Quando ci si può definire ricchi?

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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda decio mure » mercoledì 15 gennaio 2020, 8:21

In passato la nobiltà implicava (nella maggior parte dei casi) una certa ricchezza; ma non il contrario: il ricco poteva essere un non nobile.
Era inoltre prerogativa di certa nobiltà vivere di rendite e non lavorare, che considerato degradante, o per l’appunto ignobile.
Oggi la scala dei valori è completamente ribaltata: i discendenti dei nobili (che sono sempre meno)non hanno sicuramente le disponibilità dei loro antenati, e la maggior parte di loro vive “normalmente”;
inoltre il non lavorare è adesso considerato negativamente (pensiamo alla vuotezza dei rich kids of instagram, o a simili fenomeni), in quanto la ricchezza viene generalmente prodotta lavorando, e chi può permettersi di non lavorare deve comunque tenersi impegnato per esempio con attività di beneficenza o non da ultimo, ricordiamoci delle dichiarazioni degli Essex sul loro futuro .
Dopo questo preambolo, quali sono i criteri quantitativi di ammissione (e di appartenenza ) ad un ordine cavalleresco? Potere pagare la retta annuale, contribuire alle regolari attività, fare beneficenza....al più saranno poche migliaia di euro l’anno, che a me sembrano alla portata di qualsiasi persona che può definirsi benestante, o della classe medio alta, e non necessariamente esclusivo appannaggio dei zilionari.
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la stirpe non fa nobili le singulari persone, ma le singulari persone fanno nobile la stirpe. Dante, Convivio IV - XX, 5
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Cav.OSSML » mercoledì 15 gennaio 2020, 9:21

Poiché la cosiddetta classe media, ovvero quella classe sociale che una volta veniva chiamata borghesia, viene periodicamente massacrata da chi governa, in un prossimo futuro è ipotizzabile che l’appartenenza alla cavalleria tornerà ad essere appannaggio dei ricchi, o meglio dei nuovi ricchi, così come auspicato da alcuni amici forumisti.
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 15 gennaio 2020, 20:23

Il 90% degli ordini cavallereschi è composto da militari, molto spesso sottufficiali in cerca di nastrino.

Possiamo paragonare questi novelli cavalieri a quelli antichi per prestigio, potere e ricchezza?
Certamente no.

Che caratteristiche di censo occorrerebbe avere oggi per me per entrare?
Non dico il già citato milione di euro ma almeno 500mila di patrimonio esclusa l'abitazione principale..
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 16 gennaio 2020, 13:47

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Il 90% degli ordini cavallereschi è composto da militari, molto spesso sottufficiali in cerca di nastrino. [omissis]

Legga, una per tutte, la motivazione della MAVM alla memoria di Renato Cantoni. Un semplice artigliere.
Più Cavaliere lui, di tanti blasonati.
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Cav.OSSML » giovedì 16 gennaio 2020, 17:32

Concordo con quanto osservato da Elmar Lang.
Eviterei delle polemiche classiste, oltrettutto fondate su pregiudizi.
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Cronista di Livonia » giovedì 16 gennaio 2020, 17:49

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Non dico il già citato milione di euro ma almeno 500mila di patrimonio esclusa l'abitazione principale..


Santo cielo, non so se uno possa abbassarsi a tanto, vi immaginate quale possa essere il lezzo proveniente da si fatta plebe? Al solo pensiero...svengo!

Vorrei far presente che fra i tanti poveri disgraziati di questo mondo è stato annoverato anche uno che è stato fra le altre cose anche "primo pari del Regno d'Irlanda". Costui proveniva da una famiglia con 8 secoli di storia, ricchissimi e potentissimi. E' morto suicida in miseria estrema. Era forse meno nobile di un borghese con 500 mila Euro in tasca? certamente no. Queste rigide classificazioni sono delle semplificazioni estreme e possono essere fuorivianti.

Il punto è che bisognerebbe conoscere bene le persone che si ammettono e questo non sempre avviene.

Cordialmente,

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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda malgoth » giovedì 16 gennaio 2020, 20:10

Cronista di Livonia ha scritto:... Queste rigide classificazioni sono delle semplificazioni estreme e possono essere fuorivianti.
Il punto è che bisognerebbe conoscere bene le persone che si ammettono e questo non sempre avviene.

