La svolta dei Savoia

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda Pallante » mercoledì 26 febbraio 2020, 1:52

Gentile presidente,
Vorrei continuare a sottoporle dei quesiti, in quanto persona esperta e autorevole.
Premetto che, nonostante condivida con lei che non può essere un forum di libero scambio di opinioni a decidere una questione spinosa, tuttavia può aiutare a formare le idee o ad abbandonare o consolidare delle posizioni, soprattutto producendo riferimenti ad atti o fatti verificabili.
1) lei sostiene, se ho capito, che non c'era bisogno per Umberto II, in quanto non più regnante, di mettere per iscritto la concessione di un titolo al nipote. Questo, però, mi pare che contrasti con la registrazione dei provvedimenti nobiliari elargiti da S.M. nei confronti di nobili o non nobili. Mi pare anche che possa contrastare con lo scrupolo con cui chiedeva al figlio di controfirmare la corrispondenza di "peso dinastico".
2) mi sembra di capire che l'annuario della nobiltà sostenga apertamente il principe Amedeo, quindi comprendo i dubbi sulla sua imparzialità. Ad ogni modo le chiedo se possa essere considerata una pubblicazione di una qualche rilevanza nel suo settore (premetto di non averlo mai letto). Se qualcuno ce l'ha, può verificare se per Aimone si riportano i riferimenti relativi alla concessione del titolo di duca delle Puglie (e dell'ordine della Ss.ma Annunziata)? Perché in effetti, tutti noi diamo per scontato che questi conferimenti siano avvenuti per non essere mai stati contestati da Vittorio Emanuele, ma non so se gli atti siano stati pubblicati (se neanche in questo caso ci sono atti scritti, allora ne potrebbe conseguire la validità della sua tesi di mere concessioni orali) .
3) Salvo mio errore di interpretazione, in linea di principio avrebbe ragione Vittorio a sostenere che ad Aimone non spetta che il trattamento di SAS: qui pure ci dovrebbe essere un atto di Umberto II (se non reperibile,
si può anche incrociare con l'atto di conferimento della Ss.ma Annunziata che dovrebbe riportare titolo e trattamento).
4) per quanto riguarda le notizie dalla stampa più o meno monarchica cui lei fa riferimento (purtroppo però si riesce a reperire veramente poco in rete, neanche due articoli sulle nozze di Teheran, secondo Amedeo disertatissime su ordine di S.M.), ho appena riletto la vicenda e ho trovato (lo riporta Wiki con citazione fonte) che Maria Beatrice avrebbe testimoniato che il fratello girovagasse per l'ospedale con il foglio di nobilitazione della moglie da far firmare, invano, al morente padre (è fonte affidabile? ). Corvalan disse che il cognato non era mai citato nel testamento (da cui si evincerebbe la equa ripartizione dell'eredità,
come aveva minacciato il Re) e , se non ricordo male, Simeone II smentì che il testamento (di cui età esecutore) nominasse Vittorio successore dinastico di Umberto II. Che peso dare a questi indizi, se non altro non troppo favorevoli al principe di Napoli, al di là di eventuali dissapori familiari?
3) se ben leggo, nel suo intervento fa un'affermazione abbastanza grave quando dice che ci sono studiosi che tenderebbero ad escludere gli Aosta da Casa Savoia. Tuttavia l'evidenza degli atti e dei fatti storici indica il contrario (dal 1945 al 1983 sia Vittorio Emanuele III sia Umberto II considerarono la Casa Aosta non solo appartenente di diritto a Casa Savoia, ma anche la più prossima alla successione). Da cosa deriverebbero invece questi dubbi? Del resto, credo che non sia appropriato neppure dire che tra il 1870-1873 casa Aosta fosse fuori da Casa Savoia ( al cui Capo Amedeo di Spagna aveva obbedito accettando l' effimera Corona): essa infatti, per opportunità politiche, era esclusa soltanto dal trono d'Italia, cui comunque fu subito reintegrata nel 1873.

Grazie a lei e a chiunque abbia accesso a documenti (meglio se fonti primarie) da condividere (io ancora voglio poter credere all'esistenza di atti scritti, salvo evidenza contraria: in questa triste evenienza, almeno da un punto di vista formale non potremmo che accettare l' impossibilità di una ricostruzione storica (e giuridica) il più possibile oggettiva).
Pallante
 
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda pierfe » mercoledì 26 febbraio 2020, 9:19

Caro Pallante,
penso che lei non abbia letto bene e ancor meno compreso i miei interventi precedenti.
Lei scrive: “Vorrei continuare a sottoporle dei quesiti, in quanto persona esperta e autorevole.”
Se lei lo pensasse realmente non mi farebbe le domande che mi propone, perché dovrebbe avere capito che non amo polemiche inconcludenti, e meno ancora voglio alimentarle, inoltre non convincerei nessuno dei lettori che come ho visto hanno già le loro opinioni immutabili, quindi?

Quest’argomento meriterebbe un congresso sul tema, dove studiosi possono portare i loro studi, che debbono essere seguiti da domande e considerazioni portate da esperti del settore. Tutto quanto ho affermato nei miei interventi su questo tema (in questo forum e altrove dove ho pubblicato) è basato solo su documenti astenendomi da altre considerazioni.

Il prossimo IV Convegno Internazionale sulla Nobiltà a Madrid nel 2021 avrà una giornata dedicata proprio a questi argomenti compresi i “cambiamenti” delle leggi dinastiche attuate da discendenti di Case già Sovrane, ci venga così vedrà la partecipazione di studiosi di livello mondiale (quelli certificati come ho scritto ieri), e troverà anche gli araldi di Stato.

