Saper vestire in pubbliche occasioni

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Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Carvilius » venerdì 16 marzo 2018, 10:56

nicolad72 ha scritto:Perdonami, ma questa è colpa della sciatteria minimalista di questi tempi, anche solo 25-30 anni fa mai, sarebbe saltata l'idea ad un uomo di andare in prefettura senza una giacca ed una cravatta.
Le prefetture quando mandano gli inviti dovrebbero prevedere un dress-code per chiunque partecipi, e fare la selezione all'ingresso. Non sei vestito adeguatamente,bene non entri, anche se sei il protagonista della cerimonia. Se lo metti sull'invito, con preghiera di confermare la presenza, ed in quella occasione ricordi anche a voce che ti devi vestire adeguatamente, poi non hai scuse.
A Londra quando vai a ricevere l'insegna - direttamente dalle mani della Regina di un altro membro della famiglia reale - è d'obbligo il tight... o l'uniforme (ovviamente britannica) se ne hai diritto !

Ultimamente le strette maglie della Corte di San Giacomo si sono alquanto allentate... Alas!
Ma comunque giammai a Buckingham Palace, al castello di Windsor o a Holyroodhouse verrebbe ammesso al cospetto della regina o del membro della real casa da lei designato un suddito intenzionato a ricevere la distinzione onorifica su un maglione. Semplicemente il suddito in questione verrebbe rispedito a casa e inserito in una delle cerimonie successive, con l’ammonimento di presentarsi con un vestiario consono al luogo ed all’evento.

In Italia, ormai, non solo la cravatta bianca ma anche quella nera è vista dal cittadino medio come un costume carnascialesco. Cosa dovremmo dunque aspettarci?
Magari le prefetture imponessero un dress code (non solo per le consegne dei diplomi delle onorificenze, ma per tutte le cerimonie)... ma purtroppo temo che ciò sia oggigiorno irrealizzabile, se non altro per l’ostracismo da parte di chi per primo dovrebbe imporre la regola, osservarla e pretendere che venga applicata.

Ad ogni modo, poiché in Italia, a differenza del Regno Unito, non vi è alcuna norma che regoli le modalità di rimessa dell’onorificenza, nulla toglie che - in teoria - l’insignito in maglione possa essere rispedito a casa e che, analogamente, anche il diploma gli venga spedito... per posta! [dev.gif]
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Tilius » venerdì 16 marzo 2018, 11:01

Albrecht ha scritto:... che dava la mano a S. E. il Prefetto...mah....


nicolad72 ha scritto:Perdonami, ma questa è colpa della sciatteria minimalista di questi tempi


Caro Nicola, la sciatteria minimalista fa da contraltare a incrostazioni sclerotizzate del secolo passato:
il trattamento di "Eccellenza" è abolito, in Italia, da almeno settant'anni (decreto luogotenenziale 28 giugno 1945, n. 406...), ma continuano abusivamente a fregiarsene Prefetti, Presidenti di Corte d'Appello et altri.

Riserviamo il trattamento di Eccellenza tuttalpiù ai Vescovi. :D
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Albrecht » venerdì 16 marzo 2018, 12:29

Al di là di sciatterie minimaliste, io non andrei mai da un Prefetto (e nemmeno da un suo Vice) senza giacca e cravatta, per una semplice questione di rispetto.
E non lo farei mai nemmeno in udienza privata, a maggior ragione trovo maleducato farlo ad un'investitura.
Ma evidentemente le persone che si presentano colà in maglione valgono quello che dimostrano al pubblico, ed anche questo dovrebbe essere un motivo per provvedere ad una decimazione nelle nomine.

Tilius ha scritto:Riserviamo il trattamento di Eccellenza tuttalpiù ai Vescovi. :D

Finchè S.E. avrà la compiacenza di riservarmi la gentilezza di mandarmi la corrispondenza con un "Cav. Dott." potrò fare volentieri un'eccezione [stretcher.gif]

nicolad72 ha scritto:Perdonami

Quanto mi piaci quando fai così....
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda nicolad72 » venerdì 16 marzo 2018, 18:03

Carvilius ha scritto:In Italia, ormai, non solo la cravatta bianca ma anche quella nera è vista dal cittadino medio come un costume carnascialesco.

Da cameriere...
Cosa dovremmo dunque aspettarci?

Poco con questa opinion-leadership

Magari le prefetture imponessero un dress code (non solo per le consegne dei diplomi delle onorificenze, ma per tutte le cerimonie)... ma purtroppo temo che ciò sia oggigiorno irrealizzabile, se non altro per l’ostracismo da parte di chi per primo dovrebbe imporre la regola, osservarla e pretendere che venga applicata.


