Notizie curiose: miniere

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Notizie curiose: miniere

Messaggioda pierluigic » martedì 29 gennaio 2019, 20:38

Nei documenti antichi si trovano notizie curiose
Caleffo vecchio del comune di Siena
Anno 1178
Ugolinis Scolarii vicecomes cede al comune di Siena un terzo dei diritti sulle miniere di argento, piombo e oro del territorio di Balignano e Montorsaio
Chissà che fine hanno.fatto queste miniere ?
Anche il territorio della Versilia era ricco di miniere
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Egon von Kaltenbach » mercoledì 30 gennaio 2019, 18:39

Ci vorrebbe la risposta di un geologo partecipante al forum. Strano che non ne sia seguito un successivo sfruttamento: il completo esaurimento pare eccessivo, poi oggi ci sono altri mezzi d'indagine e di estrazione.
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda contegufo » mercoledì 30 gennaio 2019, 19:47

Salve

Probabilmente non era conveniente alla fine l'estrazione per via dei costi industriali.
Posso testimoniare di una famiglia proprietaria di una cava di marmo che interpellò Henraux S.p.A. di Querceta azienda leader nel campo dell'escavazione e della lavorazione del marmo e del granito per valutare costi e benefici. Alla fine non ne fecero di nulla proprio per i costi e le prospettive industriali.
Anche la scoperta 40 anni fa di una sacca di metano non risultò valer la pena perché dissero che sarebbe durata solo qualche anno.

Saluti
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda pierluigic » giovedì 31 gennaio 2019, 0:41

ciò che ieri.non era più conveniente oggi può esserlo di nuovo : le tecnologie estrattive ( come tutto) si evolvono con abbassamento di costi
Volevo in realtà capire se per caso non ci sia dimenticato che in quei luoghi 800 anni fa' si estraeva l'oro

Ps Non ho però nessuna intenzione di scatenare una nuova corsa all' oro
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda contegufo » giovedì 31 gennaio 2019, 13:12

Credo che le persone attente al questo genere di industria estrattiva siano sempre pronte ad intervenire perchè amici addetti mi dicono che si parte prima dalle mappe geologiche che riducono il campo per poi mano mano selezionare zone le più probabili compatibilmente con la parte del preesistente e la stesura di preventivi a larga scala per costi e benefici.

Saluti
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Guido5 » giovedì 31 gennaio 2019, 16:25

Ma ... sono nostre materie, a prescindere dal messaggio iniziale?
Ciao a tutti|
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda pierluigic » giovedì 31 gennaio 2019, 19:19

ciao Guido
in realta' l'industria del ferro , del marmo , del rame . allume......in Toscana caratterizzano la storia di molte famiglie
I Granduchi erano fortemente interessati
molte imprese fallirono per mancanza di convenienza economica nell'estrazione , e molti ci persero soldi cambiando la sorte familiare
Anche molte migrazioni famigliari hanno alla base le possibilita' di lavoro nelle miniere
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Egon von Kaltenbach » giovedì 31 gennaio 2019, 22:54

I de Lardarel (soffioni boraciferi) furono nobilitati dai Granduchi di Toscana e i Fabbricotti (marmo) dai Savoia. Questo per rispondere all'obiezione in merito della congruenza tematica col forum di problemi a carattere estrattivo/industriale. In ogni caso, pur non avendo competenze in materia, per l'oro una ricerca con gli attuali mezzi, nella zona di quell'antica miniera, la suggerirei.
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda contegufo » venerdì 1 febbraio 2019, 11:43

I Fabbricotti. Il volto di una dinastia del marmo tra '700 e '900 a Carrara;

https://www.francoangeli.it/ricerca/sch ... o=1573.346

Dall'Elenco Nobiliare Italiano del '22.

