Una ricorrenza quasi dimenticata

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Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 14 novembre 2016, 11:07

Salve,

io per primo, mi rendo conto di un'omissione: il ricordo del 4 Novembre, per ciò che questa data ha significato e dovrebbe significare per ogni Italiano, nonostante i "mascheramenti" cui essa negli ultimi decenni è stata sottoposta.

Quasi a doversi vergognare di chiamarla "Festa della Vittoria".

E tra poco meno di un anno, ne ricorrerà il centenario. Vedremo.

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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Romegas » lunedì 14 novembre 2016, 11:23

Non si può ricordarla perché non è "politicamente corretto" come oggi si dice e come va tanto di moda e non aggiungo altro per decenza.
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 14 novembre 2016, 14:32

Che il 4 novembre non sia ricordato mi pare poco corretto affermarlo. Che non sia festa da "vacanza", è vero, ma in tutte le città italiane il 4 novembre ci sono manifestazioni ufficiali con truppe schierate, discorsi dei prefetti e delle autorità, messe per i caduti... quindi...
Ovvio che dovendo andare a lavorare molti cittadini non possono festeggiarlo a dovere in piazza (ma penso che se fosse giorno di vacanza, gli stessi magari lo userebbero per andare in montagna o al cinema e non andrebbero comunque alle manifestazioni ufficiali), ma da qui ad affermare che non è ricordato da parte dello Stato, mi pare eccessivo.
Si potrebbe fare di più? Forse, ma dipende anche molto dai singoli. In alcune città quel giorno e la domenica della settimana in cui cade le caserme sono aperte (dipende sempre dalla volontà dei comandanti) e ci sono altre attività come conferenze et similia.
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 14 novembre 2016, 16:26

Elmar Lang ha scritto:Quasi a doversi vergognare di chiamarla "Festa della Vittoria".


Ciò a cui mi riferisco, a parte il fatto che non sia più giorno festivo, è il fatto che si usino giri di parole quasi acrobatici per non definire il 4 Novembre per quello che è.

Da "Ricorrenza della fine della I Guerra Mondiale" (che lo è in quel giorno solo per noi italiani), a "Giornata dell'Unità Nazionale", ecc.

Il tutto per la paura -forse- di offendere qualcuno affermando che quel giorno, l'Italia vinse una guerra.
Negli anni in cui ero bambino, quel giorno era festivo ed il mio nonno materno (che fu ufficiale austriaco, nel '14-'18), venuto a trovarci a Roma nel '64, mi portò all'Altare della Patria, al sacrario delle bandiere e poi alla Cecchignola (ov'era in servizio mio papà alla scuola A.B.C.), per visitare un'esposizione di mezzi militari. Nessuna retorica guerresca (il nonno e papà, la guerra, quella vera, la vissero in prima persona, quindi sapevano bene di cosa si trattasse), ma solo il reverente ricordo per una data storicamente importante, che l'attuale piagnisteo pacifistico-politicamente-corretto, cerca di cancellare per quello che è stato e che dovrebbe significare.

Essendo un ottimista, non dico quello che temo saranno i discorsi ufficiali del Centenario, nel 2018. Sono invece certo che saranno ancor più ampollosi quelli che, così come si quasi-celebra l'8 Settembre, l'anno prossimo ricorderanno la ritirata di Caporetto...

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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 14 novembre 2016, 17:06

Non avevo inteso la questione della "vittoria" [sweatdrop.gif]
Ad ogni modo anche per tale tematica non scorgo una mancanza o tentativo di nascondere la vittoria.
Anzi il Presidente della Repubblica nei discorsi del 4 novembre esalta sempre le Forze Armate e il loro sacrificio per la Patria e quindi se ci fosse retorica pacifista si tenderebbe a sminuire e accantonare le Forze Armate. Come puro esempio riporto uno dei comunicati del Ministero a riguardo del 4 novembre 2016:

II 4 novembre 1918 aveva termine il 1° conflitto mondiale - la Grande Guerra - un evento che ha segnato in modo profondo e indelebile l'inizio del '90​0 e che ha determinato radicali mutamenti politici e sociali.
La data, che celebra la fine vittoriosa della guerra, commemora la firma dell'armistizio siglato a Villa Giusti​ (Padova) con l'Impero austro-ungarico ed è divenuta la giornata dedicata alle Forze Armate.
In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi.


