Dove posso dire di essere nobile?

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

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Messaggioda gabriele d'annunzio » giovedì 27 novembre 2003, 21:05

Carissimi colleghi

io non direi proprio che non è il caso di utilizzare i titoli nobiliari;direi piuttosto che il loro utilizzo dovrebbe essere limitato ad alcuni ambienti,privati,e alla presenza di persone,che non ritengano questo un fatto snob o classista.
Devo ,in parte ,dissentire viceversa,da quanto afferma il sign.Gallo.
Egregio signore è vero che il termine "Nobiltà"deriva dal verbo latino "Nosco"cioè conosco,ma mi permetta.....se si dovessero considerare "Nobili"solo le famiglie "Conosciute"o più note,un Libro come il Libro d'Oro o l'Annuario della Nobiltà Italiana dovrebbe contenere non più di 50 Famiglie!!!!
Le famiglie la cui nobiltà è "lapalissiana",o di universale evidenza sono pochissime....!!
L'importante è ,comunque ,che chiunque faccia uso di un titolo ,in pubblico o in privato ,sia sicuro di utilizzare un titolo di Sua spettanza,e che quindi,non si usurpi titoli che spettano ad altri,oppure fregiarsi di titoli "patacca" come purtoppo tanti fanno...!!!!

Distinti saluti
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Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » martedì 9 dicembre 2003, 22:43

Gentile Messanensis,
gradirei il titolo del libro di cui parla:
"Lucrezia. Ma bisogna anche aggiungere che mio figlio è trascurato. Gli ho raccomandato più volte di usare del suo stemma su' biglietti da visita, d'imprimere il suggello su le buste da lettera, ed egli mi ha sempre fatto cantare.
Mi piacerebbe leggerlo, usualmente compro tramite Unilibro, per dilettarmi in Italiano.
Grazie a presto Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Messaggioda Messanensis » mercoledì 10 dicembre 2003, 12:48

Si tratta de "L'amore immortale" scritto da Michele Basile, pubblicato nel 1900 dalla Società editrice Dante Alighieri.
Purtroppo non è più stato ristampato e nel mercato antiquario è difficilissimo trovarlo.
Rosario Basile

Ogni erba si conosce per lo seme.
Dante
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Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 22 aprile 2004, 20:43

Cari Signori,
rileggendo questo argomento ho notato che in buon spirito s'e' fatta molta facezia su Titoli e Corone. Allora per fare giustizia ad alcuni Antenati con Sangue Fiero mi sento in dovere di dire che dobbiamo tenere " Sempre Presente " sia che' i titoli o' le corone sono state guadagnate con tanto sacrificio da molti Condottieri che lottando a rischio di perdere la loro vita hanno reclamato le proprie terre, conquistadone altre, unificando i loro stati invasi da Tiranni, lor mentori. Tutti impararono tramite il Sacro Romano Impero, i conquistatori a loro volta furono conquistati :D :D I vassalli degli Imperatori, Re e Papato ebbero molte responsibilita' nell'amministrare i loro paesi e necessariamente furono Titolati ed Onorificati ed anche Incoronati, era l'uso del tempo. La Monarchia esistette in Italia sino ad Umberto Di Savoia come Luogotenente dello Stato, poi sopravenne la Repubblica che non riconosce i titoli antedecenti, ai loro. Questo non cambia ne la storia, ne lo stato delle famiglie nobili. In quanto se qualcuno vuole ostentare la sua corona faccia pure, solo i gelosi ne risentirebbero, e se qualcuno vi domanda se siete Nobili non abassate gli occhi, ma guardateli negli occhi e rispondete con un sonoro si' :D :D :D Dopotutto se domandano gli spetta la verita' non l'ipocrisia :oops:
Includo un link che sara' utile per seguire la storia tramite le mappe geografiche, che illustrano dall'anno Domini lo sviluppo dei differenti Principati,Ducati, Contee e cosi via.
http://www.euratlas.com/time1.htm
Capisco che mi sono allontanata dalla domanda del Sign.re PierFelice Degli Uberti e spero che ci dia la sua opinione riguardo all'uso in pubblico e privato. A presto Maria Luisa
Alasia Maria Luisa alasia44@yahoo.com 3 Edson Lane Old Brookville,N.Y. 11545 516-759-4392
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Re: Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda pierfe » giovedì 22 aprile 2004, 22:37

