Rientro LL.AA.RR. Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto

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Rientro LL.AA.RR. Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 16 marzo 2003, 0:48

Oggi sono finalmente rientrati in Patria. Purtroppo la mania delle manifestazioni in Italia è sempre più presente, soprattutto se abbinata alla televisione e così che abbiamo potuto vedere disoccupati andare a manifestare contro i Savoia accompaganti da neoborbonici, ma con la scritta ben evidente che erano disoccupati. Insomma, ogni occasione è buona per farsi notare, qualsiasi sia l'avvenimento.
Oltre a questo fatto di poco conto, erano però tanti i neoborbonici che hanno protestato contro, come anche gruppi di neofascisti.
Impressionante come in Italia non si creda più nella famiglia, come la nobiltà e quindi anche i valori "dinastici" non sono più considerati, eppure nel caso della Real Casa d'Italia, tutti sono concordi a far ricadere su S.A.R. Vittorio Emanuele IV le presunte colpe (su questo ci sarebbe da discutere) di S.M. Vittorio Emanuele II, di S.M. Vittorio Emanuele III (qualcuno rinfaccia anche la medaglia appuntata sul petto del generale beccaris, quando fece sparare contro i dissidenti, da parte di S.M. Umberto I). Poi come sempre la stampa ci ricama sopra e la potenza dei media è notevole. Ecco quindi una giornalista affermare: "Come loro tradizione, i Savoia scappano e non si presentano in Duomo". Questo senza far notare che il Duomo era stato chiuso proprio per i tafferugli dovuti agli antisabaudi.
Mi dispiace davvero. Speriamo le prossime giornate proseguano meglio.
Cordialmente
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Messaggioda sebpasq » domenica 16 marzo 2003, 18:18

Egr. Sign. Cravarezza
sospettavo che avesse inserito un tread del genere e seppur non sono totalmente a favore dei Savoia, ma nenache contro (nel senso che la storia va analizzata a fondo prima di trarre facili e comode conclusioni) anch'io vorrei sottolineare il fatto che si parla tanto di uguaglianza e di pari diritti, ma poi solo perchè si è membri di una dinastia che ha avuto gravi colpe in un momento storico particolarmente delicato, non si ha il diritto di avere la possibilità di visitare il nostro paese o anche di abitarvi.
Io credo che qualunque contestazione (soprattutto le più "pacifiche") debba in ogni caso rientrare in un concetto di moderna civiltà e tolleranza.
Credo sia giusto che casa Savoia per quello che ha commesso in passato non debba avere il diritto di accampare dei diritti riguardo un'eventuale corona e secondo me farebbero bene anche ad evitare anche di sfiorare la scena politica, ma vietare a membri di questa famiglia addirittura di rientrare in Italia mi sembra fuori da qualsisasi legge naturale e umana. E' evidente che spesso si usano due pesi e due misure...
Del resto i Savoia si saranno resi ben conto in quale Italia viviamo e non credo vorranno tornarci spesso: dopotutto non credo che in Svizzera si stia tanto male......
Saluti
sebpasq
 
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 17 marzo 2003, 10:35

Gentile Sig. Pasquini,
per quanto in Italia ci siano importanti problematiche, sicuramente io lo considero lo Stato migliore dove vivere, 100 volte superiore (inteso come vivibilità) a qualsiasi altro stato (Svizzera compresa). Sicuramente rimango davvero disgustato da certe prese di posizione, soprattutto se dimostrate in modo incivile come è successo a Napoli.
Pensate che le LL.AA.RR. avrebbero dovuto visitare la Scuola Militare "Nunziatella", ma il governo ha imposto alla scuola di non ricevere le LL.AA.RR. in quanto sarebbe stata considerata una visita ufficiale e le Istituzioni no nvolevano farsi vedere eccessivamente "di parte". Lo stesso il fatto che molti agenti di polizia sono stati costretti ad operare in borghese, proprio per non dare rilievo alla figura delle LL.AA.RR. (come se quando viene un attoruncolo o cantante qualsiasi le forze dell'ordine dovessero essere in borghese: come dire che la Real Casa d'Italia non ha diritto nemmeno alla protezione riservata a questo o quell'attore).
In ultimo la figura di Bassolino e Jervolino che non volevano incontrare le LL.AA.RR. che portavano in dono un assegno per l'ospedale.
Io mi chiedo: siamo nella stessa Italia che ha ricevuto con tanti onori Tarek Aziz? O la terrorista Baraldini, con tanto di ministro che è andato a riceverla all'aereoporto?
Mi dispiace davvero aver fatto questa figura.
Per quanto riguarda la scena politica, S.A.R. Vittorio Emanuele ha precisato che non scenderà in politica.
Cordialmente
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Messaggioda assoro » lunedì 17 marzo 2003, 13:55

