Catasto preonciario di re Ladislao di Durazzo (1409)

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Re: Catasto preonciario di re Ladislao di Durazzo (1409)

Messaggioda Gennaro » martedì 12 maggio 2015, 9:29

Morello ha scritto:Caro Matteo. Dopo aver indagato in famiglia, specialmente se vivono ancora i nonni e aver stilato un abbozzo di tavola genealogica, ti consiglio di consultare gli archivi storici comunali e parrocchiali. Nei primi puoi trovare i Registri dello Stato Civile (fino al 1809)


È arrivato con certezza alla fine del '600 . . .
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Re: Catasto preonciario di re Ladislao di Durazzo (1409)

Messaggioda Morello » martedì 12 maggio 2015, 10:15

Ho fatto un discorso generale. Anche perchè, per esperienza personale, ad esempio, sui registri parrocchiali ottocenteschi non c'è annotato il mestiere e la via o strada di residenza. Cosa che invece ho trovato, per i miei antenati, nei registri dello stato civile. Ho scoperto ad esempio, che mio quadrisavolo morì "nella barca, in mare", cosa che non era annotata sul Liber Mortuorum della Parrocchia. Inoltre, come già accennato, grazie all'Onciario del 1751, conservato nella Biblioteca Comunale di Ortona, ed ai Registri dello Stato Civile conservati nell'Archivio di Stato di Chieti, mi sono ricostruito tutto l'itinerario delle case o vie/strade (grosso modo) abitate dai miei antenati. E' ovvio però, come già detto, i Libri Parrocchiali possono arrivare anche agli inizi del XVI secolo. Le mie ricerche, purtroppo si sono fermate ad un Liber Matrimoniorum del XVII secolo. Sono stato poi fortunato e grazie ad ad una segnalazione di un amico ho scovato altri antenati agli inizi del XVII sec. su due atti notarili. Adessso consulto, quando posso, gli atti della Regia Udienza (XVII sec.) e delle Corti Civili (XVI/XVII sec.), con la speranza di trovare qualcosa. Ho ancora qualche atto del XVI/XVII secolo da consultare presso l'Archivio Diocesano di Chieti. Inoltre ho un "indizio" (?) su una pergamena del XV/XVI secolo conservata, forse, dai discendenti dei feudatari di Miglianico (Ch), terra d'origine dei miei antenati, i quali ultimi, probabilmente, all'occorrenza si servivano di notai teatini (un "mare magnum" da consultare, forse inutilmente, desisto!).
Cordialmente.

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Re: Catasto preonciario di re Ladislao di Durazzo (1409)

Messaggioda vigi » martedì 12 giugno 2018, 19:13

La città di Aquila fin dai suoi primordi fu divisa in quattro grandi sezioni dette Quartieri. Essi furono: Santa Maria che ne comprendeva la parte posta verso Nord Est; S. Giorgio quella a Sud Est; S. Pietro l’altra a Nord Ovest; S. Giovanni, l'ultima a Sud Ovest. Le Castella intervenute alla sua fondazione avendo comunanza di diritti con i loro naturali che nell'interno della città dimoravano ebbero seguita la medesima partizione. Onde nell’onciario [il catasto onciario, precursore degli odierni catasti] fatto da Re Ladislao [Ladislao I di Napoli, detto il Magnanimo, noto anche come Ladislao d'Angiò-Durazzo o Ladislao di Durazzo, figlio del re Carlo III d'Angiò] furono esse descritte sotto le intestazioni dei rispettivi quartieri, le quali furono espresse nel seguente modo: Quartus S. Mariæ - Quartus S. Georgi - Quartus S. Petri - Quartus S. loannis (Franchi: Difesa dell’ Aquila p. 195). L'oggetto di siffatta divisione fu di un più spedito reggimento civile della città e di un più facile armamento militare. Quindi si eleggevano i capi quartieri, sotto il comando dei quali in occasione di guerra soleano ripartitamente adunarsi i cittadini in quattro piccoli corpi, come si fè nell’armamento contro Braccio da Montone l’anno 1443.
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Re: Catasto preonciario di re Ladislao di Durazzo (1409)

Messaggioda FP » domenica 17 giugno 2018, 13:09

vigi ha scritto:La città di Aquila fin dai suoi primordi fu divisa in quattro grandi sezioni dette Quartieri. Essi furono: Santa Maria che ne comprendeva la parte posta verso Nord Est; S. Giorgio quella a Sud Est; S. Pietro l’altra a Nord Ovest; S. Giovanni, l'ultima a Sud Ovest. Le Castella intervenute alla sua fondazione avendo comunanza di diritti con i loro naturali che nell'interno della città dimoravano ebbero seguita la medesima partizione. Onde nell’onciario [il catasto onciario, precursore degli odierni catasti] fatto da Re Ladislao [Ladislao I di Napoli, detto il Magnanimo, noto anche come Ladislao d'Angiò-Durazzo o Ladislao di Durazzo, figlio del re Carlo III d'Angiò] furono esse descritte sotto le intestazioni dei rispettivi quartieri, le quali furono espresse nel seguente modo: Quartus S. Mariæ - Quartus S. Georgi - Quartus S. Petri - Quartus S. loannis (Franchi: Difesa dell’ Aquila p. 195). L'oggetto di siffatta divisione fu di un più spedito reggimento civile della città e di un più facile armamento militare. Quindi si eleggevano i capi quartieri, sotto il comando dei quali in occasione di guerra soleano ripartitamente adunarsi i cittadini in quattro piccoli corpi, come si fè nell’armamento contro Braccio da Montone l’anno 1443.


Quindi significa che i capofuochi dei paesi del contado sono descritti sotto i quartieri della città?
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