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*Fabbricotti. Conte, mpr, orig. Toscana, dim. Carrara._Conc. 1880.

saluti
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 1 febbraio 2019, 13:02

La famiglia Fabbricotti, sebbene di origine versiliese, abitava a Livorno dove l'imponente loro villa, all'epoca in area non urbana, è oggi una delle sedi della biblioteca civica e il relativo parco ha adesso destinazione pubblica. Inoltre, sul lungomare, fu da loro costruito l'Hotel Palazzo, ora un cinque stelle in posizione panoramica privilegiata.
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda contegufo » venerdì 1 febbraio 2019, 14:27

di Giovanni Pardi

Nell'arco di tre secoli – il Settecento, l'Ottocento e il Novecento – nasce, si sviluppa e deperisce fatalmente un impero economico che, partendo dalle cave di marmo di Carrara, assume posizioni di assoluto rilievo in ambito industriale, commerciale e finanziario, da portarlo a notorietà mondiale: quando l'erede designato assume nel 1910 lo scettro del potere come da volontà paterna, nessuno può prevedere che, nell'arco di venti-venticinque anni, tutto finirà nella polvere.

Nel 1910, oltre a un vasto possedimento di cave, una rete commerciale che da Livorno si è estesa a Londra e a New York, il grande vecchio Carlo Fabbricotti detto "Carlaz" – cioè bonariamente "Carlaccio" – ha realizzato un sogno giovanile rimasto a lungo inappagato: una proprietà terriera che da Carrara a vista d'occhio si spinge fino alle foci del Magra, un piccolo regno fatto di fattorie, di villaggi rurali, di colture tali da soddisfare i bisogni delle popolazioni vicine e da contemplare compiaciuto nel piccolo gioiello che è il paesino di Marinella.
Il figlio di Carlaz, Carlo Andrea, avviato con successo alla carriera diplomatica, assumerà le redini dell'impero economico-finanziario, con piglio manageriale, ma con un suo mondo culturale, che dividerà con la giovane cugina Helen Bianca, sua moglie giovanissima, mondo fatto di ricerca filosofica e religiosa.
Quando in seguito ai venti vorticosi della grande crisi del 1929, il mercato americano
si pensi che a New York esisteva una Fabbricotti House, come a Londra – entrò in crisi e con esso, progressivamente tutta la filiera del marmo mobile, il famoso statuario bianco di Carrara, prese la via del declino .
Il conflitto con l'astro nascente del fascismo carrarese Renato Ricci fece il resto, e a nulla valse l'amicizia con Mussolini.
Il 24 febbraio del 1934 prendevano il via le aste giudiziarie. Un immenso patrimonio fondiario, 117 cave, segherie e i laboratori del marmo, andarono dispersi, malgrado l'ultimo quasi disperato appello a Mussolini teso a mantenere l'unità dell'"impero", seppure in mani altrui.
E il 2 ottobre del 1935 si spegneva l'ultimo re: da quando il bisnonno Francesco
Antonio aveva iniziato la scalata alla vetta del marmo di Carrara, allora nelle mani di una ristretta oligarchia – le famiglie Del Medico e Lazzoni in primis – erano passati circa 150 anni: erano stati poi il nonno Domenico Andrea che aveva mandato i figli al Liceo Vescovile di Pontremoli, e soprattutto Carlo, soprannominato appunto
"Carlaz" e i suoi fratelli Bernardo e Giuseppe, a sviluppare in maniera che potremmo definire imperiale i possedimenti in cave, terre e mezzi finanziarii .
Si pensi che i terreni nella piana del Magra comprendevano 270 poderi, 80 boschi di alto fusto, tre frantoi, e tutti dotati di case coloniche.
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Cav.OSSML » venerdì 1 febbraio 2019, 15:14

Egon von Kaltenbach ha scritto:I de Lardarel (soffioni boraciferi) furono nobilitati dai Granduchi di Toscana e i Fabbricotti (marmo) dai Savoia. Questo per rispondere all'obiezione in merito della congruenza tematica col forum di problemi a carattere estrattivo/industriale. In ogni caso, pur non avendo competenze in materia, per l'oro una ricerca con gli attuali mezzi, nella zona di quell'antica miniera, la suggerirei.

