Cognome di generazione n.

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Cognome di generazione n.

Messaggioda contegufo » venerdì 7 ottobre 2016, 20:40

Salve

Qualora si abbia un antico antenato con un nobile e storico cognome andato progressivamente a sparire è possibile riappropriarsene prima come secondo cognome e poi come unico?
Stiamo parlando di qualche centinaio di anni!

Saluti
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda Avilius » domenica 9 ottobre 2016, 7:03

Premesso che non sono un giurista esperto della materia , ho letto che i T.A.R. stanno imponendo
spesso alle Istituzioni italiane di recepire in maniera sempre più ampia l'orientamento europeo volto
a tutelare il cd. "diritto all'identità personale" , da intendersi quale evoluzione del "diritto al nome" ,
già tutelato dalla nostra carta costituzionale. Facendo ricorso ad espressioni profane ritengo che la
legislazione europea sia orientata a garantire al cittadino di modificare il proprio nome/cognome nel
modo a lui più gradito. Non per sfizio , intendiamoci , e ovviamente fatti salvi i diritti di terzi.
Ciò che si intende è che se uno ritiene che la sua identità personale sia meglio individuata , anche solo
per reali motivi affettivi , da un cognome diverso ( in aggiunta o in sostituzione a quello di nascita ) ,
oggi non è più difficile come in passato ottenere quanto richiesto. Pare non siano nemmeno obbligatorie
le prove di un legame di parentela. A questo proposito ricordo il caso di una professionista genovese che
ottenne pochissimi anni fa di aggiungere al proprio cognome quello del suo mentore professionale.
Tengo a precisare che non ho voluto esprimere un giudizio circa l'aspetto morale questione ma solo circa
i suoi aspetti "tecnici". Su questo argomento credo che lo stim.mo Avv. Ditta potrebbe fornirci il parere
più illuminante possibile ma , se ricordo bene , anche il gent.mo dott. De Mitri Valier è molto informato
su questo genere di questioni. L'argomento è molto interessante e mi pare sia già stato in parte preso in
considerazione dal forum ma forse ... repetita iuvat.
cordialità a tutti , Avilius
mansuetus bonis , malis ferox
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda Andrew Martin Garvey » domenica 9 ottobre 2016, 9:33

Potrebbe essere interessante vedere come si può cambiare il proprio nome nel Regno Unito. Alcuni anni fa il Presidente Pier Felice degli Uberti scrisse un breve overview in un suo editoriali in Nobiltà.
[Degli Uberti, P. F.], L’estrema facilità britannica per cambiare il proprio nome o cognome, editoriale in “Nobiltà” Anno X, gennaio-febbraio, 2003, Numero 52, Milano pp. 21-24.
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda Egon von Kaltenbach » martedì 11 ottobre 2016, 21:02

Per quello che mi risulta e ho in mente casi concreti, è sicuramente sufficiente dimostrare che l'avo è effettivamente tale. Quanto al fare di tale cognome non l'aggiunta, ma sostituirlo a quello originario non vedo perché la richiesta non possa essere fatta immediatamente. In tal caso però non so se l'esito sia più incerto. L'ente è la Prefettura competente.
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda De Vineis » mercoledì 12 ottobre 2016, 16:09

Il procedimento finalizzato ad accostare un secondo cognome al proprio, come si è detto di competenza della Prefettura di residenza, è quasi immediato (tenendo comunque presente i non pochi risvolti burocratici) se si tratta del cognome della madre; più ci si allontana nelle generazioni più diviene difficile dimostrare un interesse concreto a sostegno dell'aggiunta del cognome, nodo fondamentale per ottenere il provvedimento; sarebbe complesso convincere un funzionario della Prefettura che aggiungere al proprio cognome quello del Trisavolo risponda ad esigenze di interesse affettivo, commerciale (ad esempio perché si è ereditata una antica impresa familiare che si vuol portare avanti con il cognome originario), etc..

Certamente, tutto rientra in una certa discrezionalità della Prefettura (e del funzionario preposto) ma le direttive esistono e sono abbastanza stringenti: a Genova, per esempio, fuori dal caso di cognome della madre, gli spiragli non sono molti (a mio avviso giustamente). Poi i casi "particolari" sicuramente esistono.

Diverso (e più difficoltoso) è il caso di sostituzione del cognome paterno con quello materno, per il quale è necessario provare gravi motivi per cui risulta gravoso continuare a portare il cognome originario (non essendo affatto sufficiente il desiderio di avere un cognome che piaccia di più).