Mah in prefettura, i funzionari prefettizi ancora ancora vestono adeguatamente...
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Elmar Lang » venerdì 16 marzo 2018, 22:05

Quando nel '75 a mio papà fu conferita la Commenda OMRI, mi raccontò (al tempo, ero in Collegio, a Venezia, studente liceale) che gli fu comunicato di presentarsi in borghese.

Disposizione che ovviamente non osservò, presentandosi in uniforme.

Ma quelli erano anni assai strani. Ora abbiamo sindaci che alle cerimonie si presentano in maglietta, ciabatte ed asciugamani da spiaggia ai colori dell'arcobaleno...
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 17 marzo 2018, 4:51

Come osserva correttamente lo Sgrelli nel suo manuale sul cerimoniale “quando viene attaccata la forma, significa che la sostanza è già deteriorata (come in un frutto: quando la buccia si rovina, vuol dire che l’interno è marcio).
I comportamenti degeneri evidenziati nella discussione non sono altro che una manifestazione del fenomeno di progressiva americanizzazione nella mentalità e nel costume della società italiana.
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda T.G.Cravarezza » sabato 17 marzo 2018, 11:53

Non concordo. Si possono trovare molti difetti agli statunitensi e sicuramente possono difettare della storia e dell'eleganza, anche nelle cerimonie, degli europei, però la forma, soprattutto nelle questioni istituzionali, la rispettano. Magari non sanno cosa sia un tight, ma non ce li vedo a presentarsi al Presidente USA per un incontro in jeans e maglione, così come non si presenterebbero al governatore locale in tal modo.

Poi non esagererei, è ovvio che il caso eccessivo, proprio per sua natura, si nota di più, ma dobbiamo anche vederlo per quello che è, cioè un caso straordinario e singolo.
Vado quasi tutti gli anni alla cerimonia di consegna dell'OMRI a Torino e il 99% (se non il totale) degli insigniti si è sempre presentato in giacca e cravatta o tailleur).
Poi magari fosse toccato a Sergio Marchionne.... il maglione sarebbe stato d'obbligo, ormai è un suo marchio di fabbrica, come a dire agli altri che "lui è lui e gli altri sono..."

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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Albrecht » sabato 17 marzo 2018, 12:31

Purtroppo è così, l'italiano medio si sente autorizzato ad imitare colui il quale, grazie a suoi meriti (ma non per questo autorizzato a farlo, si badi bene....) si prende la libertà di contraddire alle buone regole ed al buon gusto.
E del resto questa libertà nell'italico individuo è quotidianamente presente, quando l'interlocutore ci si approccia con un "ciao" al quale segue la più becera confidenza in un discorso falsamente confidenziale, come se si fosse amiconi di lunga data o ci si conoscesse da sempre.
E questo italiano medio diventa subito italiano mediocre, anzi, basso.
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Re: Nuove nomine OMRI

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 17 marzo 2018, 13:06

T.G.Cravarezza ha scritto:Non concordo. Si possono trovare molti difetti agli statunitensi e sicuramente possono difettare della storia e dell'eleganza, anche nelle cerimonie, degli europei, però la forma, soprattutto nelle questioni istituzionali, la rispettano. Magari non sanno cosa sia un tight, ma non ce li vedo a presentarsi al Presidente USA per un incontro in jeans e maglione, così come non si presenterebbero al governatore locale in tal modo.

Poi non esagererei, è ovvio che il caso eccessivo, proprio per sua natura, si nota di più, ma dobbiamo anche vederlo per quello che è, cioè un caso straordinario e singolo.
Vado quasi tutti gli anni alla cerimonia di consegna dell'OMRI a Torino e il 99% (se non il totale) degli insigniti si è sempre presentato in giacca e cravatta o tailleur).
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I rappresentanti giapponesi a bordo della USS Missouri il 2 settembre 1945 prima della firma dell'atto di resa accolti dagli americani in maniche di camicia.
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Re: Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Elmar Lang » sabato 17 marzo 2018, 18:10

Il paragone con lo stridente contrasto tra i plenipotenziari giapponesi e l'equipaggio della Missouri, non regge quale esempio di "stile americano".
Quell'unità era operativa, quegli uomini erano l'equipaggio in condizioni operative. I giapponesi si presentarono chi in abito diplomatico, chi in uniforme. Gli americani non mostrarono alcuna "forma", anche in spregio del nemico vinto, che guerra durante non rispettò alcuna delle leggi che regolano i conflitti.

Preferirei non rammentare la "forma ed eleganza italiana" del gen. Castellano, che si presentò agli alleati a Cassibile, in borghese, accentuando ancor di più la vergogna di uno dei giorni più bui della nostra storia.