Egregio Signor Cravarezza
Il grande ritorno dei Savoia,doveva essere una specie di passarella trionfale per gli aristocratici napoletani, si è trasfornmato in un mezzo fiasco, tra fischi,contestazioni e qualche pernacchia.....lo hanno voluto.
Infatti i primi a fare una figuraccia sono stati proprio loro, i due Savoia,che, dopo aver giustamente insistito con grande tenacia per ottenere il diritto a varcare i confini dell'Italia facendo credere che il rientro fosse per loro una questione di vita o di morte,hanno preso le distanze dall'Italia non appena hanno ottenuto il tanto sospirato disco verde.
Con la scusa del mal di schiena si sono limitate a due puntatine una dal Papa (non in Italia) l'altra a Napoli.Non solo,nonostante le smentite,avrebbero chiesto subito la restituzione del loro tesoro,mancanza di un certo stile che lascia interdetto sopratutto,se,a commettere la gaffe,sono personaggi di sangue blue.
Il rientro a Napoli, per l'appunto,mi sembra di cattivo gusto.E' imbarazzante,infatti,tale scelta,considerando che Napoli fu Capitale di quel grande regno da essi conquistato con violenza,sottorfufi ed tradimenti.Ben diversa sarebbe stato la scelta di arrivare a Torino,a Genova o a Cagliari.
Le deportazioni,le esecuzioni sommarie,le angherie ed i soprusi,le efferatezze commesse in nome della " lotta al brigantaggio",le grandi emigrazioni,per quanto nascoste da 140 anni dalla storiagrafia ufficiale non possono essre dimenticate.
Come non possono essere dimenticate:
le atrocità nel comune di Bronte da parte del negriero Nino Bixio;
le strage volute dal generale cialdini nella cittadella di Messina;
gli assassini compiuti con alzo zero dai cannoni o degli ordini dati in Piazza Duomo,dal generale Bava Beccaris,in sella al suo cavallo,di sparare a vista,ancha alla cieca su assembramenti di più di tre persone, o del convento dei frati di Monforte raso al suolo con le cannonate e dalle macerie fumanti trovano solo dei mendicanti con i piatti della minestra dei frati in mano.
A dimostrare contro la casa savoia c'erano anche i cittadini di Casalduni e Pontelandolfo,due comuni del Beneventano su cui nel 1861 si accanirono con atrocità le truppe piemontesi del solito generale cialdini.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 17 marzo 2003, 14:15

Come dire: ciò che loro faranno in vita ricadrà sui figli, dei figli, dei loro figli all'infinito. Ammesso e non concesso che io sia d'accordo con Lei, Sig. Assoro, riguardo la questione dell'annessione del Regno delle due Sicilie, non sono assolutamente concorde con il fatto che, in primis le presunte colpe debbano ricadere sui bisnipoti e trisnipoti (le LL.AA.RR. Vittorio Emanuele ed Emanuele Filiberto), in secundisin secundis si esprimano, in una società civile come quella italiana, in un modo così indegno ed incivile le proprie libere opinioni.
Potevano anche manifestare contro i neoborbonici (anche se ritengo di cattivo gusto, sarebbe stata meglio, se proprio volevano, fare una tavola rotonda in cui si discutevano le cosiddette colpe sabaude), ma sicuramente non nel modo in cui si sono svolti i fatti, veramente da persone incivili.
Per la questione di Napoli, è stata scelta perchè l'ultimo ricordo dell'Italia di S.A.R. Vittorio Emanuele e non ci vedo nulla di male, se non ci fossero tante, troppe persone che devono sempre veder eil male dappertutto 8non mi riferisco assolutamente a Lei, parlo in generale). Anche il fatto di essere rientrati così tardi non è affatto da criticare. Le LL.AA.RR. volevano far abrogare una disposizione transitoria assolutamente assurda, incivile e antidemocratica. Il fatto che poi il giorno stesso in cui avessero ricevuto il passaporto, avrebbero dovuto rientrare in Patria, beh, mi sembra eccessivo. Il loro desiderio era id poter rientrar ein Patria da cittadini, poi una volta ricevuto il permesso avrebbero scelto il momento migliore. Sicurametne non vedo nulla di male ad andare dal Sommo Pontefice, anzi, è stato un grande gesto, come dire: sono legatissimo all'Italia, sono italiano, ma prima di tutto cattolico e pertanto voglio prima di tutto andare a salutare il Santo Padre. Il mal di schiena c'era e non vedo perchè bisogni per forza pensare a dei sotterfugi.
Il fatto di richiedere il patrimonio sabaudo requisito dallo Stato Italiano, non so. Non sono a conoscenza delle richieste. Sicuramente non ci vedrei nulla di male. come è successo per altre Case Reali rientrate in patria (Serbia, Gracia etc.) è del tutto normale richiedere dei risarcimenti. Semmai si potrebbe aspettare da Loro un bel gesto come quello di devolvere in beneficenza gli eventuali risarcimenti.
In ogni caso ho trovato davvero incivile l'accoglienza riservata. Se penso solo ai parenti del Duce ancora in Italia che svolgono cariche pubbliche, che continuano a consegnare "onorificenze cavalleresche" di presunti ordini dinastici della "Casata" Mussolini e che soprattutto nessuno osi dire loro niente (giustamente, essendo in uno stato civile e libero dove le colpe non ricadono sulla discendenza), non vedo perchè ai Savoia sia riservato un tale trattamento.
Saluti
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Messaggioda MVC » lunedì 17 marzo 2003, 15:15

