Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda Furio » martedì 22 settembre 2009, 15:34

Il SMOGM ha sempre valutato i casi secondo i paesi i tempi le persone, Totò ne fece le spese....Nel regolamento è scritto si valuterà caso per caso e il Gran Maestro decide in maniera insindacabile...
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda FP » martedì 22 settembre 2009, 17:51

Provo a rispondere io a Morello. La famiglia di cui parla probabilmente avrebbe visto riconosciuto almeno il titolo di "Nobile" durante il R.I., non fosse altro perché non sarebbe stata la sola!Se la nobiltà ortonese avesse preso provvedimenti seri in tal senso, forse oggi avremmo potuto vedere Ortona nell'elenco delle città sedi di nobiltà civica o patriziato, oppure tra le città nelle quali l'accesso a talune cariche era considerato prova di precedente nobiltà. In quest'ultimo caso ai discendenti dei cooptati spettava il titolo semplice di "Nobile".
A mio avviso il SMOM accetterebbe la famiglia nelle categorie nobiliari, visto che il fatto che non ne sia stata riconosciuta la nobiltà civica non esclude che ne possa essere riconosciuta la nobiltà generosa (generica).
Per quanto riguarda "Onore e devozione" o "Grazia e devozione", questo va valutato da postulante a postulante. Per la categoria di "Onore e Devozione" occorrono 450 anni di nobiltà (documentata) per la linea paterna.
Se la nobiltà della famiglia che cita è di soli 307 anni, non basta per essere ammessi in "Onore e devozione"; ci sono però questi altri casi:
- 4/4 di nobiltà per 200 anni, oppure:
- 250 anni di nobiltà per la linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per 1 ava, oppure:
- 300 anni linea paterna oltre a 200 anni degli altri 2/4 oltre alla sanatoria per 1 ava.
Per la "Grazia e devozione" invece:
- 200 anni della linea paterna oltre ad avere madre nobile o di dignitosa posizione sociale da almeno 3 generazioni, oppure:
- Più di 100 anni della linea paterna oltre a 100 anni del quarto materno.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 22 settembre 2009, 19:11

Forse la qualità di nobile poteva essere riconosciuta anche durante il Regno di Napoli .
Il Reale Dispaccio del 25 gennaio 1756 regolò la nobiltà del regno ( al quale apparteneva Ortona ) in tre gradi e distinse la Nobiltà generosa,
la Nobiltà di privilegio
e la Nobiltà legale (o civile):


"La terza chiamata Legale, o sia Civile comprenda quelli, i quali facciano
costare avere così essi, che il loro Padre, ed Avo vissuto in Città
demaniale, e regia, escluse le baronali, sempre civilmente con decoro, e
comodità, senza esercitare carica, e impiego basso, e popolare, e sono
sempre stati riputati dal Pubblico Uomini onorati, e dabbene"


Per essere quindi nobili della terza classe, era indispensabile avere i requisiti di tre generazioni vissute more nobilium (Real Dispaccio del 1743 e 1756) ed era indispensabile che ciò venisse constatato, previa domanda , da parte dei tribunali nobiliari competenti ed il conseguente regio consenso .

Saluti
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda Morello » mercoledì 23 settembre 2009, 9:31

Ringrazio tutti gli intervenuti per i loro chiarimenti. In effetti l'elenco delle famiglie, se non vado errato 24, appartenenti al 1° Ceto, comprendeva 5 casati nobili "ex origine" (de Pizzis, de Thinis, de Sanctis, Bernardi e de Letto) ed una ventina di famiglie nobili "ex dignitate". Probabilmente se qualche discendente o magari tutti quelli rimasti durante il Regno d'Italia avessero chiesto il riconoscimento nobiliare l'avrebbero ottenuto, ma evidentemente non ci tenevano. Così come, documenti alla mano, oggi i discendenti delle ultime famiglie rimaste in Ortona, potrebbero essere ricevuti nel ceto di Grazia e Devozione del SMOM, ma, come sopra, probabilmente, non ci tengono. Di tutte queste 24 famiglie oggi restano tra le nobili "ex origine" un ramo dei Bernardi, i Bernardi-Patrizi, da oltre un secolo residenti a Roma, sempre a Roma dovrebbe risiedere, non ne ho certezza, un ramo dei de Sanctis. In Ortona restano i Massari, i Berardi (ben ramificati) e l'ultima discendente dei de Lectis; queste tre erano famiglie nobili "ex dignitate". Ma cmq i de Sanctis, i Bernardi, i de Lectis, i Massari, ed i Berardi, furono ricompresi nel 1° ceto con la riforma del 1765.
Grazie ancora e cordialità.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 23 settembre 2009, 12:58

