Documenti Real Casa (dopo il 1946)

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Documenti Real Casa (dopo il 1946)

Messaggioda Idamante » venerdì 23 marzo 2018, 18:23

Gentili Amici,
sono recentemente venuto a conoscenza dell’esistenza di una lettera di cordoglio che il ministro della Real Casa Falcone Lucifero dovrebbe aver inviato in occasione della morte di un mio parente nel 1966. Essendosene perso l’originale ricevuto, chiedo a voi se esistano degli archivi consultabili che contengano gli atti (lettere in questo caso) redatti dopo l’esilio del Re Umberto II.
Ringrazio in anticipo quanti vorranno cortesemente dare seguito a questa mia richiesta.

Cordialmente,
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Re: Documenti Real Casa (dopo il 1946)

Messaggioda diegocompagnoni » martedì 19 giugno 2018, 17:33

Buonasera,

le indico un articolo che potrebbe interessarle: http://www.sissco.it/articoli/archivio- ... rino-1467/
Forse potrebbe provare a contattare l'Archivio di Stato di aTorino.
Cordialmente.
D.C.
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Re: Documenti Real Casa (dopo il 1946)

Messaggioda contegufo » martedì 19 giugno 2018, 17:47

Salve

Le carte Savoia dopo note lungaggini e dopo arbitrarie asportazioni da parte di chi deteneva tali documenti furono consegnate all'Archivio di Stato di Torino. Poco più del 50% rispetto alle ricognizioni precedentemente fatte con Umberto II ancora in vita dai "tre baroni".
Maria Gabriella racconta che un certo diario fu perfino dato alle fiamme......
Figuriamoci il resto, ma d'altra parte il modesto livello storico-intellettuale di Casa Savoia era ben conosciuto quindi non meravigli che documenti imbarazzanti siano stati fatti fuori!

Saluti
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Re: Documenti Real Casa (dopo il 1946)

Messaggioda Elmar Lang » martedì 19 giugno 2018, 19:36

Credo che l'eliminazione di documenti ritenuti imbarazzanti, sia stata e sia tutt'ora prassi comune presso ogni casa reale, d'ogni tempo e nazione.

Circa il "livello intellettuale" dei Savoia, direi che essi non sono stati molto al di sotto di altre casate, che magari diedero molto all'apparenza, ma poco alla sostanza. Il "Corpus Nummorum Italicorum" opera di Vittorio Emanuele III, è uno dei massimi monumenti mondiali della numismatica, così come lo fu la sua collezione numismatica, sistematicamente depredata dopo il secondo conflitto mondiale.

Ci piaccia o no, I Savoia seppero unire l'Italia e perseguirono quest'intento con tenacia tutta piemontese, vivendo l'evoluzione del paese da loro creato quale stato unitario, nella buona e nella cattiva sorte, accettando anche le conseguenze dei propri errori con una dignità non comune; quantomeno fino all'ultimo nostro Sovrano.

Il giorno del funerale di mio papà, sul suo feretro era posta, sguainata, la sua sciabola: al termine della cerimonia, allorché fu ripiegato il tricolore ed io ringuainai per l'ultima volta quell'arma notai, con commozione, quel che lui, giovane tenente di artiglieria, vi fece incidere:

"CON DIO E PER SAVOIA, SEMPRE ED OVUNQUE".

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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