La svolta dei Savoia

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda GENS VALERIA » sabato 1 febbraio 2020, 16:13

Avrai certamente ragione , ci saranno state dichiarazioni verbali e non ho motivo di negarlo , non sono stato, tuttavia, in grado di leggere documenti ufficiali di nullità della rinunzia di Aimone all'asse dinastico ereditario, anche se abdicò ad un trono che mai interessò nè volle realmente.
Tutto qui.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 1 febbraio 2020, 17:28

Troppo comodo dichiarare la “nullità” di atti e dichiarazioni giuridicamente vincolanti ai fini di sostenere un proprio assunto.
Tale "nullità" del resto non è mai stata ufficialmente dichiarata da nessuno legittimato a farlo.
La prova del fatto che S.A.R. il Principe Vittorio Emanule sia il Capo della Casa è data dall'esilio inflitto allo stesso ed a suo figlio S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto fino al 2002 dall'ordinamento repubblicano.
Come tutti sappiamo, la XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione della Repubblica Italiana sanciva, al secondo comma, che: "Agli ex re di Casa Savoia, alle loro consorti e ai loro discendenti maschi sono vietati l'ingresso e il soggiorno nel territorio nazionale".
Per ex Re di Casa Savoia si intesero, nell'interpretazione dell'articolo successiva all'entrata in vigore della Carta Costituzionale, i soli Re Umberto II e Vittorio Emanuele III, non includendo, di conseguenza, gli altri Re che li precedettero o che regnarono su altri troni (Spagna e Croazia, da cui discendono i Savoia del ramo Aosta).
Vi è poi da ricordare (ma qui usciamo da un piano giuridico di discussione) che il Principe Amedeo di Savoia-Aosta nel passato, in alcuni contesti, ovvero ad esempio in un'intervista al Corriere della Sera nel 2002 dichiarava, alla domanda di Giuliano Gallo di proporsi come candidato all'ipotetico trono d'Italia: «Se il popolo italiano dovesse chiedermelo e mio cugino rinunciasse ai suoi diritti sarei pronto ad assumere anche le mie responsabilità dinastiche» e sempre nello stesso anno, nel suo libro-intervista, dichiarava: «il Capo della Casa è mio cugino Vittorio Emanuele e dopo di lui, l'erede è suo figlio Emanuele Filiberto».
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda alfabravo » sabato 1 febbraio 2020, 21:15

Certo, nel 2002 il Duca d'Aosta dichiarava: «il Capo della Casa è mio cugino Vittorio Emanuele e dopo di lui, l'erede è suo figlio Emanuele Filiberto».
Ma nel 2002 non era ancora nata la figlia del Principe di Venezia e nessuno poteva sapere cosa sarebbe successo l'anno dopo. Per cui, credo, il Duca d'Aosta poneva già un'ipoteca sul futuro: e dopo Emanuele Filiberto, chi sarà l'erede?

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Elmar Lang » sabato 1 febbraio 2020, 21:41

Auspico una bella guerra di successione, come ai bei tempi, con assedi, soldatesche che scorrazzano attraverso l'Italia, con corollario di pestilenze (beh, quest'ultima, più o meno, c'è già)...
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 2 febbraio 2020, 11:30

Oltre alla rinuncia di Aimone di Savoia Aosta nell’anno 1943 a far parte dell’asse successorio sovrano italiano ed ai giuramenti di fedeltà alla Repubblica italiana prestati da Amedeo di Savoia Aosta e da suo figlio Aimone di Savoia Aosta per completezza di discussione giova ricordare quanto già evidenziato con una lettera aperta nell’anno 2016 da Alternativa Monarchica e cioè che lo Statuto Albertino riportava la Legge Salica e da questa si evince chiaramente che non c’è alcun automatismo nell’applicazione della stessa, cosa che invece gli aostani vorrebbero far credere, omettendo nella loro propaganda quasi sempre una parte del testo.
Del resto se esistesse un automatismo, Amedeo di Savoia Aosta, non sarebbe mai stato incluso nella linea della successione al Trono, non solo perché suo padre Aimone di Savoia Aosta nell’anno 1943 rinunciò a far parte dell’asse successorio sovrano italiano, ma anche perché una sua antenata, Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, seconda moglie di Amedeo ex Re di Spagna (1845-1890), bisnonno dell’attuale Duca d’Aosta Amedeo, era si una Principessa, ma non di sangue Reale, quindi matrimonio morganatico.
Silvia Paternò di Spedalotto, seconda moglie di Amedeo di Savoia Aosta, appartiene a una famiglia nobile titolata marchionale e comitale ma non è per nascita una Principessa Reale col titolo di “Altezza”, dunque anche in questo caso si tratta di matrimonio morganatico.
Aimone di Savoia Aosta si è sposato con la Principessa Olga di Grecia figlia del Principe Michele di Grecia e quest’ultimo, per sposarsi con Marina Karella, la figlia di un artista, ha rinunciato, pur mantenendo il titolo di Principe, per se e per i suoi discendenti ai diritti al trono di Grecia, quindi si tratta di un terzo matrimonio morganatico.
Conclusione: il Duca d’Aosta Amedeo e i suoi sostenitori vorrebbero un automatismo che escluda S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele, quando i Savoia Aosta, in forza del medesimo principio dovrebbero essere esclusi dalla successione dinastica almeno tre volte?
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 2 febbraio 2020, 12:28

