Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Tilius » mercoledì 4 aprile 2012, 23:02

antonio33 ha scritto:Gentile amico, sul pedalino bianco, o come si voglia chiamarlo, io non ne faccio una questione di etichetta, bensì di gusto mio personale. Pertanto mai salirei in cattedra e son ben lieto che ci siano opinioni diverse e vari commenti. Spero proprio, dato che non è mia intenzione farlo, che nessuno debba sentirsi insultato per quello che io penso. Non solo, qualora i miei gusti non fossero conformi alla sbobba che passa il convento, sarei altrettanto lieto di riconoscere che sono il classico pesce fuor d'acqua e che, pertanto, ho torto. Insomma, mi spiace molto e ODIEREI aver inavvertitamente offeso. Se così fosse, mi scuso.


Sante parole che faccio mie.
Il balenare fra scarpa (nera) e pantalone (nero) del biancore accecante di una calza bianca, ancorché di seta, ancorché alta al polpaccio, ancorché con (o senza) giarrettiera, ancorché non cascante, risulta (anche a me, non solo a me) intollerabile a livello estetico.

Poi ognuno é liber(issim)o di vestire il colore che preferisce.
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 5 aprile 2012, 1:23

Mi trovo in totale accordo con diversi punti indicati dal nostro amico Cronista, in particolare:

Cronista di Livonia ha scritto:Il commento dei futuristi sul vestiario, per quanto interessante come curiosità, lo lascio a loro, specie quello sul cilindro, che è cappello di grande eleganza. Son quasi tentato di vestire di nero con cilindro domani e potrei farlo per Pasqua (magari indossando una redingote così da staccarmi ancor più da loro).

Nemmeno io prendo (e prenderò) in minima considerazione il commento dei futuristi, specialmente in merito al cilindro. Il fatto che non venga usato con frequenza come ad inizio del secolo scorso non significa che sia uscito in totale disuso, si trova infatti in vendita in ogni cappelleria, l'unico problema è trovare uno di qualità. Aggiungendo un commento per il Cronista...accolgo l'idea del cilindro nero e rendigote per Pasqua, il nero è infatti di gran lunga il colore più elegante, del resto ho indossato la redingote per Natale ;).


Cronista di Livonia ha scritto:Sui cilindri ha scritto qualcosa un appassionato inglese (Charles Rupert Tsua) nel suo blog (into the hidden clouds), si tratta di un lungo articolo che viene costantemente aggiornato e mi sembra assai completo e ben fatto. Personalmente, pur avendo un buon cilindro nero lucido da sera (feltro non seta) tendo ad usare un cilindro di feltro di lana nero, ahimè opaco e non gradito dall'estensore del blog in questione, ma dato lo scarso riguardo che ho potuto verificare di persona per oggetti altrui dal costo minimo intorno ai 400 Euro preferisco non rischiare l'infarto ed usare un cilindro più "da battaglia" salvo casi particolari.

Ho visto il blog, e lo trovo veramente una ottima fonte di informazioni. Il target è quello britannico, fa infatti una carrellata su cilindri che tipicamente hanno ancora un mercato in quel paese, in Italia purtroppo no. Andando vintage ho notato che in Italia possiamo trovare cilindri retraibili in seta e in lapin (intendo quello con i piccoli peli di coniglio, non quelli attuali), mentre non ho ma visto un cilindro rigido in seta (silk plush per la precisione)...non so se questo deriva da una mancata commercializzazione in Italia o se sono così rari (e costosi) da non essere facilmente reperibili. Personalmente credo anche io che consegnare un cilindro particolarmente prezioso al guardarobiere non sia propio cosa ottimale...un cilindro in seta rigido è adattissimo per l'ascot (in cui del resto si tiene sempre in testa), per una serata di gala in cravatta bianca attualmente penso sià più indicato un cappello di seta retraibile (più da "battaglia" del silk plush). In ogni modo il lucidissimo cilindo in slik plush risulta il massimo che si può ottenere, tale cilindro veniva copero da un'apposita banda di lana nera con bottoncini di seta nel caso di funerali, in modo che da mitigarne la lucentezza della seta...accostare pertanto un cilindo nero all'uso funereo durante il giorno è totalmente fuori luogo, dipende da clindro a cilindro, e inoltre leggete qui:

Immagine

Cosa che invece non ho ancora compreso, è il motivo per cui negli UK vengono usati tranquillamente i cilindri grigi e neri durante il giorno (di sera solo il nero), mentre in Italia vige l'idea che il cilindro nero sia solo per la sera, mentre quello grigio solo per il giorno [euro.gif] .

