Nobiltà Civica e Primo Ceto

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Messaggioda Morello » giovedì 5 ottobre 2006, 10:42

Gentili Signori,
dimenticavo di sottolineare, che la macata ammissione dei de Pizzis nel ceto di giustizia dello SMOM, avvenne nel 1717, ben prima quindi della separazione in tre ceti (Primo Ceto, Secondo Ceto de' Civili e Terzo Ceto del Popolo), voluta dal Re delle Due Sicilie nel 1765. Grazie. Serafini.
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Messaggioda Grimaldi » giovedì 5 ottobre 2006, 16:18

Egregio signore
grazie per le delucidazioni.

Io le chiedevo però se sia esistita un famiglia di Ortona
che senza aver posseduto mai un feudo o titolo
fosse stata riconosciuta nobile dall'Ordine di Malta
solo grazie all'appartenenenza al Primo ceto di Ortona.

Mi rendo conto che è un caso particolare....

Idem ha consultato l'elenco nobiliare regionale?
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Messaggioda Morello » giovedì 5 ottobre 2006, 17:35

Gent.mo Sig. Grimaldi,
ho consultato l'Elenco SMOM (1960) e lo Spreti, ma per quel che ho potuto constatare nessuna famiglia ortonese vi è compresa, probabilmente perchè i discendenti delle famiglie superstiti, poco si sono interessati di queste cose. Comprenderà, non tutti i nobili, o presunti tali, sono appassionati di araldica, genealogia, diritto nobiliare, ordini cavallereschi ecc. Del primo ceto risiedono a Roma una, forse due famiglie, mentre ad Ortona ve ne sono tre (una in estinzione), ma non risultano negli elenchi di cui sopra. Grazie. Serafini.
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Messaggioda Morello » venerdì 6 ottobre 2006, 9:08

Gentilissimi Signori,
in merito all'argomento, vorrei porVi la domanda, che potrebbe considerarsi conclusiva: secondo Voi se i discendenti delle famiglie appartenenti al Primo Ceto nel 1765, durante il Regno d'Italia, avessero fatto richiesta o ricorso per ottenere il titolo di "Nobile di Ortona", ci sarebbero riuscite o no? Grazie ancora. Serafini.
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Messaggioda Grimaldi » venerdì 6 ottobre 2006, 9:37

Caro signore
varie famiglie non fecero riconoscimenti in epoca sabauda semplicemente perchè... costava!

Altre anche per motivi personali, politici...

In merito alla sua domanda davvero non si può rispondere...
Sappiamo ad esempio che la Consulta commise leggerezze, abusi
ed anche qualche ingiustizia
(non riconobbe molti patriziati... non riconobbe titoli come ad es.
il titolo di Marchese e Patrizio genovese a tutti gli appartenenti di casate genovesi ascritte al Libro d'oro fu molto limitato.. etc...)
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Re: Nobiltà Civica e Primo Ceto

Messaggioda gattostella » giovedì 13 febbraio 2020, 1:39

Con reale dispaccio del 15 dicembre 1770, seguito da una circolare del Vicerè Fogliani del 28 gennaio 1771 si parificarono le procedure per la elezione degli ufficiali delle città feudali a quelle per la elezione degli ufficiali delle città demaniali. Un successivo reale dispaccio (23 aprile 1771) stabilì che chi rivestiva talune cariche non poteva che fare parte del primo ceto di nobile. Così ad esempio i giurati, il capitano, il sindaco, il segreto ed il proconservatore dovevano necessariamente appartenere al primo ceto nobile, quindi a famiglia di nobiltà generosa. L’avere rivestito una di quelle cariche, dunque, costituiva a tutti gli effetti un riconoscimento formale della famiglia come famiglia di nobiltà generosa.
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Re: Nobiltà Civica e Primo Ceto

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 13 febbraio 2020, 10:14

gattostella ha scritto:Con reale dispaccio del 15 dicembre 1770, seguito da una circolare del Vicerè Fogliani del 28 gennaio 1771 si parificarono le procedure per la elezione degli ufficiali delle città feudali a quelle per la elezione degli ufficiali delle città demaniali. Un successivo reale dispaccio (23 aprile 1771) stabilì che chi rivestiva talune cariche non poteva che fare parte del primo ceto di nobile. Così ad esempio i giurati, il capitano, il sindaco, il segreto ed il proconservatore dovevano necessariamente appartenere al primo ceto nobile, quindi a famiglia di nobiltà generosa. L’avere rivestito una di quelle cariche, dunque, costituiva a tutti gli effetti un riconoscimento formale della famiglia come famiglia di nobiltà generosa.


Nei processi ai Cavalieri Giovanniti del Seicento e Settecento era esplicitamente richiesto, tra i documenti da presentare, anche l'aver ricoperto cariche riservate esclusivamente al primo ceto.
Ciò però, sebbene importante, non era di per sè bastevole a costituire un automatico riconoscimento della nobiltà.
Necessitavano anche altri documenti a cominciare dall'atto di origine della nobiltà o comunque un documento antico che ne decretasse il possesso ab antiquo.

PS
E' bello rileggere questioni di quasi 15 anni fa ;)
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Alessio Bruno Bedini
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