Diritto al cognome materno

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Diritto al cognome materno

Messaggioda N85 » martedì 7 gennaio 2014, 15:08

E' di stamattina la notizia che la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha stabilito l'obbligo per il nostro Paese di adottare riforme che consentano ai genitori di dare ai figli anche il solo cognome materno. Praticamente ogni coppia potrà scegliere di dare ai figli il cognome che preferisce.
La vicenda presenta due profili a mio avviso interessanti: il primo è concretissimo e riguarda il venir meno di una tradizione plurisecolare e le possibili conseguenze che ciò potrebbe determinare sul piano sociale, della riconoscibilità del nucleo familiare (e temo si possa aprire la strada ad ipotesi...diciamo strane...come fratelli con cognomi diversi) e della perdita della forza identificativa del cognome.
Il secondo aspetto è di attualità meno stringente ma concerne più strettamente le tematiche oggetto del forum e abbraccia tanto la genealogia (basti pensare alle difficoltà che potrebbero incontrare gli studiosi di genealogia tra qualche secolo nel ricostruire i vari passaggi di cognome e i rapporti di parentela) quanto la virtuale trasmissione del patrimonio araldico e nobiliare della famiglia. Di fatto si potrebbe negare che il sig. Marco Bianchi, figlio della sig.ra Bianchi e del sig. Rossi abbia diritto ad usare lo stemma di casa Bianchi e, in ambito privato e se lo crede, i relativi titoli? (per chi preferisce non parlare più di titoli nel 2014 si può comunque far riferimento all'appartenenza ad una famiglia nobilitata).

Cosa ne pensate di questa decisione e delle conseguenze che potrebbe avere?
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 7 gennaio 2014, 15:20

Concordo con l'analisi e sono in totale disaccordo con la decisione della Corte Europea. E' un provvedimento puramente demagogico senza studio della storia e dell'utilità di avere un unico cognome tramandabile di generazione in generazione che permette una identificazione familiare certa, un maggiore senso di appartenenza ed è un piccolo tassello circa il riconoscimento della famiglia come unità di due che diventano uno solo, senza dissidi perché il cognome è quello paterno e non quello materno.
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda nicolad72 » martedì 7 gennaio 2014, 15:31

Ragà... sono anni che si scrive che questi vogliono distruggere la società così come si è sviluppata nei secoli...

Poi ci stupiamo di questo... e la cosa divertente è che il bello deve ancora venire... queste sono solo miccette... i botti grossi sono ancora in magazzino...
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda Morello » martedì 7 gennaio 2014, 15:36

Anch'io concordo con i Vostri interventi. La scelta tra i due cognomi mi sembra una facoltà che genererà molta confusione. Avrei capito invece la facoltà di far seguire al cognome paterno quello materno. Tra l'altro in Spagna, non so se per consuetudine o per legge, è in uso da secoli.

Cordialmente.


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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda Romegas » martedì 7 gennaio 2014, 15:38

L' Europa non ha altro da fare che pensare a queste leggi idiote, che servono solo ad accontentare le solite lobbies ormai onnipresenti, e non sto qui a dire quali siano, invece di cercare di salvaguardare il senso di Europa. Ormai penso che stiamo assistendo alla fine di una certa civiltà per far posto al livellamento più becero.Che tristezza!
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda T.G.Cravarezza » martedì 7 gennaio 2014, 15:47

Morello ha scritto:Avrei capito invece la facoltà di far seguire al cognome paterno quello materno. Tra l'altro in Spagna, non so se per consuetudine o per legge, è in uso da secoli.


Personalmente non concordo molto su questa scelta spagnola (mi sembra sia per legge), perché crea solo una cognomizzazione più estesa senza giovare ad un qualche scopo serio, se non tornare al discorso della demagogia e del fornire un contentino quasi che il ruolo fondamentale della madre sia negato perché il figlio porta il cognome del padre (tra l'altro la stessa madre porta il cognome di suo padre, quindi...).
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda caballero » martedì 7 gennaio 2014, 16:02

Il problema, secondo me, è che la moglie NON prende il cognome del marito (come in molte parti del mondo). Se ciò avvenisse, non ci sarebbe il problema di dare anche il cognome della madre, che sarebbe uguale a quello del marito (e del figlio).
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda nicolad72 » martedì 7 gennaio 2014, 16:24

così era in italia fino al 1975 poi il diritto di famiglia è stato modifica e si stabilisce che la moglie può aggiungere al proprio il cognome del marito.
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda caballero » martedì 7 gennaio 2014, 20:57

Domanda: sui documenti compariva il cognome da nubile con "sposata XXXXX" o "in XXXXXX"? O che altro?
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda Guido5 » mercoledì 8 gennaio 2014, 1:14

