Dove posso dire di essere nobile?

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 23 aprile 2004, 19:47

:shock: Michele, :twisted: Michele...!?!? :?

Bene
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 19:53

semplicemente mi sembra abbastanza contraddittorio il fatto che il papa abolisce gli onori della corte pontificia (ed io parlo di questo fattaccio) e tutte le idee sull'aristocrazia (romana e non) e i nipoti si fanno riconoscere tempo dopo il titolo di nobile romano... :roll:

Tutto qui,
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 23 aprile 2004, 19:59

:wink: ...!

Bene :D vale
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Messaggioda pierfe » venerdì 23 aprile 2004, 20:04

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:semplicemente mi sembra abbastanza contraddittorio il fatto che il papa abolisce gli onori della corte pontificia (ed io parlo di questo fattaccio) e tutte le idee sull'aristocrazia (romana e non) e i nipoti si fanno riconoscere tempo dopo il titolo di nobile romano... :roll:

Tutto qui,
Michele.


Michele, come si fa oggi a farsi riconoscere il titolo di nobile romano?
Sono veramente curioso anche perchè credo che il Papa si dedica ad altri interessi... :D :D :D
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 20:11

non chiedermelo :shock: , vai a pag. 1068 o ad vocem (Montini) sul Libro d'Oro vol. XX.

Cito:
"Nobile romano (mf) per la costituzione apostolica Urbem Romam 4 gennaio 1746!" Quando alla fine del '700, come si dice più sopra, stavano a Sarezzo... tra l'altro nella stessa pubblicazione non compare l'asterisco davanti al nome, ciò -come sai- vuol dire che hanno conseguito un riconoscimento dopo il regno e che comunque non erano inscritti nei registri del Regno.


Ciao,
Michele.
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 20:42

Tra l'altro so benissimo che il Pontefice ha altri interessi :wink: anche se si dovesse instiutire un ente tipo "consulta Araldica della Chiesa" non sarebbe una cosa negativa... ma ciò è purtroppo abbastanza remoto! :wink:

Ciao,
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Messaggioda pierfe » venerdì 23 aprile 2004, 20:47

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:non chiedermelo :shock: , vai a pag. 1068 o ad vocem (Montini) sul Libro d'Oro vol. XX.

Cito:
"Nobile romano (mf) per la costituzione apostolica Urbem Romam 4 gennaio 1746!" Quando alla fine del '700, come si dice più sopra, stavano a Sarezzo... tra l'altro nella stessa pubblicazione non compare l'asterisco davanti al nome, ciò -come sai- vuol dire che hanno conseguito un riconoscimento dopo il regno e che comunque non erano inscritti nei registri del Regno.


Ciao,
Michele.


Non sapevo proprio che i Montini fossero sul Libro d'Oro della Nobiltà Italiana conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato (e non credo - proprio come fai intendere anche tu - che li troverei)... :D, ma credo di averli visti solo su tutte le pubblicazioni private che si occupano di nobiltà.
Poi non sono neppure sicuro che visti i tempi la costituzione apostolica Urbem Romam 4 gennaio 1746 possa ritenersi in piedi, la Santa Sede non è di questo avviso.
In ogni modo avere o non avere il riconoscimento durante il Regno d'Italia oggi è irrilevante, e poi durante il Regno mica tutte le famiglie si fecero avanti per ottenerlo pur essendo nobili (ad esempio un importante ramo dei Colonna di Stigliano non lo trovi negli Elenchi Ufficiali).
Per me (ma il mio è solo un pensiero privato che coinvolge unicamente il mio cervello) la costituzione apostolica Urbem Romam 4 gennaio 1746 ha finito di avere i suoi effetti il 20 settembre 1870 con la caduta dello Stato della Chiesa... i patriziati e le nobiltà civiche non furono mica ritenuti aperti dopo la proclamazione del Regno d'Italia (solo Firenze sbagliò attribuendo un patriziato nel 1865).
In merito alla figura di S.S. Paolo VI io conservo un ricordo delizioso di quel pontefice che ebbi la fortuna (grazie ad un parente di mia nonna in Vaticano molto vicino a lui) di vedere alcune volte.
Perdonami se scrivo che fu un grande Papa che ebbe il coraggio di togliere di mezzo un vecchio cerimoniale ed una corte obsoleta e senza senso, ma prova a leggere senza prevenzioni la Populorum Progressio che è qualcosa di veramente grande per i tempi, senza dimenticare Christi Matri tanto attuale oggi in tema di pace.
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 21:16

Difatti, caro Pierfe, io critico l'"uomo politico", o meglio il sovrano dello Stato della Città del Vaticano, per quella Sua scelta, non il Santo Pontefice, che tra l'altro ha il merito di aver portato a concluisione il Concilio Vaticano II! :wink:

Sai benissimo che non mi riferivo al Libro d'Oro della Nobiltà Italiana conservato presso l'Archivio Centrale dello Stato ... ma ad altro omonimo. :wink:

Ciao,
Michele. :wink:
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Messaggioda G.Grifeo di Partanna » venerdì 11 giugno 2004, 15:44

Sul dire e non dire "sono nobile", e sulle altre cose che ho visto qui scritte, devo raccontare ciò che mi è accaduto.

Dai 18 anni porto l'anello con sigillo. Con estrema disinvoltura da allora ha sempre fatto parte della mia mano: MAI TOLTO.

Il mio grifone campeggia sotto la corona di principi e mi sono divertito un mondo a scrutare i visi alla vista di quello che sembra un ben strano anello.

Questa mia curiosità la devo anche al mio lavoro di cronista e alla fine ho raccolto un vasto campionario di atteggiamenti.