Questa almeno è la mia personale esperienza :)
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda Egon von Kaltenbach » mercoledì 12 ottobre 2016, 17:13

I modelli forniti dalla prefetture distinguono tra l'aggiunta o la sottrazione al cognome. Nel caso di totale sostituzione, io ritengo si cada appunto nella seconda fattispecie e, dato che la cosa è espressamente prevista, non penso ci siano grandi difficoltà a ottenerla. Inoltre, se il cognome non piace per motivi evidenti: spregiativo, ridicolo, comunque sgradevole ... ricordo che, al momento in cui tale possibilità fu legalmente concessa, fu anche espressamente affermato come tutto l'iter fosse stato facilitato proprio per ovviare ai molti casi del genere.
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda LeSaboteur » venerdì 14 ottobre 2016, 23:05

De Vineis ha scritto:Il procedimento finalizzato ad accostare un secondo cognome al proprio, come si è detto di competenza della Prefettura di residenza, è quasi immediato (tenendo comunque presente i non pochi risvolti burocratici) se si tratta del cognome della madre; più ci si allontana nelle generazioni più diviene difficile dimostrare un interesse concreto a sostegno dell'aggiunta del cognome, nodo fondamentale per ottenere il provvedimento; sarebbe complesso convincere un funzionario della Prefettura che aggiungere al proprio cognome quello del Trisavolo risponda ad esigenze di interesse affettivo, commerciale (ad esempio perché si è ereditata una antica impresa familiare che si vuol portare avanti con il cognome originario), etc..

Certamente, tutto rientra in una certa discrezionalità della Prefettura (e del funzionario preposto) ma le direttive esistono e sono abbastanza stringenti: a Genova, per esempio, fuori dal caso di cognome della madre, gli spiragli non sono molti (a mio avviso giustamente). Poi i casi "particolari" sicuramente esistono.

Diverso (e più difficoltoso) è il caso di sostituzione del cognome paterno con quello materno, per il quale è necessario provare gravi motivi per cui risulta gravoso continuare a portare il cognome originario (non essendo affatto sufficiente il desiderio di avere un cognome che piaccia di più).

Questa almeno è la mia personale esperienza :)


Credo che - e qui ci rimettiamo tutti ai giuristi esperti in materia - se una prefettura non soddisfa la richiesta, si possa sempre adire il Tar e vista la giurisprudenza "largheggiante" in materia si potrebbe ottenre quanto desiderato, anche se chiaramente tutto ciò imporrebbe spese non indifferenti..
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Re: Cognome di generazione n.

Messaggioda De Vineis » lunedì 17 ottobre 2016, 11:13

Sicuramente l'Italia è il Paese del contenzioso ad oltranza e, soprattutto, dei casi "particolari": quindi non vi è nessuna risposta assoluta ed incontrovertibile. Tuttavia, pur non essendo un avvocato amministrativista, ho seguito alcuni clienti in questo genere di pratiche: la posizione del Ministero dell'Interno, espressa in una circolare, rimane quella che non si configuri un vero e proprio diritto soggettivo al mutamento del cognome, con la conseguenza che la valutazione rimane nella discrezionalità del Prefetto (leggi suo funzionario preposto) e dove ben motivata difficilmente attaccabile. Nella mia personale esperienza la parte più difficoltosa (e onerosa spesso) è reperire le prove o il materiale a sostegno della richiesta di mutamento di cognome. Poi sono il primo ad ammettere che discrezionalità è sinonimo di decisioni fortemente variabili da caso a caso, ma le indicazioni che si trovano sul sito del Ministero degli Interni (che riporto sotto per comodità) mi paiono molto chiare e ben indirizzate.

"Qualsiasi cittadino che intende cambiare o modificare il proprio nome e cognome deve essere autorizzato dal Prefetto.
Le richieste devono rivestire carattere eccezionale e sono ammesse esclusivamente in presenza di situazioni oggettivamente rilevanti, supportate da adeguata documentazione e da significative motivazioni.
L'istanza può essere presentata solo da cittadini italiani.
In nessun caso può essere richiesta l'attribuzione di cognomi di importanza storica o comunque tali da indurre in errore circa l'appartenenza del richiedente a famiglie illustri o particolarmente note nel luogo in cui si trova registrato l'atto di nascita del richiedente o nel luogo di sua residenza.
La domanda (in bollo o in carta semplice ove si richieda il cambiamento del cognome perché ridicolo, vergognoso o rivelante l'origine naturale) deve essere sottoscritta dal/i richiedente/i nei modi previsti dalla legge.
La Prefettura-U.T.G. competente a ricevere la domanda è quella della provincia del luogo di residenza o del luogo nella cui circoscrizione è situato l'ufficio dello stato civile dove si trova registrato l'atto di nascita al quale la richiesta si riferisce.
Qualora la richiesta appaia meritevole di essere presa in considerazione il richiedente sarà autorizzato, con decreto del Prefetto, a far affiggere per trenta giorni consecutivi all'albo pretorio del comune di nascita e del comune di residenza attuale, un avviso contenente il sunto della domanda.
Lo stesso decreto può prescrivere la notifica del sunto della domanda, da parte del richiedente, a determinate persone.
Chiunque ritenga di avere interesse, può fare opposizione al Prefetto non oltre il termine di trenta giorni dalla data dell'ultima affissione o notificazione.
Trascorso questo termine senza che sia stata fatta opposizione, il richiedente presenterà alla Prefettura competente copia dell'avviso con la relazione che attesti la eseguita affissione e la sua durata. Il Prefetto, accertata la regolarità delle affissioni e vagliate le eventuali opposizioni, provvederà ad emanare il relativo decreto di autorizzazione".
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