La futura Principessa delle Astrurie e il suo C.V.

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La futura Principessa delle Astrurie e il suo C.V.

Messaggioda pierfe » venerdì 7 novembre 2003, 17:29

Ecco cosa pubblica sulla signora Letizia Ortiz Rocasolano il sito ufficiale della Casa Reale di Spagna http://www.casareal.es/casareal/home.html
Leggendo attentamente i dati biografici non mi sembra poi tanto male come CV per una futura Regina di un Paese moderno ed economicamente molto all'avanguardia:

Datos biográficos de Letizia Ortiz Rocasolano

Nació el 15 de septiembre de 1972 en Oviedo, en el seno de una familia estrechamente ligada a los medios de comunicación. Tiene dos hermanas, y contrajo matrimonio civil en 1999, divorciándose un año más tarde.

Es licenciada en Ciencias de la Información, rama Periodismo, por la Universidad Complutense de Madrid, y cuenta con un Master de Periodismo Audiovisual por el Instituto de Estudios de Periodismo Audiovisual. Empezó sus estudios de Doctorado en México, donde trabajó en el periódico Siglo 21.

Ha trabajado desde muy joven en varios medios de comunicación, entre ellos el diario asturiano La Nueva España, el periódico ABC y la Agencia EFE, donde realizó su labor en edición de internacional durante el último año de carrera.

En televisión ha trabajado en la cadena estadounidense Bloomberg TV, un canal privado especializado en economía, finanzas y mercados, con sede en España bajo la supervisión de la Agencia EFE Televisión. Ha sido también presentadora, redactora y reportera en CNN plus, el canal privado formado por la estadounidense CNN y CANAL plus.

Letizia Ortiz se incorporó el año 2000 a Televisión Española, donde trabajó con el equipo de edición de Telediario Segunda Edición y se hizo cargo de la presentación de Informe Semanal. Posteriormente, presentó Telediario Matinal, los especiales sobre el Euro que se ofrecieron en los Telediarios de TVE y ha sido enviada especial a diferentes puntos de todo el mundo para cubrir acontecimientos de actualidad. Fue galardonada con el Premio "Larra", otorgado por la Asociación de la Prensa de Madrid, al periodista menor de 30 años que más se haya distinguido durante el año.

El 1 de noviembre de 2003 Sus Majestades los Reyes anunciaron su compromiso matrimonial con Su Alteza Real el Príncipe de Asturias, junto al que realizó su presentación oficial el día 3 de noviembre.

Coloro che dissentono :D li invito ad approfondire meglio la storia privata delle Dinastie e particolamente (visto che ne parliamo) di quella spagnola e dopo sicuramente aver esaminato la vita di Re Alfonso XIII, della Regina Isabella II, della Regina Maria Luisa ed ora mi fermo... non dovranno dimenticare un assaggio della Dinastia Orleanista ricordando quanto dichiarò il Duca di Orleans :oops: per salvarsi la testa dalla ghigliottina... :wink:
Del resto se le affermazioni del Duca d'Orleans erano vere il Nonno della futura Principessa non svolgeva altro che la versione moderma dell'attività lavorativa che faceva il presunto Padre del Duca d'Orleans.
Pier Felice degli Uberti
Ultima modifica di pierfe il venerdì 7 novembre 2003, 23:53, modificato 1 volta in totale.
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Re: La futura Principessa delle Astrurie e il suo C.V.

Messaggioda Ardashir » venerdì 7 novembre 2003, 19:14

pierfe ha scritto:Coloro che dissentono :D li invito ad approfondire meglio la storia privata delle Dinastie e particolamente (visto che ne parliamo) di quella spagnola e dopo sicuramente aver esaminato la vita di Re Alfonso XIII, della Regina Isabella II, della Regina Maria Luisa ed ora mi fermo... non dovranno dimenticare un assaggio della Dinastia Orleanista


Gentilissimo Signor degli Uberti,

in questo caso non posso che concordare del tutto con Lei.
Sicuramente, le future nozze reali di Don Filippo sono la corretta e coerente continuazione della condotta della Casa reale di Spagna fin dai tempi di Isabella II.

