legge 3 marzo 1951 n° 178

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda soragni ugo » sabato 3 febbraio 2018, 22:54

egr. forumisti
la legge 3 marzo 1951 n° 178 all'articolo 8 stabilisce che è vietato il conferimento di onorificenze, decorazioni e distinzioni cavalleresche con qualsiasi forma e denominazione, da parte di enti. associazioni o privati. Nel periodo del Regno esisteva una regolamentazione similare oppure ognuno era libero di conferire e di conseguenza portare ciò che più gli piaceva ?
grazie Ugo
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda nicolad72 » sabato 3 febbraio 2018, 23:11

Durante il regno lo Statuto Albertino riservava la creazione e il conferimento delle onorificenze cavalleresche esclusivamente alla persona del re.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Elmar Lang » domenica 4 febbraio 2018, 10:34

Quindi certe "accademie", magari ispirate a santi, o dinastie decadute (essendo i loro capi dei privati), a quanto pare, non possono conferire insegne cavalleresche o distinzioni varie
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda nicolad72 » domenica 4 febbraio 2018, 10:44

Enzo, mi sembra che si stia scoprendo l'acqua calda...
Poi "accademie"... per me l'accademia è ben altro... direi che siamo difronte ad una altra - ed ennesima - usurpazione di titolo, un tentativo di dare una dignità meramente nominale, ad un agglomerato umano che ha fatto dello studio una remota eventualità quando doveva essere una priorità e che ora cerca un vano riscatto senza rendersi conto di creare solo grottesche ed imbarazzanti situazioni.
Basta leggere quel che scrivono per rendersi conto del "livello accademico"... in qualcuna si riscontrano errori grammaticali finanche nel nome che si sono auto-assegnate
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda robyn » domenica 4 febbraio 2018, 12:12

Una domanda ma se oggi un cittadino italiano,senza appartenere ad un ordine cavalleresco ne discendere da famiglia insignita del cavalierato ereditario,si fa chiamare cavaliere,si stampa biglietti da visita e carta intestata,trasgredisce la legge? Al di la dell' essere ridicolo.Grazie [cheers.gif]
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Elmar Lang » domenica 4 febbraio 2018, 12:52

Se uno si definisce "Cavaliere" non essendolo, usurpa un titolo: in Italia, i cavalieri ci sono, ovvero quelli che avendo meritato verso la Patria, hanno ricevuto la detta classe, in uno degli ordini della Repubblica, o che avessero ricevuto ordini da stati esteri, e ne abbiano avuto autorizzazione dallo Stato Italiano, secondo la procedura prevista.

La prima condanna... è il ridicolo, poi, sperando, arriva il rigore della legge.

Circa le "accademie" che conferiscono "insegne cavalleresche", me ne sono imbattuto recentemente in una, con spassosissimo sito web, ecc.. ecc.

Concordo con Nicola, riguardo la conoscenza della grammatica e sintassi italiana, da parte di quegli "accademici". Purtroppo, la nostra lingua è ahimè maltrattata quasi ad ogni livello.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda soragni ugo » domenica 4 febbraio 2018, 20:09

forse non mi sono espresso bene. Chiedevo semplicemente se durante il Regno una medaglia al merito odi benemerenza rilasciata da una associazione poteva essere liberamente portata sul petto.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda nicolad72 » domenica 4 febbraio 2018, 23:18

Ho risposto e ho detto di no.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Tilius » lunedì 5 febbraio 2018, 11:09

nicolad72 ha scritto:Durante il regno lo Statuto Albertino riservava la creazione e il conferimento delle onorificenze cavalleresche esclusivamente alla persona del re.


Art. 78. - Gli Ordini Cavallereschi ora esistenti sono mantenuti con le loro dotazioni. Queste non possono essere impiegate in altro uso fuorché in quello prefisso dalla propria istituzione. Il Re può creare altri Ordini, e prescriverne gli statuti.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Tilius » lunedì 5 febbraio 2018, 11:18

robyn ha scritto:Una domanda ma se oggi un cittadino italiano,senza appartenere ad un ordine cavalleresco ne discendere da famiglia insignita del cavalierato ereditario,si fa chiamare cavaliere,si stampa biglietti da visita e carta intestata,trasgredisce la legge? Al di la dell' essere ridicolo.Grazie [cheers.gif]



Articolo 498 Codice penale
(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)
Usurpazione di titoli o di onori

Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 497 ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi (1) di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [348], ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro.
Alla stessa sanzione soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente (2) .
Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta le violazioni con le modalità stabilite dall'art. 36 e non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (3).