Interessanti queste notizie circa la nobilitazione in Toscana di persone che si erano rese meritevoli nel progresso industriale del territorio.
Come riporta il Loddo Canepa in un suo interessante scritto circa le prove nobiliari nel Regno di Sardegna anche in Sardegna sussistevano dei nuovi motivi valevoli per la richiesta dei diplomi di cavalierato e nobiltà introdotti nella prima metà del secolo XVIII allo scopo di dirigere l’istituzione nobiliare agli alti fini del progresso agricolo ed intellettuale dell’isola.
Non erano nuove le concessioni del genere fatte sotto il governo sabaudo per contributi notevoli alla costruzione di ponti e tronchi stradali
L’Editto del 3 dicembre 1806 accordava titolo a chiedere la nobiltà mediante la prova (che si otteneva con sopralluogo) d’aver piantato o innestato almeno 4.000 olivi, nè fu scarso il contributo alla cultura olearia ottenuto con tale provvedimento.
Le tradizioni sono le patenti di nobilità dei popoli.
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Egon von Kaltenbach » venerdì 1 febbraio 2019, 15:41

Grazie per questo bel resumé; chi scrive ha, un indiretto legame con i Fabbricotti (parenti di parenti) ed anche un dattiloscritto autografo che li riguarda. La storia è effettivamente quella riportata da Contegufo e la famiglia non è estinta; risulta sia nell'Elenco Ufficiale della Nobiltà Italiana (1934), sia nell'Annuario della Nobiltà Italiana (ediz. XXXI del 2010, vol. I, parte II)
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda Guido5 » venerdì 1 febbraio 2019, 16:25

Cari amici,
grazie per i vostri contributi: il "topic" ha cambiato completamente registro...
Ciao a tutti!
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Re: Notizie curiose: miniere

Messaggioda contegufo » venerdì 1 febbraio 2019, 17:15

Fabbricotti, Carrara, sec. 1722 - sex. XX,
Dall'archivio parrocchiale di Miseglia, borgata a monte di Carrara, risulta che un Domenico Fabbricotti, originario di Fabbrico, villaggio nel territorio di Reggio Emilia, si trasferì proprio nella frazione del Carrarese. I Fabbricotti si iscrissero alla Vicinanza (istituzione amministrativa in cui era diviso il Comune di Carrara), divenendo "vicini" a pieno titolo, in quanto proprietari di un fondo rustico. Durante il secolo XVII si hanno pochissime notizie dei Fabbricotti di Miseglia; si sa che già allora si occupavano dell'estrazione di marmi nelle cave della Vicinanza e fabbricavano marmette per pavimenti.
Francesco (1686-1758) della sesta generazione familiare, decise di spostarsi da Miseglia a Torano, dove si trovavano i migliori marmi del carrarese, sposandosi con la figlia di un noto cavatore di quella Vicinanza, Antonia Caterina Marchetti. Questa unione aprì prospettive inaspettate agli intraprendenti Fabbricotti.
Il nipote Francesco Andrea (1746-1797) fu il primo a dare consistenza all'azienda; diede vita ad una grande industria marmifera, essendosi impossessato di una ingente quantità di cave insieme ai Marchetti.

