Rientro salme di Re Vittorio Emanuele e della Regina Elena

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Re: Elena di Savoia

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 18 dicembre 2017, 21:06

L'ANPI, farebbe solo meglio a tacere, con tanti dei suoi membri macchiati di delitti indicibili, che nessuna ragione potrà mai giustificare e perdonare.

Questi severi giudici dei Savoia, forse dimenticano che il vero artefice della riscossa italiana nella lotta contro il nazifascismo durante la guerra civile, fu il Corpo di Liberazione, composto di ordinate unità delle FF.AA. Regie, sotto l'alto comando del Re, pur coordinate con le unità alleate.

Come ben sappiamo, l'apporto delle unità partigiane, salvo limitatissime azioni locali, non ebbe alcun rilievo strategico nell'esito della guerra di liberazione, se non quello, ove i partigiani furono coordinati dai comunisti, di compiere stragi ed uccisioni indiscriminate di innocenti (e di partigiani di diverso orientamento) e, ad ostilità terminate, l'eliminazione sistematica di oppositori politici e di prigionieri di guerra delle cessate FF.AA. della Repubblica Sociale Italiana.

Poi, nel dopoguerra, l'ANPI, con il suo chiaro orientamento politico, si appropriò di tutto ciò che concerneva la Guerra di Liberazione, cancellando l'apporto di gran parte di coloro che la combatterono veramente.

Conobbi un ufficiale degli Alpini, fraterno amico di mio padre, Medaglia d'Argento al V.M. in Russia e Medaglia di Bronzo per la Resistenza, che combatté da partigiano (ma in uniforme) nella zona del Grappa.
In occasione di uno degli anniversari, tenne un discorso che mise in imbarazzo molti dei "professionisti" della Liberazione, che lo esortarono a non sostenere più il suo punto di vista (che era quello di un protagonista dei fatti), ma di attenersi alla "storia ufficiale", come stabilita dall'ANPI.
Semplicemente, ne stracciò la tessera, e non ne volle più sapere di quei tromboni.

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Re: Elena di Savoia

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 18 dicembre 2017, 21:14

Avevo pensato che l'operazione divenisse anche un sasso nello stagno, è divenuta un macigno un meteorite nella palude italiana! Continuo ad essere contento, sono i fanatici di parte avversa ad essere stati colpiti e divenuti furibondi. In famiglia ho benemerenze resistenziali(Verres in Val d'Aosta, l'azienda industriale Guinzio&Rossi ha dato copertura e cure mediche ai partigiani, un'infermiera nel dopoguerra è stata decorata) in Piemonte monarchico sabaudo e dintorni mi sembra naturale(Beppe Fenoglio docet) e benemerenze repubblichine naturalmente anch'esse monarchiche(Decima Flottiglia Mas, mio padre combattente in mare su barchini d'assalto MTM e SMA contro anglo - americani e francesi, con suoi colleghi ed amici decumani che hanno protetto e salvato gli Aosta viventi a Firenze dalla deportazione in Germania) poichè il comandante principe Borghese era monarchico. Purtroppo, come ho già postato nel nostro forum, nel 1943 non è stata realizzata la volontà del tradizionale sabaudo rovesciamento delle alleanze lodato invidiato e pure un pò criticato da Re Luigi XIV di Francia ma siamo divenuti o nemici collaborazionisti dei tedeschi o nemici cooperatori dei ripetuti anglo - americani. Tornando a noi, quanti siano patriottici e amanti della Storia hanno secondo me fatto un grande passo avanti. Ora non possono rimanere all'estero Umberto II e la Regina Maria Josè, ditemi cosa possa mai ostacolare il loro trasferimento al Pantheon. E non dovrebbe essere lasciata a Superga la super patriottica Maria Adelaide d'Asburgo - Lorena d'Austria, Consorte del Padre della Patria, ma trasferita a Roma vicino al marito. Ciao,
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 18 dicembre 2017, 21:24

