La svolta dei Savoia

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Moderatore: Guido5

Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 7 febbraio 2020, 22:04

Ribadisco la mia neutralità totale , devo ammettere che, sul piano umano, sono maggiormente in sintonia con il Principe Aimone , tuttavia
Dura lex sed lex .
Credo di non aver nulla da aggiungere sull' argomento.

Cordialmente
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » venerdì 7 febbraio 2020, 22:50

Cav.OSSML ha scritto:Non riesco a comprendere la logica secondo la quale certi comportamenti o certe dichiarazioni anche estemporani/e tenuti o resi nei riguardi del ramo Savoia Aosta vengano considerati da taluni come atti e/o provvedimenti senz’altro giuridicamente vincolanti e/o sananti di situazioni pregresse, mentre per quanto riguarda il ramo Savoia Carignano ciò non dovrebbe mai valere od avvenire.


Gentile Cav.
1) Se si riferisce all'atto formale di reintegrazione di Amedeo ex Re di Spagna, lo chieda al Gran Re Padre della Patria e agli altri membri che formalmente acconsentirono. In questo caso ci sono atti e decreti inequivocabili.
2) Aimone Re di Croazia non rinunciò ai diritti italiani (se è in possesso di un documento in tal senso, sarebbe interessante che lo mostrasse: anche se fosse (e non è probabile), fu reintegrato, perché Vittorio Emanuele IlI e, poi, Umberto II lo considerarono nel pieno delle sue prerogative dinastiche). Quindi la linea Aosta fu sempre dinastica durante tutta la vita di Umberto II (è un dato incontestabile): su questo nessuno può eccepire (neanche Vittorio Emanuele che ha sempre riconosciuto dinastico Amedeo e la sua discendenza).
3) La posizione di Vittorio Emanuele è diversa perché è lui stesso a raccontare che si sposò in segreto. Noi sappiamo anche cosa fece prima del matrimonio e quale era il contenuto delle lettere a lui indirizzate da Umberto II sui matrimoni eventuali con le signorine Claudel e Doria. Sappiamo che il Re diede anche seguito a quanto in esse annunciato (eredità e comunicazione ai membri della Casa reale di non partecipare alle nozze religiose).
Quello che manca in questo caso è un atto formale di reintegro, mai avvenuto. Poi se a qualcuno basta che un nonno cristiano partecipi al sacramento del nipote, può darsi... ognuno ha le sue preferenze, ma vorrei che fosse chiaro che le situazioni degli Aosta (reintegrati ufficialmente secondo le leggi e le consuetudini della Casa e perfettamente dinastici) e di VE sono oggettivamente diverse.
Probabilmente l'errore del principe Amedeo fu di non farsi avanti in modo deciso al momento della morte del Re, probabilmente isolato dalla corte della Regina madre. Questo ingenerò l'equivoco (nonostante la stampa riportasse ripetutamente la discussa posizione di Vittorio Emanuele) mentre le capacità manageriali di VE e collaboratori costruirono una buona organizzazione di sostenitori (gli ordini dinastici).
Mi scuso in anticipo, non volendo in nessun modo aprire una polemica.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 8 febbraio 2020, 4:06

Esprimo qualche opinione sparsa personale.

Riguardo la disputa dinastica, pur tenendo in considerazione le lettere di S.M. Umberto II e alcuni atti di peso come il non partecipare alle nozze o la consegna dei Collari dell'Annunziata all'Italia, ritengo che il Re Umberto II avrebbe dovuto fare un atto più formale a riguardo. Dopotutto lo aveva in parte annunciato nelle stesse lettere che avrebbe informato chi di dovere. Insomma, escludere il proprio figlio ed erede diretto dalla successione ritengo che necessiti almeno di un comunicato ufficiale da rilasciare alla stampa, ma anche a tutti gli enti coinvolti (l'Italia in primis, ma poi le altre Case Regnanti), senza contare che avrebbe così anche definito chiaramente il nuovo Capo della Casa. Sinceramente non lasciare uno scritto e pensare che bastino degli atti interpretabili e una lettera privata... mi sembra davvero eccessivo anche per la tradizionale riservatezza in capo a Casa Savoia.

