Pretendente al trono delle due Sicilie?

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Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 4 dicembre 2008, 21:32

Gentili frequentatori del forum,
secondo voi è possibile considerare il papa pretendente al trono delle due Sicilie? Visto che i re di Napoli e Sicilia erano considerati suoi vassalli, almeno fino al 1855, quando Ferdinando II di Borbone, donò a Pio IX 10.000 scudi per la costruzione della colonna dell'Immacolata in Piazza di Spagna, in cambio della rinuncia alle pretese del papa sulle due Sicilie, appunto. Grazie in anticipo per i vostri contributi alla discussione.

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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 4 dicembre 2008, 22:24

La pretesa del Papa si basava sulla celeberrima Donazione di Costantino in cui l'imperatore romano "concesse" al papa Silvestro I e ai suoi successori le insegne imperiali e la sovranità temporale su Roma, l'Italia e l'intero Impero Romano d'Occidente.

Naturalmente la "concessione" cosi come le pretese ad essa collegate hanno il valore che hanno... :roll:
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda paolosalvatori » giovedì 4 dicembre 2008, 23:04

E' noto che la " Donatio Costantini" é falsa!!!!!
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda nicolad72 » venerdì 5 dicembre 2008, 1:00

c'è voluto pure un bel po' per dimostrarlo...
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » venerdì 5 dicembre 2008, 1:08

Certo, che la Donazione di Costantino sia un falso altomedievale si sa dal 1440, però almeno fino al 1855 i Borbone di Napoli si consideravano vassalli del papa.
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Qohelet » venerdì 5 dicembre 2008, 11:17

Replico anche che, incidentalmente, il fondamento giuridico delle sovranità sui vari territori europei è spesso fondata su travisamenti o interpretazioni estensive di documenti sulla cui validità molto si potrebbe discutere (credo che il caso più recente sia stato quello dell' URSS la cui proclamazione era stata demandata ad una consulta nazionale mai convocata oppure, per esser capziosi, alla nostra Repubblica proclamata solo in via provvisoria da un ente amministrativo...). Credo che, semmai, non sarebbe la donatio di Costantino a fare giursprudenza quanto il riconoscimento esplicito dei Sovrani delle Due Sicilie del proprio vassallaggio nei confronti del Pontefice, riconoscimento sancito fra gli altri anche da cerimonie sontuose per l' invio dei doni dal vassallo al Sovrano. Ovvio, stiamo facendo della tetrapilectomia (spacchiamo i capelli in quattro)....capelli che nemmeno esistono, dato che non esiste più alcuna corona da rivendicare. Cordialmente

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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda fabrizio guinzio » venerdì 5 dicembre 2008, 12:22

Sì penso che sia necessario aderire al contesto, contestualizzare. Distinguere fra pretensioni anche politiche e quelle puramente araldiche. Come precedentemente già scritto le Due Sicilie avevano terminato il loro vassallaggio prima dell'unione/annessione allo Stato nazionale italiano. Non si possono paragonare dei plebisciti realizzati nel 1800 ad altri del 1900! Lo Stato pontificio della Città del Vaticano non rivendica politicamente nulla oltre quello che già detiene: la sovranità della Città Leonina ed annessi. Papa Montini ha pubblicamente affermato che la riduzione del potere temporale(ma è un bene che sia stato ripristinato) è stata ottima cosa per la Chiesa, un enorme regalo. I diritti dinastici araldici di tutte le dinastie italiane sono stati tenuti in considerazione e puntualmente rispettati dalla Casa d'Italia: per mero esempio principi delle Due Sicilie sono i Borbone(peraltro pacificati con Casa Savoia e partecipi di rinnovate novecentesche alleanze matrimoniali, basta leggere in biblioteca un qualsiasi almanacco nobiliare), ma sono state rispettate tutte le intitolature. Un'unica eccezione che conferma la regola: il titolo di principe di Venezia, di napoleonica memoria, attributo ad un Savoia. Ciao, Fabrizio
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 6 dicembre 2008, 8:56

Gentili frequentatori del Forum,
qualcuno conosce i termini della rinuncia (se tale fu) del 1855? Il "bandolo della matassa" sta tutto lì.
La questione è interessante perchè, a mio avviso, se il vassallagio nei confronti del papa non fosse cessato in quella data, non avrebbe più senso preoccuparsi di chi sia effettivamente il capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, perchè legittimo pretendente (sulla carta, ovviamente) sarebbe il Papa, o mi sbaglio?
Cordialmente.
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 8 dicembre 2008, 11:13

