Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Nessuno » venerdì 16 febbraio 2018, 15:55

Questo è il genere di discussione che mi disturba ampiamente... 95.000 euro all'anno di reddito... professionisti in arti liberali...

Io non prendo all'anno neppure 1/6 di quella cifra e sono un lavoratore precario... non parliamo di patrimonio personale. Eppure, me ne vado in giro per il mondo in luoghi depressi e in preda al degrado per portare aiuto personalmente con le mie mani... molte estati le trascorro anche come ausiliario civile per le forze armate di un altro Stato perché voglio dare il mio contributo contro il terrorismo internazionale. Io, se fossi un cavaliere, non mi sentirei affatto inferiore al confratello milionario: io rischio la mia pelle per interpretare il messaggio di Cristo... Se la nobiltà viene dalla spada, io la uso e rischio la mia vita per gli altri... E' facile fare i cavalieri donando denaro... lo farei anch'io se ne avessi le possibilità... Dal momento che non ne ho, non faccio del bene comodamente da casa: mi sporco le mani per servire. Suggerisco a coloro che hanno rigurgiti borghesi neoélitari di fare quello che faccio io tutti gli anni, vediamo se ne hanno il coraggio. Ah... io ho anche già preso la malaria tre volte (plasmodium falciparum eh, non mi faccio mancare nulla) e una volta febbre dengue, per non parlare dei razzi che mi sono visto sopra la testa un anno. Ma qui pare che il "more nobilium", che non si comprende bene dove inizi e dove termini, abbia la supremazia sopra tutto... se aveste voluto uccidere la cavalleria attraverso la reductio ad pecuniam, complimenti... il piatto è servito...
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda brixianus » venerdì 16 febbraio 2018, 17:03

Il fatto che Lei svolga volontariato internazionale non La autorizza a giudicare gli altri. Lei non conosce l'istituzione cavalleresca, è evidente, quindi eviti inutili polemiche contro qualcuno o qualcosa che Lei non conosce e che, ripeto, non può giudicare. Distinti saluti e buona fortuna per le Sue attività umanitarie.
P.S.: troppo spesso non si riesce a imbastire una discussione serena e costruttiva, in questo forum
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 16 febbraio 2018, 17:27

Nessuno ha scritto:Questo è il genere di discussione che mi disturba ampiamente... 95.000 euro all'anno di reddito... professionisti in arti liberali...

Per la cavalleria servono, azioni, buone intenzioni, onorabilità e suolo sociale... servono tutti questi elementi non alcuni...
La cavalleria è, è stata e spero continuerà ad essere una elite... (tradotto - pochi - )
Nessuno ha scritto:Io, se fossi un cavaliere, non mi sentirei affatto inferiore al confratello milionario

Infatti non c'è da sentirsi inferiori né tanto meno superiori... solo un imbecille può pensare che l'avere un titolo renda qualcuno superiore ad un altro... oltre ad essere stupido sarebbe anacronistico.
Nessuno ha scritto:mi sporco le mani per servire

Io conosco tanti - e di diversa estrazione sociale - che lo fanno anche assieme nella medesima organizzazione... il volontariato non è cosa riservata solo ai poveri o al ceto medio...
Nessuno ha scritto:Suggerisco a coloro che hanno rigurgiti borghesi neoélitari di fare quello che faccio io tutti gli anni

Io ne conosco parecchi di borghesi che fanno quello che fa lei... e che in silenzio, non solo fanno i volontari, ma addirittura pagano lo stipendio alle persone che li coordinano...
Nessuno ha scritto:Ma qui pare che il "more nobilium", che non si comprende bene dove inizi e dove termini, abbia la supremazia sopra tutto...

Per essere cavaliere serve il more nobilium (che non è solo reddito, aspetto che rileva - a mio giudizio - solo nella misura in cui è necessario ad affrontare senza pensieri tutti gli impegni economici a cui si deve far fronte).