Naturalmente chi desiderava il rovesciamento di fronte era il Re Vittorio Emanuele III. Ho sempre sentito dire da Borghese ai repubblichini anti - sabaudi che Sua Maestà non ha mai tradito nessuno ma è stato Lui ad essere tradito!
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 19 dicembre 2017, 18:20

Scusate il terzo post di seguito. Dove è sepolta Caterina Michela d'Asburgo Spagna, Consorte di Carlo Emanuele I di Savoia il Grande(Magno), campione della libertà d'Italia, l'uomo che ha restituito agli Italiani del suo tempo la fiducia in sé stessi? Se ricordo bene il nostro Eroe è citato anche nei Promessi Sposi. Spero che in futuro il santuario - basilica mariano divenga il mausoleo dei Savoia(Regno d'Italia) non Re e Regine ai quali è destinato il Pantheon.
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda contegufo » martedì 19 dicembre 2017, 19:45

Elmar Lang ha scritto:.....

Questi severi giudici dei Savoia, forse dimenticano che il vero artefice della riscossa italiana nella lotta contro il nazifascismo durante la guerra civile, fu il Corpo di Liberazione, composto di ordinate unità delle FF.AA. Regie, sotto l'alto comando del Re, pur coordinate con le unità alleati

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Fermo restando il ruolo marginale dei partigiani (nonostante la letteratura) appare dubbio che sia state le FF.AA. Regie a liberare l'Italia. Un esercito senza mezzi adeguati, allo sbando che non sa da che parte stare ed un Re da poco "in carica" comandante del tutto mi sembra puro romanticismo. Diaciamo che se non c'erano gli anglo-americani a togliere le castagne dal fuoco non so come sarebbe andata a finire.

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Re: Elena di Savoia

Messaggioda G.M.Catalan.Belmonte » martedì 19 dicembre 2017, 21:22

fabrizio guinzio ha scritto:Dove è sepolta Caterina Michela d'Asburgo Spagna, Consorte di Carlo Emanuele I di Savoia il Grande(Magno)?

Ebbe sepoltura nella cripta del duomo cattedrale di Torino infino all'anno 1836 allorquando ventiquattro salme sabaude fra le quali incluse quella della Duchessa e del Cardinal Maurizio ebbero traslazione nella Sacra di San Michele.
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda Elmar Lang » martedì 19 dicembre 2017, 23:09

contegufo ha scritto:Fermo restando il ruolo marginale dei partigiani (nonostante la letteratura) appare dubbio che sia state le FF.AA. Regie a liberare l'Italia. Un esercito senza mezzi adeguati, allo sbando che non sa da che parte stare ed un Re da poco "in carica" comandante del tutto mi sembra puro romanticismo. Diciamo che se non c'erano gli anglo-americani a togliere le castagne dal fuoco non so come sarebbe andata a finire.
Saluti


Infatti, io ho parlato di "riscossa Italiana nella lotta contro il nazifascismo", non di liberazione d'Italia tout-court.

E' ovvio che senza la preponderante presenza degli Alleati e del loro aiuto in mezzi e materiali, ci sarebbe stato ben poco da fare contro le truppe tedesche e della RSI.

Ciò che reputo importante, è che vi siano state unità militari italiane del Regio Esercito, in uniforme e sotto il comando di un governo regio, che hanno risalito la penisola combattendo e dando il loro fattivo contributo di soldati, alla liberazione. Purtroppo, mentre a scuola ci fu ammannita per decenni l'epopea delle gesta di spregevoli vigliacchi quali furono ad esempio Carla Capponi e Rosario Bentivegna, spacciati per eroi, a quasi nessuno fu insegnato ciò che fecero i nostri soldati del Corpo Italiano di Liberazione a Montelungo, a Poggio Rusco ed in altre eroiche occasioni.