Cronista di Livonia ha scritto:Resto invece estremamente perplesso davanti all'idea, mai sentita ne vista prima, di utilizzare un cappello diverso dal cilindro con il frac. Personalmente se dovendo indossare il frac non avessi un cilindro eviterei qualsiasi copricapo.
Cordialmente,


Infatti l'unico cappello accettabile per il frac è il cilindro, in assenza non si deve indossare nulla sopra il capo. Stesso discorso per il soprabito, sul frac è concesso solo il mantello. Sullo smoking non ho mai sentito sia accettata la bombetta...

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda antcas74 » venerdì 6 aprile 2012, 16:02

Visto il suseguirsi di commenti specifico una cosa:
Rispetto gli altrui gusti, chi trova inaccettabile il biancore della calza in contrasto col nero di scarpe e pantaloni è liberissimo di faro, prove ne sia che gli Inglesi hanno bandito tali calze.
Ma ciò non vuol dire che automaticamente la calza in seta bianca cada nell' "illecito" quindi chi vuole continuare ad usarla secondo i canoni antichi è libero di farlo ed ha il buon diritto a non essere etichettato come cafone o simili!
Per quanto riguarda il cilindro noto anch' io che purtroppo quelli di seta sono ormai introvabili ma per l' inverno o la mezza stagione nessuno vieta l' uso di quelli in feltro!
Anch' io concordo che sul frac vadano cilindro, mantello e guanti in pelle bianca, ma ciò ha un senso per i party che ssi svolgano in parte all' aperto, ovvero in ville e castelli dove ci sia un ampio passaggio esterno. Per le serate a teatro dove si arriva in auto o taxi (le carrozze ormai son rare sigh!) nel rigore invernale sono tollerati (e sottolinero tollerati) borsalino e cappotto da lasciare al guardarobba. La logica è che il cappotto copre le code del frac e che non essendo il frac visibile e venendo quindi camuffato è logico usare un borsalino come se si fosse in abito scuro. In questo caso è altrettanto ovvio usare i guanti in pelle nera. Ovviamente una volta deposti cappello e cappotto vanno indossati i guanti in piquet bianchi.
Rammento che è ovvio che vanno indossati entrambi i guanti quando si balla (per rispetto alla dama) ma è ovvio che s' indossa il solo sinistro al bar (mani nude solo a tavola). Poi il destro si sfila quando si saluta un altro uomo (è cattivo gusto stringersi mani guantate) ma si può tenere per abbozzare il gesto del baciamano ad una dama se la Signora rimane guantata (le donne non sfilano i guanti lunghi fino al gomito).
Per finire la bombetta è il cappello tipico da usare con lo smoking con cappotto (mai cilindro né mantello con lo smoking). Ovviamente anche in caso di smoking è ammesso un borsalino ma solo su cappotto (se lo smoking è inossato senza si usa o testa scoperta o bombetta!). La bombetta può altresì (ormai solo a Londra nella city) essere indossata su abito scuro o su mezzo tight.
nota finale per i puristi delle calze: La calza bianca come già detto si può usare secondo l' antica tradisione solo col frac! Usarla con smoking, tight o abiti scuri è cafonesco ed intollerabile!
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda antonio33 » venerdì 6 aprile 2012, 16:52

antcas74 ha scritto:Rispetto gli altrui gusti, chi trova inaccettabile il biancore della calza in contrasto col nero di scarpe e pantaloni è liberissimo di faro, prove ne sia che gli Inglesi hanno bandito tali calze.
Ma ciò non vuol dire che automaticamente la calza in seta bianca cada nell' "illecito" quindi chi vuole continuare ad usarla secondo i canoni antichi è libero di farlo ed ha il buon diritto a non essere etichettato come cafone o simili!
nota finale per i puristi delle calze: La calza bianca come già detto si può usare secondo l' antica tradisione solo col frac! Usarla con smoking, tight o abiti scuri è cafonesco ed intollerabile!


