Il barone ed il biscotto di legno

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

Moderatore: Guido5

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » martedì 17 gennaio 2012, 21:21

Quella di cui parli Tu era la signora Caterina Manenti - Tasca detta "Ketty", sorella del Barone PierAntonio che impropiamente chiamavano Baronessa da quando era venuto meno il fratello, sposata con Biagino Manenti, discendente (o cugino? mi è appena sorto il dubbio ma mi informerò ) di uno dei due che ho nominato.

Nel brano che ho proposto ad inizio discussione (che qui ripropongo http://www.conteadimodica.com/cultura/e ... ottocr.pdf) vi è una citazione alla Signora in questione alla pagina cinque ma con il nome opportunamente camuffato (Ketty Mannula Taschini). Che coincidenza!

Cordialità

P.S. Due dei figli, se non erro, dovrebbero abitare proprio nella Tua Palermo.
Avatar utente
LeSaboteur
 
Messaggi: 255
Iscritto il: lunedì 7 febbraio 2011, 14:58

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Donna Alessandra » mercoledì 31 ottobre 2012, 13:46

[king.gif] come sa tutte queste cose della famiglia Manenti? e lo stemma che mostra? Io sono una discendente della Famiglia Manenti
Donna Alessandra
 
Messaggi: 7
Iscritto il: sabato 27 ottobre 2012, 16:24

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » mercoledì 31 ottobre 2012, 17:29

Donna Alessandra ha scritto: [king.gif] come sa tutte queste cose della famiglia Manenti?

Le rispondo via MP.

Cordialmente,
G.T.
Avatar utente
LeSaboteur
 
Messaggi: 255
Iscritto il: lunedì 7 febbraio 2011, 14:58

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda pierluigic » venerdì 2 novembre 2012, 15:16

.


Una descrizione fatta in maniera gradevolissima e poetica . Complimenti a Le Saboteur

Mi intriga questa situazione


ho spesso riflettuto su questo colpo d'ala che molte, moltissime ,figure simili al nostro Barone in questione avrebbero potuto fare, arrivando ad una conclusione : Questi galantuomini si sono trovati nel bel mezzo del cambiamento del mondo , e soprattutto, dell'economia. Provenivano da un mondo in cui chi possedeva la terra era ricco ed infallibile ; non avevano mai lavorato un giorno della loro vita e nella loro mentalità ben poco entrava il concetto di lavoro . Di certo non sono figure da stimare per il modo di vita, ma da capire ed apprezzare per quello che erano e che sono stati fino all'ultimo : grandi signori.



La storia esposta da Le Saboteur evidenzia un futuro imprigionato dal passato ed eguaglia l'antica pena persiana di legare un vivo ad un morto

Quel disdegno verso il lavoro meccanico merita una riflessione perche' le conseguenze sono ancora molto attuali


Il crollo del mondo del barone in realta' e' il crollo di un sistema di potere e delle sue convenzioni

La storia e' un pendolo un po sale un po scende : da un giro all'altro cambiano i protagonisti ma il meccanismo e' sempre lo stesso

Questa storia e' un ammaestramento. Grazie Le Saboteur



pierluigi

.
pierluigic
 
Messaggi: 1014
Iscritto il: lunedì 5 settembre 2005, 22:40
Località: la spezia pierluigi18faber@libero.it

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » venerdì 2 novembre 2012, 19:27

pierluigic ha scritto:.


Una descrizione fatta in maniera gradevolissima e poetica . Complimenti a Le Saboteur

Questa storia e' un ammaestramento. Grazie Le Saboteur



pierluigi

.


La ringrazio per la gentilezza.
Ero sicuro che condividendo questa storia sul forum avrei trovato chi l'avrebbe potuta apprezzare.