Maria Teresa Cybo Malaspina, Duchessa di Massa Carrara, gli conferì il titolo di Alfiere.
Francesco Andrea ebbe otto figli, l'ultimo dei quali, Domenico Andrea gli succedette nella conduzione dell'azienda. Formò poi col suo nome la prima "Ditta Fabbricotti", organizzando un sistema di distribuzione del marmo all'estero sia costruendo una piccola flotta di velieri, sia mandando i figli nei principali paesi compratori di marmo. Il terzogenito di Domenico Andrea, Carlo Francesco (vulgo "Carlaz", 1818-1910) prese ancora giovane le redini dell'azienda, mentre Ceccardo, sesto figlio di Domenico Andrea, si trasferì a New York, dove fondò la ditta importatrice "Fabbricotti Brothers" e dove divenne Console. Nel 1854 morì nel naufragio dell'Artic, durante una viaggio di ritorno in Italia. Lo sostituì negli Stati Uniti Giuseppe (1827-1914), che in seguito si trasferì a Firenze, dove fece costruire la villa di Montughi. Giuseppe si impegnò nella vita politica, venendo eletto deputato per cinque legislature.
L'ultimo figlio di Domenico Andrea, Bernardo (1834-1916), si recò a Londra dove creò la ditta importatrice di marmo "Bernardo Fabbricotti", e dove sposò la gentildonna scozzese Helen Murray, assumendone il cognome accanto al proprio. Dal loro matrimonio nacquero Guido, Carlo Edoardo, Helen Bianca ed Andreino. Carlo "Carlaz", affiancò alla ditta Fratelli Fabbricotti anche la sua azienda, che sostanzialmente sostituì quella di famiglia. Investì tra l'altro nell'acquisto di un grande terreno a Marinella di Sarzana, iniziando un'opera di bonifica dalla quale emersero i noti reperti archeologici romani.
Il figlio di Carlo, Domenico Andrea (familiarmente chiamato Carlo Andrea), nacque nel 1864. Durante la sua esistenza - fatta in gioventù di incarichi diplomatici a Vienna e Pietroburgo, una vita da raffinato intellettuale a contatto per anni solo con il mondo aristocratico e nobiliare italaino ed europeo di fine Ottocento - vide crollare pezzo per pezzo il grande impero del marmo creato dai Fabbricotti del ramo di Torano; a partire dal 1919 si trovò a dirigere l'enorme patrimonio civile ed industriale famigliare.
Il 1926 fu l'anno in cui la produzione e l'esportazione del marmo raggiunsero il loro picco assoluto, ma la decisione del segretario federale del Partito fascista, Renato Ricci, di fondare un consorzio obbligatorio della produzione e del commercio del marmo, alla quale Carlo Andrea Fabbicotti cercò inutilmente di opporsi, unita agli effetti della crisi economica internazionale del 1929, portò alla chiusura di tutti i depositi di marmo e gli uffici che avevano all'estero. Nel 1927 Carlo Andrea perse anche la moglie Helen Bianca. Morì nel 1935, lasciando in una difficile situazione economica miseria i figli e le loro famiglie.

Storia archivistica:
Nel 1979 gli ultimi eredi Fabbricotti depositarono le carte in loro possesso presso l'Istituto di Ricerche e Studi Apuo Lunense (IRSSAL) di Carrara affidandole, con una regolare convenzione di deposito, ad Antonio Bernieri, direttore e principale animatore dell'istituto stesso. Grazie all'interessamento di quest'ultimo iniziò, nei primi anni ottanta, un primo ordinamento delle carte, che però non si concluse e non ebbe seguito.
Alla morte del Bernieri, avvenuta nel 1990, il patrimonio archivistico e librario da lui accumulato, comprese le carte Fabbricotti, trovò in parte ricovero presso la Biblioteca civica di Massa. Iniziò allora, a partire dal 1992, il riordino del Fondo Fabbricotti, con un finanziamento dell'Amministrazione provinciale di Massa Carrara.
Meno note e meno chiare sono invece le vicende che hanno segnato in un passato più remoto l'archivio e che ne hanno determinato l'attuale consistenza, nella quale sono evidenti profonde lacune. Si ipotizza, per il periodo più antico della storia famigliare, un atteggiamento poco attento alla "memoria" , nel continuo mutarsi della ragione sociale delle varie ditte che si susseguirono nel corso dell'Ottocento. Per il periodo più recente, i primi decenni del Novecento, è ipotizzabile che i percorsi che hanno preso le carte, in particolare quelli dell'azienda marmifera e del patrimonio, siano quelli delle banche e delle società creditrici.
Presso gli ultimi Fabbricotti si conservano carte di Carlo e della moglie Maria Teresa Mazzei (diari e carteggio)
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