Riguardo la legge salica, ritengo che nel 2020 sia inevitabile che vada a cambiarsi e così penso faranno tutte le Case e Monarchie. Magari sarebbe stato meno attaccabile tale cambiamento se effettuato prima della nascita delle principesse, al momento del matrimonio di S.A.R. Emanuele Filiberto così da non dare adito a scelta opportunistica e lo stesso discorso vale per Casa Borbone. Però... rimane il fatto che fosse scelta abbastanza scontata.

Riguardo in ultimo il fatto che giuridicamente il Capo di Casa possa fare tale scelta... la situazione è certamente più complessa. Non ho titoli per fornire sentenze, ma a mio parere ritengo che se è vero che la dottrina afferma che non si possono modificare statuti e consuetudini da chi non ha sovranità piena, dall'altro lato è anche vero che i tempi cambiano, così come le esigenze contingenti e non può rimanere tutto immutato a norme di secoli addietro. Pertanto bisogna trovare delle soluzioni. Una soluzione valida, secondo me, per tali necessità (cambio di norme della Casata in assenza di sovrano), sarebbe stata quella di coinvolgere tutti i rami della Casata che possono avere dei diritti successori e decidere all'unanimità a riguardo. Se tutti fossero stati concordi, allora ritengo che un tale cambiamento avrebbe potuto essere. Unilateralmente... ovvio che invece crea certamente dei dissidi da chi vede scomparso un proprio diritto. Ma vista la disputa dinastica in atto, immagino che non fosse possibile la mia soluzione e lo stesso discorso varrebbe per Casa Borbone.
Tomaso Giuseppe Cravarezza
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 8 febbraio 2020, 9:08

E dunque tra 100 anni il signor Brambilla sarà il pretendente di casa Savoia, gran maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro?
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » sabato 8 febbraio 2020, 9:44

T.G.Cravarezza ha scritto:
dall'altro lato è anche vero che i tempi cambiano, così come le esigenze contingenti e non può rimanere tutto immutato a norme di secoli addietro. Pertanto bisogna trovare delle soluzioni.


Gentile sig. Cravarezza,
Questa sua affermazione apre a talune considerazioni:
1) i tempi cambiano: vuole significare che in mille anni di storia i tempi non sono mai cambiati, mentre negli ultimi 20 sarebbero cambiati i tempi? Più che di tempi, parlerei di mode, mode che effettivamente impongono stili e concezioni in contrasto con i principî monarchici e cavallereschi: il mutamento dei tempi da lei richiamato a logica richiederebbe che Vittorio Emanuele e tutti gli ex qualcosa accettassero che questa è l'era delle repubbliche democratiche e non il cambiamento opportunistico e a proprio uso e consumo delle leggi dinastiche che per loro natura confliggono ontologicamente col principio egualitario.
2) esigenze contingenti: quali sarebbero? I Savoia sono ancora floridi con due piccoli maschi perfettamente dinastici (ramo Savoia-Carignano-Aosta). Non c'è nessuna contingenza: non ci fu all'epoca dell'estinzione del ramo principale dei Re di Sardegna in cui urgeva trovare un Re assoluto, figuriamoci ora che urge trovare un titolare di pretensioni dinastiche.
3) non essendoci problema, non occorre trovare la soluzione, se non accettare gli automatismi previsti dalle leggi dinastiche: questi automatismi (che possono sembrare, e lo sono, discriminatori verso l'uguaglianza di tutti i figli, come prevede il nostro codice per la successione ereditaria) sono gli strumenti che la saggezza dei tempi (che mutano, ma sotto l'assunto biblico nihil novi sub sole) ha predisposto per ridurre i conflitti e gli spargimenti di sangue (almeno in epoche precedenti, ma ancora si viene alle mani...).

Non voglio convincere nessuno sulla successione di Amedeo a Umberto II (anche se a me sembra del tutto evidente, perché tutti i segni ci sono, sia pur senza sensazionalismi non degni della persona del Re), ma di sicuro questo adeguamento (eufemismo per abolizione) della legge salica è l'ennesima dimostrazione dell'inconsistenza di un certo modo opportunistico e affaristico di operare.
Ultima modifica di Pallante il sabato 8 febbraio 2020, 9:50, modificato 1 volta in totale.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 8 febbraio 2020, 9:48

T.G.Cravarezza ha scritto:Esprimo qualche opinione sparsa personale.