In questo gioco , ovviamente fanta-ipotetico, c'è un risvolto curioso.
Ammettiamo , la quasi assurda ipotesi che il popolo italiano in futuro invochi l'istituto monarchico, in una situazione di sole principesse Savoia ,volendo considerare ferrea la legge salica ( come sono convinto ) e fuori gioco il ramo Aosta, credo si dovrebbe cercare in una dinastia reale preunitaria ….
...secondo voi dove si andrebbe a parare?
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 2 febbraio 2020, 13:09

GENS VALERIA ha scritto:In questo gioco , ovviamente fanta-ipotetico, c'è un risvolto curioso.
Ammettiamo , la quasi assurda ipotesi che il popolo italiano in futuro invochi l'istituto monarchico, in una situazione di sole principesse Savoia ,volendo considerare ferrea la legge salica ( come sono convinto ) e fuori gioco il ramo Aosta, credo si dovrebbe cercare in una dinastia reale preunitaria ….
...secondo voi dove si andrebbe a parare?

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » domenica 2 febbraio 2020, 13:54

"Un'altra principessa si è affacciata alla crew eletta delle Royal Girl" ... https://www.amica.it/gallery/vittoria-d ... nfluencer/
Principessa influencer? https://www.instagram.com/vittoria.disavoia/?hl=it

Avrebbero maggiormente attratto le mie simpatie se fossero stati studiosi di storia e genealogia..
Ah! E' vero .. io non sono al passo con i tempi.. :(
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Elmar Lang » domenica 2 febbraio 2020, 17:22

Penso che anche la sola ipotesi di offrire la pretesa alla corona reale d'Italia al capo d'una delle dinastie spodestate dai Savoia nel processo d'unificazione, sia di per sé impraticabile.

Nessuna di esse ebbe mai il desiderio o l'intenzione concreta di regnare oltre i propri confini.

Fosse il popolo italiano a rivolere la monarchia (cosa già impraticabile, causa constitutionis), non penso che compattamente vorrebbe si rispettasse la legge salica.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda buggi » martedì 4 febbraio 2020, 2:00

Cav.OSSML ha scritto:Oltre alla rinuncia di Aimone di Savoia Aosta nell’anno 1943 a far parte dell’asse successorio sovrano italiano ed ai giuramenti di fedeltà alla Repubblica italiana prestati da Amedeo di Savoia Aosta e da suo figlio Aimone di Savoia Aosta per completezza di discussione giova ricordare quanto già evidenziato con una lettera aperta nell’anno 2016 da Alternativa Monarchica e cioè che lo Statuto Albertino riportava la Legge Salica e da questa si evince chiaramente che non c’è alcun automatismo nell’applicazione della stessa, cosa che invece gli aostani vorrebbero far credere, omettendo nella loro propaganda quasi sempre una parte del testo.
Del resto se esistesse un automatismo, Amedeo di Savoia Aosta, non sarebbe mai stato incluso nella linea della successione al Trono, non solo perché suo padre Aimone di Savoia Aosta nell’anno 1943 rinunciò a far parte dell’asse successorio sovrano italiano, ma anche perché una sua antenata, Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna, seconda moglie di Amedeo ex Re di Spagna (1845-1890), bisnonno dell’attuale Duca d’Aosta Amedeo, era si una Principessa, ma non di sangue Reale, quindi matrimonio morganatico.
Silvia Paternò di Spedalotto, seconda moglie di Amedeo di Savoia Aosta, appartiene a una famiglia nobile titolata marchionale e comitale ma non è per nascita una Principessa Reale col titolo di “Altezza”, dunque anche in questo caso si tratta di matrimonio morganatico.
Aimone di Savoia Aosta si è sposato con la Principessa Olga di Grecia figlia del Principe Michele di Grecia e quest’ultimo, per sposarsi con Marina Karella, la figlia di un artista, ha rinunciato, pur mantenendo il titolo di Principe, per se e per i suoi discendenti ai diritti al trono di Grecia, quindi si tratta di un terzo matrimonio morganatico.
Conclusione: il Duca d’Aosta Amedeo e i suoi sostenitori vorrebbero un automatismo che escluda S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele, quando i Savoia Aosta, in forza del medesimo principio dovrebbero essere esclusi dalla successione dinastica almeno tre volte?


