Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Discussioni ed informazioni sui tutti i testi che si possono reperire di araldica, genealogia, storia di famiglia, ordini cavallereschi e sistemi premiali / Discussions and information regarding all available texts on heraldry, genealogy, family history, orders of chivalry and systems of merit

Moderatori: Antonio Pompili, Alessio Bruno Bedini

Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda MMT » giovedì 8 settembre 2005, 1:51

Ho il dovere (morale) ed il piacere di segnalare quest'importante opera:

"Ordini in Ordine, manuale d'uso delle decorazioni per il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, il Sovrano Militare Ordine di Malta ed i rispettivi dignitari" di Fabio Cassani Pironti, ed. Laurus Robuffo, Roma 2004, pp.192.

Mi sia permesso di spendere due parole prima sull'autore, che saranno solo due visto che si tratta di persona notissima. Il dr. Fabio Cassani Pironti svolge il ruolo di Segretario dell'Ambasciata del Venezuela presso la Santa Sede, è membro effettivo della Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini cavallereschi, oltre che noto diplomatico e specialista di sistemi premiali in generale e del cerimoniale della Santa Sede (come abbiamo anche visto qui sul forum). Chi meglio di Fabio avrebbe potuto dar vita ad un'opera di questo genere?
Eh già perchè il genere è uno dei più complessi e poco analizzati che vi siano: come dove e quando indossare le onoreficenze. Ma andiamo con ordine. L'opera è dedicata a S.E. Mons. Leonardo Sandri, Sostituto della Segreteria di Stato di Sua Santità, ed è introdotta dalle parole di S.E. Alejandro Valladaras Lanza, Ambasciatore dell'Honduras presso la Santa Sede ed il S.M.O. di Malta, oltre che Decano del Corpo Diplomatico accreditato presso l'Ordine gerosolimitano.
Questo prezioso manuale elenca usi e consuetudini vigenti presso la Sede Apostolica e presso l'Ordine di Malta riguardo al modo di portare le decorazioni, spiegando in modo esaustivo le importanti regole della precedenza di un ordine su un altro, selezionando gli ordini stessi.
Dunque lo scopo primario dell'opera è quello d'indicare il modo corretto di portare le onoreficenze, secondo il tipo di cerimonia e l'abito indossato e di segnalare in modo particolare l'ordine di precedenza.
A sua maggiore gloria, va detto che Ordini in Ordine ha 20 splendide pagine finali, che riproducono immagini di dignitari mentre indossano le insegne delle decorazioni sulle uniformi o l'abito di gala. Vi sono poi 5 figurini che mostrano esattamente il posto dove apporre le decorazioni. Una tabella dell'Organico della Guardia Svizzera permette di individuare il grado degli ufficiali. Segue una pianta del 2° piano del Palazzo Apostolico, "l'Appartamento delle Udienze".

Ecco dunque un, lo ripeto, preziosissimo manuale, un vero gioiello, utilissimo e attento lavoro che viene a colmare un vuoto enorme sull'argomento, di cui parla l'ambasciatore Valladares Lanza nella prefazione: infatti rivela come negli statuti e regolamenti degli ordini si apprenda tutto della vita degli stessi ma poco o nulla di come vadano indossate le onoreficenze.
Un grandissimo plauso allora vada all'ottimo autore, che, permettemi il vanto, ho il piacere di annoverare tra i cari amici.


Per maggiori ed ulteriori informazioni, oltre a contattare direttamente Fabio Cassani Pironti, rimando al sito della casa editrice: http://www.LaurusRobuffo.it

L'opera ha il Patrocinio della ICOC, Commissione Internazionale Permanente per lo Studio degli Ordini Cavallereschi.


MMT
Ultima modifica di MMT il domenica 14 marzo 2010, 1:50, modificato 1 volta in totale.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 8 settembre 2005, 14:42

All'amico Fabio vadano i complimenti di tutto il forum, per aver redatto un'opera riccamente completa, minutamente dettagliata, e soprattutto inedita nel panorama editoriale (non solo quello corrente).

