Dove posso dire di essere nobile?

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Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda pierfe » sabato 22 novembre 2003, 14:19

Eccovi un bel quesito, oggi in Italia la nobiltà non è riconosciuta e quindi alla Repubblica Italiana questo aspetto legato alla personalità dell'individuo non interessa.
Allora se una persona ha voglia di far sapere a tutti che è nobile quali sono le sue possibilità in ambito pubblico e privato?
Per favore abbiate nelle risposte un atteggiamento "nobile" e "cortese" :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D :D
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Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 22 novembre 2003, 16:14

Egregio dott. Degli Uberti,
anche se la repubblica non riconosce i titoli nobiliari, essi fanno parte del patrimonio storico di una famigliae pertanto, se una famiglia ne ha diritto, è giusto che li utilizzi, sempre con la masisma umiltà e signorilità.
Non bisogna logicamente ostentare il proprio status, pertanto ritengo che su biglietti da visita, sulla carta intestata o al proprio campanello di casa, si possa isnerire la dicitura relativa al titolo.
Non ho però ben compreso la domanda. Non vorrei avere frainteso
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Messaggioda pierfe » sabato 22 novembre 2003, 17:27

T.G.Cravarezza ha scritto:Egregio dott. Degli Uberti,
anche se la repubblica non riconosce i titoli nobiliari, essi fanno parte del patrimonio storico di una famigliae pertanto, se una famiglia ne ha diritto, è giusto che li utilizzi, sempre con la masisma umiltà e signorilità.
Non bisogna logicamente ostentare il proprio status, pertanto ritengo che su biglietti da visita, sulla carta intestata o al proprio campanello di casa, si possa isnerire la dicitura relativa al titolo.
Non ho però ben compreso la domanda. Non vorrei avere frainteso
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Per prima cosa complimenti per il bellissimo blasone è un vero gioiello araldico. Certo una famiglia nobile ha il dovere di usare i propri titoli nobiliari negli ambienti dove essi hanno ragione di essere portati... forse hai frainteso la domanda, il mio quesito si riferisce in campo scientifico e allo stesso tempo di società dove uno può usarlo...
attendo proprio queste risposte dagli amici del forum...
Nulla vieta di usarli come dici tu sul biglietto da visita, sulla carta intestata, sul campanello di casa mi sembra un po' kitch
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PS quando entrai come socio ordinario al Circolo Nazionale dell'Unione di Napoli (mia mamma è abruzzese) rimasi stupito che un mio carissimo amico di una storica ed importante famiglia napoletana venisse chiamato dai camerieri professore e non conte...
Allora domandai a Gabriele (professore titolare di cattedra all'Università) come mai si facesse chiamare professore e non conte.
Gabriele mi rispose sorridendo: "caro Pier Felice qui siamo tutti nobili ma pochi di noi sono dottore o professore..."
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Messaggioda San Celestino » sabato 22 novembre 2003, 17:58

xxx
Ultima modifica di San Celestino il martedì 17 novembre 2015, 22:16, modificato 1 volta in totale.
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Re: Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Messanensis » domenica 23 novembre 2003, 12:52

pierfe ha scritto:Allora se una persona ha voglia di far sapere a tutti che è nobile quali sono le sue possibilità in ambito pubblico e privato?


Basta fare scrivere sui giornali qualche articolo dove vengono elencati i propri titoli nobiliari oppure farsi invitare in qualche trasmissione televisiva, come fanno tanti "conti-contesse" :roll: e "principi-principesse" :roll: (sembrano essere questi i titoli più gettonati) :wink:
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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 23 novembre 2003, 14:24

Gentili Signori,
in primis ringrazio il dott. Degli Uberti per i complimenti relativi al mio stemma araldico. Per verità i complimenti dovrebbero essere divisi con il mio "maestro" Fra Eusanio che mi ha molto aiutato nella creazione.
Per quanto riguarda la notorietà di un titolo, devo affermare che conosco molte famiglie nobili piemontesi, di nobiltà antichissima, che non sono mai comparse in televisione e che se indicassi i nomi sarebbero assolutamente sconosciute. Nella zona nella quale abitano e dominavano nel passato, sono più conosciuti del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, senza dover fare alcun atto particolare, senza doversi far fotografare su calendari provocanti et similia. Sono conosciuti per le loro virtù, passate, presenti e sicuramente future. Questa fama fa grande una famiglia nobile. Il tramandarsi di generazione in generazione la notorietà con la semplicità della vita quotidiana, tramite l'impegno nella vita delle terre d'origine e nel praticare le virtù.
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Messaggioda Messanensis » domenica 23 novembre 2003, 14:43

T.G.Cravarezza ha scritto:Per quanto riguarda la notorietà di un titolo, devo affermare che conosco molte famiglie nobili piemontesi, di nobiltà antichissima, che non sono mai comparse in televisione e che se indicassi i nomi sarebbero assolutamente sconosciute.


