Il barone ed il biscotto di legno

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Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » mercoledì 11 gennaio 2012, 23:55

Cari amici del Forum,
sono nuovamente qua a scriverVi per raccontare la storia di una figura un po' particolare che visse nella mia città qualche decennio fa.
Ottimo racconto per poter meglio capire la figura di cui Vi sto per raccontare è il seguente scritto da Raffaele Poidomani Moncada , scrittore discendente dai Baroni del Carro e dal lato materno dalla nobile famiglia Moncada di cui non credo vi sia bisogno di presentazioni, intitolato "Il biscotto di legno". (qui riportato http://www.conteadimodica.com/cultura/e ... ottocr.pdf )

La figura di cui vi parlerò era un Barone, ma un Barone di quelli veri (come scrive scherzosamente in un altro racconto lo stesso Poidomani) oramai in stato di indigenza e povero in canna.
Si era ridotto a vivere in un modesto appartamento di un sontuoso e decaduto palazzo , composto da un solo balcone sulla via principale e da qualche angusta stanza nel sotto tetto. La casa cadeva a pezzi, non aveva nemmeno i vetri alle finestre e, di conseguenza, vi erano sempre le persiane serrate ed i riscaldamenti erano un lusso che poteva solo esser sognato.
Egli discendeva da nobili, nobilissime famiglie che un tempo avevano avuto una grandissima influenza nella nostra città : niente popò di meno che da un ramo dei Principi Rosso di Villa Cerami, ossia i Baroni del Circiolo (o Ciarciolo che dir si voglia) e della Corte e per una lontana ascendenza femminile dai Tomasi . Questi due cognomi crearono un inscindibile binomio familiare che tutt'ora ,seppur in schiatte molto remote, fiorisce nella mia città.

A costui, uomo sempre elegante con vestito e farfalla datati di decenni, non rimaneva nient'altro che la sua dignità nobiliare che riusciva a portare avanti ed a mantenere grazie ai mai perduti modi raffinati ed eleganti ma soprattutto cortesi , i quali riuscivano ad attirargli ancora qualche favore e simpatia che gli permettevano di vivere ,seppur in grandi ristrettezze.
Seppur povero, poverissimo, non mancava mai di gentilezze nei confronti del prossimo. Molti suoi amici raccontano come, tra un discorso e l'altro,riusciva sempre a farsi invitare a pranzo od a cena, sebbene prima di accettare ricordava sempre di dover controllare la sua agenda (che nessuno mai vide!). Ad ogni invito rispondeva sempre con una cortesia, seppur simbolica : Non mancava mai di portare anche un solo fiore alle mogli... Riusciva dunque a farsi voler bene da tutti, in un modo od in un altro.

Come dimenticarsi dei suoi viaggi a Roma, in cui diceva di andare per spasso e per donne(peccato che in realtà tutti sapevano non esistessero e chissà dove si andava a nascondere quel pover'uomo per quei due o tre giorni di vacanza..)o i suoi viaggi a Catania dal suo nobilissimo cugino Duca di Misterbianco, di cui andava tanto fiero.

Ogni tanto usciva fuori da quella sua confusa e buia casa qualche fucile di lusso di chissà che suo antenato, addirittura con finiture d'oro,che a datarli di inzio novecento era fin troppo, con cui si dedicava all'arte venatoria,unico suo modo di evasione .

Era riuscito , in oltre, ad andare realmente(!!!) in Portogallo dal Re per farsi convalidare i titoli dei suoi illustri antenati ma
che non gli furono mai concessi in quanto non fornì mai alcuni documenti che erano depositati nella chiesa maggiore poichè egli , non essendo praticante, aveva incontrato l'intransigenza del vecchio parroco, e da lì era iniziata una tacita guerra di sguardi ogni qual volta si incrociavano per le strade.
Era inoltre un fervido sostenitore della teoria che i Tomasi da cui discendeva fossero gli stessi da cui discendeva il famoso Scrittore,andando incontro risatine dei suoi amici.