Cordialmente,
G.Tantillo
Avatar utente
LeSaboteur
 
Messaggi: 255
Iscritto il: lunedì 7 febbraio 2011, 14:58

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda contegufo » venerdì 2 novembre 2012, 21:29

Salve

Mi intrometto per confermare piacevole il romantico racconto proposto ma pure per ribadire che non tutta la classe nobiliare anteponeva la forma alla sostanza.
C'erano eccezioni di famiglie che ingaggiavano un precettore inglese tanto per far capire come il mondo girasse da altre parti. Poi c'erano i sordi, categoria comune anche oggi, per i quali tutto doveva cambiare purchè non mutasse niente; errore perche nel 1799 arrivarono i francesi e con essi una vantata di rinnovamento.
Come dice bene Pierluigic ancora oggi ne paghiamo le conseguenze nel senso che una società tendenzialmente immatura e deresponsabilizzata rappresentata purtroppo dove si decide il potere allinea l'italico stivale a realtà di bassa rettitudine.
Un paese dove manca il senso del collettivo a vantaggio della propria situazione personale, altro che lumicino in fondo al tunnel!

Saluti
Immagine
Avatar utente
contegufo
 
Messaggi: 2608
Iscritto il: sabato 1 maggio 2010, 21:13
Località: Repubblica di Lucca

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda nerotemplare » martedì 26 febbraio 2013, 16:01

LeSaboteur ha scritto:Riguardo i Tomasi vorrei aggiungere che sì, è estinta la discendenza biologica ma a rappresentare questa famiglia troviamo oggi Gioacchino Tomasi-Lanza, figlio adottivo di Giuseppe ...

Non è esatto che non siano viventi discendenti biologici del principe di Lampedusa don Giulio Fabrizio Maria Tomasi e della consorte Maria Stella Guccia.
I due ebbero dodici figli, tre dei quali deceduti in tenera età. Cinque femmine e quattro maschi superarono l'infanzia. L'ultimo discendente in linea maschile fu Pietro Tomasi della Torretta figlio del primogenito Giuseppe e zio dell'autore del Gattopardo (premorto). Sono viventi discendenti in linea femminile di Giovanni (secondogenito) Maria Antonietta e Chiara.
Preciso che i viventi sono bisnipoti di Giovanni, Maria Antonietta e Chiara; cognomi: Lo Piccolo Tomasi, Di Rella Tomasi di Lampedusa, Trombetta, Romano, Crescimanno di Capodarso, Pasqualino di Marineo.
nerotemplare
 
Messaggi: 1
Iscritto il: giovedì 21 febbraio 2013, 19:34

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda LeSaboteur » mercoledì 27 febbraio 2013, 17:38

nerotemplare ha scritto:Non è esatto che non siano viventi discendenti biologici del principe di Lampedusa don Giulio Fabrizio Maria Tomasi e della consorte Maria Stella Guccia...

Ha ragione, mi sono espresso male : intendevo dire discendenza maschile dei Tomasi.

Cordialità
Avatar utente
LeSaboteur
 
Messaggi: 255
Iscritto il: lunedì 7 febbraio 2011, 14:58

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Arch.Noemi » giovedì 9 luglio 2020, 17:06

Gentili membri, da architetto sto conducendo una personale e spassionata ricerca sulle mensole del tardobarocco modicano che mi ha condotto in questo forum.
Ho letto con interesse i commenti sulla Famiglia Manenti poiché attualmente sono proprio ferma sull'analisi del loro palazzo.
Mi piacerebbe condividere con voi alcune riflessioni.

- Su un testo del prof. P. Nifosì ho letto che uno di questi mascheroni potrebbe celare il ritratto del primo proprietario del palazzo, che io avrei individuato nel volto superiore della seconda mensola del secondo balcone (l'unica figura maschile che, nonostante il tentativo di mimesi con le altre, si distingue per essere completamente calva). Non essendo volti idealizzati o con fisionomie caricaturali, quest'ipotesi mi pare plausibile, e non manca qualche altro esempio di ritratto scultoreo anche in altre mensole contemporanee del Val di Noto.

- In questo palazzo si lavora con mensole doppie, vale a dire composte da conci di pietra sovrapposti e decorati con motivi tra loro compatibili: animali (leoni-aquile), figure maschili e quelle che ho momentaneamente definito "figure gentili" (donne e putti). Le coppie si ripetono con piccolissime varianti nei due balconi a sinistra del portale di ingresso. A ben guardare, anche i volti della coppia di "figure gentili" accanto al presunto ritratto del Manenti presentano fisionomie molto realistiche e per nulla idealizzate, a differenza della coppia omologa dell'altro balcone, tanto da farmi propendere per l'ipotesi che si tratti di altri membri della famiglia (una moglie e un figlio?).