Altra osservazione: fino al 1946, il re "in carica" fu sempre Vittorio Emanuele III, suo figlio Umberto, credo fosse unicamente "Luogotenente del Regno".
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda contegufo » martedì 19 dicembre 2017, 23:48

"Altra osservazione: fino al 1946, il re "in carica" fu sempre Vittorio Emanuele III, suo figlio Umberto, credo fosse unicamente "Luogotenente del Regno".


Per pura curiosità, da dove impartiva gli ordini il re "in carica" Vittorio Emanuele III ?

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Re: Elena di Savoia

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 20 dicembre 2017, 7:48

Il Re ed il Principe Ereditario Umberto, lasciarono Roma (cosa questa per me il più grave errore in quei giorni, che un sovrano potesse commettere) e raggiunsero Brindisi, in zona controllata dagli Alleati.
Io non credo che il Re fosse nella situazione di "dare ordini", ma di fatto, allora d fino al 1946, Vittorio Emanuele era il Re "in carica".
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 20 dicembre 2017, 11:16

contegufo ha scritto:
Elmar Lang ha scritto:.....

Questi severi giudici dei Savoia, forse dimenticano che il vero artefice della riscossa italiana nella lotta contro il nazifascismo durante la guerra civile, fu il Corpo di Liberazione, composto di ordinate unità delle FF.AA. Regie, sotto l'alto comando del Re, pur coordinate con le unità alleati

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Saluti


Ovviamente senza gli Alleati né partigiani né Corpo Italiano di Liberazione avrebbero potuto fare qualcosa contro i tedeschi e questo deve essere chiaro.
Poi se dobbiamo fare delle classifiche all'interno degli italiani, è indubbio che la resistenza al Nord dei partigiani (moltissimi dei quali erano militari e molte formazioni erano composte da militari con gestione militare, non ricordiamo solo i partigiani rossi) non fu così determinante e le loro azioni furono più di disturbo che altro (se non, alcune volte, anche con risvolti più negativi che utili alla causa). Mentre viceversa fu sicuramente più utile e interessante il contributo del Corpo Italiano di Liberazione che con i suoi uomini partecipò attivamente assieme agli Alleati in importanti battaglie e in alcune occasioni diede un contributo utilissimo: pensiamo a Monte Marrone che gli Alleati non riuscivano ad espugnare e ai combattimenti sulla Linea Gotica). Ovviamente fu completamente aggiornato in armamenti e divise dagli Alleati, ma il suo contributo non è da sottovalutare.
1 milione 240 mila soldati: 530 mila cobelligeranti, 413 mila Esercito, 87mila Marina, 31 mila Aeronautica, 80mila nella Resistenza, 30 mila combattenti all’estero, 600 mila Internati Militari (mai dimenticarli, perché se avessero scelto di rispondere sì alla richiesta nazifascista per evitarsi l'internamento, sarebbero stati sicuramente un ulteriore ostacolo alla fine della guerra, non sicuramente determinante, ma ne avrebbero posticipato la fine), 86 mila caduti.
Che poi gli Alleati avrebbero vinto anche senza le Forze Armate del Sud Italia, non c'è dubbio, però il loro contributo, anche di sangue, l'hanno dato e ritengo che anche a livello morale e politico sia stato importante per l'Italia (anche se la stessa se n'è dimenticata nei decenni successivi e solo da pochi anni si cerca di ricordare quanto fecero).
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 20 dicembre 2017, 14:27

I partigiani, ancorché per talune unità composte di militari e quindi con una certa organizzazione, a tenore delle leggi internazionali allora vigenti altro non furono che "franchi tiratori", il cui unico destino, in caso di cattura, era solo l'immediata esecuzione capitale. Cosa questa che per chi ne era consapevole, va considerata come segno di coraggio personale. Evitando quindi di criminalizzare il fatto che quei guerriglieri siano stati in molti casi passati per le armi.
I VERI combattenti italiani durante la liberazione, furono i soldati del CIL.
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 20 dicembre 2017, 14:57