Ribadisco che la successione al titolo di Capo della Real Casa d’Italia (impropriamente chiamata Real Casa di Savoia) è contenuto nello Statuto del regno e nel r.d. 1° gennaio 1890 Titoli e Stemmi della Famiglia Reale d’Italia.
Umberto II non ha lasciato ovviamente disposizioni sulla successione attenendosi alle leggi dinastiche in vigore alla caduta del trono, e se anche fosse stato contrario al matrimonio del principe di Napoli non ha lasciato disposizioni in merito anche perché per farlo avrebbe avuto bisogno del Parlamento (era una monarchia costituzionale).
Alla morte dell’ultimo re d’Italia tutti i membri della Famiglia Reale hanno riconosciuto il principe di Napoli come capo della Casa ed hanno continuato a partecipare alle cerimonie degli ordini dinastici (salvo poi anni dopo per diversi altri motivi rinunciarvi, e poi in alcuni casi ritornarvi).

Quindi il motivo per cui non rispondo (come ho già detto) è proprio perché perderei solo del tempo, non convincerei nessuno dei lettori che come ho visto hanno già le loro opinioni immutabili. E poi mi permetta... non conosce la differenza fra titoli dinastici e titoli nobiliari quando scrive: “Questo, però, mi pare che contrasti con la registrazione dei provvedimenti nobiliari elargiti da S.M. nei confronti di nobili o non nobili”… Non voglio infierire ma alcune domande che vorrebbe pormi, non sono certo da discussione scientifica…
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda contegufo » sabato 29 febbraio 2020, 12:05

La famosa lettera in cui il Re avrebbe rimproverato suo figlio di non voler sposare una damigella appartenente alla monarchia europea, non è altro che un documento dattiloscritto e confidenziale tra padre e figlio.
Re Umberto II non mise mai in pratica le minacce a suo figlio Vittorio Emanuele
.

E' un documento privato reso pubblico da talpa che circolava gli ambienti in questione ed esprime l'opinione non tanto di SM. Umberto II quanto piuttosto di regole a cui i discendenti di Casa Savoia devono attenersi; quindi ricordare che se si percorre una certa strada la conclusione della stessa è l'autorinuncia alla linea successoria appare evidente. Non è necessario un atto ufficiale, quel matrimonio è esso stesso l'atto di auto esclusione.
Mi si consenta di esprimere un deferente ricordo di SM Umberto II ma nella fattispecie soprattutto per il dopo sarebbe stata opportuna visto che la diatriba era già in essere da vivo, sgombrare l'argomento da ogni nube attraverso un qualsiasi documento per chiarire alle teste dure il suo pensiero che era quello di custode delle leggi dinastiche. Se non lo hai fatto parrebbe che quel matrimonio sia un fatto esplicito, contrario, mentre quella velina l'implicito avvertimento su cosa sarebbe accaduto.
Il fatto che altre case regnanti riconoscano come Vittorio Emanuele figlio di Umberto II il legittimo capo di Casa Savoia e il 1° nella linea successoria per una eventuale Corona d'Italia è un parere rispettabile ma un parere da sottoporre ad analisi sui motivi che lo corroborano; li conoscete?
La critica quindi rivolta alla figura del Re Umberto II è per l'eccesso di riservatezza nel fare intendere......
Ma d'altra parte anche nelle poche interviste rilasciate all TV italiana da Cascais questa incertezza era palpabile.
Forse a Lui bastava così!

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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda nicolad72 » sabato 29 febbraio 2020, 13:03

Un'altro paese in cui vige la legge salica è la Romania, la cui casa reale è vincolata.
Re Michele (ma badate bene è Re non capo della casa reale) ha indicato come erede e capo della casa la figlia maggiore, modificando contestualmente la legge di successione, nominandola principessa ereditaria di Romania e allo stesso tempo conferendole il titolo di "Custode della corona rumena". Modificando le norme successorie (ma ribadisco, a differenza dei casi fino ad oggi oggetto di discussione Re Michele era appunto Re, non semplicemente principe, capo di casa già sovrana) ha contestualmente invitato il Parlamento rumeno a modificare la legge di successione al trono.
Questa procedura, a quanto mi consta unica nel suo genere, mi par assai attenta alle norme che regolano la materia.
Cosa ne pensate?
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda pierfe » sabato 29 febbraio 2020, 14:25

nicolad72 ha scritto:Un'altro paese in cui vige la legge salica è la Romania, la cui casa reale è vincolata.
Re Michele (ma badate bene è Re non capo della casa reale) ha indicato come erede e capo della casa la figlia maggiore, modificando contestualmente la legge di successione, nominandola principessa ereditaria di Romania e allo stesso tempo conferendole il titolo di "Custode della corona rumena". Modificando le norme successorie (ma ribadisco, a differenza dei casi fino ad oggi oggetto di discussione Re Michele era appunto Re, non semplicemente principe, capo di casa già sovrana) ha contestualmente invitato il Parlamento rumeno a modificare la legge di successione al trono.
Questa procedura, a quanto mi consta unica nel suo genere, mi par assai attenta alle norme che regolano la materia.
Cosa ne pensate?


Concordo in pieno con quanto scritto da Nicola72, l'ultimo re di Romania ha rispettato le leggi e sebbene il parlamento rumeno non ne ha tenuto conto è un esempio di completa serietà nel rispetto delle tradizioni e leggi della Casa Reale di Romania.
Altri cambiamenti di leggi successori emanati da sovrani non più sul trono non ne esistono.
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Re: La svolta dei Savoia

Messaggioda contegufo » domenica 1 marzo 2020, 11:13

La procedura è della massima correttezza ma in una monarchia costituzionale è il parlamento che ratificando o non ratificando da il via al cambiamento delle regole successorie.

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