Ora, se negli animali ho letto una sorta di ammonizione per il passante (il leone sembra una sfinge di guardia; l'aquila è ritratta nell'atto di uccidere una preda) e potrebbero rimandare anche a qualche allegorica virtù del proprietario (il coraggio, l'allerta...), la seconda coppia di mensole mi sembra più enigmatica anche per l'assenza di similitudini con un uguale studio condotto da altri sui mascheroni di Ragusa.
In particolare, gli altri uomini delle mensole superiori, di mezza età, con barba e baffi e senza alcun dettaglio del vestiario, potrebbero servire appunto a mimetizzare il volto dell'anziano proprietario, e potrebbero anche alludere a qualità personali come la saggezza (la barba è un attributo tradizionale del ritratto dei grandi pensatori di epoca classica) o la modestia (assenti gli accessori, presenti, invece, in altri mascheroni ragusani individuati come allegorie del "ricco").

Il dubbio resta sulla mensola inferiore della stessa coppia, riccamente connotata di accessori che ricondurrei alla moda ottomana dell'epoca: il volto pingue, quel particolare tipo di baffo, la divisa con alamari, l'orecchino e quella sorta di turbante-turcheria. Anche in questo caso, la mensola sottostante il presunto ritratto del Manenti si distingue per un dettaglio del cappello, con una sorta di visiera rigida con mostrina, che stava entrando in uso anche nei reggimenti dell'esercito borbonico di quegli anni (in particolare tra i granatieri). Non era raro, infatti, che corpi speciali in Occidente indossassero cappelli di questa foggia, mischiando elementi occidentali ed ottomani.
E' vero che altre maschere del ragusano presentano il tema del "saraceno", ma sotto una luce ben diversa, simile ad un pirata, con la spada, pronto all'attacco. Anche l'abito differisce: si tratta in quei casi di turbanti, non di turcherie con visiera e pon pon.

Mi chiedo dunque se si tratti di una semplice "citazione" di un soggetto ricorrente all'epoca - il "Moro" - seppur sotto una diversa sfumatura (più che pirata, qui si mostra il fascino dell'esotico) o se si celi qualcosa di più personale, attinente alla storia del Manenti. Che avesse avuto a che fare con particolari eventi o traffici commerciali?

Spero di essere stata esaustiva nella spiegazione e ringrazio per gli eventuali contributi.
Arch.Noemi
 
Messaggi: 1
Iscritto il: mercoledì 8 luglio 2020, 11:19

Re: Il barone ed il biscotto di legno

Messaggioda Memini » venerdì 17 luglio 2020, 4:42

Buongiorno,
non so per quanto ancora potremo continuare a idealizzare figure del nostro passato che,
incapaci di adeguarsi al cambiamento dei tempi, sono state inghiottite dalla realtà storica
che non ha guardato alle loro nobili origini.
Mi pare giusto ricordare che tante altre famiglie consimili per ceto, spesso imparentate
con le precedenti, si sono adeguate ai tempi facendo la cosa meno disonorevole al mondo: studiare
e inserirsi così nel mondo delle professioni liberali, dando alla società fior di professionisti, avvocati, medici,
uomini del mondo della finanza, insegnanti etc. Non vedo come diminutio capitis guadagnarsi da vivere in
maniera più che dignitosa e utile alla società.
Il sepolcreto di San Giorgio è quello di Tommaso di Tomasi Rosso; un Antonuzzo di Tomasi et Rosso fu investito
della Baronia della Difisa intorno agli anni '30 del 1600; gli ultimi discendenti dei Tomasi Rosso ancora sono presenti
a Modica. Ritengo verosimile che i Tomasi ragusani si siano imparentati alcuni con i Caro, da questi i Duchi di Palma etc.
e altri con i Rosso discendenti da Enrico, Conte di Cerami, dando origine ai Tomasi Rosso. [knight.gif]
Memini
 
Messaggi: 87
Iscritto il: mercoledì 1 luglio 2015, 10:18

Precedente

Torna a Piazza Principale / Main Square



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Accademista e 14 ospiti