Gent.mo Sig. Assoro,
premetto che io non sono un sostenitore dei Savoia, così come non sono neanche un neo borbonico. Sia per via dei fatti storici che non vanno mai a totale ragione di una sola parte, sia perchè ( in ogni caso) la Storia va si studiata, ma non certo presa come "fazione".

Detto ciò, mi sento attualmente di "spezzare una lancia" a favore dei Savoia, poichè trovo che il trattamento a loro riservato ( sia prima che dopo l'esilio) sia oggettivamente oltraggioso verso la dignità umana.
Per cui, se da Costanzo vanno ex brigatisti a presentare libri, pure tra gli applausi della gente ( mi sono vergognato di essere italiano, quella sera),
trovo legittimo che si eviti, almeno, di sputare in faccia a Vittorio Emanuele IV e famiglia.

Ma il vero motivo del mio intervento è quello di sottolineare un paio di particolari riguardo al suo post qui sopra.

Guardi che il rientro a Genova era ancor meno adatto rispetto a Napoli..
Pensi: è solo dall'anno scorso che i genovesi son riusciti a far rialzare le code dei grifoni dello stemma cittadino, dopo che i Savoia le fecero abbassare tra le gambe ( subito dopo la Restaurazione) in segno di sottomissione.

Tra l'altro, poco tempo, fa Marina Doria ( la consorte di Vittorio Emanuele IV), in un suo viaggio ligure, voleva visitare il palazzo Doria Pamphili.
Ebbene, telefonò per annunciare la sua visita, ma l'ultima discendente della casata Doria Pamphili le disse senza mezzi termini di pagare il biglietto come tutti, e di entrare solo in orario di apertura, insieme agli altri turisti.

Sono, invece, d'accordo con lei sulla vergogna di Bronte ma, a dirla tutta,
anche i Borboni non furono esenti da malefatte...Tutt'altro.

Proprio il feudo di Bronte fu regalato da Ferdinando IV di Borbone all'inglese Amm. Nelson. E come lei mi insegna i popolani si trovavano già in condizioni di fame, proprio a causa delle rivalse contro il Signore Inglese.
I vari Savoia, Garibaldi ( che io considero un "ribaldo" altro che eroe) o quel macellaio di Bixio, non fecero che affondare la lama in una ferita già piagata.
E poi, le vittime più numerose, se non ricordo male, furono non tra i popolani, ma tra i "cappelli", ovvero la ricca borgesia che già da tempo era schierata insieme ai contadini per rivendicare le terre contro gl'Inglesi.
Questo a ulteriore riprova di quanto si patisse e si morisse già prima dell'arrivo dei Piemontesi.

Certo, quello che accadde a Bronte fu una efferata vergogna, ma è una vergogna che ricade in parti eguali sia sugli invasori ( Savoia), sia su chi aveva già svenduto e abbandonato quei territori con i relativi abitanti (Borbone).

Preciso che in questo mio intervento non c'è volontà alcuna di polemica.
Intervento che non vuole essere teso ad una generalizzazione, ma solo alla verità storica dei due specifici fatti suddetti
Null'altro!