Gentile Sig. Cravarezza,
forse non ha colto l'ironia del mio post: i nobili che hanno la smania di comparire in TV o di sfoggiare i propri titoli gentilizi sui giornali molte volte hanno poco a che fare con la vera nobiltà...
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Messaggioda Messanensis » domenica 23 novembre 2003, 19:05

Vorrei inserire un frammento di un romanzo scritto da un autore siciliano nell'anno 1900, ma che mi sembra piuttosto attuale e che ritengo si inserisca bene nella discussione che stiamo affrontando ed in quella, più generale, di cosa sia la nobiltà.


"Lucrezia. Ma bisogna anche aggiungere che mio figlio è trascurato. Gli ho raccomandato più volte di usare del suo stemma su' biglietti da visita, d'imprimere il suggello su le buste da lettera, ed egli mi ha sempre fatto cantare. Mi ha fatto intendere, che oggi nel mondo si rispettano gli uomini per il loro merito personale, ed anche si rispettano i babbioni e gli usurai ricchi, e non si rispetta alcuno per la discendenza degli avi, perchè siamo, egli dice, in governo popolare. Mi ha fatto intendere che si vergogna di usare lo stemma degli avi, e non vuole essere deriso da' ricchi; quasichè i nostri ricchi villani non siano smaniosi di avere un titolo e uno stemma, e che spesso non lo comprino per migliaja di lire. Ma che sciocchezze sono mai queste di mio figlio? La ricchezza è niente; i titoli di famiglia si conquistarono per meriti o in difendere il paese o nelle magistrature; e si usano come testimonianza della propria origine. Io conosco molte famiglie ricche, di bassa e recente estrazione, perchè ricordo i padri e i nonni mulattieri, bottegai, che davano a pegno con usura scellerata. Trattate da vicino coteste famiglie ricche, e vi avvedrete che animo zotico, scortese e superbo si cela sotto quell'oro e quei palazzi nuovi. La nobiltà, ben conservata, rende le famiglie rispettabili.

Giacinto. A me pare che la signora Lucrezia dica benissimo. La gentilezza del sangue si perfeziona coll'innesto continuo de' germogli migliori. E' come un albero, che quanto più s'innesta bene dal tronco sino ai rami, di altrettanto si migliorano i frutti.

Giulio. Ma io vorrei dire a mia madre quel che il grandissimo poeta Dante scrisse:

Oh poca nostra nobiltà di sangue,
Ben sei tu manto che tosto raccorce,
Che se non s'appon di die in die,
Lo tempo va d'intorno con la force.


(.....)

Lucrezia. Ora ho capito, figlio mio, che tu mi vuoi infinocchiare! Il poeta dice cosa saggia. Raffigura la nobiltà della schiatta come un manto tempestato di gemme; e dice, che se di giorno in giorno i discendenti non aggiungono la loro virtù a quella degli avi, il manto viene consumato dal tempo, e la nobiltà cessa (.....)".
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Dove posso dire di essere nobile?

Messaggioda Maria Luisa Alasia » lunedì 24 novembre 2003, 3:40

Gentilissimo Pierfe,
Tra Pari ! Sarebbe una scelta preferibile! :D
Bias che sono, :lol: non vedo modo o', posto migliore di questo Forum. Devo pero' ammettere che non tutti i Titolati del sito danno molto importanza a se stessi :oops: . Fatto che Lei ed altri " intellettuali " partecipanti possono constatare leggendo tutti i messaggi :cry: . E' nobile chi rispetta l'opinione altrui, chi rispetta la nostra lingua madre, chi non deride l'ignorante, chi non ricorre a vocaboli scostumati :oops: per esprimere il loro disappunto in un opera d'altri, chi da' generosamente 8) del suo " tempo " e' " sapienza "a persone totalmente sconosciute per il benessere di tutti :!: Potrei continuare, ma rispetto il suo tempo che prevedo alquanto prezioso, e chissa' forse potra' avere un :idea: dove tutti i nobili di razza potranno dimostrare la loro nobilta' d'animo e' non ci sara' bisogno dove dire d'essere nobili ma a colpo d'occhio, si sapra' il nobile dal non. :roll:
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Messaggioda omero » lunedì 24 novembre 2003, 13:10

Gentili Signori e cari colleghi del forum,

io credo che la nobiltà oggi debba essere principalmente un patrimonio di famiglia. Non per il fatto che tutti viviamo in "democrazia", quanto piuttosto per signorilità e stile: qualità sempre più assenti nella società odierna. Credo siano i comportamenti ed i modi a distinguere le persone, non certo un biglietto da visita con lo stemma.