Riguardo la disputa dinastica, pur tenendo in considerazione le lettere di S.M. Umberto II e alcuni atti di peso come il non partecipare alle nozze o la consegna dei Collari dell'Annunziata all'Italia, ritengo che il Re Umberto II avrebbe dovuto fare un atto più formale a riguardo. Dopotutto lo aveva in parte annunciato nelle stesse lettere che avrebbe informato chi di dovere. Insomma, escludere il proprio figlio ed erede diretto dalla successione ritengo che necessiti almeno di un comunicato ufficiale da rilasciare alla stampa, ma anche a tutti gli enti coinvolti (l'Italia in primis, ma poi le altre Case Regnanti), senza contare che avrebbe così anche definito chiaramente il nuovo Capo della Casa. Sinceramente non lasciare uno scritto e pensare che bastino degli atti interpretabili e una lettera privata... mi sembra davvero eccessivo anche per la tradizionale riservatezza in capo a Casa Savoia.

Riguardo la legge salica, ritengo che nel 2020 sia inevitabile che vada a cambiarsi e così penso faranno tutte le Case e Monarchie. Magari sarebbe stato meno attaccabile tale cambiamento se effettuato prima della nascita delle principesse, al momento del matrimonio di S.A.R. Emanuele Filiberto così da non dare adito a scelta opportunistica e lo stesso discorso vale per Casa Borbone. Però... rimane il fatto che fosse scelta abbastanza scontata.

Riguardo in ultimo il fatto che giuridicamente il Capo di Casa possa fare tale scelta... la situazione è certamente più complessa. Non ho titoli per fornire sentenze, ma a mio parere ritengo che se è vero che la dottrina afferma che non si possono modificare statuti e consuetudini da chi non ha sovranità piena, dall'altro lato è anche vero che i tempi cambiano, così come le esigenze contingenti e non può rimanere tutto immutato a norme di secoli addietro. Pertanto bisogna trovare delle soluzioni. Una soluzione valida, secondo me, per tali necessità (cambio di norme della Casata in assenza di sovrano), sarebbe stata quella di coinvolgere tutti i rami della Casata che possono avere dei diritti successori e decidere all'unanimità a riguardo. Se tutti fossero stati concordi, allora ritengo che un tale cambiamento avrebbe potuto essere. Unilateralmente... ovvio che invece crea certamente dei dissidi da chi vede scomparso un proprio diritto. Ma vista la disputa dinastica in atto, immagino che non fosse possibile la mia soluzione e lo stesso discorso varrebbe per Casa Borbone.

Mi sento di aderire in toto alle parole di buon senso di Tomaso.
Aldilà della complessa questione giuridica circa la legittimità o meno per il Capo di una Casa Reale ex regnante di modificare le leggi di successione dinastica della propria Casa, non mi sembra corretto nell’ambito di tale discussione denigrare la figura della giovane Principessa Vittoria di Savoia bollandola come una “appariscente influencer modaiola”.
Si tratta infatti di una splendida ragazza di 16 anni, dotata di una notevole bellezza e di un grande fascino, la quale al pari delle sue coetanee, vive ovviamente nel presente, usandone legittimamente e correttamente i mezzi e le opportunità che il mondo moderno offre.
Che poi la modernità possa non piacere è comprensibile.
Ma questo è un altro discorso.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » sabato 8 febbraio 2020, 12:45

Cav.OSSML ha scritto:Mi sento di aderire in toto alle parole di buon senso di Tomaso.
Aldilà della complessa questione giuridica circa la legittimità o meno per il Capo di una Casa Reale ex regnante di modificare le leggi di successione dinastica della propria Casa, non mi sembra corretto nell’ambito di tale discussione denigrare la figura della giovane Principessa Vittoria di Savoia bollandola come una “appariscente influencer modaiola”.
Si tratta infatti di una splendida ragazza di 16 anni, dotata di una notevole bellezza e di un grande fascino, la quale al pari delle sue coetanee, vive ovviamente nel presente, usandone legittimamente e correttamente i mezzi e le opportunità che il mondo moderno offre.
Che poi la modernità possa non piacere è comprensibile.
Ma questo è un altro discorso.


Gentile Cav.,
Provo a risponderle riga per riga per dimostarle il mio pensiero, solo nell'intento di uno scambio di idee da lei richiesto, lungi da me ogni volontà di polemizzare o di mancare di rispetto a chicchessia.