Il paradosso é che a farsi chiamare conte, marchese o altro titolo, de facto non si incorre in alcuna sanzione (stante il non riconoscimento dei titoli nobiliari in primis).
Il cavaliere ereditario (caso comunque alquanto raro in Italia) rischia - se sbandierato vie ppiù per iscritto - di confondersi col cavalierato repubblicano (OMRI o altro) e quindi potrebbe sembrare oggetto di illecito penale (o quantomeno l'autorità giudiziaria potrebbe facilmente considerarlo tale). Vai poi tu a dimostrare in sede penale che sei "cavaliere ereditario" per diritto nobiliare...
Questo per quanto concerne il mio punto di vista di privato cittadino.
Nicola, se vorrà, potrà dare parere professionale in merito. ;)
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Cav.OSSML » lunedì 5 febbraio 2018, 21:56

Tilius ha scritto:
robyn ha scritto:Una domanda ma se oggi un cittadino italiano,senza appartenere ad un ordine cavalleresco ne discendere da famiglia insignita del cavalierato ereditario,si fa chiamare cavaliere,si stampa biglietti da visita e carta intestata,trasgredisce la legge? Al di la dell' essere ridicolo.Grazie [cheers.gif]



Articolo 498 Codice penale
(R.D. 19 ottobre 1930, n.1398)
Usurpazione di titoli o di onori

Chiunque, fuori dei casi previsti dall'articolo 497 ter, abusivamente porta in pubblico la divisa o i segni distintivi (1) di un ufficio o impiego pubblico, o di un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, ovvero di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato [348], ovvero indossa abusivamente in pubblico l'abito ecclesiastico, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro.
Alla stessa sanzione soggiace chi si arroga dignità o gradi accademici, titoli, decorazioni o altre pubbliche insegne onorifiche, ovvero qualità inerenti ad alcuno degli uffici, impieghi o professioni, indicati nella disposizione precedente (2) .
Per le violazioni di cui al presente articolo si applica la sanzione amministrativa accessoria della pubblicazione del provvedimento che accerta le violazioni con le modalità stabilite dall'art. 36 e non è ammesso il pagamento in misura ridotta previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689 (3).

Il paradosso é che a farsi chiamare conte, marchese o altro titolo, de facto non si incorre in alcuna sanzione (stante il non riconoscimento dei titoli nobiliari in primis).
Il cavaliere ereditario (caso comunque alquanto raro in Italia) rischia - se sbandierato vie ppiù per iscritto - di confondersi col cavalierato repubblicano (OMRI o altro) e quindi potrebbe sembrare oggetto di illecito penale (o quantomeno l'autorità giudiziaria potrebbe facilmente considerarlo tale). Vai poi tu a dimostrare in sede penale che sei "cavaliere ereditario" per diritto nobiliare...
Questo per quanto concerne il mio punto di vista di privato cittadino.
Nicola, se vorrà, potrà dare parere professionale in merito. ;)

Per quanto concerne il cavalierato ereditario il rischio di confusione con il cavalierato OMRI è pressoché escluso, poiché coloro che rivestano tale titolo nobiliare non si indicano con il solo “Cav.” bensì usano nello scritto l’abbreviazione “Cav. Ered.”.
Del resto in Sardegna ove l’attribuzione del solo titolo di Cavaliere ereditario non accompagnato anche dal titolo di “nobile (sardo)” è rarissimo, la denominazione nello scritto è di norma quella di “Cav. Nob. Don”.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Cav.OSSML » martedì 6 febbraio 2018, 17:57

Prescindendo dalla questione di etichetta, e con limitazione ad una disamina giuridica della tematica di cui stiamo discutendo, secondo la legislazione italiana, un cavalierato di un ordine non nazionale riconosciuto dalla Repubblica Italiana va usato soltanto a seguito del rilascio dell’autorizzazione dell’onorificenza, perché la violazione di dette norme non costituisce usurpazione di titolo, ma autonoma violazione amministrativa prevista e sanzionata dalla legge n. 178/1951.
Chi intendesse usare un titolo cavalleresco non autorizzato e/o non autorizzabile in Italia dovrebbe essere comunque a conoscenza del fatto che questo titolo cavalleresco può essere eventualmente usato per un uso “limitato”, ben specificando, non genericamente il grado e basta, ad esempio sulla carta intestata, sui biglietti da visita, ma precisando Cavaliere dell’Ordine .....” al fine di evitare fraintendimenti, ovvero per evitare che si possa pensare che il grado si possa riferire ad un cavalierato statuale, come quello, ad esempio, dell’OMRI Italiano.
La Corte di Cassazione Penale, Sez. III, con sentenza n. 2008 del 23.4.1959 ha statuito che non costituisce reato l'uso di un’onorificenza concessa dal Capo di una Casata ex Regnante qualora ci sia ben chiara la specificazione dell'ordine cavalleresco non nazionale dinastico di collazione della Casata ex sovrana, sotto il riflesso che l’indicazione specifica del titolo cavalleresco serve a precisare la specie e la qualità dell'ordine cavalleresco e quindi non può generare confusioni con le onorificenza concesse dalla Repubblica Italiana.
La Corte di Cassazione Penale, Sez. V, in una sentenza anch’essa ormai abbastanza datata (01/10/1987) aveva poi ritenuto che “per la configurabilità del reato di usurpazione di titoli o di onori previsto dall’art. 498 c.p. non basta la mera attribuzione di un titolo non spettante, ma è necessario che codesta attribuzione sia rivolta a sorprendere e ingannare la fede altrui; ne deriva che il semplice fatto di arrogarsi titoli, grandi e decorazioni al solo scopo di soddisfare la propria vanità, non integra gli estremi del reato in questione sempre che l’attribuzione del titolo non sia rivolta a un terzo estraneo per approfittare ed abusare di esso in relazione ad un evento specifico”.
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Tilius » mercoledì 7 febbraio 2018, 9:43

