Catalogna, fine della Monarchia?

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Catalogna, fine della Monarchia?

Messaggioda contegufo » mercoledì 4 ottobre 2017, 19:23

Salve

Quali gli scenari dopo il discorso di Felipe VI ?
L'indipendenza della Catalogna sarà l'anticamera per la fine della Monarchia?

Saluti
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contegufo
 
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Re: Catalogna, fine della Monarchia?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 4 ottobre 2017, 20:14

Un bel articolo sul Corriere di ieri di Aurelio Musi Ordinario di Storia Moderna all'Università di Salerno

http://lanostrastoria.corriere.it/2017/ ... modernita/

La via spagnola alla modernità
di Aurelio Musi

Le vicende catalane di questi giorni sono, come spesso accade, presentate da quasi tutti i mezzi di informazione europea totalmente schiacciate sulla cronaca del presente come uno schematico conflitto fra centralismo e autonomia, fra repressione e autodeterminazione che, a limite, giustificherebbe la scelta indipendentista. Priva di qualsiasi base storica di riferimento, la rappresentazione mediatica confonde non poco le idee e non fornisce gli strumenti per una migliore comprensione del rapporto fra presente e passato.
La modernità della Spagna può identificarsi in un’esperienza particolare di sintesi fra unità e molteplicità dei suoi territori. Questa è la sua ricchezza, questo è il suo apporto anche alla formazione e allo sviluppo della civiltà europea, che le vicende attuali rischiano di disperdere.
La sua genesi precoce è nel matrimonio tra Ferdinando il Cattolico e Isabella di Castiglia(1469): due delle principali parti della Spagna medievale, Castiglia, Aragona, sono unificate sotto il profilo dinastico; poi sarà la volta di Navarra, Granada e Portogallo. Nella realtà storica il processo di unificazione e di incorporazione dinastica dei territori iberici sotto la Corona di Spagna, sia per i tempi sia per le forme dell’unione assai differenti fra loro, è complesso.
Castiglia e Aragona sono assai diverse sia sotto il profilo economico-sociale sia sotto quello politico. Il territorio castigliano è molto esteso: tre volte quello aragonese. La società è fondamentalmente agricolo-pastorale. L’Aragona, che comprende Catalogna, Aragona e Valenza, ha dato vita nel tardo Medioevo all’impero commerciale catalano-aragonese, egemone nel Mediterraneo. Il ceto mercantile e patrizio delle città gode di una forte ed estesa rappresentanza nelle istituzioni territoriali. Quindi un sistema assai più articolato rispetto a quello castigliano impone alla Corona l’adozione di un modello di governo del territorio che non può prescindere dalle sue rappresentanze, un sistema di riconoscimento di autonomie giudiziarie, fiscali, politiche. Quando si lacera il modus operandi, fondato su un rapporto quasi contrattuale fra la Corona e i sudditi catalano-aragonesi, questi si ribellano, come succede a fine Cinquecento, nel 1640, in altri momenti della storia successiva.
Tuttavia, anche nel periodo della massima espansione del world power spagnolo il sentimento protonazionale, come hanno dimostrato gli studi di José Antonio Maravall, non viene mai meno. Le popolazioni iberiche nutrono una doppia consapevolezza: il valore degli antichi regni, con le loro leggi e istituzioni e il riconoscersi in una base comune, meglio “comunitaria”, che si può chiamare Stato spagnolo. Durante i secoli della prima età moderna, il sistema imperiale spagnolo applica una linea flessibile e duttile nel governo dei territori, in particolare quello aragonese: la sovranità una e indivisibile governa adottando una linea politica di compromessi che, pur conservando e tutelando l’unità statualnazionale, stabilisce un rapporto quasi pattizio con i ceti territoriali, fino a riconoscere, come nel caso catalano, una notevole autonomia di poteri, che si accentua ancor più nel passaggio dal sistema imperiale al ripiegamento della Spagna su basi nazionali. Così, nella gerarchia dei territori iberici, tra XIX e XX secolo la Catalogna viene ad assumere un peso sempre maggiore per la sua ricchezza economica e la vivacità della sua società: rivendica e, in certa misura ottiene, sfere sempre più ampie e consistenti di autonomia.
Oggi non deve andare dispersa la ricchezza dell’identità spagnola, che non può tollerare separazioni, secessioni, indipendenza dei suoi territori. La Spagna una e diversa è ancora una straordinaria risorsa per se stessa, per l’Europa e per il mondo intero.
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Alessio Bruno Bedini
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Re: Catalogna, fine della Monarchia?

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 4 ottobre 2017, 22:12

Io penso che questo "desiderio di indipendenza" della Catalogna sia davvero, oltre che irresponsabile, anacronistico. Come se l'Alto Adige ed il Trentino, pretendessero l'indipendenza dall'Italia o, caso ancor più al limite, gli stati preunitari cercassero di tornare allo status sancito dal Congresso di Vienna...
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Catalogna, fine della Monarchia?

Messaggioda nicolad72 » giovedì 5 ottobre 2017, 13:12

I catalani sono rebel-inside... se avessero la repubblica tutta loro inizierebbero a litigare tra di loro... gente (non tutta ci mancherebbe solo una minima - seppur rumorosa - parte) che non è in pace con se stessa ed è sempre alla ricerca di qualcosa con cui lottare... quando forse dovrebbero prima guardare a loro stessi!
Tutti gli estremismi di sinistra hanno sempre trovato terreno fertile da quelle parti... un perché ci sarà!!!! non credete?
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Re: Catalogna, fine della Monarchia?

Messaggioda paolosalvatori » venerdì 6 ottobre 2017, 20:11

Credo proprio di no! Gli unici contrari al discorso di S. M Il Re sono stai il Governo Catalano - I Baschi - Il partitos Marxista Podemos e i suoi satelliti. Credo che ci sias stao un rafforzamento della Corona! Leggo articoli molto inesatti sulla stampa estera!
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Re: Catalogna, fine della Monarchia?

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 3 novembre 2017, 19:00

L'irrazionalità del comportamento del governo catalano sta anche nell'essersi lanciato in quest'avventura senza aver prima fatti adeguati preparativi. Le secessioni o sono condivise da entrambe le parti, com'è avvenuto nel rarissimo caso ceco/slovacco, oppure finiscono in guerra: è inevitabile e la storia ce lo conferma. Questi improvvisati non avevano nemmeno tessuto una rete di sostenitori internazionali e, men che meno, una forza armata alternativa, com'è accaduto nell'ex Jugoslavia. Si dirà meglio così. Concordo, ma allora non ci si dichiara indipendenti: la fine è nota. Tanto più se il governo centrale avesse accondisceso, si sarebbe scoperchiato un ribollire di indipendentismi assolutamente incontrollabile e destabilizzante per l'intero continente. In ogni caso, se questo è il carattere catalano, il futuro non si presenta roseo.
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