Devo però ricordarLe ciò che Lei già sa, e cioè che proprio la successione al trono spagnolo di Isabella II (figura sulle cui qualità è meglio sorvolare...) al posto di Don Carlos (Carlo V secondo i carlisti) segnò una rottura fortissima del ramo isabellino dei Borboni-Spagna con i principi della monarchia tradizionale? Non fu forse proprio con la reggenza di sua madre che iniziò in Spagna il declino della monarchia basata sulla consuetudine tradizionale, la monarchia di Ferdinando il Cattolico, di Filippo II e di Carlo III, e il tragico (almeno per il mio umile parere) imporsi dell'idea liberale di monarchia costituzionale? Non fu forse a cagione di questo allontanamento dagli antichi valori che si generò una frattura dinastica che vide il ramo di Don Carlos essere supportato da una buona fetta di spagnoli attaccati alla Tradizione (i cosidetti carlisti) fino alle guerre carliste che sconvolsero la Spagna in cui, è bene ricordarlo, il ramo isabellino fu sostenuto spesso da armi straniere? Lei sa sicuramente che c'è chi anche tuttoggi difende in Spagna i valori monarchici tradizionali in polemica con la restaurata monarchia costituzionale di Re Giovanni Carlo e questo prova quanto la rottura di Isabella II fosse traumatica nell'ambito della storia spagnola.

Lei, poi, nomina gli Orleans: ma credo che tutti sappiamo che i monarchici borbonici (non napoleonidi) francesi, fino all'alba della terza repubblica, non difesero i diritti degli eredi del liberale Luigi Filippo I, ma quelli di Enrico V, re legittimo di Francia (e non dei francesi) e nipote del grande Re Carlo X. Qual'era la ragione? Semplice: Luigi Filippo e la sua condotta non avevano nulla a che fare con la tradizione, la tutela della Fede cattolica e con la grande tradizione capetingia e borbonica, mentre Carlo X e poi Enrico V avevano tutto a che fare con essa.

Dunque, come non darLe ragione? Chi sostiene la legittimità del comportamento di certi sovrani liberali ottocenteschi non ha nessun diritto, oggi, di venire a criticare la scelta matrimoniale di Don Filippo. Il problema , signor Degli Uberti, è che c'è anche chi quei sovrani li contestava e li contesta...

Scusandomi ancora per la polemicità, La saluto cordialmente
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Messaggioda pierfe » venerdì 7 novembre 2003, 19:22

Caro Ardashir,
:wink:

Pier Felice degli Uberti

P.S. fai parte di centri studi tradizionalisti?
Nel mio ultimo viaggio spagnolo ho incontrato un carissimo amico il prof. Miguel Ayuso http://www.geocities.com/boinasrojas/causa4.html che proprio in Spagna è un leader del Carlismo (ovviamente quello vero che oggi è politico, in quanto la successione carlista storica ahimè ricade nella persona di Don Juan Carlos I) con il quale ho pianificato varie possibili opportunità in Italia.
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Messaggioda Ardashir » venerdì 7 novembre 2003, 19:30

Gentilissimo Signor Degli Uberti,

ho avuto anch'io il piacere di conoscere il prof. Ayuso a San Marino nell'ambito dell' Università d'Estate organizzata quest'anno da Paneuropa e Identità Europea. L'ho trovato, oltre che eccezionalmente simpatico, anche assai battagliero sulle tematiche tradizionaliste a me care. Già da un annetto avevo sviluppato un deciso interesse per la storia del legittimismo ottocentesco e sul pensiero spagnolo di autori come Elias de Tejada, ed egli ha saputo fornirmi diversi utili spunti, pur essendoci frequentati per brevissimo tempo. Non avevo idea che anche Lei avesse contatti col carlismo (quello vero, come giustamente Lei ricorda... :wink: ).