Un trattato in forma di manuale: Fabio vorrà scusare il vecchio frate per questa frase che :oops: sembra uno slogan, ma che riassume forma, contenuti e scopi del suo prezioso lavoro, il quale non può mancare dalla biblioteca di ogni vero studioso di materie cavalleresche, e che presenta interessanti risvolti anche verso numerosi altri argomenti.

Primo fra tutti, la cavalleria (in senso lato) e il bon ton, due forme ricchissime di sostanza.

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Messaggioda Fabio Cassani Pironti » lunedì 16 gennaio 2006, 23:37

Ringrazio l'amico Michele, il nostro venerato Frate e il caro Maurizio, che ha voluto dedicare parte del suo prezioso tempo per scrivere la migliore recensione del mio modesto lavoro.

Fabio


"Il lungo sottotitolo ben chiarisce scopi e contenuto del libro: Manuale d’uso delle decorazioni per il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa sede, il Sovrano Militare Ordine di Malta ed i rispettivi dignitari. Un mese di regole, normative e citazioni di ambito solo apparentemente limitato ma del massimo interesse, assolutamente irreperibile altrove, e utilissime per lo studioso di più discipline (Ordini cavallereschi, diplomatica, storia del costume, e così via), per lo storico, anche per il cronista e per il semplice appassionato: ecco le caratteristiche di quest’insolita ed accuratissima pubblicazione, patrocinata dalla Commissione Internazionale Permanente per lo studio degli Ordini Cavallereschi (di cui l’Autore è membro effettivo), ricca non solo di considerazioni teoriche ma anche di valutazioni e consigli dedotti dalla pratica quotidiana, e mirata alla dettagliata divulgazione di tutto quanto attiene al modo in cui le insegne identificative degli Ordini cavallereschi devono essere indossate.
Pur mirata sul cerimoniale attinente alla Santa Sede e all’Ordine Melitense, la pubblicazione è comunque un vero e proprio manuale di bon ton (rispetto ai quali, peraltro, si pone su un piano diverso e più storico-scientifico): l’eleganza e l’etichetta hanno valore universale, e non si limitano certo ad una mera passerella formale, né tanto peggio ad essere semplice motivo di gossip. Anzi, come dimostrano i capitoli in cui si articola il presente libro, da esse si dipartono i fili di molteplici collegamenti, talora ricchi di valenza storica: gli Ordini equestri pontifici; composizione e struttura degli uffici pubblici della Santa Sede; la Famiglia Pontificia, la Guardia Svizzera e il Circolo San Pietro (nelle rispettive strutture e con le decorazioni pertinenti); gli Ordini del Santo Sepolcro e di Malta, la loro storia e le loro decorazioni; metodi e prassi del protocollo ufficiale e delle formalità connesse alle visite al Santo Padre, siano esse private o pubbliche, ed a qualsiasi livello. Insomma, una sintesi pratica, approfondita ma agile, pronta da consultare e da applicare, ove l’accurata penna dell’Autore scende a dettagliare ed elencare anche i migliori suggerimenti da seguire, e gli errori da evitare.
La prosa precisa e rigorosa, unita alla densa elencazione di dati storici, di descrizioni estetiche e di precisazioni inerenti ai temi affrontati pagina dopo pagina, rendono il volume una vera e propria miniera di informazioni a più livelli; e vista l’attenzione con cui i mass media si vanno sempre più occupando di cerimonie di alto livello in cui l’etichetta assume un ruolo centrale, ecco che questo libro costituisce un’imprescindibile punto di riferimento per chi voglia approfondire la conoscenza di un mondo che è solo in apparenza distante e formale, ma che in realtà oggi è cronaca, e domani sarà Storia.
Le ultime trenta pagine del testo comprendono un ricco apparato iconografico a colori (tanto più apprezzabile, visto il basso costo del volume), composto in maggioranza da fotografie che mostrano momenti di visite ufficiali nei quali si esemplificano le nozioni in precedenza affrontate, ed in parte da disegni attinenti ad abiti ed uniformi (molto interessante è la tabella, a pag. 183, contenente i distintivi di grado usati dalle Guardie Svizzere). La ricca bibliografia, l’elenco dettagliato e riconoscente dei ringraziamenti (saggio esempio della profonda modestia personale e dell’assoluta signorilità dell’Autore), ed un utilissimo elenco di ditte specializzate in decorazioni e abiti chiudono il bel libro, che siamo davvero onorati di aver aggiunto alla nostra biblioteca, tassello finora mancante e testimone davvero puntuale di una nobiltà d’animo senza tempo.
Maurizio C.A. Gorra (I.A.G.I.)
Cronaca Numismatica n. 180, Dicembre 2005
FABIO CASSANI PIRONTI - ORDINI IN ORDINE
Pagg. 191, Roma 2004 € 19 (Laurus Robuffo editore, Via Macchiarella 146, 00119 Roma tel. 065651492)"
Fabio Cassani Pironti
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 17 gennaio 2006, 11:18