Le rivendicazioni di classe sono ampiamente superate se non ridicole... così come le rivendicazioni alla io sono più figo di te perché in estate in vece che al mare in sardegna vado a salvare i babbuini in Monzambico, che fa tanto radical-chic e quindi discriminatorio come il classismo di vittoriana memoria.
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 16 febbraio 2018, 17:32

L'aspetto economico del more nobilium per me deve consistere nel poter far fronte senza pensieri agli impegni economici cui si è chiamati. Chiarisco il mio punto di vista con un paio di esempi.
Se io sono un funzionario di una agenzia pubblica o privata, ho il mio stipendio, possiedo casa, o magari non volendo possedere casa ne ho una locata, ho sufficienti disponibilità economiche per far fronte a tutti gli impegni di spesa che la mia condizione richiede ed in più posso far tranquillamente fronte agli oneri che l'appartenere alla cavalleria richiede, dal punto di vista economico posso avere il more nobilium.
Se io sono un imprenditore ed ho un'azienda che fattura un paio di milioni di euro l'anno, che va in giro in Maserati ma che a fine mese ha sempre dei problemi a trovar le risorse per pagare i dipendenti e far fronte agli innumerevoli adempimenti cui la professione di imprenditore è chiamata... direi che dal punto di vista economico non godo del "more nobilium".
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Nessuno » venerdì 16 febbraio 2018, 19:23

brixianus ha scritto:Il fatto che Lei svolga volontariato internazionale non La autorizza a giudicare gli altri. Lei non conosce l'istituzione cavalleresca, è evidente, quindi eviti inutili polemiche contro qualcuno o qualcosa che Lei non conosce e che, ripeto, non può giudicare. Distinti saluti e buona fortuna per le Sue attività umanitarie.
P.S.: troppo spesso non si riesce a imbastire una discussione serena e costruttiva, in questo forum


Certamente, infatti non mi permetto di giudicare ciò che non conosco. Frequento gli ambienti e parlo per mia esperienza. Poi, ovviamente, il fatto che si reputino indegne della cavalleria persone che non soddisfanno alcuni parametri economici del tutto arbitrari non è assolutamente assimilabile al "giudicare ciò che non si conosce", vero?
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Nessuno » venerdì 16 febbraio 2018, 19:39

nicolad72 ha scritto:
Nessuno ha scritto:Questo è il genere di discussione che mi disturba ampiamente... 95.000 euro all'anno di reddito... professionisti in arti liberali...

Per la cavalleria servono, azioni, buone intenzioni, onorabilità e suolo sociale... servono tutti questi elementi non alcuni...
La cavalleria è, è stata e spero continuerà ad essere una elite... (tradotto - pochi - )

Io credo, invece, che si faccia eccessiva confusione tra cavalleria e nobiltà...

Nessuno ha scritto:Io, se fossi un cavaliere, non mi sentirei affatto inferiore al confratello milionario

Infatti non c'è da sentirsi inferiori né tanto meno superiori... solo un imbecille può pensare che l'avere un titolo renda qualcuno superiore ad un altro... oltre ad essere stupido sarebbe anacronistico.

La prego di scusarmi se mi permetto, ma, dall'esterno, per qualcuno che legge per la prima volta una discussione come questa, ciò che è stato scritto fino a questo punto ha proprio il sentore di una non ben manifesta superiorità.

Nessuno ha scritto:mi sporco le mani per servire

Io conosco tanti - e di diversa estrazione sociale - che lo fanno anche assieme nella medesima organizzazione... il volontariato non è cosa riservata solo ai poveri o al ceto medio...

Può conoscere anche tutti e sette i miliardi di individui su questo Pianeta... e so benissimo che il volontariato non è cosa riservata solamente agli ultimi... e ci mancherebbe!

Nessuno ha scritto:Suggerisco a coloro che hanno rigurgiti borghesi neoélitari di fare quello che faccio io tutti gli anni

Io ne conosco parecchi di borghesi che fanno quello che fa lei... e che in silenzio, non solo fanno i volontari, ma addirittura pagano lo stipendio alle persone che li coordinano...