Gentili frequentatori del Forum,
sono riuscito a trovare la lettera del 25 giugno 1855 con cui il Segretario di Stato, cardinale Antonelli, comunicava al Camerlengo di SRC, cardinale Riario Sforza, che il papa Pio IX aveva accolto le preghiere di Ferdinando II di desistere dalla consueta protesta che annulamente la Santa Sede presentava al re di Napoli per la mancata donazione della Chinea. In cambio, il re offriva 10000 scudi "una tantum" per la costruzione della colonna dell'Immacolata in Piazza di Spagna. Il 5 luglio successivo, veniva registrata ufficialmente la cessione del tributo presso la Camera Apostolica.
Da notare, che sia la lettera sia la registrazione parlano solo di "cessazione della protesta solita emettersi ogni anno"; non è indicato esplicitamente il riconoscimento dell'assoluta indipendenza e sovranità del Regno delle due Sicilie e la rinunzia della Santa Sede ai suoi dirittti feudali. Per alcuni, quest'ultima è una conseguenza implicita della cessazione della protesta,io invece non ne sono molto convinto, mi smebra un'interpretazione eccessivamente estensiva. Voi cosa ne pensate?
Cordialmente.
Pasquale M. M. Onorati
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » lunedì 8 dicembre 2008, 11:47

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:[..] Per alcuni, quest'ultima è una conseguenza implicita della cessazione della protesta,io invece non ne sono molto convinto, mi smebra un'interpretazione eccessivamente estensiva. Voi cosa ne pensate?


La prammatica del 6 ottobre 1759 consente a tutti i principi delle varie famiglie Borbone la successione, in caso di necessità e rispettando la linea genealogica, a qualunque trono i Borbone già occupino o gli sia dato da occupare. Questo a tre condizioni: il trono sia uno per ciascun principe, si tratti di un trono esistente ed immediatamente occupabile.

Mi sembra che in questo caso non ricorra nessuna delle tre condizioni. Il problema dunque non esiste. :roll:
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 9 dicembre 2008, 17:10

Sono d'accordo, il problema praticamente non sussiste, ma volendo fare un ipotesi di studio, qualora esistesse un regno del sud, potremmo dire che il papa vanta ancora diritti feudali sul meridione d'Italia? Secondo me, alla luce dei due documenti del 1855, si. Un'altra domanda, il re delle due Sicilie era l'unico sovrano preunitario ad essere considerato vassallo del papa?
Grazie per l'attenzione.
Pasquale M. M. Onorati
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda MMT » martedì 9 dicembre 2008, 21:35

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Gentili frequentatori del Forum,
qualcuno conosce i termini della rinuncia (se tale fu) del 1855? Il "bandolo della matassa" sta tutto lì.
La questione è interessante perchè, a mio avviso, se il vassallagio nei confronti del papa non fosse cessato in quella data, non avrebbe più senso preoccuparsi di chi sia effettivamente il capo della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie, perchè legittimo pretendente (sulla carta, ovviamente) sarebbe il Papa, o mi sbaglio?
Cordialmente.


:?: :?: :?:
Il papa capo di una dinastai regnante!?! :shock:
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda MMT » martedì 9 dicembre 2008, 21:38

Sulla Donazione costantiniana una precisazine che sarà familiare a tutti coloro che hanno studiato un po' di diritto medievale. I "falsi" in epoca medievale non erano cose tamto assurde dal fare, non nel senso di falso come lo intendiamo noi, ma nel senso che spesso molti documenti erano andati persi, spesso rovinati così venivano ricopiati, trascritti, per salvarli dalla loro dispersione. Se la Donatio sia avvenuta o meno, come sopra di me hanno riassunto, poco importa: di fatto è stata sempre considerata in tal senso da cui tutta la lotta per le investiture e le diatribe sulla supremazia del papato sull'imperatore. Una vexata quaestio...
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda Lallo » mercoledì 10 dicembre 2008, 17:39

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Sono d'accordo, il problema praticamente non sussiste, ma volendo fare un ipotesi di studio, qualora esistesse un regno del sud, potremmo dire che il papa vanta ancora diritti feudali sul meridione d'Italia? Secondo me, alla luce dei due documenti del 1855, si. Un'altra domanda, il re delle due Sicilie era l'unico sovrano preunitario ad essere considerato vassallo del papa?
Grazie per l'attenzione.
Pasquale M. M. Onorati


Non vorrei dire una sciocchezza imperdonabile, ma il Granduca di Toscana non era vassallo del Papa?
viva V.E.R.D.I.
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Re: Pretendente al trono delle due Sicilie?

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 11 dicembre 2008, 11:31

La Firenze medicea guelfa ottenne il titolo di Granduca di Toscana dal Papa - Pontefice Massimo, Milano viscontea ghibellina il titolo di Duca di Milano dall'Imperatore del Sacro Romano Impero. Le due massime autorità.Ciao, Fabrizio
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