Nobile, nobilissimo ma povero in canna. Fino all'ultimo mantenne la sua parvenza e contegno e con lui si spense uno degli ultimi capitoli della nobiltà della mia città. Un personaggio buffo e particolare ma che non riuscì mai a far dire una cattiva parola sul proprio conto.
Con lui si spense la parte di un mondo..ma si accese per i suoi eredi la possibilità di un lucroso affitto commerciale delle sue due stanze.

Cordialmente,
G.T.
Ultima modifica di LeSaboteur il martedì 17 gennaio 2012, 21:13, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda antonio33 » giovedì 12 gennaio 2012, 9:02

Caro amico, storia tristissima e bella...
Per esser signori a volte il denaro non serve.
Anzi...
Antonio
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Bottacin Arturo » giovedì 12 gennaio 2012, 11:47

Mia nonna diceva "Signori si nasce ricchi si diventa" , mentre sua madre contessa( ? ) quando la salutavano come tale rispondeva : cosa volete contessare quando nn ci sono soldi da contare!

ieri andando a spulciare tra glia archivi di una chiesa ho trovato varie indicazioni sulla stessa famiglia

nel 1700 ill.mo sig. conte .... possidente

dal 1850 in poi lo stesso cognome villici

entrambi però registrati come residenti nel castello del Borgo di Cusano.Questi signori sono ancora oggi annoverati tra le famiglie nobili del Friuli .. meditate gente come cambiano le strutture degli uffici dell' anagrafe.
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » giovedì 12 gennaio 2012, 15:32

Bottacin Arturo ha scritto: "Signori si nasce ricchi si diventa"



"Ricchi si diventa, eleganti si nasce" Honorè de Balzac
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda contegufo » venerdì 13 gennaio 2012, 19:38

Salve

Bella la storia raccontata purtroppo non unica nel suo genere di chi per educazione ricevuta piuttosto che dare un colpo d'ala al proprio cambiamento il che sarebbe stata vera prova di dignità, preferisce ripiegarle rinunciando al volo, sepolto dalla sua stessa miseria.
La rovina di Casa Uscher di Edgar Alan Poe.

Saluti

PS. Non è per caso che si potesse vedere una foto della magione del nostro?
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » sabato 14 gennaio 2012, 14:49

Caro Contegufo,
ho spesso riflettuto su questo colpo d'ala che molte, moltissime ,figure simili al nostro Barone in questione avrebbero potuto fare, arrivando ad una conclusione : Questi galantuomini si sono trovati nel bel mezzo del cambiamento del mondo , e soprattutto, dell'economia. Provenivano da un mondo in cui chi possedeva la terra era ricco ed infallibile ; non avevano mai lavorato un giorno della loro vita e nella loro mentalità ben poco entrava il concetto di lavoro . Di certo non sono figure da stimare per il modo di vita, ma da capire ed apprezzare per quello che erano e che sono stati fino all'ultimo : grandi signori.

Cordialità

p.s. - Ecco qua la sua ex abitazione.
E' un bel palazzo tardo barocco , rimasto incompiuto per i suoi 2/5. Oggi sede di un noto albergo, non è ancora stato oggetto di restauro per quel che riguarda la facciata. L'incuria del tempo e dei proprietari ha, in oltre, portato a far crollare lo stemma che stava sul portone.
L'appartamento del nostro Amico era composto dal balcone di sinistra più il sottotetto di cui ora si intravede solo la ringhiera.
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda contegufo » sabato 14 gennaio 2012, 20:20

Salve

Si, concordo che fosse quasi impossibile agire diversamente e scavalcare le alte mura di un modus vivendi di secolare abitudine, credo anche che pochi ci siano riusciti affondando con la loro stessa nave perchè "la dignità" lo imponeva.
In realtà si era privi del libero arbitrio e incapaci di quel colpo d'ala che la propria condizione attuale avrebbe richiesto.
Forse non esser nessuno lo avrebbe avvantaggiato piuttosto che esser qualcuno anche se scalcinato.......

Il Palazzo era quindi già stato frazionato da divisioni ereditarie?