Mi sento di aderire in toto alle parole di buon senso di Tomaso.
Aldilà della complessa questione giuridica circa la legittimità o meno per il Capo di una Casa Reale ex regnante di modificare le leggi di successione dinastica della propria Casa,

Mi permetto di ritenere che la questione giuridica sia in realtà assai poco complessa: semplicemente in una simile situazione il capo della Casa non può agire nel modo unilaterale scelto da Vittorio Emanuele (tra l'altro neanche le sorelle furono avvisate, se non ex post, di una decisione che riguarderebbe dei loro eventuali diritti). L'operato del capo della Casa, custode delle leggi e del patrimonio dinastico-araldico della Casa (che è più un patrimonio immateriale che materiale), deve sempre orientarsi verso la scelta più prudente, sentiti tutti i membri della Casa.
non mi sembra corretto nell’ambito di tale discussione denigrare la figura della giovane Principessa Vittoria di Savoia bollandola come una “appariscente influencer modaiola”.
Non amando l'imperante moda ammorba-lingua anglolatra [jump.gif] ho utilizzato l'espressione influenzatrice modaiola (espressione del tutto denotativa e descrittiva, senza alcuna malizia in sé). Vedo che, tuttavia, qua lei sembra non cogliere il punto: non si tratta di bollare nessuno. Ogni libero cittadino può fare ciò che ritiene più opportuno nei limiti dell'ordinamento civile (e se ha una fede o una morale anche nei limiti di questo sistema). Il punto era legato alla risposta a un intervento precedente del sig. Alessandro: cercavo di far notare come finalmente, dopo 30-40 anni di (estrema) ordinarietà (che, per carità, quando non è illegale (o scandalosamente immorale) va anche bene), finalmente c'è un qualcuno che potrebbe avere non solo i diritti, ma anche i numeri per rappresentare meno indegnamente la dinastia sabauda: ed è veramente un'occasione persa quella di fomentare ancora divisioni per interessi del tutto privati
Si tratta infatti di una splendida ragazza di 16 anni, dotata di una notevole bellezza e di un grande fascino, la quale al pari delle sue coetanee, vive ovviamente nel presente, usandone legittimamente e correttamente i mezzi e le opportunità che il mondo moderno offre.
Tanti auguri alla signorina e che il Signore la conservi. Però mi sfugge il punto: non abbiamo noi tutti figlie, nipoti, amiche, vicine che vivono nel presente, belle o meno che siano? Perché dunque dovremmo parlarne?
Che poi la modernità possa non piacere è comprensibile.
Ma questo è un altro discorso.
Ogni epoca affronta le sue modernità. L'essere appariscente va di moda sin dall'inizio del mondo. Il problema semmai è lo stile con cui si accetta di vivere nel presente.

Buona giornata
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda nicolad72 » sabato 8 febbraio 2020, 14:54

Quella rinuncia violerebbe i patti successori... la situazione è assai simile alla vicenda dell'atto di cannes. Rinunciare oggi a qualcosa che in futuro (gorse) mi potrebbe giungere per successione... nun se po'
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 8 febbraio 2020, 18:49