In mille altre occasioni, gli statunitensi sono formalissimi.
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Re: Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Cav.OSSML » sabato 17 marzo 2018, 19:19

Elmar Lang ha scritto:Il paragone con lo stridente contrasto tra i plenipotenziari giapponesi e l'equipaggio della Missouri, non regge quale esempio di "stile americano".
Quell'unità era operativa, quegli uomini erano l'equipaggio in condizioni operative. I giapponesi si presentarono chi in abito diplomatico, chi in uniforme. Gli americani non mostrarono alcuna "forma", anche in spregio del nemico vinto, che guerra durante non rispettò alcuna delle leggi che regolano i conflitti.

Preferirei non rammentare la "forma ed eleganza italiana" del gen. Castellano, che si presentò agli alleati a Cassibile, in borghese, accentuando ancor di più la vergogna di uno dei giorni più bui della nostra storia.

In mille altre occasioni, gli statunitensi sono formalissimi.

Di fronte al crimine contro l’umanità rappresentato dai bombardamenti atomici statunitensi di Hiroshima e Nagasaki l’accennata “mancanza di rispetto delle leggi che reggono i conflitti” da parte dei giapponesi è ben poca cosa.
Ma si sà, chi vince un conflitto ha sempre ragione e vae victis.
Quando si parla di rese onorevoli mi viene sempre in mente il magnifico dipinto di Diego Velázquez “La resa di Breda”.
Mi rendo perfettamente conto che la situazione rappresentata nel quadro è idealizzata ed irreale, ma il gesto cavalleresco ivi immortalato è veramente grandioso.
Scusate l’off topic.
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Re: Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Elmar Lang » domenica 18 marzo 2018, 8:16

Con la stessa cortesia de "la resa di Breda", vorrei soggiungere che l'uso dell'arma atomica da parte degli americani fu l'estremo mezzo per mettere in ginocchio un Giappone i cui capi stavano letteralmente uccidendo il paese, perseveranza in una guerra che ormai era un suicidio rituale, ma di massa.
Non dimentichiamo che la tragica meraviglia provocata dagli effetti degli ordigni sganciati su Hiroshima e Nagasaki, fu per il fatto che una sola "bomba" provocasse gli effetti per ottenere i quali, sarebbe occorso muovere un'armata aerea.

I bombardamenti di Amburgo e soprattutto di Dresda, non ebbero effetti minori, in termini di vittime, solo, essi richiedettero costi operativi enormemente più alti.

E poi, perfavore, basta, basta con questo antiamericanismo d'accatto! Gli USA combatterono la guerra coi mezzi a loro disposizione, per vincerla, e l'hanno vinta.
Perdere quella guerra, per il Giappone, significò anche potersi affrancare da una tendenza all'arretratezza e a quell'isolazionismo che condusse alla loro esaltazione militarista.

Credo poi che basti informarsi anche superficialmente, sulle differenze di trattamento dei prigionieri di guerra da parte degli americani e dei giapponesi, per capire il diverso modo di "vedere" la guerra, di quelle due potenze.

Infine, riguardo l'aspetto "documentario" dei quadri antichi, spesso essi, nel centrare il soggetto su condottieri nemici che si scambiano cortesie, tralasciavano l'aspetto tipico di tutte le battaglie, specie quelle dei tempi di quelle belle pitture: immense distese di morti, feriti e moribondi, abbandonati al saccheggio e per i quali la pietà non era nel loro destino.

Basti ricordare le parole di Wellington, riportate anche nel suo bollettino pubblicato sulla London Gazette, a seguito della vittoria di Waterloo ed ispirate dall'impressione che gli fece il campo di battaglia, quando finalmente le armi tacquero. Poche parole, che dicono assai più di cento quadri.
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Re: Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 18 marzo 2018, 9:35

Certo, ancora oggi gli americani non sono dei semplici belligeranti bensì sono dei “missionari di pace” e le loro bombe non sono semplici bombe ma sono “bombe intelligenti”.
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Re: Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Elmar Lang » domenica 18 marzo 2018, 10:21

In effetti, mi rendo conto di quanto meglio sarebbe stato, se invece che sotto il bieco tallone degli americani imperialisti, dopo il 1945 noi fossimo gioiosamente entrati a far parte del pacifico, affratellante patto di Varsavia, unitamente all'efficientissima unione economico-commerciale del ComEcon.

Detto questo, ché ora siamo davvero "off-topic", perdonerà la franchezza, ma devo proprio dire che Lei, di storia, o ne ha una conoscenza approssimativa o, cosa assai più probabile, a scuola avrà avuto dei pessimi insegnanti, cosa che perciò La giustifica.
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Re: Saper vestire in pubbliche occasioni

Messaggioda Cav.OSSML » domenica 18 marzo 2018, 12:04

Le faccio solo notare che il bolscevismo da Lei avversato si è dissolto nell’americanismo.
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