Sottoscrivo. Preciso però che mai ho pensato di etichettar qualcuno come cafone o simili!
I gusti son gusti: certi bagliori, tra scarpe e calzoni, proprio li ritengo non delicati ed invadenti.

Qualora dovessi vederli, subito mi verrebbe in mente quel tizio manuto di Bologna che voleva farci mandar tutti dalla mamma a prendere il latte...

Saluto tutti.
Antonio
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda contegufo » venerdì 6 aprile 2012, 19:16

Salve

Domanda; per un eccentrico e ci sono, cosa gli si potrebbe consentire?
Sarebbe additato come sconveniente oppure invece per manifesta simpatia?

Saluti
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Tilius » venerdì 6 aprile 2012, 20:55

contegufo ha scritto:Domanda; per un eccentrico e ci sono, cosa gli si potrebbe consentire?
Sarebbe additato come sconveniente oppure invece per manifesta simpatia?


Certe regole esistono onde garantire, attraverso il rispetto di esse, che il risultato finale sia comunque dignitoso.A volte tale garanzia é solo una pia illusione: se il fisico é "sbagliato" (eccessiva magrezza, eccessiva grassezza, eccessiva prestanza, eccessiva altezza, eccessiva bassezza) anche il rispetto puntuale delle suddette regole (e il concorso del più abile dei sarti) non sarà sufficiente a garantire un risultato finale che non offenda in una qualche misura lo sguardo.
Un eccentrico che voglia apparire tale in un contesto formale potrà tranquillamente essere considerato come un esibizionista.
Poi, magari, l'osservatore più attento sentirà il bisogno distinguere fra esibizionisti di genio (ad esempio Oscar Wilde :mrgreen: ) ed i semplici buzzurri.
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 6 aprile 2012, 21:45

George Bryan Brummell passò per autentico tamarro prima di diventare George Bryan Brummell, "inventore" uno stile originale e per molti versi rivoluzionario , in auge ancora oggi ( in determinate occasioni ).[glasses3.gif]
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda AndreaSperelli » domenica 8 aprile 2012, 14:59

antcas74 ha scritto:[...]
Per quanto riguarda il cilindro noto anch' io che purtroppo quelli di seta sono ormai introvabili ma per l' inverno o la mezza stagione nessuno vieta l' uso di quelli in feltro!
[...]


Ovviamente non ci sono divieti, ma quando si parla di feltro è importante specificare quale tipo di feltro si sta considerando. Sottointendendo che si sta parlando di feltro di lapin (coniglio) ve ne sono il linea di massima due tipologie, quella a pelo corto e qualla a pelo lungo (nomi da me ora utilizzati nonostante non penso vi sia una precisa identificazione in letteratura).

PELO CORTO:

Si tratta di quei cilindri costituiti da un feltro simile a quello utilizzato per un borsalino invernale (pertanto abbiamo un feltro quasi liscio). La loro struttura è rigida e hanno una lieve curvatura (per fortuna !) che a mio avviso potrebbe essere accentuata:

http://www.cappelleriamelegari.com/images/HPIM6550.JPG

In questo caso siamo di fronte al modello di "alta gamma" che tutte le cappellerie mettono a disposizione (tipicamente richiesto per i matrimoni).