Mi unisco anche io ai complimenti per questa opera ottimamente realizzata e soprattutto utilissima. Mancava un "trattato in forma di manuale", per usare le perfette parole di Fra Eusanio, riguardante questi temi. Mancava e soprattutto mancava anche per la precisione per come è stato scritto dal dottor Cassani Pironti.
Lo consiglio a tutti, sia a chi è interessato per lavoro/impegni sociali a questo argomento sia a chi, come molti frequentatori del forum, è appassionato di questi argomenti.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » martedì 17 gennaio 2006, 16:17

Carissimo Fabio,
il vecchio frate girerà volentieri al suo ex discipule le tue parole di plauso per le seguenti righe, a proposito delle quali permetti però una piccolissima rettifica (evidenziata in rosso) nella seguente parte:
Fabio Cassani Pironti ha scritto:...(omissis)..."Il lungo sottotitolo ben chiarisce scopi e contenuto del libro: Manuale d’uso delle decorazioni per il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa sede, il Sovrano Militare Ordine di Malta ed i rispettivi dignitari. Una messe di regole, normative e citazioni di ambito solo apparentemente limitato ma del massimo interesse, assolutamente irreperibile altrove, e utilissime per lo studioso di più discipline...(omissis)...
:wink:
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Messaggioda Fabio Cassani Pironti » mercoledì 18 gennaio 2006, 0:16

Venerabile Fratello,

ti ringrazio infinitamente per la puntuale precisazione. Un banale errore di trascrizione. Ma la forma ha la sua sostanza; posso ben dirlo, io!

Devotissimo,

Fabio
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 19 gennaio 2006, 21:48

:wink:

Bene, optime :P vale
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Messaggioda Fabio Cassani Pironti » mercoledì 18 aprile 2007, 23:15

Venerabile Fratello,

sono trascorsi più di due anni dalla pubblicazione di Ordini in ordine; un tempo ragionevole per valutare una prima reazione dei lettori.
Sono stati in molti a scrivermi. Fra tutte le missive, una mi ha colpito per la sua meticolosità: quella dell’Ambasciatore Simonin. Desidero condividerla con gli amici del Forum per la precisione con la quale è stata scritta, che dimostra la competenza del lettore e ricorda l’attenzione che bisogna sempre avere quando si pubblica qualunque scritto. Aggiungo la mia risposta.