Un cordialissimo saluto
MVC
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Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 18 marzo 2003, 13:33

SAVOIA: CARLO DI BORBONE, ADDOLORATO PER ATTI IRRIGUARDOSI, SDEGNO PER UTILIZZO BANDIERA DUE SICILIE DURANTE DIMOSTRAZIONI.
(ANSA) - NAPOLI, 17 MARZO - Carlo di Borbone è addolorato "per gli atti irriguardosi" compiuti durante le manifestazioni che hanno contrassegnato, in particolare sabato scorso, la visita a Napoli di Vittorio Emanuele di Savoia al quale "rinnova il saluto affettuoso e solidale".
La dichiarazione di S.A.R. l'Infante Don Carlos de Borbon Dos Sicilias y de Borbon, Duca di Calabria, Capo della Real Casa delle due Sicilie, è stata diffusa da Don Enzo Capasso Torre, Conte delle Pàstene e di Caprara, Presidente della Commissione per l'Italia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio nonchè rappresentante personale in Italia di S.A.R. l'Infante Don Carlos, Duca di Calabria. Quest'ultimo rileva "con sdegno che durante tali dimostrazioni ci si sia serviti della Bandiera delle due Sicilie". Secondo Carlo di Borbone le intemperanze per le quali esprime "condanna" sono state provocate, a suo dire, "da un clima, da tempo, purtroppo creato con manifestazioni, convegni, libri, giornali, da chi in nessun modo può legittimamente rappresentare la Casa Borbone".
"Gli atti irriguardosi" compiuti durante le manifestazioni di sabato "contrastano con la più civile Tradizione della Famiglia e degli Ordini cavallereschi di cui è Gran Maestro, questi ultimi statutariamente chiamati a soli scopi religiosi e caritativi". Carlo di Borbone conclude esprimendo il suo "rispetto per la Nazione italiana". (ANSA)

I nostri complimenti a S.A.R. l'Infante Don Carlo di Borbone, Duca di Calabria per il Suo intervento doveroso. Concordiamo in pieno con quanto ha affermato.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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S.A.R. l'Infante Don Carlos Duca di Calabria

Messaggioda pierfe » martedì 18 marzo 2003, 14:28

T.G.Cravarezza ha scritto:I nostri complimenti a S.A.R. l'Infante Don Carlo di Borbone, Duca di Calabria per il Suo intervento doveroso. Concordiamo in pieno con quanto ha affermato.


Conosco personalmente dal 1980 e stimo profondamente S.A.R. l'Infante Don Carlos Duca di Calabria che ho incontrato l'ultima volta a Madrid il 6 marzo 2003.
Non avevo dubbio sul Suo comportamento nei confronti del Capo della Real Casa d'Italia; Don Carlos non ha mai fatto politica, non si è mai intromesso degli affari della Corona di Spagna (secondo l'ordine tradizionale di successione al trono di Spagna è al 2 posto dopo il Principe delle Asturie, mentre secondo l'ordine successorio costituzionale e subito dopo i figli delle Infante Elena e Cristina), non ha mai dato scandalo e il Suo comportamente è stato sempre ineccepibile e di esempio a tutta la Casa Reale di Spagna.
S.A.R. è Presidente dell'Asociación de Hidalgos e pure della Junta de Italia (di cui sono Segretario Generale).
In Italia è Presidente pure del Senato Accademico dello Studium - Accademia di Casale e del Monferrato per l'Arte, la Letteratura, la Storia e le Varie Umanità fondata nel 1476 (che concede unitamente alla Junta de Italia dell'Asociación de Hidalgos il Premio Internazionale Infante Don Alfonso Duca di Calabria) e Alto Patrono della Veneranda e Nobile Arciconfraternità dei Santi Apostoli di Casale Monferrato fondata nel 1460 (che avendo un alto numero di membri di Case Reali e Imperiali è molto selettiva nelle ricezioni).
Pier Felice degli Uberti
Pier Felice degli Uberti
Sine virtute nulla nobilitas
pierfe
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Messaggioda walter.sassone » martedì 18 marzo 2003, 15:24

Per essendo napoletano, meridionalista e filoborbonico, condanno quanto accaduto nella mia città.
I Savoia da persone intelligenti hanno compreso che quello spauruto gruppo di scalmanati non rappresentano il popolo napoletano e mi auguro di rivederli presto.
Walter Sassone
Concordia fratrum fieri fecit
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L'istinto del trono

Messaggioda FP » domenica 23 marzo 2003, 23:08

Secondo me le Loro Altezze hanno perso il proprio istinto di successione al trono...I Savoia non hanno putroppo più credibilità...L'Italia è ormai una repubblica affermata e indiscussa,l'unica cosa sarebbe immettere la tutela statale della nobiltà e degli stemmi.

A proposito, come funziona in Francia la situazione? Ho sentito che li la nobiltà è tutelata.

Tanti saluti.
~ Tua vivimus luce ~
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