Sarà poco importante ma concordo pienamente con "Il Cronista di Livonia" :)
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 17 gennaio 2020, 10:32

Quella del "patrimonio di almeno 500mila euro oltre l'abitazione principale", se accettata come discriminante per l'accesso alla Cavalleria senza una guicciardiniana "discrezione", vedrebbe gli Ordini annoverare i principali capi della malavita organizzata, "rappers" con alle spalle qualche disco di platino e, magra consolazione, qualche calciatore di serie A.

Spero che il Collega si sia reso conto che ciò sarebbe una gran corbelleria...
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 17 gennaio 2020, 11:54

La discussione è stata lunga e comprendo che sia difficile tenere conto di tutto ciò che è stato detto.
Ripeto: l'aspetto economico è l'ultimo da prendere in considerazione dopo tutta una serie di virtù importantissime.
Ciononostante l'aspetto economico è fondamentale.
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Guido5 » venerdì 17 gennaio 2020, 12:14

Caro Alessio,
devo concludere che la sostanziale estinzione dell'Ordine di Vittorio Veneto ti abbia riempito di gioia: comprendeva gente di ogni ceto. Troppe contraddizioni, secondo il tuo metro...
Ciao a tutti!
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 17 gennaio 2020, 12:47

Guido parliamo di due cose diverse: un conto un ordine di merito mentre altra questione è un ordine cavalleresco
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 17 gennaio 2020, 21:05

Verrebbe da aggiungere: "per fortuna esistono gli ordini di merito!"...
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Sannita1998 » venerdì 17 gennaio 2020, 23:34

Leggendo alcuni interventi sono rimasto un po' perplesso e non ho saputo trattenermi dallo scrivere . Conosco tanti nobili o discendenti di antiche famiglie distinte, che sono messi davvero male economicamente, anzi devo fire che conosco molti piú signori poveri che ricchi...alcuni davvero in situazioni difficili: ma conservano un'innata signorilità, una generosità e affabilità senza pari, disinteresse totale verso i soldi...tutto ciò ha garantito loro una rispettabilità e un affetto che milioni di euro non garantirebbero.
Quanta nausea fa venire, invece, vedere discendenti di contadini, braccianti ed operai, i quali, una volta compiuta la scalata sociale diventando giudici, funzionari, medici, insegnanti, ecc, disprezzano le loro stesse origini, dimenticano la loro origine e insegnano ai figli snobbismo e disprezzo verso contadini ed operai, dai quali loro stessi discendono
A mio avviso, se si proviene da una famiglia di sani valori, di qualunque origine ci si può sentire orgogliosi...
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Guido5 » sabato 18 gennaio 2020, 0:15

Caro Alessio,
non stiamo facendo il gioco delle tre carte: sei tu ad aver sentenziato che "Il cavaliere virtuoso ma povero è un controsenso". La tua domanda iniziale si riferiva al vivere "more nobilium" e adesso parli di ordini di merito e ordini cavallereschi. Mi spieghi allora che differenza sostanziale c'è fra due borghesi qualsiasi - entrambi "buoni cristiani e onesti cittadini" per dirla con Marcellino Champagnat e Giovanni Bosco - uno cavaliere del SMOM e uno cavaliere di Vittorio Veneto? Non vorrei che, gratta, gratta, il tutto si riducesse al fatto che il primo paga delle quote a un'associazione di prestigio e in chiesa indossa un mantello...
Ciao a tutti!
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Re: Quando ci si può definire ricchi?

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 18 gennaio 2020, 0:53

Sannita1998 ha scritto:Leggendo alcuni interventi sono rimasto un po' perplesso e non ho saputo trattenermi dallo scrivere . Conosco tanti nobili o discendenti di antiche famiglie distinte, che sono messi davvero male economicamente, anzi devo fire che conosco molti piú signori poveri che ricchi...alcuni davvero in situazioni difficili: ma conservano un'innata signorilità, una generosità e affabilità senza pari, disinteresse totale verso i soldi...tutto ciò ha garantito loro una rispettabilità e un affetto che milioni di euro non garantirebbero.
Quanta nausea fa venire, invece, vedere discendenti di contadini, braccianti ed operai, i quali, una volta compiuta la scalata sociale diventando giudici, funzionari, medici, insegnanti, ecc, disprezzano le loro stesse origini, dimenticano la loro origine e insegnano ai figli snobbismo e disprezzo verso contadini ed operai, dai quali loro stessi discendono
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