Cordiali saluti,

Fabio


« Aubonne, le 13 septembre 2005

Cher Monsieur,

Mon ami et collègue, Monsieur Pierre Blanchard, connaissant mon intérêt pour la phaléristique – je suis président d’honneur de la Société suisse du même nom – m’a très gentiment offert cet été votre ouvrage « Ordini in ordine », paru décembre 2004.
C’est avec un réel intérêt que j’ai pris connaissance de cet excellent manuel et guide à l’adresse non seulement du Corps diplomatique accrédité près le Saint-Siège et le SMOM, mais aussi d’un plus large public d’amateurs éclairés. Ce genre d’ouvrage vient en temps opportun, tant la matière qu’il traite – avec compétence et minutie en l’occurrence – est de nos jours ignorée ou du moins mal connue, parfois de ceux-là mêmes qui en ont l’usage professionnel.
Je me permettrai de faire une brève recension de votre livre dans un des prochains numéros du modeste Bulletin de la SSP (Société suisse de Phaléristique), que je vous adresserai le moment venu.
Pour l’heure, je voudrais vous dire combien j’ai apprécié la présentation, la méthodologie et le contenue de votre étude qui, se voulant pratique, atteint parfaitement son objectif. Soyez-en félicité. Votre travail est riche en informations et en détails. Je confesse avoir appris, par exemple, que le scapulaire de l’Obédience du SMOM (que j’ai l’honneur de porter) est surnommé « pazienza » en italien [224] et que l’usage veut que la Garde suisse pontificale donne la préséance à la Benemerenti et à la Pro Ecclesia et Pontifice sur les Ordres pontificaux [145] : Je tombe d’accord avec vous que cette manière de faire n’est pas très « catholique », selon une expression française. Je partage quasiment toutes vos considérations en matière phaléristique, notamment votre vue concernant les miniatures [172] : il est, en effet, de bon ton de n’en porter qu’une seule rangée.
Il y a un seul point dans votre étude qui suscite pourtant une interrogation de ma part et cela concerne la Benemerenti et la Pro Ecclesia et Pontifice qui ont été les deux (hélas ! à mon humble avis) redessinées et « modernisées » sous le Pape Paul VI [11/12]. Vous vous référez à plusieurs reprises à l’ordre de préséance pontifical [1/69] en donnant la préséance à la Benemerenti. Or vous soulignez très justement, dans votre note (67), page 74, que la Benemerenti est accordée aux Gardes suisses après 3 ans de service, alors que la Pro Ecclesia l’est après 6 ans et à condition d’être déjà titulaire de la première médaille. Si l’on suit cette logique, la Pro Ecclesia devrait donc avoir le pas sur la Benemerenti et non le contraire. C’est du moins ce que j’ai personnellement toujours considéré comme correct. Mon père qui était, « inter alia », titulaire de la Pro Ecclesia – ancien modèle – considérait cette croix comme étant un peu la « Médaille militaire » (française) des Souverains Pontifes ! Il en possédait au demeurant des miniatures (à ruban large et à ruban étroit) [55], modèles sans doutes inofficiels, mais assez courants semble-t-il. Comme vous le dites vous-mêmes [90], il n’est pas très harmonieux de porter ensemble de grands modules et des miniatures : à mon sens, il est des circonstances où une légère infraction au règlement est tolérable. Contrairement à la Benemerenti, il est, du reste, étonnant que pour la PEP aucune miniature n’ait été prévue à sa création en 1888.
L’on pourrait aussi discuter, à propos de votre [164], de l’opportunité de porter ou non la rosette (ou le ruban mince, à la française, pour les chevaliers) sur l’habit de ville, en dehors de circonstances de nature publique. Je comprends votre point de vous : j’estime, pour ma part, que le port de l’insigne (rosette) d’un Ordre comme le SMOM, par exemple, lors d’événements privés ou semi-privés, peut avoir valeur de témoignage et offrir précisément une occasion non seulement d’accepter des commentaires, mais d’en faire à son tour.
En vous réitérant mes félicitations pour votre livre, je vous prie d’agréer, Monsieur, les assurances de ma considération distinguée,