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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » sabato 14 gennaio 2012, 21:14

contegufo ha scritto:Si, concordo che fosse quasi impossibile agire diversamente e scavalcare le alte mura di un modus vivendi di secolare abitudine...


Ci troviamo perfettamente d'accordo.

Il palazzo era frazionato in più parti ,tutte degli eredi, fino a qualche decennio fa. Oggi una frazione è in vendita mentre la maggior parte è sede di un prestigioso albergo.
Il palazzo era anticamente residenza dei Manenti , Baroni di Giarrentini e delle Musebbi, titoli che ora si trovano nella famiglia Cartia di Sparacito e La Rocca da Ragusa ; successivamente passò nelle mani dei Cannizzaro ed in ultimo alla famiglia del suddetto.

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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » sabato 14 gennaio 2012, 21:33

Aggiungo che, a seguito di ricerche, la discendenza del Nostro Personaggio credo possa realmente essere dagli stessi Tomasi del famoso Scrittore ; infatti il binomio Tomasi e Rosso li si ritrovano anche in una tomba presso la chiesa principale del mio paese del 1600.

Citando Eugenio Sortino Trono :
D. Mario Tomsi, della famiglia di Capua, trapiantava a Licata dove fu mandato da quel Capitano d'armi nel 1585, e poi passava o a Modica, o a Ragusa, e in uno dei due paesi sposava l'ungenita Francesca Caro Celestri (di Fredinando Celestri, discendenti di Palmiero Caro primo Bar. di Montechiaro il 2 marzo del 1400) Bar. di Montechiaro, Cominazzo, Ficamora e Mandranova, per cui tenuta corrispondente in Adoamento 4 valli armati . (Ruolo feudale 1595 - 1606, in Magno cit., Bar e Signori in Sicilia, pag 314). Sono a Ragusa intorno il 1600, e il loro primogenito ferdinando qui sposa la Mag. Isabella Arestia Iurato del Bar. Giulio ( Dotali 16 febbraio 1613 Not Rizono Francesco di Modica) . Di lui testamento 26 agosto 1615 Not. Silvio Nicita, di lui sorella Lauria sposava il Mag. Epifanio Molì di Chiaramonte, Bar di pate di Canicarao (dotali 27 aprile 1606, Not. Sgarlata Flor. di Chiaramonte) e di fratello Mario si ha una donazione che fa a Carlo figlio di Ferdinando, di quanto gli compete per la vita milizia sopra le baronie della madre (9 novembre 1629 Not. Mazza Giuseppe).
Carlo Anzidetto, nato qui il 17 ottobre del 1614, succedeva al padre e otteneva investitura il 6 giugno del 1637,. Con il fratello gemello,Giulio, abbandonava Ragusa per andare a fondare un vassallaggio nel feudo di Montechiaro, che appellò poi Palma di Montechiaro, sul quale ottenne titolo dcale nel 1638. Attirato dalla vita monastica, non avendo voluto prender moglie, vestiva nel 1641 l'abito dei Chierici Regolari, dopo aver ceduto beni e titoli al fratello Giulio. Moriva a Roma nel 1675 in fama di santità e i suoi abiti furono spartiti quali venerat reliquie.
L'anzidetto GIulio, Bar. come sopra, Duca di Palma, indi 13 agosto 1667 Principe di Lampedusa, sposava D. Rosalia Traina di Girgenti, ricca di più feudi quali Falconeri, Torretta, Raffarosso e Montecolombrino.
Quantunque passata a Palma, la famiglia non deve annoverarsi più come Ragusana [...]
Arma : D'azzurro al leopardo illeonito d'oro, sostento da un monte di tre cime al naturale.
Motto : Spes mea in Deo est. "

Il Sortino-Trono conferma dunque la presenza dei Tomasi nel territorio del ragusano e la cosa combacia con il periodo dell'antica tomba che si trova in Modica e dunque, se le mie future ricerche in archivio confermeranno, ciò che diceva il caro Barone non era falso. In oltre, durante alcune mie ricerche presso i cimiteri del ragusano, più e più volte ho incontrato cappelle recanti il nome Tomasi imparentate con nobili famiglie del circondario.