Maria Luisa Alasia ha scritto:Cari Signori,
rileggendo questo argomento ho notato che in buon spirito s'e' fatta molta facezia su Titoli e Corone. Allora per fare giustizia ad alcuni Antenati con Sangue Fiero mi sento in dovere di dire che dobbiamo tenere " Sempre Presente " sia che' i titoli o' le corone sono state guadagnate con tanto sacrificio da molti Condottieri che lottando a rischio di perdere la loro vita hanno reclamato le proprie terre, conquistadone altre, unificando i loro stati invasi da Tiranni, lor mentori. Tutti impararono tramite il Sacro Romano Impero, i conquistatori a loro volta furono conquistati :D :D I vassalli degli Imperatori, Re e Papato ebbero molte responsibilita' nell'amministrare i loro paesi e necessariamente furono Titolati ed Onorificati ed anche Incoronati, era l'uso del tempo. La Monarchia esistette in Italia sino ad Umberto Di Savoia come Luogotenente dello Stato, poi sopravenne la Repubblica che non riconosce i titoli antedecenti, ai loro. Questo non cambia ne la storia, ne lo stato delle famiglie nobili. In quanto se qualcuno vuole ostentare la sua corona faccia pure, solo i gelosi ne risentirebbero, e se qualcuno vi domanda se siete Nobili non abassate gli occhi, ma guardateli negli occhi e rispondete con un sonoro si' :D :D :D Dopotutto se domandano gli spetta la verita' non l'ipocrisia :oops:
Includo un link che sara' utile per seguire la storia tramite le mappe geografiche, che illustrano dall'anno Domini lo sviluppo dei differenti Principati,Ducati, Contee e cosi via.
http://www.euratlas.com/time1.htm
Capisco che mi sono allontanata dalla domanda del Sign.re PierFelice Degli Uberti e spero che ci dia la sua opinione riguardo all'uso in pubblico e privato. A presto Maria Luisa


Il mio pensiero sulla nobiltà è ancora quello che ho espresso nell'editoriale del 2° numero della rivista Nobiltà gennaio-marzo 1994 che riporto integralmente perchè può essere utile per capirmi meglio:

"Tutti dicono che l'Italia cambierà rotta e, con le elezioni politiche del 27 e 28 marzo, chiuderà la prima pagina della storia della Repubblica per iniziare una nuova epopea.
Qui non si desidera fare alcuna apologia di partito, anche perché, se vi saranno dei cambiamenti, non andranno attribuiti questa volta a qualche classe sociale, bensì alla potente azione dei mass-media, capaci di indirizzare al momento opportuno l'opinione dei più verso nuovi percorsi.
Da qui in poi lo scritto può produrre forse un effetto esilarante, o apparire retrò, ma in questa sede è doveroso ricordare quello che la nobiltà riuscì a fare in altri tempi, e quello che non ha saputo e non ha ancora potuto fare oggi.
Questa inefficienza è dovuta alla complessa eterogeneità delle persone che si riconoscono in questo ceto che, sebbene utilizzi un unico termine per definirsi, nella realtà è composto da complesse situazioni iniziali che hanno portato nei tempi successivi gli strascichi delle loro origini.
Non dobbiamo dimenticare che fra i nobili ci sono quelli che discendono da soldati, guerrieri e cavalieri; quelli che hanno ottenuto la concessione grazie a cariche amministrative; quelli che hanno raggiunto l'agognato ceto per i proventi dei mercati cittadini; quelli che hanno ottenuto una nobilitazione perché il loro patrimonio ingente, sia agricolo che industriale, ha permesso l'acquisto delle ultime giurisdizioni feudali con i saldi del secolo XVIII; quelli ammessi per l'elevato contributo dato all'unità nazionale; i pochi che ne sono entrati a far parte per le rilevanti opere ed invenzioni dell'ingegno; quelli che vengono considerati tali per cortesia, perché il provvedimento Sovrano non ha avuto modo di essere perfezionato a causa dei noti eventi istituzionali; e per ultimi quelli che se lo sono dimenticato perché confusi da tante generazioni fra gli altri, ma non per questo senza il diritto di essere ritenuti nobili, perché questo stato non si perde mai!
I mezzi di informazione hanno speculato sul fatto che qualcuno ha voluto farsi interprete del pensiero di tutti etichettando la nobiltà in una precisa collocazione partitica. Se ora ci fosse veramente qualcuno che volesse radunare tutti in un'idea e farsi portavoce ed unico esponente di questo zibaldone di esseri umani, lo si dovrebbe considerare solo un illuso al di fuori della realtà, per non dire peggio.
Tuttavia, nell'imminenza di un momento storico importante per la nostra Nazione, la nobiltà deve dimostrare con fatti concreti la necessaria maturità di intenti e scelte, qualunque esse possano essere, purché sempre rivolte al bene comune al di là di tutte le classi sociali.
La nobiltà non deve essere ricordata dalla storia per episodi leggendari come lo jus primae noctis, più propagandato che praticato, o l'uso di corone, mantelli, decorazioni, ma per le tante e durature opere sociali che in ogni dove hanno realizzato e realizzano singole famiglie, Ordini Cavallereschi (primo fra tutti il Sovrano Militare Ordine di Malta), associazioni nobiliari (unico esempio l'Asociacion de Hidalgos a Fuero de España).
L'impegno politico deve essere quello che è stato insegnato nelle famiglie, attraverso gli esempi di onestà e serietà, che ci offrono ogni giorno la certezza, se crediamo ancora a queste cose, che l'interesse di tutti è al di sopra di quello dei pochi.
Inutile ricordare che i nobili impegnati in politica talvolta hanno dato esempio di meschinità d'intenti, come pure è vacuo dormire sugli allori gongolando perché altri in passato hanno fatto solo il proprio dovere.
Il lavoro che aspetta chi crede nella diversità della nobiltà è immenso, e molte volte, nel corso della storia, altre classi sociali hanno saputo dimostrarsi anche migliori, ma tanti hanno costruito pietra su pietra le proprie radici, spesse volte millantando tradizioni inesistenti, pur di arrivare al ceto nobiliare.
Chiunque sia in buona fede è libero di scegliere il suo partito, dopo un'accurata comprensione del messaggio programmatico, per percorrere il cammino nella strada degli immensi orizzonti."

Vede io ho il più alto rispetto per qualunque classe sociale purchè i propri membri sappiano comportasi bene e stare al loro posto.
Non mi piacciano le persone (conosco 2 nobili) che mettono per pregiudizio palla nera nel proprio circolo solo perchè il candidato non è nobile e figlio di socio...
Io non ho mai messo una palla nera a nessuno... quando non mi piacciono i candidati non vado a votare (come fece un mio grande nobile nemico "per questioni spagnole" quando entrai in un circolo italiano).

Oggi credo che solo una persona che è all'altezza dei propri padri se appartiene alla nobiltà ha il diritto di dirsi nobile... e non credo che abbia bisogno di ostentarlo, ma in mancanza di questa qualità per me si deroga e si cede il diritto a chi viene dopo.

Dove uno può dire di essere nobile?
Certamente davanti allo specchio quando si alza alla mattina, sperando però che lo specchio non si rompa...
Oppure su un libro ormai privato che tratti specificatamente della nobiltà!

Siamo seri... oggi uno può dire di essere nobile sono in un ambiente privato (senza temere spernacchiamenti) dove fra l'altro non ha bisogno perchè è conosciuto da tutti!
Nella nostra Nazione (come ormai ovunque) la nobiltà è mischiata nella confusione delle classi e quindi senza alcun peso, quando non diventa ridicola per far uso di titoli troppo stridenti con l'attuale condizione sociale... diciamo decaduta.

Un grande poi non ha bisogno di dire che è nobile perchè lo si vede!

Certamente non deve dirlo in questo forum :D perchè il suo scopo è quello di scambiarsi opinioni, confronti, imparare, insegnare... ma non esibirsi in ostentazioni ormai vuote come le mani di S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.