Cordiali saluti

P.S. In ogni caso, sono un semplice studente diciannovenne, e non opero in alcun centro studi tradizionalista, anche se spero in futuro di poter lavorare anche in quegli ambiti.
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Messaggioda Ardashir » venerdì 7 novembre 2003, 22:15

pierfe ha scritto:(ovviamente quello vero che oggi è politico, in quanto la successione carlista storica ahimè ricade nella persona di Don Juan Carlos I)


Gent.mo Sig. Degli Uberti,

non avevo letto, per disattenzione, questa parte del Suo intervento. E' vero che con la morte di Don Alfonso Carlo I è terminata la linea carlista diretta, ma è vero anche che lo stesso Don Alfonso Carlo I nominò Don Saverio di Borbone-Parma suo erede e custode della tradizione carlista. Dopo, e in modo definitivo dopo la morte di Don Saverio, si è consumata la frattura fra Don Carlo Ugo, primogenito di Don Saverio e dunque, in teoria, erede del carlismo, ma anche politicamente legato al socialismo autogestionario, e Don Sisto Enrico, suo fratello, che continua a condurre la vecchia Comunione Tradizionalista carlista nella quale milita il prof. Ayuso.

Cordiali saluti
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Messaggioda pierfe » venerdì 7 novembre 2003, 23:02

Ardashir ha scritto:
pierfe ha scritto:(ovviamente quello vero che oggi è politico, in quanto la successione carlista storica ahimè ricade nella persona di Don Juan Carlos I)


Gent.mo Sig. Degli Uberti,

non avevo letto, per disattenzione, questa parte del Suo intervento. E' vero che con la morte di Don Alfonso Carlo I è terminata la linea carlista diretta, ma è vero anche che lo stesso Don Alfonso Carlo I nominò Don Saverio di Borbone-Parma suo erede e custode della tradizione carlista. Dopo, e in modo definitivo dopo la morte di Don Saverio, si è consumata la frattura fra Don Carlo Ugo, primogenito di Don Saverio e dunque, in teoria, erede del carlismo, ma anche politicamente legato al socialismo autogestionario, e Don Sisto Enrico, suo fratello, che continua a condurre la vecchia Comunione Tradizionalista carlista nella quale milita il prof. Ayuso.

Cordiali saluti


Si ma la successione storica del carlismo è chiara e si basa sulla primogenitura maschile che ricade oggi in Don Juan Carlos I, la legge dinastica non si può cambiare... certo che dopo Don Juan Carlos I ci saranno problemi per vedere secondo quelle leggi chi sia davvero l'erede carlista.
Ma il carlismo è anche un movimento politico ed oggi prosegue in Don Sisto.
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Messaggioda Ardashir » venerdì 7 novembre 2003, 23:42

pierfe ha scritto:Si ma la successione storica del carlismo è chiara e si basa sulla primogenitura maschile che ricade oggi in Don Juan Carlos I, la legge dinastica non si può cambiare... certo che dopo Don Juan Carlos I ci saranno problemi per vedere secondo quelle leggi chi sia davvero l'erede carlista.
Ma il carlismo è anche un movimento politico ed oggi prosegue in Don Sisto.
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Gent.mo Sig. Degli Uberti,

ciò che Lei dice è indubbiamente vero, anche se alcuni carlisti, a prescindere dalle leggi di successione, vedono in Don Sisto Enrico il legittimo re carlista basandosi più su criteri politici che dinastici, come Lei nota abilmente. In ogni caso, la reazione dell'agenzia carlista FARO alle annunciate nozze di Don Filippo è stata quantomeno lapidaria e si commenta da sé: "... omissis...La Casa Real de verdad no se ocupa de los desvaríos de bastardos, usurpadores, o gobernantes de facto."
Il poco gentile termine "bastardi" qui utilizzato indica la supposta discendenza di Don Alfonso XII da un capitano delle guardie reali, argomento questo molto caro a certi polemisti carlisti.