In definitiva il 4 novembre si festeggia sì la vittoria di una guerra, ma lo scopo principale non è festeggiare la mera vittoria di un conflitto, ma ciò che quella vittoria rappresenta e i protagonisti di quella vittoria. Ecco quindi che si passa attraverso il ricordo della vittoria della I Guerra Mondiale, al festeggiare la definitiva unità del territorio nazionale e i protagonisti di ieri di quel conflitto e di oggi a favore della protezione della Patria.
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda gnr56 » mercoledì 16 novembre 2016, 18:25

Chissà che Elmar Lang non si aspetti una celebrazione come quella sapientemente ritratta in questo spezzone. A riverderla dopo tanti anni, mi emoziona sempre.

http://www.dailymotion.com/video/x944p2_don-camillo-e-l-onorevole-peppone_shortfilms
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 17 novembre 2016, 1:10

Una scena memorabile...
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Tilius » giovedì 17 novembre 2016, 9:14

W la reazione atlantica, clericale, guerrafondaia che tutti ben conosciamo... [dev.gif] [angel] :D
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Tilius » giovedì 17 novembre 2016, 9:19

T.G.Cravarezza ha scritto:In definitiva il 4 novembre si festeggia sì la vittoria di una guerra, ma lo scopo principale non è festeggiare la mera vittoria di un conflitto, ma ciò che quella vittoria rappresenta e i protagonisti di quella vittoria.

Caro Tomaso, hai usato più volte la parola "vittoria" tu in 2 righe che non nei comunicati ministeriali degli ultimi cinquant'anni. Vorrà pur dire qualcosa... [sweatdrop.gif]
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » giovedì 17 novembre 2016, 10:47

Carissimi, un altro aspetto da considerare: i nostri compatrioti altoatesini non credo sarebbero contenti di festeggiare la vittoria italiana della prima Guerra mondiale .. dato che i loro avi erano sull'altro fronte. Sarebbe una festa "divisiva" se volessimo mettere ancora il punto su questa questione. Vogliamo questo?
Meglio dunque porre l'accento su "festa dell'unità nazionale" che certifica un fatto incontrovertibile : il 4 novembre 1918 fu fatta davvero l'Italia che conosciamo oggi con Trento e Bolzano.. anzi anche qualcosa in più con Istria e Dalmazia .. ma questa è altra storia.
Piaccia o non piaccia ai sud tirolesi ora (e da 100 anni) è cosi..
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda contegufo » venerdì 18 novembre 2016, 20:22

Che l'Italia non sia una nazione coesa è cosa nota e non solo di fronte al 4 Novembre.
Il senso profondo dello Stato parte prima dalla famiglia e poi dalla scuola dove Educazione Civica è stata ritenuta superflua, quindi!
Se il senso dell'italica appartenenza manca ai genitori sarà ben difficile che i figli si comportino diversamente. Se fosse ripristinata come festa civile chi lo sà, ma credo che farebbe la fine dell' Epifania prima abolita e poi riammessa ma ormai passata quasi nel dimenticatoio a favore di certe feste celtiche tanto di moda........

Saluti
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 21 novembre 2016, 11:01

Alessio Bruno Bedini ha scritto:(...)i nostri compatrioti altoatesini non credo sarebbero contenti di festeggiare la vittoria italiana della prima Guerra mondiale .. dato che i loro avi erano sull'altro fronte. (...)


Se proprio vogliamo, sarebbero anche da aggiungere i Trentini, pur essi sudditi dell'Impero. Molti d'essi, però, a rischio della vita, ma animati da un ideale profondamente sentito, preferirono combattere per l'Italia.

E' vero, una certa -esagerata- retorica, che però è difficile se non sbagliato giudicare con la mentalità d'oggi, riuscì a rendere la vittoria del 1918 una cosa per certuni indigesta. La Prima Guerra Mondiale fu la svolta tra il mondo "di una volta" e quello nel quale viviamo noi oggi; un massacro originato tra l'altro dalla miopia politica d'un monarca all'estremo della sua vita.

Vedo però che gli altri popoli vincitori di quel conflitto, lo celebrano ancora per quello che è, ovvero una vittoria.

E celebrarla, non significa imporla agli sconfitti ora nostri concittadini, ma farne di essa un fatto storico condiviso. Io non considero le armate austroungariche come -ripeto- degli sconfitti, ma come degli eroi che al pari di noi combatterono fino all'estremo per la loro Patria che ormai si andava disgregando, nonostante i disperati tentativi dell'ultimo Imperatore che, pur nella sua giovane età, aveva capito, assai meglio dello zio suo predecessore sul trono, quale fosse la situazione geopolitica.
I soldati, sotto qualunque bandiera si battano, una volta raggiunta la pace, vanno onorati, sempre. Volendo ancora ricordare il mio nonno materno, che fu ufficiale austriaco, vorrei sottolineare che negli anni venti, si vide riconosciute dallo stato italiano le decorazioni ricevute quale militare ex-Austria, così come pure il suo grado.

