Residualità del diritto nobiliare nella Repubblica Italiana

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

Moderatori: Antonio Pompili, Alessio Bruno Bedini

Residualità del diritto nobiliare nella Repubblica Italiana

Messaggioda pierfe » venerdì 12 dicembre 2014, 0:15

“L’evoluzione del diritto nobiliare nel Regno d’Italia e la sua residualità nella Repubblica Italiana”.

È il titolo della pubblicazione inviata in omaggio ai sottoscrittori di Nobiltà e de Il Mondo del Cavaliere che hanno rinnovato l'adesione entro il 28 febbraio 2014 (è tradizione l'invio di una pubblicazione a coloro che sottoscrivono le riviste entro il 28 febbraio di ogni anno).

Senza dubbio è una pubblicazione di particolare attualità ed interesse in un momento di forte fermento associativo para-nobiliare in ambito privato, lo scopo è quello di presentare l'evoluzione del diritto nobiliare durante il regno d'Italia ed esaminare sia da un punto di vista storico che giuridico pragmatico la sua residualità durante la Repubblica italiana, e come scrive la Redazione del Notiziario Araldico http://www.notiziarioaraldico.info/2014 ... -italiana/ "sviluppando diverse interessanti riflessioni sul valore stesso della nobiltà oggigiorno, sia sotto il profilo giuridico, che storico".
Ma e se ci pensiamo bene si tratta dell'uovo di Colombo che si trova sotto gli occhi di tutti ma per motivi forse di interesse onirico o personale non viene visto e compreso come dovrebbe.

Ormai siamo abituati a dimenticare e non comprendere che il riconoscimento nobiliare dello Stato monarchico era solo il "permesso di pubblico uso della nobiltà o di un titolo nobiliare" e non certo l'impossibile modifica storica di un diritto imprescrittibile della persona; si deve affermare che la nobiltà del regno d'Italia è solo quella delle poche famiglie iscritte sul Libro d'oro della nobiltà italiana (Archivio centrale dello Stato), tenendo ben presente che gli Elenchi della nobiltà italiana erano solo liste di famiglie presunte nobili (in accordo alle leggi del regno d'Italia) elencate perchè facevano parte dei "libri nobiliari" degli Stati preunitari che avevano quei tipi di elenchi, e che oggi proprio perchè non ottennero il "permesso d'uso" sarebbero state cancellate e messe sullo stesso livello di quelle famiglie "nobili" non indicate in quegli elenchi, alcune delle quali dopo la caduta della monarchia hanno provveduto a "riconoscimenti" in diverso ambito particolarmente nel SMOM o altri generi di Ordini che per tradizione richiedono magari con criteri diversi dal passato "prove nobiliari".

La pubblicazione (32 pagine) articola i propri contenuti 10 paragrafi:

- Premesse

- Il Regno d’Italia

- La Repubblica Italiana

- La XIV disposizione transitoria e finale della Costituzione

- La sentenza della Corte di Cassazione a sezioni unite del 20/05/1965, n. 987

- La sentenza della Corte costituizonale dell’8 luglio 1967, n. 101

- La sentenza della Cassazione civile, sezioni unite, 24/03/1969, n. 938

- Altre sentenze dei Tribunali

- Le sentenze arbitrali (lodo)

- Conclusioni

Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
Presidente IAGI
 
Messaggi: 2224
Iscritto il: domenica 12 gennaio 2003, 2:11
Località: Bologna

Torna a Bibliografia Araldico-Genealogico-Cavalleresca



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 1 ospite