Io credo sopra tutto al rispetto per la Storia di Famiglia che a mio giudizio è molto più importante di qualunque megalomanica ostentazione.
Ovviamente mai vergognarsi di appartenere alla nobiltà ma cercare almeno di esserne degni.

Concludendo mi si permetta un ricordo che conservo con affetto; quando allora ancora ragazzo entrai nell'Asociación de Hidalgos e (molto diverso da oggi) ansioso di parlare di nobiltà e di quarti nobiliari venni zittito da Vicente de Cadenas che mi disse: "Pier Felice nell'Asociación de Hidalgos uno non dice di essere nobile perchè tutti lo abbiamo provato (ndr. la prova nobiliare in Spagna è differente da quella italiana) ma cerchiamo ogni giorno di dimostrarlo con azioni concrete ed opere sociali".

Pier Felice degli Uberti
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Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » giovedì 22 aprile 2004, 23:20

Gentilissimo PierFelice Degli Uberti,
Bravo! Bravo! Bravo! :D :D :D
Mi trovo in concordo con tutto quello che ha scritto e ammiro il suo capolavoro, un bellissimo articolo, cui io non avevo letto. Volevo che si onorassero i ""Nobili " caduti per cause importanti. Con le nostre risposte ero un po' sotto l'impressione che stavamo descrivendo degli imbecilli, amanti d'indossare una corona e sportare un titolo. Le ripeto e' un piacere essere parte di questo Forum.
A proposito dove posso dire che ho qualcun Hidalgo nella mia ascendenza :D :D :D Grazie della risposta
Maria Luisa :)
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 13:08

pierfe ha scritto:S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.


- :!: no comment :!: -

Michele.
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Re: Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda pierfe » venerdì 23 aprile 2004, 14:27

Maria Luisa Alasia ha scritto:Gentilissimo PierFelice Degli Uberti,
Bravo! Bravo! Bravo! :D :D :D
Mi trovo in concordo con tutto quello che ha scritto e ammiro il suo capolavoro, un bellissimo articolo, cui io non avevo letto. Volevo che si onorassero i ""Nobili " caduti per cause importanti. Con le nostre risposte ero un po' sotto l'impressione che stavamo descrivendo degli imbecilli, amanti d'indossare una corona e sportare un titolo. Le ripeto e' un piacere essere parte di questo Forum.
A proposito dove posso dire che ho qualcun Hidalgo nella mia ascendenza :D :D :D Grazie della risposta
Maria Luisa :)


Grazie per quello che scrive mi ha fatto veramente piacere e la ringrazio.
E sono veramente felice che sia parte di questo forum (come lo sono di tutti i partecipanti che, sebbene con tradizioni diverse alle spalle, in fondo sono così "spiritualmente" vicini gli uni agli altri da certamente contribuire affinchè il nostro Paese si faccia strada nelle serietà di queste discipline - cosa che è il mio unico scopo).
Una cosa che voglio ancora sottolineare è che sono orgoglioso di essere italiano e per giunta con sangue misto (la famiglia di mio padre è del sud del Piemonte il Monferrato e sua madre era lombarda; mentre per madre le mie origini sono del nord del sud ovvero l'Abruzzo) ci tengo inoltre a dire che le tradizioni storiche della nobiltà italiana sono così preziose che diventano difficilmente imitabili in Europa.
Beh se ha antenati Idalghi buon per lei e ne vada fiera... se lo fossero in linea diretta ascendente paterna è valido motivo di ingresso nell'Asociación de Hidalgos, ovviamente tramite una Junta del Sudamerica o il delegato della California (ma faccia attenzione all'esatto termine di Idalgo che è storicamente riferito ad un breve periodo e solo in Spagna); da parte mia non ne ho in linea ascendente paterna anche se appartengo all'Associazione che porta questo nome, ma ci sono dentro perchè la terra di mio padre fu per secoli legata alla Spagna, ma anche perchè per oltre un secolo sulle terre della mia famiglia era accampato l'esercito spagnolo che combatteva in Monferrato.
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Messaggioda pierfe » venerdì 23 aprile 2004, 14:35

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:
pierfe ha scritto:S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.