Per carità, non metto in dubbio le sue parole. Anzi, le sottoscrivo, dal momento che mi è capitato sovente di dividere il povero giaciglio con persone altolocate con cui collaboravo in alcune attività.

Nessuno ha scritto:Ma qui pare che il "more nobilium", che non si comprende bene dove inizi e dove termini, abbia la supremazia sopra tutto...

Per essere cavaliere serve il more nobilium (che non è solo reddito, aspetto che rileva - a mio giudizio - solo nella misura in cui è necessario ad affrontare senza pensieri tutti gli impegni economici a cui si deve far fronte).

Sono d'accordo, senza dubbio. Ciò che, invece, non mi convince sono i parametri individuati per definire il vivere more nobilium.

Le rivendicazioni di classe sono ampiamente superate se non ridicole... così come le rivendicazioni alla io sono più figo di te perché in estate in vece che al mare in sardegna vado a salvare i babbuini in Monzambico, che fa tanto radical-chic e quindi discriminatorio come il classismo di vittoriana memoria.


Questa se la poteva proprio risparmiare... Non comprendo donde provenga tanto livore. Il classismo di cui parla fa il paio con il classismo che traspira in taluni post che leggo qui. Infine, se solo potessi davvero permettermi arie da radical-chic... ahimè, non ho abbastanza denaro per permettermi tanto pessimo gusto.

Comunque, messe da parte le ostilità, il vivere more nobilium è difficile da individuare oggigiorno. Faccio un esempio che mi riguarda: da quanto leggo, un bravo e acclamato medico potrebbe avere i requisiti per il mos nobilium. Nella zona dove sono nato e hanno sempre vissuto i miei antenati, la professione di medico è sempre stata vista male fino al 1700 circa. Mio padre, che ancora oggi mantiene le tradizioni dei nostri antenati, ha opposto un veto grande come il Brasile quando, molti anni fa, avevo espresso il tenue desiderio di fare il medico. Risultato? Oggi non sono un medico e, per i miei genitori, ho mantenuto il mos nobilium.
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 16 febbraio 2018, 20:33

Nella zona dove sono nato e hanno sempre vissuto i miei antenati, la professione di medico è sempre stata vista male fino al 1700 circa. Mio padre, che ancora oggi mantiene le tradizioni dei nostri antenati, ha opposto un veto grande come il Brasile quando, molti anni fa, avevo espresso il tenue desiderio di fare il medico. Risultato? Oggi non sono un medico e, per i miei genitori, ho mantenuto il mos nobilium.


Paese che vai usanza che trovi. Va detto che una volta i chirurghi erano i macellai del paese.
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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda Luca Bracco » venerdì 16 febbraio 2018, 22:01



Paese che vai usanza che trovi. Va detto che una volta i chirurghi erano i macellai del paese.




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Re: Che requisiti deve avere un uomo per divenire cavaliere?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 16 febbraio 2018, 22:08

Paese che vai chirurgo che trovi
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Re: Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda brixianus » sabato 17 febbraio 2018, 11:56

Non ho mai parlato di "indegnità", egregio Signor Nessuno (absit iniuria verbis!), si tratta di meri presupposti/requisiti.
Esempio: secondo Lei, chi non è alto almeno 1,98 m. è "indegno" di entrare nei Corazzieri oppure, semplicemente, non ne ha i requisiti? Chi non può entrare nei Corazzieri, come il sottoscritto, si deve sentire sminuito? Io dico di no e Lei?
Troppa retorica non giova alla ricerca, mi perdoni.
La nobiltà e la cavalleria sono "classiste"? Certo, è di solare evidenza, visto che creano "suddivisioni sociali" (mi si passi la locuzione) ma non nel senso negativo da Lei prefigurato. Ottimo l'esempio dell'avv. Nicola, circa il funzionario e l'imprenditore rampante.
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Re: Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 17 febbraio 2018, 14:54