Guarda caso, Francesco Giuseppe, nel centenario della sua morte che ricorre proprio oggi, viene celebrato a Vienna con una magnifica mostra "Franz Josef - der ewige Kaiser" (non so se sia ironicamente voluta l'assonanza con l'appellativo di "Leader Eterno" del primo dittatore nordcoreano); Carlo I, invece, meno celebrato e ricordato ha però l'onore degli altari e non credo sia un caso.

Per l'Italia, quella del '18 fu una vittoria, frutto dell'immane sacrificio di milioni di uomini al fronte, molti dei quali -per costruire quella vittoria- caddero sul campo dell'onore; considero quindi disonorevole per noi italiani non onorare la loro memoria per quello che contribuirono a realizzare.

Questa omissione, non la vedo come una mancanza da parte della "scuola", che accusiamo sovente di ogni nequizia e della conseguente mancata "educazione civica": la scuola è parte della società nella quale viviamo e ne rispecchia -ci piaccia o no- le sue caratteristiche e tendenze. Io credo che la mancanza sia soprattutto in seno alle famiglie che dovrebbero essere il primo luogo dell'educazione dei giovani che faranno parte della futura società.

Ciò che mi infastidisce del giorno d'oggi, è la universale paura di dire qualcosa che possa anche solo suonare offensivo per chiunque, minoranza o no che sia.

Forse sarò il solo in tutta Italia, ma il IV Novembre del 2018, per me sarà il Centenario della Vittoria.

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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda Memini » lunedì 21 novembre 2016, 17:23

Buon pomeriggio,
un mio ricordo d'infanzia e forse di altri tempi....
da ragazzino stavo spesso in casa dei nonni paterni, di fronte la Prefettura della mia città....
venne in visita ufficiale l'allora Presidente della Repubblica Gronchi.....mi avevano regalato nella
ricorrenza del 2 novembre, nella quale in Sicilia si usava fare doni ai bambini " ce li portavano i morti...",
una armatura da antico romano, corazza, elmo, gladio (oggi qualcuno direbbe che erano regali "antipedagogici"),
ma nella mia testa di bambino quella corazza si mischiava alle immagini dei Corazzieri che scortano il Capo dello Stato....morale della favola, rimasi per alcune ore, sempre controllato da nonni e zii, sul balcone di fronte la Prefettura ad aspettare di vedere l'arrivo del Presidente......ero solo un bambino che viveva di quello che ci insegnavano a scuola o che
sentiva dire in famiglia.....però sono nato il 4 novembre di molti anni fa.....scusate se Vi ho annoiato con questo mio ricordo [knight.gif]
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda gnr56 » lunedì 21 novembre 2016, 18:37

Forse perché mio nonno paterno morì nel 1922 per una malattia contratta in guerra, mio padre nato nel 1914, pur volontario in AOI nel 1935, non ha mai celebrato il 4 novembre come la Festa della Vittoria. Anche mia nonna materna che aveva perso il padre, mio bisnonno, in maniera analoga non celebrava mai questa ricorrenza.

Una vittoria costata molto cara a quelle generazioni, che si è portata via la meglio gioventù come testimoniano i monumenti ai caduti di quella guerra più che di altre che hanno sconvolto la nostra Nazione.

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Nei miei ricordi di bambino e di adolescente, il 4 novembre è sempre stata e solo la Festa delle Forze Armate con le visite alla Caserma Cernaia di cui ricordo l'immenso piazzale, alcune blindo e mezzi corrazzati che attiravano la mia curiosità.
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Re: Una ricorrenza quasi dimenticata

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 21 novembre 2016, 19:31

gnr56 ha scritto:Nei miei ricordi di bambino e di adolescente, il 4 novembre è sempre stata e solo la Festa delle Forze Armate con le visite alla Caserma Cernaia di cui ricordo l'immenso piazzale, alcune blindo e mezzi corrazzati che attiravano la mia curiosità.


Anche perché sono loro, le Forze Armate, i protagonisti di quella vittoria, sono loro che hanno sofferto e sono morti sui campi di battaglia e chi è da festeggiare il 4 novembre non è una vittoria, una delle tante o poche che può avere una Nazione (comprese le tante guerre perse che costarono comunque sacrifici e morti tra i nostri soldati e civili e che fanno comunque parte della storia di una Nazione), ma coloro che si sono sacrificati in passato per quella vittoria e che si sacrificano oggi per la difesa della Patria: ecco il vero significato dei festeggiamenti del 4 novembre. Ecco perché non trovo così scandaloso se l'accento è posto soprattutto sulle Forze Armate e sull'Unità Nazionale e solo in parte sulla vittoria di una singola guerra!
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