L'esclusione di Amedeo di Savoia dalla successione al trono italiana è una tesi che non regge per una serie di ragioni:
1) Il matrimonio di Amedeo di Savoia, Re di Spagna e bisnonno dell'attuale duca d'Aosta con la principessa Maria Vittoria Dal Pozzo della Cisterna fu autorizzato dal padre Re Vittorio Emanuele II, tant'è che durante il Regno d'Italia il ramo Savoia-Aosta è sempre stato in linea di successione (dopo il ramo principale dei Savoia-Carignano);
2) Il matrimonio tra il duca d'Aosta Amedeo e Silvia Paternò di Spedalotto è avvenuto nel 1987, 4 anni dopo la morte di Umberto II, non ha ricevuto il diniego del Capo della Casa Vittorio Emanuele principe di Napoli ed è senza eredi. Dunque tale matrimonio NON pregiudica la posizione del Duca d'Aosta;
3) Il matrimonio tra Aimone di Savoia e Olga di Grecia NON ha ricevuto il diniego del Capo della Casa per cui è un matrimonio dinastico;
4) lo stesso Umberto II nelle lettere inviate al figlio Vittorio Emanuele ha riconosciuto come successore diretto di suo figlio Amedeo di Savoia, per cui non c'è alcuna esclusione dalla successione del ramo Savoia-Aosta.

Qua non si sta discutendo su chi sia o meno il Capo della Casa, piuttosto si discute sul diritto di Vittorio Emanuele di modificare la legge salica e di nominare suo erede la nipote Vittoria. Diritto che, a mio avviso, non ha.
Vittorio Emanuele dovrebbe semplicemente riconoscere l'estinzione del proprio ramo e lasciare, sebbene a malincuore, che le cose vadano come sono sempre andate. Per cui la successione è:

- Vittorio Emanuele di Savoia, Duca di Savoia e Principe di Napoli.
1) Emanuele Filiberto di Savoia, principe di Piemonte e di Venezia.
2) Amedeo di Savoia-Aosta, duca d'Aosta.
3) Aimone di Savoia-Aosta, duca delle Puglie.
4) Umberto di Savoia-Aosta, principe del sangue.
5) Amedeo di Savoia-Aosta, principe del sangue.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » martedì 4 febbraio 2020, 20:24

buggi ha scritto: lo stesso Umberto II nelle lettere inviate al figlio Vittorio Emanuele ha riconosciuto come successore diretto di suo figlio Amedeo di Savoia, per cui non c'è alcuna esclusione dalla successione del ramo Savoia-Aosta.

Mi rendo conto che sto andando nuovamente fuori tema, e per questo mi scuso.
Permettetemi di fare però un’ultima osservazione, e poi mi taccio.
La famosa lettera in cui il Re avrebbe rimproverato suo figlio di non voler sposare una damigella appartenente alla monarchia europea, non è altro che un documento dattiloscritto e confidenziale tra padre e figlio.
Re Umberto II non mise mai in pratica le minacce a suo figlio Vittorio Emanuele.
«Ti scrivo questa lettera - furono le parole del Re nel 1960 - in modo che tu sappia in quale situazione verresti a trovarti se decidessi di sposare la signorina Dominique Claudel».
Dopo aver chiarito che quelle parole erano per il suo bene e con l'affetto che gli portava, firmò semplicemente «tuo papà». Ma ci sono altre prove sul fatto che il Re non prese mai quei provvedimenti annunciati ed asseritamente incidenti sul diritto alla successione di suo figlio Vittorio Emanuele.
È veramente pensabile che un provvedimento così importante ed incisivo sul destino dinastico della Casa Reale sarebbe stato preso da Re Umberto II in una maniera così informale e privata come una semplice lettera al figlio?
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » martedì 4 febbraio 2020, 23:24