Buono a sapersi. Domani ordino nuovi biglietti con "S.A.I.& R. Duca Marchese Conte Cav. Gran Croce Grand'Uff. Comm. Cav. Prof. Dott. Arch. Avv. Ing." come prenominale e "KG PRA PC VC" come postnominale. [dev.gif]
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda Cav.OSSML » mercoledì 7 febbraio 2018, 10:00

Tilius ha scritto:Buono a sapersi. Domani ordino nuovi biglietti con "S.A.I.& R. Duca Marchese Conte Cav. Gran Croce Grand'Uff. Comm. Cav. Prof. Dott. Arch. Avv. Ing." come prenominale e "KG PRA PC VC" come postnominale. [dev.gif]

Ci sono anche tutti i simpatici titoli dei Mega Presidenti e dei Mega Direttori della Megaditta (chiamata anche ItalPetrolCemeTermoTessilFarmoMetalChimica) di fantozziana memoria [jump.gif] [arf2.gif] :D
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Re: legge 3 marzo 1951 n° 178

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 7 febbraio 2018, 10:22

Cav.OSSML ha scritto:Prescindendo dalla questione di etichetta, e con limitazione ad una disamina giuridica della tematica di cui stiamo discutendo, secondo la legislazione italiana, un cavalierato di un ordine non nazionale riconosciuto dalla Repubblica Italiana va usato soltanto a seguito del rilascio dell’autorizzazione dell’onorificenza, perché la violazione di dette norme non costituisce usurpazione di titolo, ma autonoma violazione amministrativa prevista e sanzionata dalla legge n. 178/1951.
Chi intendesse usare un titolo cavalleresco non autorizzato e/o non autorizzabile in Italia dovrebbe essere comunque a conoscenza del fatto che questo titolo cavalleresco può essere eventualmente usato per un uso “limitato”, ben specificando, non genericamente il grado e basta, ad esempio sulla carta intestata, sui biglietti da visita, ma precisando Cavaliere dell’Ordine .....” al fine di evitare fraintendimenti, ovvero per evitare che si possa pensare che il grado si possa riferire ad un cavalierato statuale, come quello, ad esempio, dell’OMRI Italiano.
La Corte di Cassazione Penale, Sez. III, con sentenza n. 2008 del 23.4.1959 ha statuito che non costituisce reato l'uso di un’onorificenza concessa dal Capo di una Casata ex Regnante qualora ci sia ben chiara la specificazione dell'ordine cavalleresco non nazionale dinastico di collazione della Casata ex sovrana, sotto il riflesso che l’indicazione specifica del titolo cavalleresco serve a precisare la specie e la qualità dell'ordine cavalleresco e quindi non può generare confusioni con le onorificenza concesse dalla Repubblica Italiana.
La Corte di Cassazione Penale, Sez. V, in una sentenza anch’essa ormai abbastanza datata (01/10/1987) aveva poi ritenuto che “per la configurabilità del reato di usurpazione di titoli o di onori previsto dall’art. 498 c.p. non basta la mera attribuzione di un titolo non spettante, ma è necessario che codesta attribuzione sia rivolta a sorprendere e ingannare la fede altrui; ne deriva che il semplice fatto di arrogarsi titoli, grandi e decorazioni al solo scopo di soddisfare la propria vanità, non integra gli estremi del reato in questione sempre che l’attribuzione del titolo non sia rivolta a un terzo estraneo per approfittare ed abusare di esso in relazione ad un evento specifico”.


Questo è quel che succede quando una materia altamente specialistica viene gestita da chi è assolutamente ignorante in quel campo!
Non è un caso che ove i segni d'onore siano tutelati esita una specifica autorità - in alternativa una specifica normativa - che determini in modo chiaro e preciso cosa sia lecito e cosa no.
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