Nobiltà di cortesia...

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Nobiltà di cortesia...

Messaggioda pierfe » sabato 15 febbraio 2003, 14:59

quando ho iniziato ad approfondire il diritto nobiliare nel 1980 sono stato colpito dal termine "nobiltà di cortesia" forse non avete mai trovato questa definizione... ma ora che la conoscete se ci pensate un po' sopra cosa potrebbe significare?
Pier Felice degli Uberti
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Messaggioda MVC » sabato 15 febbraio 2003, 16:35

Spero di non sbagliarmi, ma credo che si riferisca a determinati ordini (come quello Piano, ad esempio) l'ingresso nei quali nobilitava il postulante ammesso.
Il grado di cavaliere nobilitava "ad personam", quello di Gran Croce o di Commendatore poteva dar luogo anche all'ereditarietà del nuovo status nobiliare.
A differenza di altri Ordini dove si può e si poteva essere ammessi anche da borghesi, tramite grazia magistrale ( o provvedimanti del genere), restando, però, sempre e comunque borghesi, anche dopo l'ingresso

Un caro saluto
Mauro
MVC
 

Re: Nobiltà di cortesia...

Messaggioda pierfe » mercoledì 19 febbraio 2003, 15:55

pierfe ha scritto:quando ho iniziato ad approfondire il diritto nobiliare nel 1980 sono stato colpito dal termine "nobiltà di cortesia" forse non avete mai trovato questa definizione... ma ora che la conoscete se ci pensate un po' sopra cosa potrebbe significare?
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Cari lettori... che delusione! :cry: :cry: :cry:
Il nostro forum a differenza di molti che si trovano sulla rete ha la prerogativa di essere costituito di esperti e quindi dare la possibilità ai lettori d'imparare una materia che oggi non è più seriamente studiata.
Ebbene la NOBILTA DI CORTESIA è quella forma di "nobiltà" (qui le virgolette hanno il loro specifico significato) che non è riconosciuta ufficialemente da Stati Sovrani e che viene "riconosciuta" nei salotti o da organismi privati.
Per farvi alcuni esempi si possono considerare in Italia forme di nobiltà di cortesia: i titoli concessi dal Re Umberto II dall'esilio, le ammissioni di famiglie non nobili in categorie nobiliari nel SMOM (intendo come sono da considerarsi all'esterno dell'Ordine), nel Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio ecc...
Tutto quello che non ha riscontro in norme legali emesse da Stati Sovrani in merito a riconoscimenti nobiliari è da considerarsi "NOBILTA' DI CORTESIA". Oggi come potete vedere quello che appare sotto i nostri occhi ovunque è spessissimo NOBILTA' DI CORTESIA. State dunque attenti a valutare giustamente un titolo nobiliare, uno stato nobiliare... e imparate a non credere a prima vista a tutto ciò che appare avere un crisma di ufficialità mentre nella realtà della storia è solo qualcosa di privato: c'è la stessa differenza che esiste tra l'oro e la pirite.
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Messaggioda walter.sassone » mercoledì 19 febbraio 2003, 17:45

Caro Pier Felice,
da qualche parte in un sito del quale non ricordo l'indirizzo ho letto di una "Nobiltà di toga".
???????????
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Messaggioda MVC » giovedì 20 febbraio 2003, 16:34

Ohoppsss...Chiedo scusa per l'imperizia dimostrata.
E' bello, comunque, poter apprendere cose nuove ed interessanti.

Mauro
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Messaggioda sebpasq » giovedì 20 febbraio 2003, 19:14

caro Pierfelice
potresti gentilmente fornirci un riferimento bibliografico o su internet a riguardo?
saluti.
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Messaggioda T.G.Cravarezza » giovedì 20 febbraio 2003, 20:09

Come sempre le soluzioni sono molto facili, forse troppo, ecco perchè non ci si pensa. Era sufficiente analizzare bene le parole per intuire la soluzione.
Non per essere il classico che dice "io lo sapevo, ma non l'ho detto", ma avevo intuito fosse qualcosa del genere, solo sembrava troppo semplice e non volevo rischiare :) Da ciò si impara un'insegnamento: bisogna buttarsi, sempre, senza timore di sbagliare.
Il problema che consegue però alla domanda del prof. Degli Uberti è il seguente: S.M. Umberto II, non avendo mai abdicato e in teoria non avendo riconosciuto legale il risultato del referendum e quindi la proclamazione della repubblica, non era comnque in facoltà giuridica di concedere ancora titoli?
Saluti
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Messaggioda pierfe » giovedì 20 febbraio 2003, 23:28

T.G.Cravarezza ha scritto:Come sempre le soluzioni sono molto facili, forse troppo, ecco perchè non ci si pensa. Era sufficiente analizzare bene le parole per intuire la soluzione.
Non per essere il classico che dice "io lo sapevo, ma non l'ho detto", ma avevo intuito fosse qualcosa del genere, solo sembrava troppo semplice e non volevo rischiare :) Da ciò si impara un'insegnamento: bisogna buttarsi, sempre, senza timore di sbagliare.
Il problema che consegue però alla domanda del prof. Degli Uberti è il seguente: S.M. Umberto II, non avendo mai abdicato e in teoria non avendo riconosciuto legale il risultato del referendum e quindi la proclamazione della repubblica, non era comnque in facoltà giuridica di concedere ancora titoli?
Saluti


Il diritto o meno di S.M. Umberto II di concedere titoli dall'esilio è stato un argomento di grande dibattito e interesse per decine d'anni.
L'uso di concedere titoli nobiliari ai propri fedeli da parte di Sovrani spodestati è conosciuto da secoli, molto prima della nascita dei regimi democratici (come era l'Italia al momento della caduta della Monarchia).
Nel caso del nostro ultimo Sovrano purtroppo non esistono Stati sovrani dove i titoli concessi dall'ultimo Re d'Italia trovarono riconoscimento giuridico (cosa che avvenne invece in alcuni casi per Sovrani di Stati preunitari italiani), anche in Italia questi titoli - ovviamente - non trovano alcun riconoscimento e quindi rimangono - come dato di fatto - nonostante lunghissime disquisizioni concessioni di carattere privato.
In Spagna invece i primi Sovrani Carlisti che effettivamente regnarono su una parte del territorio trovarono nella Spagna di Franco e successivamente il pieno riconoscimento giuridico di quei titoli.
Certamente Umberto II nel concedere titoli nobiliari dimostrava verso i Suoi sudditi quel sentimento di affezione, di apprezzamento e di riconoscenza che contrassegnarono tutta la Sua vita e sono una delle più belle qualità di un vero Re.
Pier Felice degli Uberti
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