- :!: no comment :!: -

Michele.


E cosa mi dici allora del tradimento della Santa Sede al concordato con il povero re Clodoveo che barattò la completa conversione dei Franchi al Cattolicesimo in cambio del perpetuo riconoscimento? :D :D :D
Scusa... ma poi i sudditi dell'antico Stato della Chiesa non erano i tuoi avi? :wink: :wink: :wink:
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Re: Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Federica » venerdì 23 aprile 2004, 16:53

pierfe ha scritto:Il mio pensiero sulla nobiltà........
Non dobbiamo dimenticare che fra i nobili ci sono quelli che discendono da soldati, guerrieri e cavalieri; quelli che hanno ottenuto la concessione grazie a cariche amministrative; quelli che hanno raggiunto l'agognato ceto per i proventi dei mercati cittadini; quelli che hanno ottenuto una nobilitazione perché il loro patrimonio ingente, sia agricolo che industriale, ha permesso l'acquisto delle ultime giurisdizioni feudali con i saldi del secolo XVIII; quelli ammessi per l'elevato contributo dato all'unità nazionale; i pochi che ne sono entrati a far parte per le rilevanti opere ed invenzioni dell'ingegno; quelli che vengono considerati tali per cortesia, perché il provvedimento Sovrano non ha avuto modo di essere perfezionato a causa dei noti eventi istituzionali; e per ultimi quelli che se lo sono dimenticato perché confusi da tante generazioni fra gli altri, ma non per questo senza il diritto di essere ritenuti nobili, perché questo stato non si perde mai!
Tuttavia, nell'imminenza di un momento storico importante per la nostra Nazione, la nobiltà deve dimostrare con fatti concreti la necessaria maturità di intenti e scelte, qualunque esse possano essere, purché sempre rivolte al bene comune al di là di tutte le classi sociali.
L'impegno politico deve essere quello che è stato insegnato nelle famiglie, attraverso gli esempi di onestà e serietà, che ci offrono ogni giorno la certezza, se crediamo ancora a queste cose, che l'interesse di tutti è al di sopra di quello dei pochi.
Inutile ricordare che i nobili impegnati in politica talvolta hanno dato esempio di meschinità d'intenti, come pure è vacuo dormire sugli allori gongolando perché altri in passato hanno fatto solo il proprio dovere.
Il lavoro che aspetta chi crede nella diversità della nobiltà è immenso, e molte volte, nel corso della storia, altre classi sociali hanno saputo dimostrarsi anche migliori, ma tanti hanno costruito pietra su pietra le proprie radici, spesse volte millantando tradizioni inesistenti, pur di arrivare al ceto nobiliare.

Oggi credo che solo una persona che è all'altezza dei propri padri se appartiene alla nobiltà ha il diritto di dirsi nobile... e non credo che abbia bisogno di ostentarlo, ma in mancanza di questa qualità per me si deroga e si cede il diritto a chi viene dopo.

Dove uno può dire di essere nobile?
Certamente davanti allo specchio quando si alza alla mattina, sperando però che lo specchio non si rompa...
Oppure su un libro ormai privato che tratti specificatamente della nobiltà!

Siamo seri... oggi uno può dire di essere nobile sono in un ambiente privato (senza temere spernacchiamenti) dove fra l'altro non ha bisogno perchè è conosciuto da tutti!
Nella nostra Nazione (come ormai ovunque) la nobiltà è mischiata nella confusione delle classi e quindi senza alcun peso, quando non diventa ridicola per far uso di titoli troppo stridenti con l'attuale condizione sociale... diciamo decaduta.

Un grande poi non ha bisogno di dire che è nobile perchè lo si vede!

Certamente non deve dirlo in questo forum :D perchè il suo scopo è quello di scambiarsi opinioni, confronti, imparare, insegnare... ma non esibirsi in ostentazioni ormai vuote come le mani di S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.

Io credo sopra tutto al rispetto per la Storia di Famiglia che a mio giudizio è molto più importante di qualunque megalomanica ostentazione.
Ovviamente mai vergognarsi di appartenere alla nobiltà ma cercare almeno di esserne degni.