Gentilissimo Pallante,
Le assicuro che anche da parte mia non vi è alcuna vis polemica.
Anzi, mi sembra dai suoi interventi di intendere che, a parte le diverse vedute circa la questione della successione dinastica, abbiamo parecchi punti di contatto.
Mi preme significare innanzitutto di serbare un alto rispetto e considerazione verso gli attuali esponenti di Casa Savoia-Aosta e naturalmente verso i loro eroici ascendenti.
Tuttavia, per quanto concerne la questione della pretensione al trono ed alla qualifica di Capo della Real Casa di Savoia continuo ad essere convinto che l'atto di pretensione dinastica da parte del ramo cadetto Savoia-Aosta di cui soltanto nel settembre 2002 il Duca Amedeo d'Aosta comincia a sollevare la questione (S.M. il Re Umberto II è scomparso il 18 marzo 1983) sia stata non solo tardiva, ma anche anacronistica e sconsiderata.
Sia il Principe Amedeo, che i sui più stretti seguaci, a più riprese, soprattutto a partire dall'anno 2006 sostengono che S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele e suo figlio sono «esclusi da qualsiasi ruolo dinastico».
Difficile crederlo, visto gli stessi in precedenza hanno costantemente affermato il contrario.
Solo a titolo di esempio alcuni tra i più fervidi sostenitori del Principe Amedeo, si erano riferiti proprio allo stesso Principe Vittorio Emanuele per entrare nell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Peraltro, sono, anche sotto un profilo giuridico, dell’idea che il cambio di successione poteva essere attuato solo da Re Umberto II, scomparso nel 1983.
Nella famosa lettera privata al figlio, datata 25 gennaio 1960, costantemente richiamata a sostegno delle loro tesi dai sostenitori dei Duchi di Savoia Aosta, S.M. il Re Umberto II stabilì che qualora avesse dato corso all'esclusione, lo avrebbe comunicato a tutte le Case Reali e al popolo italiano.
Cosa mai avvenuta.
In 13 anni di matrimonio con S.A.R. Principessa Marina Doria, il Principe Vittorio Emanuele non fu del resto mai delegittimato al trono da alcun atto ufficiale del padre.
Nel 1978, oltretutto, il Re si presentò agli italiani riuniti a Beaulieu, vicino a Nizza, avendo evidentemente cambiato idea e convinzione e presentò ufficialmente il figlio e la nuora.
Inoltre, proprio nell'anno in cui il Principe Amedeo di Savoia Aosta rese ufficiale la sua pretesa dinastica, ovvero nel 2006, in un'intervista al settimanale Point de Vue, la Regina Maria José smentì le pretese di Amedeo di Savoia-Aosta, dichiarando: «Re Umberto non si espresse mai su questa questione di Amedeo, era cosa inesistente. Anzi, nelle ultime settimane di vita era molto vicino al piccolo Emanuele Filiberto che vedeva come continuatore della Dinastia e come possibile Re d'Italia...».
Per quanto concerne invece l’altra questione relativa alla potestà o meno dei Capi di Casa Reale non più regnati di modificare le leggi di successione dinastica della propria Casa sono consapevole del fatto che da un punto di vista giuridico la dottrina maggioritaria ritiene che tale modifica non sia ammissibile.
Sul punto ritengo comunque che le disposizioni dinastiche (vedi legge salica), anche a non volerle ritenere abrogate di diritto, sono sicuramente superate dal comune sentire e sono inoltre in chiaro contrasto con i principi fondamentali dei diritti umani (vedi parità di diritto tra uomini e donne).
La successione al trono di soli maschi del resto non fa parte della tradizione e volerla conservare, rappresenta, a mio modesto avviso, un'istanza di miope conservatorismo.
Cordiali saluti.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 9 febbraio 2020, 9:43

Ad integrazione e precisazione di quanto sopra scritto evidenzio che nell’anno 2002 il Principe Amedeo di Savoia Duca d’Aosta nel libro intervista “Proposta per l’Italia” a cura di Fabio Torriero edito nel settembre di quell’anno in più punti precisa che Capi della Casa sono suo cugino e il di lui figlio.
Quindi l’idea che S.A.R. Vittorio Emanuele sia decaduto dai diritti dinastici a causa del suo matrimonio ha cominciato in verità a farsi strada nelle menti dei sostenitori del Duca d’Aosta.
Soltanto con lo scellerato comunicato del 7 luglio 2006 da parte della sedicente Consulta dei Senatori del Regno fedele al Principe Amedeo di Savoia-Aosta viene pubblicamente annunciato che lo stesso assume da allora in avanti pubblicamente il ruolo di Capo della Casa di Savoia.
E qui mi sia permesso di essere un po’ polemico: Quale era o è lo scopo di questa operazione, avvenuta guarda caso proprio in concomitanza al ritorno in Italia dall’esilio di S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele e di suo figlio S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto?
Honny soint .....
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 9 febbraio 2020, 12:23

Nessuno mi ha risposto.. dunque tra 50-60-70 anni il signor Rossi o il signor Esposito, figlio di Vittoria di Savoia, sarà il capo di casa Savoia, Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro?
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » domenica 9 febbraio 2020, 12:42

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Nessuno mi ha risposto.. dunque tra 50-60-70 anni il signor Rossi o il signor Esposito, figlio di Vittoria di Savoia, sarà il capo di casa Savoia, Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro?