Dopo tanti anni, fra coloro che mi conoscono (e più vicini) e fra alcuni colleghi, non vengo più chiamato come Giuseppe o Peppe, ma come Principe. Un moto che è d'affetto, cresciuto nel tempo e come tale spiegato in un episodio preso solo fra i più recenti e che ora racconto.

Europee 2004. Una collega e amica giornalista che si prodiga in campagna elettorale mi dice: "Perchè non intervieni stasera? Solo per 5 minuti alla conferenza di chiusura della campagna elettorale. La lotta politica è quanto di più atroce e scorretto e schifoso abbia mai visto. Sono sottosopra. Non dovrai caldeggiare per nessun partito o uomo politico. DEVI però solo far vedere cosa vuol dire essere nobile, come ci si deve comportare, il 'saper vivere'. Un esempio di correttezza. Sarebbe splendido".

Non mi sono di certo montato la testa, non ci vado e già si sapeva che non sarei andato, ma aveva bisogno di esprimere quel che aveva visto e confrontarlo. Fa piacere che un messaggio sia passato, per l'ennesima volta, aldilà di una corona e di un blasone. Messaggio che coinvolge amici e colleghi delle più svariate convinzioni (comprese le cosiddette "Zecche rosse").
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Messaggioda Andrea Orgnani » giovedì 17 giugno 2004, 20:25

Domanda per gli esperti, che cos'è di preciso l'asterisco prima del cognome nel libro d'oro della nobiltà italiana ?

Grazie Andrea
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 17 giugno 2004, 20:51

Gentile signor Orgnani,
se si riferisce al Libro d'Oro della Nobiltà Italiana edito dal Collegio Araldico, l'asterisco indica, cito testualmente dalle avvertenze del suddetto libro, quelle famiglie che, avendo ottenuto dal Regno d'Italia, fra il 1861 ed il 1946, un provvedimento di giustizia o di grazia, erano registrate nel Libro d'Oro della Consulta Araldicadel Regno.
Cordialmente
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Messaggioda Andrea Orgnani » giovedì 17 giugno 2004, 21:27

Si mi riferisco al libro d'oro della nobiltà italiana edito dal colleggio araldico

T.G.Cravarezza ha scritto:
registrate nel Libro d'Oro della Consulta Araldica del Regno.
Cordialmente


quello che non ho capito e di che regno stiamo parlando :oops:
nello specifico mi spiegherebbe che differenza c'è tra i due libri e come si entrava a far parte del libro d'oro della consulta araldica del regno?

Grazie
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 17 giugno 2004, 21:32

Il libro d'oro della Consulta Araldica del Regno d'Italia rappresentava il censimento ufficiale della nobiltà italiana. Insomma, come il registro anagrafico dei comuni raccoglie i dati dei cittadini nati.
Tutti coloro che erano nobili e naturalmente avevano ricevuto un provvedimento da parte del Regno d'Italia, venivano iscritti nel Libro d'oro della Nobiltà Italiana presso la Consulta Araldica.
Spero di averLe chiarito la situazione.
Cordialmente
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Messaggioda Andrea Orgnani » giovedì 17 giugno 2004, 22:00

T.G.Cravarezza ha scritto:Spero di averLe chiarito la situazione.
Cordialmente


Ora verifichiamo :lol:

Il Libro d'Oro della Consulta Araldica del Regno era il primo elenco effettuato sulla nobiltà del regno

Tale elenco è stato poi sostituito nel 1861 fino al 1946 dal libro d'oro della nobiltà italiana edito dal colleggio araldico ( perchè ? )

Quindi chi non è presente nel primo elenco, era perchè non aveva fatto richiesta o perchè apparteneva a un territorio non ancora annesso al regno d'Italia ?

In effetti non ho capito come mai solo alcune famiglie erano presenti anche nel Libro d'Oro della Consulta Araldica del Regno e altre solo nel libro d'oro della nobiltà italiana edito dal colleggio araldico

Grazie Andrea
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 17 giugno 2004, 22:38

Gentile Omero,
ho timore che abbia equivocato il mio pensiero.
Cerco di ricapitolare.
Dal 1861, nel Regno d'Italia, tutti i provvedimenti nobiliari furono iscritti nel Libro d'Oro della nobiltà italiana della Consulta Araldica. Questo fino al 1946, anno in cui la Consulta fu chiusa (anche se su questo c'è da discutere, non essendoci una specifica legge in merito).
Dal 1910, il Collegio Araldico, ente privato, edita un suo e non ufficiale Libro d'oro della Nobiltà Italiana. Fino al 1946 naturalmente, ricalcava il Libro d'Oro della Consulta Araldica del Regno d'Italia e gli Elenchi Ufficiali Nobiliari del 1921 e del 1933, dopo cercò di continuare, per così scrivere, il lavoro della Consulta Araldica, inserendo, di anno in anno, oltre alle famiglie presenti nel precedente Libro d'oro della Conulta Araldica e negli Elenchi Ufficiali del 1921 e del 1933, anche famiglie che portano al Collegio Araldico documenti provanti la loro nobiltà. Però era ed è un'edizione totalmente a carattere privato.
Spero di aver finalmente chiarito i Suoi dubbi, sperando di non aver commesso errori io :)
Quindi:
1) Testo ufficiale dello stato: Libro d'oro della Nobiltà Italiana della Consulta Araldica (dal 1861 al 1946)
2) Testo ufficiale dello stato: Elenchi ufficiali del 1921 e 1933
3) Testo privato: Libro d'oro della Nobiltà Italiana edito dal Collegio Araldico (dal 1910 ad oggi)

Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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