Art. 79 Statuto Albertino

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Art. 79 Statuto Albertino

Messaggioda Frederick » martedì 27 giugno 2017, 10:24

Gentili forumisti,

come sappiamo lo statuto Albertino recita all'art. 79: "I titoli di nobiltà sono mantenuti a coloro, che vi hanno diritto. Il Re può conferirne dei nuovi."

Ho un dubbio di natura giuridica riguardo al R.D. 2 luglio 1896 n. 313. Come sappiamo esso specifica che "Art. 37
I titoli nobiliari, guarentiti dall'Art. 79 dello Statuto fondamentale del Regno, si riconoscono nella forma e colle condizioni della originaria concessione."

Si tratta in questo caso dell'applicazione della fattispecie giuridica "Interpretazione autentica"? https://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_autentica

Grazie a chi vorrà aiutarmi.

Frederick
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Re: Art. 79 Statuto Albertino

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 28 giugno 2017, 18:36

L'intento ( parzialmente disatteso ) dello Statuto di Carlo Alberto era quello di non stravolgere il tessuto nobiliare extra piemontese dell' Italia sulla via dell' unificazione . L'intento dell' art. 79 che non subissero variazioni auto - concesse o auto - riconosciute ( maggiorate ).
A membra una puntualizzazione per evitare abusi più che un' interpretazione ... ma non sono un giurista.
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Art. 79 Statuto Albertino

Messaggioda N85 » mercoledì 5 luglio 2017, 2:21

No. L'art. 37 non ha portata meramente interpretativa, bensì di attuazione e integrazione del principio scolpito all'art. 79 dello Statuto Albertino. In particolare l'art. 37 specifica con quali forme e condizioni i titoli preesistenti erano mantenuti a coloro che vi avevano diritto
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Re: Art. 79 Statuto Albertino

Messaggioda LeSaboteur » mercoledì 5 luglio 2017, 15:03

Frederick ha scritto:Gentili forumisti,

come sappiamo lo statuto Albertino recita all'art. 79: "I titoli di nobiltà sono mantenuti a coloro, che vi hanno diritto. Il Re può conferirne dei nuovi."

Ho un dubbio di natura giuridica riguardo al R.D. 2 luglio 1896 n. 313. Come sappiamo esso specifica che "Art. 37
I titoli nobiliari, guarentiti dall'Art. 79 dello Statuto fondamentale del Regno, si riconoscono nella forma e colle condizioni della originaria concessione."

Si tratta in questo caso dell'applicazione della fattispecie giuridica "Interpretazione autentica"? https://it.wikipedia.org/wiki/Interpretazione_autentica

Grazie a chi vorrà aiutarmi.

Frederick


Lo statuto Albertino, come ogni costituzione, sancide dei principi e regole fondamentali di uno stato.

L'art. 37 pertanto ha una portata molto importante, soprattutto se si considera le difficoltà ed i contrasti politici che stavano alla base di ogni costituzione: Borghesia e Nobiltà. Carlo Alberto si trovo diviso tra una trainante borghesia e dal difficile appoggio della nobiltà, soprattutto visti i suoi trascorsi "rivoluzionari" e "riformisti" (si pensi alla concessione in gioventu di una costituzione sul modello di quella di Cadice) e fu pertanto denominato "Re tentenna". Rappresenta dunque una tutela per la nobiltà nonostante lo stato si evolvesse verso un'assetto di ispirazione demo-borghese.

Il R.D. 2 luglio 1896 n. 313 si colloca in una posizione post-unitaria, e non è una fattispecie di interpretazione autentica (anche perché per essere tale dovrebbe far emergere una espressa volontà in tal senso del legislatore) ma serve a prendere atto della diversità dei trascorsi storico-giuridici dei titoli pre-unitari ammettendone il riconoscimento secondo il diritto degli ex stati sovrani che li avevano concessi. Pertanto è in forza di tale provvedimento che i nobili non-piemontesi acquistano "diritto alla nobiltà"; diversamente tali forme di nobiltà sarebbero state "cancellate" dal mondo del diritto.
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