Almanacchi, Annuari e Libri d'oro

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Re: Almanacchi, Annuari e Libri doro

Messaggioda Messanensis » sabato 17 agosto 2019, 13:03

Quello che si dovrebbe dire in maniera corretta è questo: l'ultima legislazione nobiliare del Regno d'Italia, essendo ferma al 1943, si pone in contrasto con l'attuale diritto di famiglia. In particolare l'art. 41 della legislazione nobiliare fa una netta distinzione tra figli legittimi (nati all'interno del matrimonio) e figli naturali (nati fuori dal matrimonio), mentre oggi questa distinzione non esiste più, avendo i secondi gli stessi diritti dei primi. Quindi quello che dovrebbero fare i repertori per rimanere fedeli al R.D. 651/43 è non inserire i figli nati fuori dal matrimonio.

Viceversa l'eventuale inserimento negli attuali repertori nobiliari di figli nati da un secondo o terzo matrimonio a seguito di divorzio non è in contrasto con l'ultima legislazione del Regno d'Italia che parla di matrimonio in generale (del resto anche allora era possibile sposarsi due o tre volte, sia per la morte del coniuge, sia per annullamento del matrimonio).
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Re: Almanacchi, Annuari e Libri doro

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 17 agosto 2019, 14:05

Guarda a mio avviso non è nemmeno corretto chiamare una relazione extra coniugale col nome di secondo o terzo matrimonio.. matrimonio c'è ne è uno solo.

I figli di relazioni extra coniugali NON potevano e potrebbero succedere nei titoli e nella tradizione storica di una famiglia. Non avevano nemmeno diritto a portare il cognome del padre. Dura lex sed lex.
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Re: Almanacchi, Annuari e Libri doro

Messaggioda Messanensis » sabato 17 agosto 2019, 14:28

Alessio Bruno Bedini ha scritto:Guarda a mio avviso non è nemmeno corretto chiamare una relazione extra coniugale col nome di secondo o terzo matrimonio.. matrimonio c'è ne è uno solo.


Mi sembra che anche tu sei rimasto al 1943...

I figli di relazioni extra coniugali NON potevano e potrebbero succedere nei titoli e nella tradizione storica di una famiglia. Non avevano nemmeno diritto a portare il cognome del padre. Dura lex sed lex.


I figli nati fuori dal matrimonio da uomo non sposato potevano essere riconosciuti dal padre e in quel caso portavano il suo cognome.
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Re: Almanacchi, Annuari e Libri doro

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 17 agosto 2019, 14:32

Non mi stavo riferendo a uomini non sposati. Non ci provare! ;)
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Re: Almanacchi, Annuari e Libri doro

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 17 agosto 2019, 18:12

La presente discussione è oltremodo interessante e solleva delle questioni fondamentali e di principio che riguardano il futuro della materia nobiliare.
In ordine ai vari almanacchi, libri d’oro, annuari della nobiltà (non dico ovviamente relativamente a tutti, ma almeno rispetto ad alcuni di essi) profetiche sono state le considerazioni del Prof. Cansacchi in un suo scritto avente ad oggetto “il disconoscimento dei titoli nobiliari”.
Ivi il Prof. Cansacchi faceva notare che gli abusi nel campo nobiliare dilagheranno anche con “la creazione, su vasta scala, di società ed istituti, i quali vantando una competenza in materia araldica, dichiareranno, mediante compenso, la spettanza di titoli nobiliari a tutti coloro che ne faranno richiesta” e prevedeva che sotto la Repubblica “vi saranno innumerevoli fonti private ed incontrollate di distinzioni nobiliari, le quali gareggeranno, fra di loro, a nobilitare i nuovi ricchi!”.
Nonostante tali nefaste previsioni, l’auspicio del Prof. Cansacchi era quello che a surrogare l’abolita Consulta Araldica si costituisse un collegio araldico, a carattere privato, ma di specchiata serietà e competenza, il quale esplicasse la funzione di dare pareri sulla spettanza di un titolo nobiliare, in base a rigorosa documentazione in seguito a giudizio tecnico.
Cosa questa effettivamente più facile a dirsi che a farsi.
La XIV disp. trans. della Costituzione ha posto sostanzialmente fuori dal mondo giuridico i titoli nobiliari ed ha implicitamente abrogato tutta la passata legislazione araldica.
Ma se le norme contenute nell'ultimo Ordinamento dello stato nobiliare italiano non hanno più alcun valore giuridico, ben possono, a mio giudizio, essere ritenute ancor oggi valide come consuetudine sociale-nobiliare.
Esse sono il necessario punto di riferimento per porre ordine nella complessa materia della trasmissione dei titoli nobiliari.
Il loro “adeguamento” al vigente diritto (soprattutto di famiglia e delle successioni) deve essere, se ritenuto possibile e necessario, attuato comunque con la massima prudenza.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Re: Almanacchi, Annuari e Libri d'oro

Messaggioda Egon von Kaltenbach » domenica 18 agosto 2019, 16:39

contegufo ha scritto:Siamo d'accordo ma se una famiglia non ha interesse ad essere inserita lo si può fare d'ufficio oppure serve il consenso?

Serve il consenso; o meglio: per essere inseriti è necessaria una documentata richiesta. Inoltre in Francia la fase monarchica è lontana e quindi non si va certo a pescare nei vecchi annuari per procedere d'ufficio, però questi possono costituire elementi probatori cui fare riferimento per chi adesso si proponga. Inoltre non sono presenti famiglie il cui titolo sia solo straniero, Vaticano compreso. In Francia grande rilievo viene dato alle poche famiglie la cui condizione nobiliare non risalga a un datato anoblissement, bensì risulti ab immemorabili. Del resto il peso dato all'antichità del casato fa sì che, nella valutazione dei quarti, non si tenga troppo conto di eventuali mésalliances se esse appaiono però profittevoli su altri piani.
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