Successione "in forma larga"

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Successione "in forma larga"

Messaggioda Memini » sabato 8 febbraio 2020, 18:02

Buonasera,
pongo questo argomento alla cortese attenzione dei competenti frequentatori del forum.
Un aristocratico siciliano, già titolare di antica baronia, personaggio di rilievo nella Contea
di Modica per le cariche pubbliche ricoperte, dopo l'abolizione della feudalità del 1812 chiede
al Sovrano un titolo "di Duca o di Marchese" su un altro feudo in suo possesso.
Nel 1815 pertanto gli viene concesso il titolo di Marchese non sul feudo ma sul cognome, anche se sul
diploma d'investitura è riportato "per se, eredi e successori in perpetuo".
Il nostro non ebbe figli e con suo testamento pubblicato nel 1829 designa come eredi i due figli
di una cugina (peraltro di nobile famiglia), scrivendo:" a XY il territorio di......con tutte..., e il
territorio dello....con titulo di Marchese ".
Il testo è chiarissimo, la successione venne accettata, furono persino pagate le relative tasse.
Il neoMarchese vive il suo nuovo ruolo e, quando nel 1833 viene istituita la Commissione dei Titoli
di Nobiltà vi si rivolge confidando nell'imprimatur al suo nuovo stato.
Qui comincia una vicenda paradossale che durerà 25 anni fra lettere, risposte, richieste di chiarimenti,
invio di alberi genealogici, elucubrazioni varie finchè il nostro nel 1858, alla vigilia di un pronunciamento
del Sovrano a suo favore (aveva chiesto infatti il riconoscimento per Grazia Sovrana) muore e tutta la vicenda
viene ingurgitata e sparisce nel calderone della caduta del Regno delle Due Sicilie.
I discendenti, senza peraltro perderci il sonno, per puro amore della storia intesa come insieme di fatti realmente
accaduti, si sono posti alcune domande.
1) Hanno diritto a un titolo di fatto concesso in forma così ampia ?
2) La disposizione che vieta la trasmissione dei titoli per testamento può essere valida a fronte di una successione
legalmente devoluta e accettata nel Tribunale allora competente ?
3) La Commissione dei Titoli di Nobiltà poteva legittimamente decidere in maniera retroattiva, su una vicenda cioè
verificatasi prima della sua istituzione ?
Viene legittimo pensare che la vicenda ricada tutta nel tentativo operato dalla Monarchia Borbonica di chiudere la
porta della stalla quando i buoi erano già scappati perché in Sicilia, e in ispecie nella Contea di Modica, titoli e feudi
erano stati trasmessi per secoli in totale autonomia perché il più delle volte venduti proprio dalla Corona per finanziarsi;
i Vicerè Caramanico e Caracciolo cercarono in qualche modo di tappare la falla aperta in precedenza riportando alla Prerogativa
Reale il controllo sulle successioni nobiliari ma se si andasse a verificarle una per una la polemica sul conflitto fra Corona
Napoletana e Baronaggio Siciliano non avrebbe mai fine.
Gradirei sentire i pareri degli illustri esperti del Forum, grazie.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Frederick » lunedì 10 febbraio 2020, 1:23

"per se, eredi e successori in perpetuo" è una fattispecie con una designazione dei beneficiari che risulta, a mio avviso, aperta a interpretazioni che in questo caso sono atipiche nella successione nei titoli.
Per prima cosa è prassi consolidata che il titolo possa essere trasmesso ai discendenti del PRIMO investito.
Nel caso in essere i figli della cugina non sarebbero qualificati per la successione.
In secondo luogo il termine eredi denota una generalità in cui si possono intendere eredi patrimoniali e un titolo non può essere trasmesso ai meri eredi del patrimonio perché presuppone appunto discendenza di sangue.
(Classico esempio: non si diventa nobili per adozione)
La commissione titoli può decidere retroattivamente nella fattispecie "delľinterpretazione autentica" delle leggi pregresse (come è tuttora prassi giuridica consolidata).
Ma se i prerequisiti delľessere discendenti di sangue del primo investito del titolo non sono soddisfatti vale, sempre a mio parere, quanto ho detto sopra.
La grazia sovrana poteva essere ľunico valido strumento.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda nicolad72 » lunedì 10 febbraio 2020, 9:42

Il fatto stesso che si fosse ricorso alla "grazia sovrana", e non ad un riconoscimento di giustizia, presuppone che non vi fossero i presupposti per un trasferimento del titolo.
Direi che la vicenda sulla pretesa si sia chiusa definitivamente nel 1858, perché la richiesta di grazia sovrana comporta confessione, e quindi rinuncia alla pretesa di giustizia.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Memini » martedì 11 febbraio 2020, 17:59

Chiarissima la disamina della vicenda, grazie.
Due ultime curiosità:
1) perché concedere un titolo sul cognome " per sé, eredi e successori" visto che poteva avvenire, come avvenne, che gli eredi non fossero discendenti
ma collaterali ?
2) sul fascicolo a nome del richiedente giacente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri , chiuso nel Novembre 1858 ,
si legge : "Si accordi" e la firma di Ferdinando II . Era stata quindi accordata la Grazia Sovrana ?
Grazie ancora, buona serata [knight.gif]
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda nicolad72 » domenica 16 febbraio 2020, 13:08

Memini ha scritto:1) perché concedere un titolo sul cognome " per sé, eredi e successori" visto che poteva avvenire, come avvenne, che gli eredi non fossero discendenti

E' una formula di stile dove gli eredi sono gli eredi legittimi (non testamentari) per discendenza, ed i successori sono gli eredi degli eredi... ma se non vi sono eredi... amen!
Memini ha scritto:2) sul fascicolo a nome del richiedente giacente presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri , chiuso nel Novembre 1858 , si legge : "Si accordi" e la firma di Ferdinando II . Era stata quindi accordata la Grazia Sovrana ?