Cari amici,
la decisione mi è sembrata del tutto naturale: la famiglia di mia mamma si sarebbe estinta perché mio zio ha avuto due figlie. Le mie cugine materne sono entrambe sposate: una non ha figli e l'altra ha un maschio. Avendo la doppia cittadinanza, italiana e tedesca, e vivendo nella Repubblica Federale ha potuto dare al figlio il proprio cognome, d'accordo con il marito.
Se un nome debba o no prevalere sull'altro dipende da scelte di coppia che si deve essere liberi di poter fare. Quanto alla "potestà maritale" per la quale la moglie assumeva il cognome del marito (art. 44 C.C.), la cosa accade ancora per esempio negli Stati Uniti dove una donna è stata prima Mrs. Hilton, poi Mrs. Wilding, quindi Mrs. Todd e dopo la morte del marito Mrs. Fisher, successivamente due volte Mrs. Burton, e ancora Mrs. Warner e Mrs. Fortensky. Avendo divorziato anche dall'ultimo marito ha ripreso il nome che aveva da ragazza, Elizabeth Rosemond (abbreviato in Liz) Taylor. Se fosse stata una signora qualsiasi la confusione non sarebbe stata poca...

Ciao a tutti!
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda N85 » mercoledì 8 gennaio 2014, 2:43

A mio avviso un fatto è cercare di stare al passo con i tempi e quindi approntare strumenti giuridici per preservare anche il cognome della donna in casi particolari di pericolo di estinzione della famiglia o di ordine morale/affettivo, altro è cercare di attuare una vera e propria rivoluzione copernicana, il cui vero obiettivo è intaccare il concetto di famiglia. Una cosa è tutelare il patrimonio storico racchiuso in un cognome, altro è trasformare una cosa seria nella fiera del libero arbitrio.
Oltretutto l'uomo, si sa, è vanaglorioso, quindi immagino già che i cognomi altisonanti prolifereranno come funghi (perdendo così ogni pregio) e quelli più umili o meno prestigiosi verranno cestinati per far posto al blasonato cognome della bisnonna materna... tempo 2 secoli e a Roma ci saranno più Borghese, Ruspoli e Massimo che Rossi e Bianchi....
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda nicolad72 » mercoledì 8 gennaio 2014, 14:10

Condivido in pieno e quoto

Ruben Razzante ha scritto:Nel nome del padre (su La nuova bussola quotidiana del 08/01/2014)

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha preso una decisione che non mancherà di suscitare polemiche. Ha infatti “bacchettato” l’Italia, giudicando discriminatoria l’attuale situazione che impedisce alle madri di trasmettere il proprio cognome ai figli. Dunque, secondo i giudici di Strasburgo, è un diritto per i genitori poter scegliere di dare a un figlio il solo cognome materno. La sentenza, che diventerà definitiva tra tre mesi, fungerà da pungolo sul Parlamento italiano, affinché adotti riforme per rimediare a questa presunta violazione.

All’origine della decisione il ricorso di due coniugi milanesi, Alessandra Cusan e M. Luigi Fazzo, che si sono visti rifiutare per 15 anni dalle autorità italiane la possibilità di dare ai loro tre figli il solo cognome della madre (per consentire alla prole di perpetuare il patrimonio morale del nonno materno, deceduto nel 2011, e che secondo la coppia era un filantropo, del quale sarebbe rimasta cancellata la memoria perché il fratello della signora non ha eredi). Tutto è cominciato con la nascita della loro primogenita, Maddalena, nel 1999: i coniugi provano a iscriverla nei registri dell’anagrafe con il cognome materno, ma la richiesta viene bocciata. Sia il tribunale di Milano che la Corte d’appello respingono la richiesta della famiglia. Ma la coppia non demorde e arriva fino alla Corte di Strasburgo, che dà loro ragione. "È un passo avanti verso il progresso e servirà soprattutto ai nostri figli", ha commentato la donna.

Il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, ha sottolineato che un meccanismo per permettere il conferimento ai figli del cognome materno "già esiste presso le prefetture", ma "bisogna renderlo più pratico ed efficace". Gli Stati Uniti sono il principale Paese in cui ai genitori è riconosciuto il diritto di chiamare il figlio con il cognome della madre, o comunque di aggiungerlo e anteporlo al cognome paterno. In Spagna e nei Paesi ispano-americani i figli assumono sia il primo cognome del padre che il primo della madre, ad eccezione dell’Argentina, dove i figli assumono solo il cognome paterno.

Ma quello che sembra una conquista della civiltà giuridica rischia di scardinare assetti valoriali consolidati e di mortificare la visione di famiglia naturale, iscritta nella natura umana e recepita, 65 anni fa, nella nostra Carta Costituzionale. L’art. 29 della nostra Costituzione, infatti, statuisce quanto segue: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio. Il matrimonio è ordinato sull'uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare”.