Pierre-Yves Simonin
Ambassadeur
Chevalier en Obédience du SMOM

***

Rome, le 16 septembre 2005

À Son Excellence
M. Pierre-Yves Simonin
Ambassadeur de l’Ordre Souverain
Militaire de Malte auprès de l’Organisation
des Nations Unies à Genève
a. Ambassadeur de Suisse
Chevalier en Obédience du SMOM
Aubonne

Monsieur l’Ambassadeur,

Je suis très honoré que Votre Excellence ait trouvé le temps de lire - avec attention et minutie - mon modeste ouvrage Ordini in ordine. Je suis reconnaissant à mon cher ami Pierre Blanchard d’avoir eut la gentillesse de Vous en faire l’hommage. Il m’a beaucoup aidé dans la relecture du texte et je suis heureux d’avoir fait sa connaissance durant mon séjour romain, qui se termine au 1er octobre, devant rentrer au Ministère des Affaires Étrangères à Caracas.
Toutes les observations particulièrement pertinentes que Votre Excellence a relevées dans sa lettre du 13 courant m’ont fait grand plaisir. En effet, l’échange d’opinions - même divergentes - est toujours un moyen de s’enrichir mutuellement.
Pour répondre quant à la préséance que j’ai donné à la Médaille Benemerenti par rapport à la Croix Pro Ecclesia et Pontifice, j’ai retenu la date de fondation : sous Pie VII (1800-1823) pour la première et sous Léon XIII (1888) pour la seconde. Elle est fondée sur un principe cardinal : entre deux décorations du même rang, la préséance est déterminée par la date de fondation. Cela dit, il me faut constater que dans l’Annuaire Pontifical 2005, la Pro Ecclesia et Pontifice est placé la première, ce qui me semble justifié en raison de son titre Pour l’Eglise et le Pontife et je suis prêt à partager votre avis. Je note, toutefois, que dans le même Annuaire une erreur s’est glissée, lorsque l’on lit que les deux médailles ont été créées sous Léon XIII. Pourquoi la Secrétairerie d’État confère l’une ou l’outre, il faudrait poser la question aux responsables.
Eu égard aux miniatures non officielles, je suis d’accord avec Votre Excellence : il faut être tolérant en l’absence de réglementation. Dans mon récent livre Vestire gli onori, (in.edit, Roma 2005), écrit avec Michele D’Andrea, nous suggérons l’adoption des miniatures même quand les statuts de l’ordre ne le prévoient pas. Pourquoi a t’on créé les miniatures, pourrait-on se demander ? Pour adapter les décorations au nouveau vêtement masculin du XIXe siècle, l’habit, plus austère que les redingotes du passé. Dans l’article que j’ai écrit sur Decorazioni sullo smoking, (cfr. Il Mondo del Cavaliere n. 16, Milano 2004), je trace l’évolution de la forme des décorations : Dès la grande croix en toile cousue sur le manteau jusqu’aux rosettes. En conséquence, en suivant cette transformation historique, on peut invoquer des miniatures pour ces « médailles militaires » des Souverains Pontifes.
Je reste de mon avis en ce qui concerne l’usage de la rosette sur la tenue de ville dans la vie privée ; si je vais par exemple au restaurant avec des amis, je n’arbore pas une décoration. Mon opinion est qu’il faut que subsiste, au moins, une semi-officialité dans l’évènement, pas nécessairement public mais d’un certain point de vue, assimilable à une cérémonie.
Je partage l’avis de Votre Excellence par rapport au témoignage, comportement très noble, mais je crois qu’il y a le risque d’être considéré comme prétentieux plutôt que quelqu’un de dévoué, dans notre monde peu intéressé aux valeurs. Il y a bien sure des exceptions, comme dans le cas des Chevaliers Profès de l’Ordre Souverain Militaire de Malte : la rosette indique leur condition et doit toujours être portée ; on peut dire qu’elle est le correspondant du froc ou du clergyman.
Je remercie encore Votre Excellence pour les mots d’éloge immérités qu’Elle m’a adressés et je saisis volontiers cette opportunité pour Vous exprimer, Monsieur l’Ambassadeur, avec mes remerciements renouvelés, l’assurance de ma très haute considération.