Distinti saluti
Pier Carlo Omero Bormida
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(ot) per T.G.CRAVAREZZA

Messaggioda Andrea Orgnani » lunedì 24 novembre 2003, 13:32

Per T.G.CRAVAREZZA
Scusi l' (ot) ma come ha fatto il suo avatar ?
Frodo alive
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Messaggioda gabriele d'annunzio » mercoledì 26 novembre 2003, 2:22

Egregi colleghi

voglio raccontare un episodio che credo possa contribuire alla discussione di cui si tratta.Ultimamente ,ero andato a fare visita ad un amico e ,non ricordandomi esattamente il piano dove abitava,sono,per sbaglio, andato a finire,avendo preso l'ascensore,al piano superiore a quello dove c'è la sua abitazione .Mi sono trovato su un pianerottolo e indovinate cosa ho visto????Su una porta esterna di uno degli abitanti di quel piano, c'era una targa in ottone che recitava "Marchese basilio ......."e sulla stessa targa ,in basso, la riproduzione di una corona credo Marchionale.
La cosa che ho visto mi ha fatto profondamente sorridere,in quanto ho capito fino a che grado di vanità possa arrivare l'animo umano.
A parte tutto la scelta di questo signore mi è sembrata proprio "risibile" e di pessimo gusto.
La Nobiltà ,o meglio come insegna il carissimo Pierfelice,la "storicità" di una famiglia è ,essenzialmente,un qualcosa di intimo e credo fermamente che il vero "signore" non sbandieri mai, ai quattro venti, il suo status.
Anzi quando gli si domanda :Sei Nobile? quasi quasi....
Abbassa gli occhi e sorridendo risponde :Si...!"

Distinti saluti [/list]
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Re: (ot) per T.G.CRAVAREZZA

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 26 novembre 2003, 23:20

Andrea Orgnani ha scritto:Per T.G.CRAVAREZZA
Scusi l' (ot) ma come ha fatto il suo avatar ?


Tramite un normale programma di grafica (fireworks).
Ad ogni modo questa è solo la bozza informatica del mio stemma. Sicuramente commisionerò ad un valido artista araldico la stesura dello stemma vero e proprio. Per quanto il computer sia molto utile per rappresentare le nostre idee, la mano di un bravo artista non teme il confronto della macchina.

Se invece con la Sua domanda intendeva chiedere come ho fatto a ideare il mio stemma, è stato merito di un cocktail di passione araldica, studio, aiuto (Fra Eusanio), ricerche storiche sulla mia famiglia, fantasia, simbolismo.

Se ha altro da domandarmi, si rivolga a me tramite e-mail o mp in modo da non tediare oltre gli altri Signori.
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Messaggioda RFVS » giovedì 27 novembre 2003, 11:09

ahahahahahah....dove posso dirmi nobile oggi....io dove mi pare e piace.....ma essendo riservato me ne sbatto di sbandierarlo ai quattro venti...anche perchè oggi questo mondaccio schifoso è minato ed intriso di omuncoli viscidi che squittiscono nell'ombra...e confabulano..e lusingano..ed ingannano...e mentono....creando un mondo parallelo fatto di luridi fantocci impagliati che di nobile non c'hanno un cavolo...e nonostante ciò mi ostentano onori e ricchezze e incarichi e decorazioni...convincendosi di essere quello che la loro famiglia non è stata mai in secoli di storia: nobile...

...al massimo nel 1200 lavorava la terra piegata sulla schiena alla mia..di famiglia.

Dove posso dirmi nobile oggi?..alla faccia di chi non ha un briciolo di coscienza e di pudore...: DOVE MI PARE E PIACE!!!!!

cordiali nobili saluti plurisecolari a vossia...

Riccardo Francalancia
RFVS
 

Messaggioda Carlo d'Ormea » giovedì 27 novembre 2003, 20:20

MAI si dovrebbe dire di esserlo, anche perchè mai ci si dovrebbe trovare nelle condizioni di doverlo dire. Vedete, il termine "nobile" deriva dal verbo "nosco", ossia nobile è colui che si conoscre, di cui, in pratica, si conosce la provenienza. Ditemi un po, dunque, se è possibile che un individuo debba dire che gli altri lo conosco e non il contrario!

Immaginatevi un presunto nobile che entra in un qualsiasi consesso e dica "Buongiorno signori, voi mi conoscete, non è vero?".
Carlo d'Ormea
 
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