Il mio primo libro di araldica

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

Moderatori: Antonio Pompili, Alessio Bruno Bedini

Il mio primo libro di araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 29 ottobre 2003, 22:57

Egregi colleghi,
mi sembra quasi doveroso inaugurare questa nuova parte del forum con una domanda che ognuno di noi, prima o poi, si sente fare dagli amici: ma quando hai incominciato ad interessarti di araldica? Da quale libro ti è venuto questo interesse?

... :P a voi la parola!


Bene :D valete
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Messaggioda gabriele d'annunzio » mercoledì 29 ottobre 2003, 23:28

Egregio fra Eusanio

posso raccontarLe brevemente la mia esperienza personale;il primo libro che lessi in materia,all'età di 12-13 anni,e che ancora possiedo è "Scopri le origini della Tua famiglia" di Lorenzo Caratti di Valfrei ,da me ritenuto,una delle voci più alte non solo a livello nazionale ma internazionale in materia genealogica e araldica.Ho avuto la fortuna di nascere in una famiglia che comunque ha prestato sempre un certo interesse verso queste materie;possiedo infatti le più antiche edizioni del "Libro d'Oro della Nobiltò Italiana" tra le quali ,la prima edizione assoluta del 1910.Questa passione è continuata negli anni e credo.....non si esaurirà mai!
Distinti saluti :lol: :lol: :lol:
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Messaggioda pierfe » giovedì 30 ottobre 2003, 0:56

Carissimi Consoci ed Amici,
questa domanda mi ha fatto venire in mente una esperienza bellissima della mia adolescenza, tutti sanno che vengo dal Monferrato dove gli stemmi erano assunti ed usati (come praticamente ovunque in Italia) sia da famiglie nobili che da famiglie notabili, che emergevano sulle altre famiglie per l’importanza sociale attribuita loro dalla comunità in cui vivevano ed operavano.
Fra le opere rivolte alle memorie araldiche giunte sino a noi, pochi sono i blasonari di armi monferrine e qui voglio citare Il Blaxonarium Casalense seu Stemmatum Liber omnium Familiarum tum Nobilium cum Civium nunc et tunc Casalis florentium perché di grande interesse e meritevole di uno studio più approfondito, in poche parole l’opera più antica e completa sugli stemmi della mia terra.
Tale manoscritto era parte dell’Archivio De Conti conservato presso la Civica Biblioteca Giovanni Canna di Casale Monferrato, e a questo proposito mi piace ricordare che fui io stesso a riscoprirlo, quando, ancora ragazzino, nel lontano 1972 lo trovai casualmente fra delle ricette di cucina…
Subito consegnato all’allora direttore prof. Piero Costanzo, il prezioso blasonario venne restaurato e catalogato a parte come meritava; ma pensate cosa sarebbe successo se fosse stato ritrovato da un’altra persona disinteressata all’araldica?
Il blasonario non era catalogato e chiunque avrebbe potuto portarselo a casa facendo perdere così un importantissima memoria storico araldica di primaria importanza.
Nello stesso ricco fondo De Conti sono conservati pure altri stemmi sparsi, alcuni dei quali hanno già avuto la sorte di venire portati alla luce in qualche pubblicazione.
Ma vediamo ai gioni attuali visto che ci sono vi dico che l’ultimo blasonario illustrato e manoscritto del Monferrato è quello realizzato dal dott. Marco Canova alla fine degli anni Ottanta per aggiornare con gli stemmi dei Confratelli l’armoriale della Venerabile e Nobile Arciconfraternita dei Santi Apostoli di Casale Monferrato fondata nel 1460.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 30 ottobre 2003, 11:37

Gentili Signori,
anche io incominciai da bambino (12 anni circa), ma senza l'aiuto di un libro in particolare o per meglio affermare, senza la spinta iniziale di un libro. Mi è nata la pasisone epr questa scienza dal mi ocarattere, dal mio istinto intellettuale. Mi piacevano motlo da piccolo gli stemmi, cercavo di capire i loro disegni, dicomprendere le differenze. Forse inizialmente solo per i colori e i disegni strani, poi per maggiore comprensione della scienza araldica e dei suoi valori storici e sociali.
Il primo libro che acquistai riguardante l'araldica, fu "Araldica" di Lorenzo Caratti di Valfrei. U manualetto molto comodo e sintetico, ottimo per iniziare. Poi la biblioteca aumento di volume, ma il primo fu quello.
Cordialmente
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda sebpasq » giovedì 30 ottobre 2003, 16:55

Il mio primo libro l'ho acquistato solo nel 1999 ed è Araldica, usi, regole e stili di Von Volborth.
La passione per l'araldica c'è sempre stata ed è nata sin da piccolo con lo studio della storia, ma soprattutto con i film storici, ma purtroppo avendo anche altri interessi ha sempre ricoperto un ruolo molto defilato nella mia vita. Ma quando ho scoperto lo IAGI e soprattutto la SGASD, mi sono subito tuffato nel meraviglioso mondo dell'araldica e della genealogia decidendo di studiarli in modo scientifico.. Credo che ancor oggi siano in pochi a sapere che ci sia una scuola del genere, per cui mi ritengo molto fortunato a frequentarla.