Concludendo mi si permetta un ricordo che conservo con affetto; quando allora ancora ragazzo entrai nell'Asociación de Hidalgos e (molto diverso da oggi) ansioso di parlare di nobiltà e di quarti nobiliari venni zittito da Vicente de Cadenas che mi disse: "Pier Felice nell'Asociación de Hidalgos uno non dice di essere nobile perchè tutti lo abbiamo provato (ndr. la prova nobiliare in Spagna è differente da quella italiana) ma cerchiamo ogni giorno di dimostrarlo con azioni concrete ed opere sociali".

Pier Felice degli Uberti



Caro Pierfe,
difficile davvero aggiungere qualcosa di più... :oops: :wink: :wink: Come sempre mi trovi pienamente concorde.
Per ridere un po', ricordo anni fa una persona a me cara (che Tu conoscevi bene) che a un cafone decerebrato che gli chiese .-"scusi ma Lei è nobile?-" rispose :-"si, ma non si preoccupi, non è contagioso.-" :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Un caro saluto.
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Re: Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Federica » venerdì 23 aprile 2004, 16:54

pierfe ha scritto:Il mio pensiero sulla nobiltà........
Non dobbiamo dimenticare che fra i nobili ci sono quelli che discendono da soldati, guerrieri e cavalieri; quelli che hanno ottenuto la concessione grazie a cariche amministrative; quelli che hanno raggiunto l'agognato ceto per i proventi dei mercati cittadini; quelli che hanno ottenuto una nobilitazione perché il loro patrimonio ingente, sia agricolo che industriale, ha permesso l'acquisto delle ultime giurisdizioni feudali con i saldi del secolo XVIII; quelli ammessi per l'elevato contributo dato all'unità nazionale; i pochi che ne sono entrati a far parte per le rilevanti opere ed invenzioni dell'ingegno; quelli che vengono considerati tali per cortesia, perché il provvedimento Sovrano non ha avuto modo di essere perfezionato a causa dei noti eventi istituzionali; e per ultimi quelli che se lo sono dimenticato perché confusi da tante generazioni fra gli altri, ma non per questo senza il diritto di essere ritenuti nobili, perché questo stato non si perde mai!
Tuttavia, nell'imminenza di un momento storico importante per la nostra Nazione, la nobiltà deve dimostrare con fatti concreti la necessaria maturità di intenti e scelte, qualunque esse possano essere, purché sempre rivolte al bene comune al di là di tutte le classi sociali.
L'impegno politico deve essere quello che è stato insegnato nelle famiglie, attraverso gli esempi di onestà e serietà, che ci offrono ogni giorno la certezza, se crediamo ancora a queste cose, che l'interesse di tutti è al di sopra di quello dei pochi.
Inutile ricordare che i nobili impegnati in politica talvolta hanno dato esempio di meschinità d'intenti, come pure è vacuo dormire sugli allori gongolando perché altri in passato hanno fatto solo il proprio dovere.
Il lavoro che aspetta chi crede nella diversità della nobiltà è immenso, e molte volte, nel corso della storia, altre classi sociali hanno saputo dimostrarsi anche migliori, ma tanti hanno costruito pietra su pietra le proprie radici, spesse volte millantando tradizioni inesistenti, pur di arrivare al ceto nobiliare.

Oggi credo che solo una persona che è all'altezza dei propri padri se appartiene alla nobiltà ha il diritto di dirsi nobile... e non credo che abbia bisogno di ostentarlo, ma in mancanza di questa qualità per me si deroga e si cede il diritto a chi viene dopo.

Dove uno può dire di essere nobile?
Certamente davanti allo specchio quando si alza alla mattina, sperando però che lo specchio non si rompa...
Oppure su un libro ormai privato che tratti specificatamente della nobiltà!

Siamo seri... oggi uno può dire di essere nobile sono in un ambiente privato (senza temere spernacchiamenti) dove fra l'altro non ha bisogno perchè è conosciuto da tutti!
Nella nostra Nazione (come ormai ovunque) la nobiltà è mischiata nella confusione delle classi e quindi senza alcun peso, quando non diventa ridicola per far uso di titoli troppo stridenti con l'attuale condizione sociale... diciamo decaduta.