L'esempio riportato dal Collega Nicola tra il funzionario e l'imprenditore mi sembra calzante.
Chi decide di entrare a far parte di un Ordine Cavalleresco deve sapere che ciò comporta anche obblighi finanziari verso di esso che vanno puntualmente onorati.
Purtroppo la realtà insegna che non pochi sono i cavalieri che risultano morosi nel pagamento delle quote che vanno a favore delle opere assistenziali dell'Ordine.
Che gli Ordini Cavallereschi abbiano una componente classista è fuori dubbio, non per altro perché esistono al loro interno delle classi, ma ciò non significa che avere un atteggiamento classista sia una virtù.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Re: Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda Nessuno » sabato 17 febbraio 2018, 22:30

brixianus ha scritto:Non ho mai parlato di "indegnità", egregio Signor Nessuno (absit iniuria verbis!), si tratta di meri presupposti/requisiti.
Esempio: secondo Lei, chi non è alto almeno 1,98 m. è "indegno" di entrare nei Corazzieri oppure, semplicemente, non ne ha i requisiti? Chi non può entrare nei Corazzieri, come il sottoscritto, si deve sentire sminuito? Io dico di no e Lei?
Troppa retorica non giova alla ricerca, mi perdoni.
La nobiltà e la cavalleria sono "classiste"? Certo, è di solare evidenza, visto che creano "suddivisioni sociali" (mi si passi la locuzione) ma non nel senso negativo da Lei prefigurato. Ottimo l'esempio dell'avv. Nicola, circa il funzionario e l'imprenditore rampante.


Sono d'accordo, sebbene non su tutto. Io credo che sia umano sentirsi sminuiti in tal caso... esattamente come si sentirebbe sminuito un daltonico quando scoprisse che, povero lui, occorre non essere tale per coronare il sogno di fare il pilota di aerei. E' ovvio che non si hanno i requisiti... ma è altrettanto ovvio che ci si senta sminuiti se ci si scopre incapaci di soddisfare detti requisiti.
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Re: Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda Nessuno » sabato 17 febbraio 2018, 22:35

Cav.OSSML ha scritto:L'esempio riportato dal Collega Nicola tra il funzionario e l'imprenditore mi sembra calzante.
Chi decide di entrare a far parte di un Ordine Cavalleresco deve sapere che ciò comporta anche obblighi finanziari verso di esso che vanno puntualmente onorati.
Purtroppo la realtà insegna che non pochi sono i cavalieri che risultano morosi nel pagamento delle quote che vanno a favore delle opere assistenziali dell'Ordine.
Che gli Ordini Cavallereschi abbiano una componente classista è fuori dubbio, non per altro perché esistono al loro interno delle classi, ma ciò non significa che avere un atteggiamento classista sia una virtù.


E, se mi è permesso, vorrei esternare il mio disappunto intorno alla miopia incorsa nell'investire cavalieri tali personaggi...
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Re: Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda brixianus » mercoledì 21 febbraio 2018, 14:44

Concordo assolutamente sull'esistenza di tale "miopia valutativa", ormai alquanto diffusa e perniciosa.
Certa facilità di cooptazione sta portando alcuni Ordini verso un triste destino...
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Re: Presupposti soggettivi per l'ammissione al ceto equestre

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 21 febbraio 2018, 20:45

Non so perché, ma penso che se qualcuno, dotato di buon uso della lingua italiana, di conoscenza delle regole delle Buone, raffinate maniere e via così, scrivesse un bel libro sullo stile degli antichi manuali Hoepli, dal titolo:
"More Nobilium - ovvero manuale completo per ammaestrare ciascun uomo, tanto plebeo, quanto borghese, ad accrescere la propria educazione e modi, insino ad avere quelle qualità che lo faranno ammettere negli alti circoli della Società e financo nella Cavalleria",
Quest'autore ne venderebbe un gran numero di copie.

...compresa una versione per tablet o smartphone, dedicata ai nativi digitali: "Nobility for dummies" o "How to become a Knight".
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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