Il modello dal prezzo più contenuto (costa un terzo del prezzo del cappello precedente) è invece fatto il lana, questo tipo di cilindro tipicamente non ha una struttura rigida, pertanto risutla assai poco elegante, nonstante questo accoglie ancora una certa domanda visto che viene usato per spettacoli teatrali (non da chi gli assiste, ma dagli attori), rievocazioni storiche ecc.

http://www.abitidelpassato.it/public/20080904170457FOTO%20365-1160.jpg

Risulta comunque improponibile durante un qualsiasi evento elegante diurno o notturno.

PELO LUNGO:

Dopo il cilindro rigido in seta, il cilindro in lapin a pelo lungo è senza dubbio il più elegante. Considerando che i cilindri in silk plush non vengono più prodotti (causa esuarimento da più di 50 anni della materia prima), attualmente il cilindro a pelo lungo è la migliore opzione ancora disponibile in commercio se si desidera comperare un cappello nuovo. Questi cilindri hanno una lucentezza bellissima e sono decisamente più neri rispetto a quelli a pelo corto.

http://www.abitidelpassato.it/public/20080904170457FOTO%20365-1160.jpg

Quello qui sopra mostrato è un modello vintage, ma si possono anche trovare nuovi nelle milgiori cappellerie. Non conosco un produttore italiano, ma si può sempre ricorrere a quelli inglesi come:

Lock: http://www.lockhatters.co.uk/Town_Shell-details.aspx
Christys: http://christys-hats.com/classic-list/fur-taller-top-hat.htm
ecc.

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda AndreaSperelli » mercoledì 18 aprile 2012, 0:47

Carissimi,

scusate se insisto ancora una volta sul cilindro (come avrete dedotto non lo trovo un accessorio fuori uso ;) ), ma ho trovato questo interessante video in cui viene spiegato il processo per creare un cilindro in seta rigido (silk plush), pertanto viene mostrata la "roba seria" [thumb_yello.gif] . Negli ultimi minuti viene mostrara la struttura interna di un cappello retraibile (gibus), alcuni cilindri da caccia e feluche. Personalmente ho guardato il video togliendo l'audio, non posso infatti definirmi un cultore della colonna sonora allegata [cool.gif] .

Video: http://youtu.be/6j2Mbz7WVwI [euro.gif]

Purtroppo questi dettagli legati all'abbiligamento oggi si conoscono sempre meno, e se non condividiamo queste conoscenze c'e' rischio che prima o poi vengano perse...ricordiamoci che il sapere non sta nei libri, ma nelle persone che mettono in pratica quello che hanno imparato.

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 20 aprile 2012, 11:46

Grazie per il video, decisamente molto interessante.
Cordialmente,

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Guardia Nobile Pontificia » venerdì 8 giugno 2012, 19:01

Riprendo questo conversazione per una nota sul tight; da quello che posso apprendere, su questo tipo di abito non sarebbero previste le decorazioni, però guardando le immagini dell'intronizzazione di Alberto II di Monaco il collare dell'Ordine di San Carlo è stato indossato dal Principe proprio su questo capo.

Cosa ne pensate?
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Cronista di Livonia » venerdì 8 giugno 2012, 22:44

Gli usi possono cambiare radicalmente da Paese a Paese, p.es. russi ed anglosassoni indossano placche e grandi decorazioni varie su smoking e mezzotight roba che da noi farebbe sbarrare gli occhi dall'orrore, ma che da loro è normale. Bisognrebbe quindi vedere quali sono i regolamenti od usi monegaschi.

Da noi sul tight in genere si mettono un paio di miniature, anche se forse a seconda dell'occasione si potrebbe derogare un minimo in casi veramente particolari.
Cordialmente,

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Carfi » sabato 13 ottobre 2012, 2:33

Cronista di Livonia ha scritto:Gli usi possono cambiare radicalmente da Paese a Paese, p.es. russi ed anglosassoni indossano placche e grandi decorazioni varie su smoking e mezzotight roba che da noi farebbe sbarrare gli occhi dall'orrore, ma che da loro è normale. Il Cronista di Livonia
.
Mi permetto riprendere questo argomento.
Visto che il frac non è di uso corrente, forse perché troppo impegnativo e costoso, perché non usiamo questo tipo di abbigliamento? Una bella giacca quasi senza collo (sembra una di quelle giacche tirolesi), molto semplice, che a mio avviso viene portata (placche comprese) con molta eleganza e sobrietà. Per la precisione, viene indossata da un russo.
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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Cronista di Livonia » domenica 14 ottobre 2012, 14:55