Nell’ultimo passaggio “con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare” si rimarca il profilo della valorizzazione delle differenze, che compongono e alimentano l’armonica costruzione della famiglia. “A garanzia dell’unità familiare”, anche ai fini della ricostruzione della storia delle famiglie, entra in gioco la norma che attribuisce ai figli il cognome del padre. Non si tratta semplicemente di ricordare che alla figura del padre si associa un principio di autorità laddove alla madre si riconduce la dimensione dell’accoglienza. Nella distinzione dei ruoli sta l’essenza del nucleo familiare e il rifiuto, sancito anche in altri articoli della Costituzione, dell’egualitarismo di stampo rousseauiano, che pretende dogmaticamente di trattare in modo uguale situazioni disuguali e di omologare le diversità al fine di controllare meglio l’agire degli individui.

Financo in materia di diritti dei lavoratori i Costituenti vollero smarcarsi dall’abbraccio mortale dell’ideologia egualitarista dell’Unione Sovietica per affermare una visione del lavoro al servizio dell’uomo e in grado di valorizzare i meriti individuali pur preservando le pari opportunità di partenza. Che oggi, in materia di elementi d’identità (il cognome è tale), si voglia riabilitare un modello ideologico e culturale che tanti danni ha fatto a intere generazioni di uomini e donne e che ha corroso dall’interno dinamiche e progetti di famiglia, appare davvero aberrante.

Non a caso si tratta di canoni e categorie di pensiero che dominano in terra francese, dove il pensiero illuminista, imbevuto di egualitarismo spersonalizzante e alienante, sta producendo effetti devastanti sulla coesione sociale e sulla diffusione dei valori dell’uomo.

La sudditanza culturale che la Corte europea dei diritti dell’uomo continua a mostrare verso modelli culturali laicisti, venati di comunismo ascetico e di etica massonica della fratellanza, svela il vero volto dell’Europa: una costruzione burocratica, massificante e asfittica, che comprime le individualità, snatura le tradizioni, demolisce impalcature valoriali millenarie e intende fare piazza pulita di quel patrimonio storico e culturale cui il Vecchio Continente deve molto in termini di identità e credibilità.
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda Tilius » mercoledì 8 gennaio 2014, 14:32

Non mi sembra che i Comunisti avessero abolito il cognome patrilineare... :roll:

Signori, non vedo poi tutto questo dramma.
La discendenza genetica appartiene a entrambi i genitori: a quello dei due che in casa porta le brache (sia esso l'uomo o la donna) é giusto che appartenga quella anagrafica.
Sic et simpliciter.

Inoltre, data la presenza sempre crescente (nel silenzio sempre più assordante da parte del legislatore) di figli di coppie de facto, non coniugate né legate da partnership di alcun tipo, non mi sembra che si siano verificati massicci casi di iscrizione all'anagrafe di figli col cognome materno (eventualità già possibile in passato in assenza di legame matrimoniale della coppia)... :roll:
Gli italiani sono tradizionalisti (leggi pigri).
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda antonio33 » mercoledì 8 gennaio 2014, 19:18

N85 ha scritto:... la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ...

O Corte Europea dei Diritti della Donna? [jump.gif]
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Re: Diritto al cognome materno

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 8 gennaio 2014, 19:28

Tilius ha scritto:Non mi sembra che i Comunisti avessero abolito il cognome patrilineare... :roll:

Signori, non vedo poi tutto questo dramma.
La discendenza genetica appartiene a entrambi i genitori: a quello dei due che in casa porta le brache (sia esso l'uomo o la donna) é giusto che appartenga quella anagrafica.
Sic et simpliciter.

Inoltre, data la presenza sempre crescente (nel silenzio sempre più assordante da parte del legislatore) di figli di coppie de facto, non coniugate né legate da partnership di alcun tipo, non mi sembra che si siano verificati massicci casi di iscrizione all'anagrafe di figli col cognome materno (eventualità già possibile in passato in assenza di legame matrimoniale della coppia)... :roll:
Gli italiani sono tradizionalisti (leggi pigri).


Per carità, non casca il mondo per questa imposizione della Corte e sicuramente la famiglia quale cellula base della società civile continuerà a esistere anche se i figli avranno solo il cognome del padre, solo quello della madre o entrambi, su questo non ci sono dubbi e ti do ragione. Però, proprio perché non casca il mondo, non muore nessuno, la "discriminazione" del cognome materno non implica una ferita così lacerante nel tessuto sociale femminile, vorrei comprendere a che pro cambiare una consuetudine plurisecolare che permette una più semplice gestione genealogica e burocratica, identificazione e senso di appartenenza familiare. A cosa serve tutto questo ambaradan? Non si potevano lasciare le cose come stavano?
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