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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Claudio di Renda » domenica 15 gennaio 2012, 22:18

Per quanto riguarda i Baroni Manenti non credo che siano estinti
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » lunedì 16 gennaio 2012, 2:38

Claudio di Renda ha scritto:Per quanto riguarda i Baroni Manenti non credo che siano estinti

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Il Mango , il Palazzolo Drago ed il Sortino-Trono confermano che i Titoli siano passati ai Rubino ed ai Cartia ma la famiglia Manenti prospera tutt'ora in Modica.
Il ramo principale , quello titolato, si estinse nei primi del Novecento con una Concetta che sposò il Barone Cartia di Sparacito e rimasero due rami secondari : Uno di un Giovanni , Cavaliere di Malta ed un altro di un Alessandro,cugino primo del nonno di mio padre. I discendenti del primo sono tutt'ora in Modica mentre quelli del secondo tra Modica e Bologna.

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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Furio » lunedì 16 gennaio 2012, 10:04

Una piccola nota a proposito dei Tomasi: il cognome è molto diffuso in tutta Italia ma per quanto riguarda i principi di Lampedusa e duchi di Palma sono assolutamente, definitivamente estinti, gli ultimi discendenti del ramo principesco, per via di donne, sono i Crescimanno- Tomasi, i Garofalo, i Piccolo-Tomasi, tutti discendenti del principe Giulio, l’astronomo conosciuto come <il Gattopardo>, anche le sue sorelle una Caravita principessa di Sirignano e l’altra Valguarnera, principessa di Niscemi ebbero dei discendenti. A Ragusa non a Modica, abitarono i Tomasi-Caro per poco, a causa dell’eredità La Restia, come giustamente detto, ma i baroni La Restia e Mulè non erano Tomasi e in zona, fino a prova contraria, non ci dovrebbero esistere rami superstiti
saluti
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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » lunedì 16 gennaio 2012, 16:26

Furio ha scritto:Una piccola nota a proposito dei Tomasi: il cognome è molto diffuso in tutta Italia ma per quanto riguarda i principi di Lampedusa e duchi di Palma sono assolutamente, definitivamente estinti, gli ultimi discendenti del ramo principesco, per via di donne, sono i Crescimanno- Tomasi, i Garofalo, i Piccolo-Tomasi, tutti discendenti del principe Giulio, l’astronomo conosciuto come <il Gattopardo>, anche le sue sorelle una Caravita principessa di Sirignano e l’altra Valguarnera, principessa di Niscemi ebbero dei discendenti. A Ragusa non a Modica, abitarono i Tomasi-Caro per poco, a causa dell’eredità La Restia, come giustamente detto, ma i baroni La Restia e Mulè non erano Tomasi e in zona, fino a prova contraria, non ci dovrebbero esistere rami superstiti
saluti


Come detto, le mie future ricerche di archivio confermeranno o meno ciò.
Ritengo però che sia possibile che un qualche Tomasi "cadetto" sia potuto sopravvivere nel ragusano ; da qui mi spiegherei la nobile famiglia Tomasi - Rosso (e la presunta discendenza comune declamata dal Barone in questione ).. potrebbe però essere un'omonimia.

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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » lunedì 16 gennaio 2012, 18:21

Riguardo i Tomasi vorrei aggiungere che sì, è estinta la discendenza biologica ma a rappresentare questa famiglia troviamo oggi Gioacchino Tomasi-Lanza, figlio adottivo di Giuseppe, già Conte di Mazzarino, che se avesse fatto formale richiesta ad Umberto II non gli sarebbe stata negata la successione dei titoli . (ricordo di aver letto un'articolo-intervista da qualche parte riguardo ciò).

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Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Claudio di Renda » martedì 17 gennaio 2012, 20:00

I miei conoscono un Manenti figlio, se non erro, di una Mastrogiovanni Tasca scomparsa di recente.
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