Alessio Bruno Bedini ha scritto:"Un'altra principessa si è affacciata alla crew eletta delle Royal Girl" ... https://www.amica.it/gallery/vittoria-d ... nfluencer/
Principessa influencer? https://www.instagram.com/vittoria.disavoia/?hl=it

Avrebbero maggiormente attratto le mie simpatie se fossero stati studiosi di storia e genealogia..
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E pensare che finalmente i monarchici avrebbero la rara occasione di poter riunirsi e gioire attorno a un principe di una caratura e di una statura veramente degna del proprio rango, unite ad una solida e riconosciuta cultura del lavoro: il principe Aimone, gran lavoratore, appassionato della storia della propria Casa, ma non superbo, né vanaglorioso, di recente nominato rappresentante SMOM in Russia... cose che oggi vanno poco di moda (cultura del lavoro, tradizione, servizio, umiltà...): meglio appariscenti influenzatrici modaiole [crybaby.gif]

Ammettiamo che VE non sia decaduto nel 1970 ipso facto per le nozze segrete contro la disposizione del padre (cui seguì il divieto ai membri della Real Casa di partecipare al matrimonio religioso a Teheran), anche così egli non avrebbe il potere di modificare la legge delle leggi di Casa Savoia, richiamata tra l'altro dall'articolo 2 dello Statuto [sorry.gif] . Quindi dopo di lui ci sarebbe il figlio e poi i maschi di Casa Aosta, come del resto ricordato da SM il Re. Non hanno fondamento le ipotesi sulla rinuncia per il trono croato, men che meno la tesi (storicamente senza credito alcuno) della morganaticità del matrimonio con la principessa dal Pozzo, che fu autorizzato dal Re (un fatto è un fatto). Idem per gli altri: l'automatismo scatta in caso di nozze diseguali non autorizzate (basta leggere le leggi, nulla più).

Una Casa reale sussiste nelle proprie leggi di successione. Cambiare queste leggi significa operare una modifica sostanziale ed ontologica alla Casa, che non è più tale se non (forse) di nome.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 7 febbraio 2020, 14:39

Pallante ha scritto: Non hanno fondamento le ipotesi sulla rinuncia per il trono croato, […]


E qui, chiedo scusa, ma mi perdo ed assieme a me crolla tutta la giurisprudenza nobiliare-dinastica successoria.
Se un membro dell' asse successorio di una Casa reale regnante, rinuncia per sé ( e per la sua discendenza ) ogni pretesa al trono con dichiarazione scritta , sottoscritta da testimoni ed approvata dal monarca regnante e dallo Stato non può, rinunciando al trono dello stato richiedente , tornare sui suoi passi e ritirare la propria rinuncia, la quale risulta fatta senza coercizione e nel pieno possesso delle proprie facoltà.

Pallante ha scritto: […] Una Casa reale sussiste nelle proprie leggi di successione. Cambiare queste leggi significa operare una modifica sostanziale ed ontologica alla Casa, che non è più tale se non (forse) di nome.


appunto .
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » venerdì 7 febbraio 2020, 17:50

Chiedo scusa. Non conosco il caso della rinuncia del principe Aimone (se vi sono i documenti sarebbe interessante vederli). Tuttavia la storia di Casa Savoia dimostra che la reintegrazione nell'asse successorio non solo non è impossibile, ma è avvenuta nello specifico almeno nel caso di Amedeo, una volta perso il trono di Spagna (avvenne anche nel caso del figlio morganatico di Eugenio Ilarione). Se Aimone, nominato Re di Croazia, rinunciò ai propri diritti (cosa improbabile visto il rapporto di quasi vassallaggio di quello Stato al Regno d'Italia e soprattutto vista la penuria di membri maschi in Casa Savoia... e Vittorio Emanuele III, solo omonimo del nipote, non avrebbe fatto estinguere la sua dinastia millenaria), evidentemente fu immediatamente reintegrato, perché ogni documento di Umberto II parla di Amedeo come più prossimo erede dopo la sua linea. E Umberto II non era tipo da scherzare con le leggi della sua Casa. Per questo la questione della rinuncia (se mai avvenuta [ops.gif] ) non è rilevante.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Cav.OSSML » venerdì 7 febbraio 2020, 20:47

Non riesco a comprendere la logica secondo la quale certi comportamenti o certe dichiarazioni anche estemporani/e tenuti o resi nei riguardi del ramo Savoia Aosta vengano considerati da taluni come atti e/o provvedimenti senz’altro giuridicamente vincolanti e/o sananti di situazioni pregresse, mentre per quanto riguarda il ramo Savoia Carignano ciò non dovrebbe mai valere od avvenire.
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