Un grande poi non ha bisogno di dire che è nobile perchè lo si vede!

Certamente non deve dirlo in questo forum :D perchè il suo scopo è quello di scambiarsi opinioni, confronti, imparare, insegnare... ma non esibirsi in ostentazioni ormai vuote come le mani di S.S. Paolo VI quando parlò alla nobiltà per cancellare gli ultimi privilegi della corte papale.

Io credo sopra tutto al rispetto per la Storia di Famiglia che a mio giudizio è molto più importante di qualunque megalomanica ostentazione.
Ovviamente mai vergognarsi di appartenere alla nobiltà ma cercare almeno di esserne degni.

Concludendo mi si permetta un ricordo che conservo con affetto; quando allora ancora ragazzo entrai nell'Asociación de Hidalgos e (molto diverso da oggi) ansioso di parlare di nobiltà e di quarti nobiliari venni zittito da Vicente de Cadenas che mi disse: "Pier Felice nell'Asociación de Hidalgos uno non dice di essere nobile perchè tutti lo abbiamo provato (ndr. la prova nobiliare in Spagna è differente da quella italiana) ma cerchiamo ogni giorno di dimostrarlo con azioni concrete ed opere sociali".

Pier Felice degli Uberti



Caro Pierfe,
difficile davvero aggiungere qualcosa di più... :oops: :wink: :wink: Come sempre mi trovi pienamente concorde.
Per ridere un po', ricordo anni fa una persona a me cara (che Tu conoscevi bene) che a un cafone decerebrato che gli chiese .-"scusi ma Lei è nobile?-" rispose :-"si, ma non si preoccupi, non è contagioso.-" :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Un caro saluto.
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Re: Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda pierfe » venerdì 23 aprile 2004, 19:17

Federica ha scritto:Caro Pierfe,
difficile davvero aggiungere qualcosa di più... :oops: :wink: :wink: Come sempre mi trovi pienamente concorde.
Per ridere un po', ricordo anni fa una persona a me cara (che Tu conoscevi bene) che a un cafone decerebrato che gli chiese .-"scusi ma Lei è nobile?-" rispose :-"si, ma non si preoccupi, non è contagioso.-" :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:
Un caro saluto.
Federica


Invece ti racconto cosa accadde ad una persona (di nobile famiglia con un cognome bellissimo) che tu conosci bene quando cambiando banca venne convocato a Roma dal presidente (anche lui nobile, ma da pochi anni) che voleva dare lezioni sul comportamento da tenersi in banca.
Il presidente disse al nostro amico: "mi raccomando, non dire che sei nobile" :oops: e ne ricevette assicurazione.
Al primo giorno di lavoro del nostro amico nella nuova sede dove era stato trasferito la sua segretaria per prima cosa sentendo il cognome chiese: "ma lei è nobile?". :wink:
Ovviamente non poteva rispondere positivamente per non mancare di rispetto al presidente, ma neppure rinnegare i propri antenati o dire una menzogna così rispose: "... io però non ne ho colpa!". :D :D :D
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 19:32

pierfe ha scritto:E cosa mi dici allora del tradimento della Santa Sede al concordato con il povero re Clodoveo che barattò la completa conversione dei Franchi al Cattolicesimo in cambio del perpetuo riconoscimento?
Scusa... ma poi i sudditi dell'antico Stato della Chiesa non erano i tuoi avi?
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...appunto, e per questo condanno la scelta che fece Paolo VI!!! :twisted:


Ciao,
Michele.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 23 aprile 2004, 19:36

Caro Michele,
attento però a non scadere in toni o atteggiamenti non :wink: nobili...

Bene :P vale
"Quando il mediocre plagia il maestro, ne copia anche gli errori"
---
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Chiedete a Icaro se con i copiaincolla Immagine si arriva in cielo
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Messaggioda MMT » venerdì 23 aprile 2004, 19:38

me lo avete tirato fuori a forza!!! :twisted: :wink:

Ciao,
Michele.
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