Evitavo di rispondere perché la risposta è scontata.
Secondo questa scellerata deviazione dalla Tradizione e dalle leggi dinastiche sì. Resterà solo un qualche segno esteriore (ohhh, quanto va di moda travestirsi da cavalieri... ma è l'abito che fa il cavaliere? Qualche cerimonia in chiesa provando a ricordare come si fa il segno della Croce (perché in chiesa ci si va giusto per la carnevalata dell'ostentazione degli abiti o delle medaglie), qualche cena di gala, ovviamente per beneficenza...).
Tutto molto post moderno e consumistico, nulla di reale, solo apparenza e finta tradizione ( come a carnevale o nelle rievocazioni storiche, in cui ci si diverte a essere quello che non si è e che, in questo caso, si è contribuito a distruggere, per mero interesse personale e gretto scopo di lucro).
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda il-prof » domenica 9 febbraio 2020, 13:05

Forse vi sfugge un particolare, un dettaglio: nell'Europa contemporanea quasi tutti i troni sono occupati da sovrani sposati con persone che non fanno parte dell'aristocrazia.
Prendiamo la principessa Vittoria di Svezia, ad esempio: i suoi figli si chiameranno Bernadotte-Westling e non mi sembra che lassù la cosa abbia suscitato particolari polemiche.
E non credo che le principesse Elisabetta del Belgio, Eleonora di Spagna, Ingrid di Norvegia e Caterina Amalia dei Paesi Bassi, quando sarà il momento, andranno in giro per l'Europa alla ricerca di un principe azzurro di sangue blu.
Amedeo Ferri
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » domenica 9 febbraio 2020, 13:42

Cav.OSSML ha scritto:Sul punto ritengo comunque che le disposizioni dinastiche (vedi legge salica), anche a non volerle ritenere abrogate di diritto, sono sicuramente superate dal comune sentire e sono inoltre in chiaro contrasto con i principi fondamentali dei diritti umani (vedi parità di diritto tra uomini e donne).
La successione al trono di soli maschi del resto non fa parte della tradizione e volerla conservare, rappresenta, a mio modesto avviso, un'istanza di miope conservatorismo.
Cordiali saluti.

Sulla decadenza di Vittorio, ammetto che possano esserci opinioni differenti, a seconda dell'importanza che si dà alle norme e agli atti.
Però non la seguo sul comune sentire: di chi? Il popolo italiano, se va bene, è indifferente alle questioni di casa Savoia. Chi si appassiona lo fa o per amor di Tradizione o per rotocalco-mania: nel primo caso il comune sentire è la massima aderenza alla Tradizione (cioè alle norme di tradizione dell'autorità dinastica). Nel secondo caso l'attenzione è ad abiti e nomi del bel mondo ( per cui un Kurz von Habsburg, o simili imposture, può essere benissimo un principe d'Austria).
Per quanto riguarda i diritti umani, lei sembra confondere il significato di questa categoria giuridica che comprende la tutela della persona umana nelle sue espressioni appunto ritenute fondamentali:
diritto alla libertà individuale, il diritto alla vita, il diritto all'autodeterminazione, il diritto a un giusto processo, il diritto alla libertà religiosa... confonde il diritto civile (nel quale tutti i figli sono eguali eredi) e quello dinastico (nel quale una legge diversa da quella civile (anche se il codice monarchico previde un regime diverso per la Casa reale proprio per evitare conflitto tra i due diritti) regola la successione dinastica, che non è un diritto umano fondamentale). Inoltre la primogenitura è di per sé, questa volta per davvero, sempre violazione del comune sentire e del diritto civile (per questo occorre tenere distinti i due piani della successione civile e di quella dinastica). Quindi non basterebbe la parità di genere, ma si imporrebbe la parità tra tutti i nati (e nascituri).

L'ultimo punto è un'affermazione totalmente priva di fondamento: La successione al trono di soli maschi del resto non fa parte della tradizione
. Ma come? Questa è il cuore della modalità di tradizione dell'autorità dinastica in Casa Savoia. Essa coincide con La Tradizione vera e propria (così come nella Chiesa l'ordinazione sacerdotale da parte di in vescovo, pena la nullità del sacramento e la perdita della continuità apostolica). Altrimenti cosa sarebbe tradizione? Parrucche e mantelli? Quindi difendere la Tradizione non è trito conservatorismo, ma Tradizione.

Le auguro una buona domenica.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 9 febbraio 2020, 14:08

Noto con dispiacere che come in passato quando si è affrontato sul forum l’argomento della successione dinastica una iniziale pacata discussione sul tema finisce immancabilmente per scadere nella polemica.
Non intendo contribuire ad alimentare ulteriormente la polemica, ma mi preme far presente in onore del vero che quelle che vengono ingenerosamente descritte come “carnevalate” sono in realtà fonti di importanti iniziative caritatevoli.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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