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda omero » giovedì 30 ottobre 2003, 18:00

Ricollegandomi all'intervento del Sign. Pasquini, anche per me il primo libro acquistato è stato quello di Von Volborth (testo che ho molto apprezzato soprattutto per le curate immagini a colori, ma non altrettanto per i testi che hanno delle cadute di tono - se non delle imprecisioni - che credo siano però da imputarsi alla traduzione italiana). Per quanto concerne invece la nascita della passione per l'Araldica in senso lato posso dire di averla coltivata sin da bambino a livello inconscio (amavo disegnare tornei di cavalieri medievali fieri nelle loro armature scintillanti): credo che il tutto sia nato in famiglia e si sia consolidato maturando via via in un interesse più serio.

Cordialmente
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Messaggioda MMT » giovedì 30 ottobre 2003, 23:13

Anche per me vale quanto detto da Pier Carlo e dai sigg. Pasqini e Cravarezza: è stata una passione sviluppata stimolato dall'ambiente familiare e da un circolo di amicizie. Anche per me il primo libro è stato "Araldica" di Caratti di Valfrei.

Michele Tuccimei di Sezze

ps: a proposito di libri... sono riuscito a trovare e ad acquistare il famoso Insegne e Simboli!!! La prossima mossa sarà il nuovissimo Araldica !!! :D :D :D
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Messaggioda gabriele d'annunzio » venerdì 31 ottobre 2003, 1:47

Egregi colleghi

leggendo i vostri interventi ,quest'oggi mi è venuta una idea che vorrei porre alla vostra attenzione.Dato che tutti noi,ed io in particolare....,acquistiamo,con frequenza, volumi di araldica ,genealogia,diritto nobiliare,ecc,perchè non ci viene data la possibilità di effettuare acquisti a prezzi "scontati",magari in librerie "convenzionate"?A questo punto mi rivolgo ad dott .Degli Uberti:

Egregio dottore perchè non"dotare" tutti i soci dello"Iagi" di una tessera che ci permetta ,in qualità di appassionati,di avere trattamenti "privilegiati " presso Archivi di Stato,Librerie convenzionate,istituti araldici?

Attendo le vostre opinioni in merito

Distinti saluti
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Re: biblioteca araldico-genealogico-cavalleresco

Messaggioda pierfe » venerdì 31 ottobre 2003, 11:30

gabriele d'annunzio ha scritto:Egregi colleghi

leggendo i vostri interventi ,quest'oggi mi è venuta una idea che vorrei porre alla vostra attenzione.Dato che tutti noi,ed io in particolare....,acquistiamo,con frequenza, volumi di araldica ,genealogia,diritto nobiliare,ecc,perchè non ci viene data la possibilità di effettuare acquisti a prezzi "scontati",magari in librerie "convenzionate"?A questo punto mi rivolgo ad dott .Degli Uberti:

Egregio dottore perchè non"dotare" tutti i soci dello"Iagi" di una tessera che ci permetta ,in qualità di appassionati,di avere trattamenti "privilegiati " presso Archivi di Stato,Librerie convenzionate,istituti araldici?

Attendo le vostre opinioni in merito

Distinti saluti


... si vede che sei nuovo nello IAGI :lol: noi abbiamo gli sconti presso i maggiori editori di questo tipo di pubblicazioni sia in Italia che all'estero. Nel notiziario di dicembre troverai le possibilita' offerte questo anno.
Vedi hai colto nel segno... questo tipo di politica è proprio uno degli obiettivi IAGI.
E proprio qui a Madrid parlando con de Cadenas mi sono venute altre belle idee...
ciao
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Messaggioda gabriele d'annunzio » venerdì 31 ottobre 2003, 13:17

Egregio dott.Degli Uberti

La ringrazio dell'interessamento che ha mostrato per la mia proposta,e attendo con ansia di leggere novità sul "Notiziario Iagi"di Dicembre.
Comunque la mia proposta di dotare tutti i soci dello Iagi di una tessera o ,card di riconoscimento,non era solo tesa ,ovviamente, ad ottenere sconti o trattamenti" privilegiati" sul piano economico;Questa tessera dovrebbe permettere a tutti i consoci di "accedere" a luoghi di studio ,Archivi di stato,Archivi vaticani,in maniera "comoda" e ,possibilmente,senza eccessivi limiti d'orario;dovrebbe permettere,cosa che io ho provato a fare........senza riuscirvi ,di ricevere,in prestito, presso Biblioteche di Stato volumi anche antichi o di pregio ,motivando le proprie ricerche di carattere scientifico.
Vorrei insomma che,sempre di più,socio Iagi significhi "Cultore delle discipline ausiliarie della storia" e che ciò diventi, di immediata evidenza,
mostrando all'occorrenza la famosa Tessera.
Sogno un giorno quando tutti i soci Iagi potranno accedere ,senza limiti, a luoghi che per i "profani" sono inaccessibili
Distinti saluti
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Re: Bibliografia araldico-genealogico-cavalleresca