L'iter era - sicuramente - in fase conclusiva, ma non si era concluso, essendo necessarie le lettere patenti che non furono mai emesse. Il provvedimento di grazia sono tali lettere, che allo stato non esistono non essendo mai state emesse.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Memini » lunedì 17 febbraio 2020, 9:51

Buongiorno,
grazie dell'ulteriore, esaustivo chiarimento [knight.gif]
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 17 febbraio 2020, 12:20

Per me, la mera mancanza della patente non inficia la nomina marchionale nelle sue prerogative storiche morali dei discendenti diretti.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Memini » martedì 18 febbraio 2020, 20:18

Gentilissimo Sergio,
alla fine la Storia segue un suo filo visibile.
Quello che è avvenuto è avvenuto e, per dirla con Vico,
"verum est id quod factum".
L'ufficialità potrà riconoscere o meno la validità nobiliare-araldica
di quanto accaduto ma, nella sua vicenda storica, la famiglia in questione
i suoi privilegi li ha di fatto goduti, è stata fatta oggetto di trattamenti
d'onore, posseduto feudi, contratto matrimoni con casati principeschi,
ducali, baronali tutti ascritti alla SRH, detiene da secoli armi parlanti che
adornano palazzi barocchi censiti dalle Soprintendenze archeologiche, ha
devoluto tanto patrimonio alla Chiesa locale, istituito Opere Pie.....alla
fine ci basta e avanza.
Buona serata [knight.gif]
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 19 febbraio 2020, 12:26

Le investiture di titoli vanno in linea retta, non collaterale (salva espressa previsione del provvedimento concessorio). Il marchese non ebbe figli. Punto. Egli fu il primo ed ultimo marchese.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda antonio33 » mercoledì 19 febbraio 2020, 17:04

Memini ha scritto:L'ufficialità potrà riconoscere o meno la validità nobiliare-araldica
di quanto accaduto ma, nella sua vicenda storica, la famiglia in questione
i suoi privilegi li ha di fatto goduti, è stata fatta oggetto di trattamenti
d'onore, posseduto feudi, contratto matrimoni con casati principeschi,
ducali, baronali tutti ascritti alla SRH, detiene da secoli armi parlanti che
adornano palazzi barocchi censiti dalle Soprintendenze archeologiche, ha
devoluto tanto patrimonio alla Chiesa locale, istituito Opere Pie.....alla
fine ci basta e avanza.
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Alla fine basta e avanza per confermare che la famiglia visse more nobilium. E nulla più.
Princeps probitas iusti
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Messanensis » giovedì 20 febbraio 2020, 15:15

Oltre a quanto scritto giustamente da Nicola aggiungerei quanto segue. Per molti secoli i feudatari siciliani avevano potuto disporre quasi liberamente dei propri feudi grazie all'interpretazione che fu data dai giuristi al capitolo Volentes concesso da re Federico III, poi abrogato dalle leggi eversive della feudalità. La prammatica del 14 novembre 1788 puntualizzò come si dovessero considerare legittimi successori nella linea collaterale solo quelle persone indicate come tali nel capitolo Si aliquem di re Giacomo (cioè i discendenti dal fratello del feudatario defunto fino al trisnipote). Il real rescritto del 22 settembre 1852 chiariva che le leggi del Regno vietavano il passaggio dei titoli siciliani ai collaterali del primo investito. Quindi in conclusione, nel caso in esame, la successione del titolo ai figli della cugina era impossibile in base alle leggi in vigore a quel tempo e poteva avvenire solo per grazia sovrana.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Memini » venerdì 21 febbraio 2020, 10:17

Buongiorno,
per puro amore del "verum est id quod factum",
la famiglia in questione non visse solo more nobilium
giacché deteneva fin dalla fine del 1600 un titolo baronale
appoggiato su due feudi; diversamente avrebbe avuto difficoltà
a vivere come visse. [knight.gif]
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda Messanensis » venerdì 21 febbraio 2020, 15:11

Memini ha scritto:Buongiorno,
per puro amore del "verum est id quod factum",
la famiglia in questione non visse solo more nobilium
giacché deteneva fin dalla fine del 1600 un titolo baronale
appoggiato su due feudi; diversamente avrebbe avuto difficoltà
a vivere come visse. [knight.gif]


Nessuno ha messo in dubbio la nobiltà della famiglia.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda nicolad72 » venerdì 21 febbraio 2020, 15:28

Messanensis ha scritto:Nessuno ha messo in dubbio la nobiltà della famiglia.

Esatto. Qua si parla solo del titolo marchionale appoggiato sul cognome.
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Re: Successione "in forma larga"

Messaggioda TeddyWynyard » venerdì 27 marzo 2020, 20:46

meglio ignorare la lealtà del successore, dovremmo analizzarne il titolo e la loro eredità.
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