In teoria la resistenza al Nord Italia avrebbe dovuto sottostare alle direttive del Comando Militare Italiano del Sud, vi era in capo dal settembre 1944 un generale (Raffaele Cadorna)che comandava le formazioni partigiane (fu paracadutato appositamente su Milano per assumere il Comando) che, sulla carta, avrebbero dovuto indossare anche delle specifiche mostrine create ad hoc (che non furono mai usate se non da una formazione partigiana in centro Italia).
Questo per far capire che in teoria ci fu un tentativo di coordinare le formazioni partigiane e per molte di esse si verificò con coordinamento con gli Alleati, aviolanci e quant'altro. Molte formazioni partigiane, invece, preferirono far da sole (soprattutto quelle rosse).
Quindi eviterei di generalizzare sui partigiani perché la realtà fu molto complessa. Purtroppo in Italia nel dopoguerra e fino a pochi anni fa tale realtà fu semplificata alle sole formazioni rosse come se fossero state le uniche attive dimenticandosi di tutte le altre che tanto fecero.
Servirebbe maggiore serenità d'animo nell'affrontare quel periodo, sia da parte dei "rossi" che ancora non riescono ad assumersi la responsabilità degli errori di tanti loro colleghi sia da parte degli altri che a causa degli ultimi 50 anni considerano tutti i partigiani e la resistenza come "cosa negativa" dimenticandosi i tanti patrioti azzurri e militari e cattolici che si operarono per la liberazione.
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda il-prof » mercoledì 20 dicembre 2017, 15:44

Elmar Lang ha scritto:Il Re ed il Principe Ereditario Umberto, lasciarono Roma (cosa questa per me il più grave errore in quei giorni, che un sovrano potesse commettere) e raggiunsero Brindisi, in zona controllata dagli Alleati.

A me risulta che Brindisi venne scelta dal Re proprio perché la città era ancora in mani italiane.
Dialogo tra Vittorio Emanuele III e l'ammiraglio di squadra Luigi Rubartelli, comandante della piazza: "Ci sono tedeschi a Brindisi? , «No, Maestà», risposi. «Gli ultimi reparti germanici hanno lasciato la città la scorsa notte. «Allora sono già arrivate le avanguardie alleate?», tornò a domandare il Re. «Non ho ancora visto un solo inglese, un americano», risposi. (G. Pillon, I Savoia nella bufera).
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 20 dicembre 2017, 15:54

Il Re sarebbe dovuto restare nella Capitale. La sua, fu purtroppo una fuga che lasciò le FF. AA. senza ordini, senza una direzione; in altre parole lasciò intere unità del Regio Esercito alla mercé dei tedeschi, che ne fecero strame.

Probabilmente, il Re sarebbe stato fatto prigioniero o peggio, ma forse, la scelta da vero capo, sarebbe stata quella di mettere in salvo il Principe Ereditario ed affrontare da soldato il proprio destino.
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Re: Elena di Savoia

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 20 dicembre 2017, 16:25

Sullo spostamento a Brindisi del governo e del Re ritengo che non si possa sintetizzare la questione in poche righe perché ci sono tanti fattori da tenere in considerazione. I pro e i contro sono vari e non è semplice stabilire cosa fosse giusto fare in quel frangente.
Personalmente ritengo che il trasferimento del governo e del Re in territorio italiano libero fosse scelta opportuna e corretta sia sul piano politico che strategico. Quello che purtroppo critico è come tale trasferimento fu attuato, come fu gestita sia la capitale (la possibilità di difesa era elevata da parte italiana) sia come furono distribuiti gli ordini alle Unità in Patria e all'estero con pochissime indicazioni e a pochissimi ufficiali (e non tutti li ricevettero in tempo), pur comprendendo il timore di far conoscere anzi tempo i piani ai tedeschi, senza contare anche gli accordi con gli Alleati che non furono chiari e non tutelarono le nostre Forze Armate nei giorni dell'8 settembre.
Il Re si impose in modo determinante nel 1917 a Peschiera e seppe farsi carico di importanti decisioni politiche e strategiche, ma così non fu invece nel 1943.
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