Messaggioda sebpasq » venerdì 31 ottobre 2003, 19:48

gabriele d'annunzio ha scritto:Egregio dott.Degli Uberti

La ringrazio dell'interessamento che ha mostrato per la mia proposta,e attendo con ansia di leggere novità sul "Notiziario Iagi"di Dicembre.
Comunque la mia proposta di dotare tutti i soci dello Iagi di una tessera o ,card di riconoscimento,non era solo tesa ,ovviamente, ad ottenere sconti o trattamenti" privilegiati" sul piano economico;Questa tessera dovrebbe permettere a tutti i consoci di "accedere" a luoghi di studio ,Archivi di stato,Archivi vaticani,in maniera "comoda" e ,possibilmente,senza eccessivi limiti d'orario;dovrebbe permettere,cosa che io ho provato a fare........senza riuscirvi ,di ricevere,in prestito, presso Biblioteche di Stato volumi anche antichi o di pregio ,motivando le proprie ricerche di carattere scientifico.
Vorrei insomma che,sempre di più,socio Iagi significhi "Cultore delle discipline ausiliarie della storia" e che ciò diventi, di immediata evidenza,
mostrando all'occorrenza la famosa Tessera.
Sogno un giorno quando tutti i soci Iagi potranno accedere ,senza limiti, a luoghi che per i "profani" sono inaccessibili
Distinti saluti


Sono d'accordissimo e spero che lo IAGI prenda sul serio la sua proposta..

Saluti.
sebpasq
 
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Messaggioda Antoine de Nobili » venerdì 5 marzo 2004, 21:57

Gentili Signori,

ecco, adesso tocca a me racontare la più giovane delle esperienze su questo forum.

Difatti, questa "passione", tra virgolette perché ancore molto giovane, è incominciata pochi mesi fà. Ho ritrovato un libro di famiglia che tratta di un gesuita missionario di Montepulciano nato nel 1577, Roberto de Nobili. Da lì ho fatto domande, sopratutto a una nonna, che mi spiegò che tutti gli archivi di famiglia erano stati persi nel corso di un'incendio. Non ci resta che la memoria. Ho dunque deciso di riprendere le ricerche da capo con i pochi mezzi che ho: Internet principalmente.
Siccome, in queste ricerche si cade spesso su vari stemmi, e anche per causa di un'annello materno, mi sono comprato poche settimane fà una guidina araldica: Le guide de l'héraldique-Histoire, analyse et lecture des blasons di Claude Wenzler, che sto attualmente divorando.
Completo le conoscenze su internet e da quando ho conosciuto l'IAGI, ma sopratutto il forum, ci ritorno tutti i giorni malgrado la mancanza di tempo causa gli studi... :(

Un sentimento bellisimo che ho provato per la prima volta ieri: stavo dando lezione ad una ragazzina nel salone dei genitori presso il camino. Guardando il fuoco, in quel dolce scoppiettio, intravidi oltre le fiamme, sulla placca di ghisa in fondo al camino, un magnifico stemma con tre gigli e ampi lambrechini, tutto coperto di fuliggine s'intende. Beh, devo ammettere che mi sono sentito tremendamente colpito dalla sua maestà...
Meno male che do lezione tutte le settimane!! :lol:

Salunti distinti

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 5 marzo 2004, 22:10

Caro Antoine,
le auguro che presto possa dare lezioni anche di araldica! :P

Un buon libro, scritto nella sua lingua, è Le blason, pubblicato circa 35-40 anni fa nella collana Que-sais je? (mi scusi se riferisco a memoria, e se :oops: il mio francese è pessimo... era una serie di piccoli dizionari, tascabili ma molto ben scritti): se riuscisse a trovarne una copia, le consiglio veramente di comprarla.

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Messaggioda Antoine de Nobili » sabato 6 marzo 2004, 0:19

Caro Fra' Eusanio,

è una collana famosissima qui in Francia. Ho già altri libri che provengono da essa. Avevo appunto visto che uno riguardava l'araldica, ma non sapevo che fosse di così grande qualità!!
Grazie del consiglio!! Verrò di provvedere...

Però, del francese, se ne ricordato benissimo!!! Solo il trattino, va messo tra il sais e il je: que sais-je.

Grazie e buona serata!

Antoine de Nobili
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » sabato 6 marzo 2004, 17:36

Egr. Signor de Nobili,

spero mi perdonerà se anch'io mi permetto di segalarLe un ottimo Autore francese che ha "rifondato" gli studi araldici moderni; è il noto araldista Michel Pastoureau che ha pubblicato il celeberrimo "Traité d'héraldique", Paris, Picard 1993 (2 ed.) un trattato ampio ed esaustivo sull'araldica, oltreché una più agile sintesi con "Figures de l'héraldique", Paris, Gallimard, 1996.
Sono certo che l'alto livello storico scientifico con cui l'Autore tratta la materia Le risulterà davvero utile.

Un saluto cordiale,
Von Trotta
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
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