Caro Giuseppe,

interessante quesito il tuo. Temo però che la mia risposta non sarà di grande aiuto. Premetto che io sono molto tradizionalista e che ovunque vi sia la giusta possibilità indosso il frac con eventuali decorazioni (anche se non ho mai indossato il mio "Gran Pavese", di norma preferisco un certo understatement, mi perderò i falsh dei fotografi, ma trovo abbia i suoi vantaggi, non ultimo l'essere più pratico)-

Detto ciò la giacca in questione mi ricorda quella indossata dai membri del Vitez, che è una giubba che noi definiremmo alla ussara, questa è un pò diversa e forse merita discorso a parte, ma quella unghese è una bito di foggia militare, che fa parte della tradzione ungherese ed è utilizzata per feste, cerimonie e varie altre occasioni solenni. In ungherese mi sema si chaimi Diszmagyar ed è molto bella, si va da quelle semplici in nero quelle in tessuti damascati e fregi dorati.
Il punto qui è duplice 1.) E' unindumento tradizionale ungherese, per noi è fuori luogo, la vedrei bene indosso ad un membro del Vitez o ad un ungherese, più o meno punto e basta. Personalmente non sono ungherese ne membro del Vitez, ma la trovo molto bella per questo me en sono comprata una qualche anno fa, am non la ho mai messo e penso che la indosserò solo a Carnevale o qualora mi invitassero degli amici ungheresi (ne ho qualcuno) a qualche cerimonia loro e mi facessero sapere che è gradita-
2.) E' una giubba di taglio mlitare, su tale uniforme, in occasione di gala ci vano le grandi decorazioni, il nostro equivalente dell'abito tradizionale non prevede giubbe di stampo militare, da noi si va dagli antichi costumi popolari/marsine damascate con pizzi e ori ai più recenti tight, mezzotight, frac e smoking, non abbiamo altro e su un antico abito popolare non metterei certo delle decorazioni, mentre tra uno splendido abito Luigi XV ed un frac tendo a preferire il secondo.

Nel nostro caso per andare il più vicino possibile a questi capi si dovrebbe indossare l'unifome storica del reggimento con il quale si è fatto il servizio mlitare (per chi lo ha fatto), anche in questo caso un bel frac è probabilmente meno costoso, più pratico, meno vistoso e più utile.

La giacca nella tua foto, indossta da un Signore russo, non so bene che origine abbia, ma nel migliore dei casi potrebbe ricadere in una categoria simile a quella del diszmagyar, adatta alle decorazioni, ma totalmente al di fuori della nostra tradzione. Nel peggiore dei casi è fuoriluogo in quanto abito da caccia (ergo più o meno da sport o da fatica) indossato durante una cerimonia che dovrebbe richiedere abiti dal mezzotight in su. Oggi nel bene e nel male si è molto meno formali di una volta e quindi nessuno si scandalizza troppo, ci si rende inoltre conto che le tradizioni altrui sono diverse dalle nostre, ma eccedere troppo non è mai il caso (peccato per quei magnifici abiti di seta vietnamiti, fatti sui modelli della corte imperiale di Hue, che non metto mai, ma almeno soddisfano l'occhio come oggetti da collezione).
Cordialmente

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Re: Frac, tight, smoking, blazer: come, quando e perché

Messaggioda Pantheon » domenica 14 ottobre 2012, 16:08

Molto valida la proposta di Carfi, soprattutto perchè consente di portare con maggior praticità le decorazioni.
Tranne che per i colori mi fa pensare alla G.U.E. della nostra Marina Militare.

Immagine

Tuttavia devo concordare, come spesso accade ( [thumb_yello.gif] ) con l'ottimo Cronista.

Saluti.
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