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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » venerdì 3 aprile 2015, 12:44

Ieri, 2 aprile 2015, sono trascorsi 10 anni dalla presentazione di “Ordini in ordine” a San Marino, durante il II Colloquio Internazionale di Genealogia. La giornata fu rattristata dalla notizia, giunta in tarda serata, del decesso di Papa Giovanni Paolo II. Da allora, due pontefici hanno occupato la Cattedra di Pietro, Benedetto e Francesco; nonostante quest’ultimo abbia effettuato molte innovazioni, il cerimoniale descritto nel manuale continua ad essere valido, con mia enorme soddisfazione. Desidero ringraziare ancora una volta l’ICOC e il suo Presidente per il patrocinio e il supporto dato in questi anni.
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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda MMT » domenica 26 aprile 2015, 19:54

Il nuovo ambasciatore italiano in Vaticano, Daniele Mancini, ha presentato le credenziali al Papa. Era vestito correttamente, decorazioni a posto, anche la moglie era impeccabile. Che abbia letto Ordini in ordine?
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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » domenica 12 maggio 2019, 1:47

Lo scorso 2 aprile 2019, Mons. Stefano Sanchirico, del Pontificio Consiglio della Cultura, già Cerimoniere pontificio, ha tenuto a Roma presso la Chiesa Nuova, una conferenza intitolata: “In udienza dal Papa, cerimoniale e consuetudini”.
La profonda conoscenza della materia e l’esperienza di Monsignore, non ha sorpreso l’auditorio —un parterre des rois con rappresentanti di ogni ceto vincolato alla Santa Sede— nel sentir narrare lo svolgersi dell’udienza e nell'ammirare le numerose e bellissime immagini proiettate, descritte in ogni dettaglio.
A me, la grande soddisfazione di vedere confermata, ancora una volta dopo 15 anni, l’attualità del manuale “Ordini in ordine”.
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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 12 maggio 2019, 1:59

Complimenti! È davvero un eccellente lavoro!
È prevista una seconda edizione?
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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda Sagittario » domenica 12 maggio 2019, 16:17

Fabio Cassani Pironti ha scritto:...omissis...
l’attualità del manuale “Ordini in ordine”.


gradirei il Suo parere in merito alla recente vogue di indossare alcuni nastrini in versione miniatura anche sul bavero dello smoking...
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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » domenica 12 maggio 2019, 17:41

Trovo scorretto indossare nastrini sullo smoking, di qualunque misura.
In primo luogo, i nastrini nascono come formato esclusivo delle divise e perciò non sono indicati su di un abito civile, per di più da sera.
In secondo luogo, lo smoking merita un proprio formato delle insegne. Indossare sullo smoking formati ancora in uso su altri tipo di abiti, ne svilisce la dignità ed è in contrasto con la tradizione faleristica che ha previsto, nel tempo, un tipo di insegna per ogni abito.
Come ho espresso nei miei articoli circa l’uso delle decorazioni sullo smoking, questo abito merita una decorazione propria. La proposta fatta – e da me usata da alcuni anni – è una “miniatura da smoking” la cui insegna è identica a quella del frac ma con un nastro più corto, 2,5 cm., più discreto e perciò in linea con la maggiore sobrietà di questa tenuta.
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Re: Ordini in Ordine, quasi un best seller :!:

Messaggioda Sagittario » mercoledì 15 maggio 2019, 19:20

Fabio Cassani Pironti ha scritto: ...omissis... La proposta fatta – e da me usata da alcuni anni – è una “miniatura da smoking” la cui insegna è identica a quella del frac ma con un nastro più corto, 2,5 cm., più discreto e perciò in linea con la maggiore sobrietà di questa tenuta.


Ho reperito in rete questo esempio (debitamente oscurato) con nastrini che mi sembrano più corti di quelli usati con il frac, è corretto ?

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