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Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2012, 17:04
da Alessio Bruno Bedini
Cari amici, per quella che è la mia esperienza di ricerca, il termine "possidente" in Calabria compare solo negli atti di stato civile a partire quindi dal XIX secolo.
All'inizio pensavo si trattasse di persone ricche che non lavorassero direttamente la terra ma scendendo nelle specifico ho appurato che erano contadini non necessariamente ricchi che lavoravano direttamente la terra. Dunque il "possesso" di terra da cui deriva lo stato di possidente non è necessariamente un possesso esteso e di solito vincola alla professione di contadino.

Negli atti comunali calabresi in genere non è riportato il termine "benestante" ma credo si possa identificare con "civile" ciòè non nobile ma nemmeno di "mestiere vile" come era considerato lo zappare la terra. Viveva di rendita? Può darsi, ma forse anche con una professione di rango altro come procuratore, giudice a contratti o altro. Escluderei il medico o l'avvocato ma bisognerebbe saperne di piu. ;)

Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2012, 18:02
da antonio33
il nostro è benestante con moglie casalinga.
Possidenti, nello stesso periodo e luogo, normalmente sono entrambi i coniugi, e stanno molto bene... A volte anche nobili.
Invece differente dovrebbe essere la condizione del benestante, dato che la moglie fa la "casalinga".
Spero in Zia Lela....
Saluto tutti.
Antonio

Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: lunedì 3 settembre 2012, 18:35
da lea1959
Buon pomeriggio a tutti, per la mia esperienza di ricerca sui Ghinassi quasi tutti eran detti possidenti, anche il trisavolo che era preside di liceo, probabilmente perchè comunque aveva terre e case a prescindere dall'effettiva professione. Altri vengono indicati invece come coloni,nessuno ha la qualifica di benestante,nemmeno il preside che so esser ben di piu'.
Anche il nonno Luigi (marito di Timoclea BM) aveva terre,case etc. ma le lavoravano i mezzadri, ed era considerato possidente.
Gli anni sono quelli...(1800/1900) ma forse le cose cambiano tra regione e regione.
Ciao Antonio, a presto. Lea
P.S. E' la settimana del caffe'? [offtopic.gif] [sorry.gif]

Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: venerdì 7 settembre 2012, 16:01
da Delehaye
BENESTANTE
Gli occupati e i disoccupati rimasero un unico aggregato fino al 1871, sebbene nelle diverse tornate
censuarie siano stati introdotti alcuni approfondimenti. Nel Censimento del 1901, ai disoccupati
veniva chiesto di indicare la durata e le cause della loro condizione (malattie o altri motivi); nel 1911, i
quesiti sulla condizione professionale sono stati arricchiti, con la possibilità di segnalare all’interno
della scheda individuale la condizione di “benestante, pensionato, studente, attendente a casa,
detenuto, ricoverato”, classificazione che ha anticipato quella attualmente utilizzata per la
“popolazione non economicamente attiva”; nel 1921 le persone disoccupate, oltre a fornire notizie
sulla loro ultima occupazione, dovevano aggiungere, tra parentesi, il termine “disoccupato”;
fonte: http://seriestoriche.istat.it/fileadmin ... azione.pdf

POSSIDENTE
Nel censimenti del 1871, il possodente era identificato con il rentier intendendo come tali colui che "non esercitava alcuna professione e viveva di entrata", un profilo che non corrisponde pienamente ai soggetti designati con questo termine, che sono più propriamente agricoltori. Sul significato di possidente, F. Socrate, "Borghesie", cit. p. 366
fonte: http://books.google.it/books?id=tTzdDBz ... te&f=false

Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: venerdì 7 settembre 2012, 17:46
da lea1959
Ciao Delehaye, sono felice di rileggerti [jump.gif] grazie per le informazioni, spero siano utili per Antonio33 [clapping.gif]
Un abbraccio Lea1959

Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: venerdì 7 settembre 2012, 21:24
da antonio33
lea1959 ha scritto:Ciao Delehaye, sono felice di rileggerti

Io pure, e, come sempre feci, ti ringrazio per l'aiuto...
Antonio

Re: Possidente e benestante

MessaggioInviato: giovedì 10 dicembre 2020, 19:10
da PietroDEPETRIS
Buonasera,
riprendo un argomento che spesso è stato dibattuto nel forum, estendendo un po' l'argomento.
Anche perché la questione del vivere del proprio e non essere soggetto ai cosi detti "offici vili" poteva fare la differenza.
Per una disputa tutta interna alla città di Teramo ( la questione verteva sulla piazza aperta o chiusa) il Re Ferdinando I, rigettando la richiesta delle 48 famiglie patrizie (probabilmente perché i tempi stavano cambiando) nella stessa decisione fece aggiungere: "...Vuole però la M.S. che questa sovrana determinazione non escluda dalla nobiltà coloro che si tengono con lustro, ed abbiano il padre e l'avo, che non abbiano esercitato offici vili..." (Napoli 1 dicembre 1770)
La condizione riportata nei pubblici registri può essere quindi "probante" delle 3 generazioni di "more nobilium"...
Pietro