ma le chiedo sommessamente di sforzarsi a guardare la realtà per come essa è, e non per come vorremmo che fosse. L’autorità oggigiorno non discende - e non viene neanche fatta discendere! - dalla divinità: 1) non discende perché: si forma a partire da un patto sociale di natura assolutamente essoterica, non nascosto, non trascendente; 2) non viene fatta discendere perché: nessuna autorità attuale si dice e potrebbe dirsi tale per grazia di Dio.
Ugualmente accade nelle famiglie. Lo status dei singoli (secondo l’attuale normativa: figli nati nel matrimonio, fuori di esso, adottivi) è riconosciuto non già da Dio ma dalla società nel suo complesso; società che si costituisce attraverso delle leggi e, appunto, legittima lo status dei singoli. Io posso dirmi figlio di mio padre e di mia madre, coniugati civilmente fra loro (giacché il matrimonio religioso non rileva ai fini pubblici), perché la società nel suo complesso mi consente di dichiararmi tale.
Che Dio (laddove esistesse), valutando la storia umana secondo i precetti contenuti nei testi sacri, possa valutare diversamente le tematiche esposte è possibile. Nello specifico: 1) potrebbe non vedere favorevolmente le attuali autorità civili repubblicane a favore di quelle monarchiche; 2) potrebbe intendere le appartenenze familiari in maniera totalmente diversa da come abbiamo iniziato a intenderle noi.
Nessuno di noi però ha un filo diretto con l’Altissimo, e nessuno può dirsi assolutamente certo dell’esistenza di una realtà parallela diversa da quella sociale: quella ipotetica e opinabile; questa invece tangibile e concreta, e di cui possiamo ragionevolmente dirci certi.

pierluigic ha scritto:Per sig Idamante
Monaldo ( una bella penna tra l’altro anche come genealogista ) va in difficolta’ quando parla del potere usurpato e si arrampica sugli specchi per giustificare l’usurpazione del prepotente conciliandola con la volonta’ di Dio
La storia e’ fatta di moltissime usurpazioni , di molte guerre , di molte ingiustizie, di molte prepotenze , e di bazzecole del genere in cui Dio non ha niente a che fare anche se l’uomo lo chiama sempre in causa
Monaldo e’ uomo ancora pienamente immerso nel xviii secolo , la sua educazione deriva da due secoli di condizionamenti politici e religiosi che caratterizzano solo i secoli xvii e xviii con idee che non erano esistite prima e che cesseranno poi

Caro Sig. Pierluigi,
la mia citazione monaldesca era finalizzata esclusivamente a riportare un esempio autorevole della vecchia impostazione, dalla quale derivava il modo antico di intendere l’autorità e i rapporti di appartenenza familiare: ha certamente dei difetti, ma anche molti pregi.

Deferenti saluti,
Idamante
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda pierluigic » lunedì 21 gennaio 2019, 22:59

Per sig Idamante
Ben risentito
Ho voluto sottolineare che Monaldo non e’ uomo dell’antichita’
E’ uomo da secoli xvii e xviii
Soli secoli in cui si assiste nel mondo cattolico ad un tuttuno massivo tra potere religioso e laico
Una religione alleata al potere in una convenienza reciproca per oscurare la ragione e l’istruzione laica. La religione della controriforma e dell’inquisizione e l’assolutismo regio e nobiliare a braccetto

Per il resto ci stiamo incamminando su un terreno periglioso ed e’ meglio fermarsi:
la mia citazione monaldesca era finalizzata esclusivamente a riportare un esempio autorevole della vecchia impostazione, dalla quale derivava il modo antico di intendere l’autorità e i rapporti di appartenenza familiare: ha certamente dei difetti, ma anche molti pregi.


In ogni tipo di societa' umana non dobbiamo mai dimenticare un assunto
Citandomi
Debbo al cav OSSML una risposta più articolata
Gli uomini sono tutti uguali
Non sono tutti uguali per le loro abilità. Vi è chi è più intelligente chi più forte chi più coraggioso
Sono tutti uguali per le loro debolezze. Tutti si ammalano si deprimono soffrono invecchiano muoiono
I gagliardi gli astuti finiscono allo stesso modo dei gracili e degli scemi pasto ai vermi o al fuoco
Mi creda non esiste ( fortunatamente ) una razza eletta ( la natura non la prevede )


Ricordo infine che il povero Giacomo Leopardi si lamentava scrivendo al padre di questi scritti paterni che disdegnava e si lamentava perche' alcuni finivano per attribuirglieli a sua vergogna
Insomma Monaldo Leopardi era un uomo vecchio per gli stessi tempi in cui viveva
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Re: Discendenza e appartenenza

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 31 gennaio 2019, 17:11

Errata corrige! Dove ho scritto che la Storia Contemporanea è nata nel 1889 volevo scrivere 1789 - Rivoluzione francese. A proposito di Repubbliche Marinare italiane citate da Pierluigi merita di essere ricordata la toscana Pisa(mi sembra di rammentare assassinata ed annessa da Firenze), l'attuale stemma della nostra Marina Militare corretto dall'Aldrighetti è bellissimo, presente sulle bandiere navali militare e mercantile(senza corona navale). Manca solo nel cuore lo scudo sabaudo, tenendo conto che tale stemma risale al Regno d'Italia e che nel 1300 il Conte Verde fu il protagonista della pace di Torino fra le care repubbliche di Venezia e Genova vi andrebbe rimesso. Solo in Italia siamo così faziosi(non solo i toscani, ahimè), in Europa orientale sono state ripristinate bandiere e stemmi storici del passato buttando nella pattumiera quelli di un breve passato dittatoriale di sinistra. Ciao,
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