La transitio ad plebem mi sembra che storicamente sia sempre stata libera. Nel caso specifico oltre a non tenerci minimamente o essere assolutamente contrari potrebbero magari anche vedere il tutto con occhi pragmatici. Le motivazioni possono essere varie, due a titolo d'esempio:1) il non risiedere ed il non tornare in città nemmeno per brevi periodi, non avendo mantenuto alcun legame affettivo con la località; 2) non aver conservato alcuna proprietà in luogo, senza nemmeno essersi conservata perlomeno la memoria delle famiglie in oggetto nel nome di palazzi, case, ville, anche in possesso altrui, cappelle nelle chiese, denominazioni di strade e quant'altro. Ciao,
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda Morello » mercoledì 23 settembre 2009, 13:47

Gent.le Fabrizio Quinzio, quanto Lei dice è possibile. Non sono un esperto in materia nobiliare, ma penso ci fosse anche da pagare una tassa più o meno o cmq l'iniziativa per il riconoscimento nobiliare avrebbe comportato una spesa notevole che forse i discendenti anche al tempo del Regno d'Italia e residenti nel luogo d'origine non si sono sentiti di affrontare. Ovviamente per i discendenti attuali anche se residenti il discorso è ancora più complesso, in piena Repubblica probabilmente non sanno neppure cosa significava essere nobili, forse, e mi creda, non conoscono neppure la storia della loro famiglia, figuriamoci poi il desiderare di essere ricevuti nel SMOM! Cos'è?
Cordialmente e grazie.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda FP » giovedì 24 settembre 2009, 20:03

Qualcuno ha esempi di famiglie viventi in comunità (libere o feudali) non aventi il titolo di città a cui fu riconosciuta la nobiltà generosa da parte del SMOM?
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda FP » venerdì 16 ottobre 2009, 18:00

Allora nessuno ha esempi di aspiranti alle classi nobiliari del SMOM che risiedevano in terre (infeudate e non) che furono ammessi nelle classi medesime per la loro "nobiltà generica" (esercizio di cariche civiche locali, giuspatronati, stemmi, parentele nobili, vita more nobilium)?
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda RFVS » sabato 17 ottobre 2009, 10:47

sullo Squarti Perla dovrebbero esserci diversi esempi, non so se riferiti al SMOM o ad altri ordini tipo Ordine Piano e Santo Stefano di Toscana.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda RFVS » sabato 17 ottobre 2009, 11:06

giusto un esempio.

famiglia Critii o Crizi, originaria e dimorante a Sarnano (terra libera SENZA modulo di governo aristocratico) --> qualificata nobile ed ammessa nell'Ordine di Santo Stefano di Toscana.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda FP » sabato 17 ottobre 2009, 18:11

Grazie Riccardo!Ma sai se esercitarono cariche civiche in Sarnano o quali erano i loro requisiti?
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda RFVS » sabato 17 ottobre 2009, 19:02

Sarnano, stando agli studi dello Zenobi, aveva un reggimento misto sulla base delle contrade cittadine e non sulla separazione di ceto.
Suppongo che, a prescindere da questo, i Critii/Crizi abbiano avuto cariche nell'amministrazione di Sarnano.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda FP » lunedì 19 ottobre 2009, 17:51

A vederlo l'abitato di Sarnano sembra proprio una città e non un paesino qualsiasi; per "Squarti Perla" intendi il ben noto Titoli e nobiltà nelle Marche?
Comunque forse le esperienze di altre famiglie nei vari ordini cavallereschi sono la chiave per risolvere il nostro dilemma; abbiamo altri esempio (magari laziali)?
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda RFVS » lunedì 19 ottobre 2009, 18:02

la risposta alla prima domanda è sì.

quella alla seconda è bho? non sono esperto della questione nel Lazio.
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Re: Cosa dice il Massimario SMOM per la "nobiltà delle terre"?

Messaggioda FP » lunedì 19 ottobre 2009, 18:07

Ok...altri esempi marchigiani invece? [bangin.gif]
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