Cordiali saluti
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Messaggioda pierfe » venerdì 7 novembre 2003, 23:51

Ardashir ha scritto:
pierfe ha scritto:Si ma la successione storica del carlismo è chiara e si basa sulla primogenitura maschile che ricade oggi in Don Juan Carlos I, la legge dinastica non si può cambiare... certo che dopo Don Juan Carlos I ci saranno problemi per vedere secondo quelle leggi chi sia davvero l'erede carlista.
Ma il carlismo è anche un movimento politico ed oggi prosegue in Don Sisto.
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Gent.mo Sig. Degli Uberti,

ciò che Lei dice è indubbiamente vero, anche se alcuni carlisti, a prescindere dalle leggi di successione, vedono in Don Sisto Enrico il legittimo re carlista basandosi più su criteri politici che dinastici, come Lei nota abilmente. In ogni caso, la reazione dell'agenzia carlista FARO alle annunciate nozze di Don Filippo è stata quantomeno lapidaria e si commenta da sé: "... omissis...La Casa Real de verdad no se ocupa de los desvaríos de bastardos, usurpadores, o gobernantes de facto."
Il poco gentile termine "bastardi" qui utilizzato indica la supposta discendenza di Don :D Alfonso XII da un capitano delle guardie reali, argomento questo molto caro a certi polemisti carlisti.

Cordiali saluti


Vedi io sono uno storico e quindi penso alla successione storica, ma amo il pensiero politico carlista del gruppo di Don Sisto.
Se diamo retta ai pettegolezzi - come diceva il mio caro amico Don Juan Balansò Amer - non si salva tutta la discendenza borbonica dai figli di Luigi XIII, e neppure i Parma sono esenti da illazioni... solo il DNA potrebbe aiutare... :D :D :D
Ma sino a prova contraria sono solo pettegolezzi... e poi hanno regnato davvero legittimando così la Dinastia.
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Messaggioda Ardashir » sabato 8 novembre 2003, 1:08

pierfe ha scritto:Ma sino a prova contraria sono solo pettegolezzi... e poi hanno regnato davvero legittimando così la Dinastia.
Pier Felice degli Uberti


Gentilissimo Signor Degli Uberti,

ovviamente sono solo pettegolezzi, né io intendevo affermare che vi sia una qualche sicurezza per la tesi carlista su Don Alfonso XII.
Sul fatto poi che il regnare legittimi una dinastia non andrei così sul sicuro... questo è uno dei problemi più annosi e difficili (diciamo pure impossibili da risolvere) della teoria legittimistica... Del resto, basta pensare alla contortissima discendenza giacobita per capire che, qualora due dinastie si scontrino, più che una questione di diritto legata alla legittimità dei contendenti, nasce una questione politica. Ad un lealista giacobita interessa fino ad un certo punto che S.A.R. Francesco di Wittelsbach sia, come re d'Inghilterra giacobita, più o meno "legittimo" di S.M. Elisabetta II: gli interessa che sia un cattolico e che rappresenti un certo set di valori alternativo a quelli propugnati dai sovrani inglesi subentrati agli Stuart con Guglielmo III dopo la "gloriosa" rivoluzione (che ossimoro!).
Allo stesso modo, nella lotta fra ramo isabellino e ramo carlista in Spagna avevamo da una parte il liberalismo, la secolarizzazione, il centralismo e l'amicizia con Inghilterra e Francia, dall'altro la regionalizzazione legata ai Fueros, il mercantilismo, un radicato orgoglio cattolico e la solidarietà con le potenze legittimistiche come l' Impero Austriaco. Poco centrava la legittimità astratta: i requetes non combattevano per un quarto di sangue blu in più o in meno o per qualche legge dinastica vecchia di secoli, ma per un progetto politico ben preciso e per la Fede.

Cordiali saluti
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