Nobili e Patrizi a Lucca

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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda Loren » mercoledì 11 gennaio 2012, 14:33

Salve
La mia famiglia (FREDIANI) proviene da Lucca, ma finora ho solo riuscito a risalire a 1650 a Vinci (Piero Frediani, figlio di Francesco nato intorno al 1650). hai una genealogia / albero genealogico della famiglia Frediani? Non trovo nulla su internet. grazie in anticipo!
Loren
 
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » mercoledì 11 gennaio 2012, 21:24

Salve

Famiglia FREDIANI (fasc. 5651) Archivio Ceramelli Papiani
http://www.archiviodistato.firenze.it/c ... ia&id=3380


Immagine


La famiglia Frediani risulta essere iscritta nel Libro d'Oro del 1826 (Ducato di Lucca) in Asl (Archivio Statale Lucca) fra le 74 famiglie Nobili ereditarie.

Blasone: D'argento, al leone al naturale, con la coda bifida e decussata.

Il Crollalanza (cfr.) descrive il leone di nero, e con un capo di rosso, caricato dell'aquila d'argento, coronata d'oro.

Nell'Elenco Nobiliare Toscano (Delfino Ed. 2001) non risulta esser presente mentre è iscritta nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922:
Frediani. Nobile di Lucca, mf., orig. Toscana, dim, Lucca. Disc. da Andrea di Carlo.

Mi auguro che la ricostruzione genealogica sia stata fatta con rigore assoluto onde sgombrare dubbi su possibili omonimie sempre in agguato.

Saluti

Ps. Tale famiglia la trovo citata nei Vol. I, III, e IV di un noto Annuario di cui mi è vietata purtroppo e non solo a me ulteriore citazione.
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda Loren » giovedì 12 gennaio 2012, 17:51

grazie. ma dove posso trovare su internet una genealogia di questa famiglia? (tra cui Andrea e suo padre Carlo?)
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda GENS VALERIA » giovedì 12 gennaio 2012, 19:10

Loren ha scritto:grazie. ma dove posso trovare su internet una genealogia di questa famiglia? (tra cui Andrea e suo padre Carlo?)



Gentile amico , la presenza su internet della genealogia che ti interessa sarebbe un notevole ed inaspettato colpo di fortuna.

C'è da sperare in un aiuto dagli utenti del forum, meglio ancora :
una ricerca genealogica da parte tua , indietro nel tempo , per verificare l'ipotesi di un "aggancio" tra un tuo ascendente ed uno dei discendenti riportati, cosa che potrebbe eliminare possibili errori.
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » giovedì 12 gennaio 2012, 22:32

Salve

Innanzitutto una ricerca genealogica a ritroso partendo dal proprio padre, dal nonno, dal bisnonno eccetera fino a che non si incappa in Giuseppe Pellegrino Frediani e di suo padre Luca Bernardino così come appaiono nel Libro d'oro del 1826.
Se per ipotesi non si trovasse tale collegamento bisogna ripiegare su un ramo Frediani non nobile, perchè quello ha nomi ben chiari e definiti ed è pure inscritto nell'Elenco Uff. del '22.
Un suggerimento è di mettersi in contatto con l'Associazione Lucchesi nel Mondo (http://www.lucchesinelmondo.it/) che sicuramente si potranno interessare a quanto ricerca e darle una mano.
Tuttavia per evitare illusioni sarebbe necessaria una seria ricerca storico-genealogica dovunque e comunque ci porti anche se verso lidi non nobili ma il problema non è questo quanto ritrovare piuttosto le proprie radici comunque sia.

Auguri e se ha bisogno mi contatti in privato.
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda Salvennor » giovedì 12 gennaio 2012, 23:56

Ma i Frediani sia antichi che attuali discendevano/discendono tutti da una medesima zona della Toscana? Magari nel 200 o 300 da rami presenti in uno o comunque pochissimi centri limitrofi?
Sempre che qualcuno abbia svolto studi generali sui rami Frediani.
Mi chiedo se i Frediani presenti in tale elenco
http://www.araldicasardegna.org/storia_ ... lerato.htm

legati a capostipite presente nell'isola almeno da inizi 600 o forse anche già dal 500, possano essere di un ramo con parentela non troppo lontana con il ramo citato nel presente topic.
Erano presenti fino a periodi recenti, e forse esistono ancora; alcuni anche in Gallura (ma magari poi si scopre che questi ultimi sono venuti in periodo successivo al ramo di CA, trasferendosi dalla Toscana con tappa intermedia Corsica, come accadeva con varie altre famiglie).
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » venerdì 13 gennaio 2012, 19:13

Salve

Facendo una rapida ricerca sul cognome Frediani si ottengono 820 record di cui 604 in Toscana e 40 in provincia di Lucca.
Statisticamente parlando la concentrazione è Toscana tuttavia andrebbe anche provato che l'origine sia sempre la medesima.
Possono esserci omonimie, rami nobili e non tuttavia ogni Frediani fa storia a se stante e solo una seria ricerca genealogica potrebbe far luce a consorterie, parentadi, emigrazioni, eccetera.
L'unica cosa certa è la datazione approssimativa dei due membri dell'illustre casata iscritta nel Libro d'oro del Ducato di Lucca in data 1826, ovvero intorno alla metà del '700.
Se il nostro amico potesse dimostrare la correlazione della sua famiglia con i personaggi in questione Giuseppe Pellegrino Frediani e suo padre Luca Bernardino (Libro d'oro 1826) e successivamente in Andrea di Carlo (Elenco del '22) tutto sarebbe risolto salvo poi andare ancora indietro.
Capisco che da Londra sia tutto maggiormente difficile e mi suona anche strano che sia stato ricostruito l'albero fino al '600 con dati provenienti da Vinci.
L'impressione è che si navighi a vista senza aver bene chiaro cosa fare o dove farlo.
L'alternativa sarebbe di rivolgersi a chi fa per mestiere queste ricerche, "scusa borsellin se ti tormento", diciamo €4000?

Cordialmente
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 13 gennaio 2012, 20:02

Che Frediano sia cognome originatosi e diffuso in Toscana è assodato , come ogni cognome "agionimico" ( da Santo ) o patronimico può avere più capostipiti del tutto differenti .
Per evitare di alimentare inutili illusioni , invito a condurre una ricerca personale partendo dai dati certi a noi più vicini nel tempo.

Se la distanza è un problema, ci sono ricercatori in Toscana che lavorano seriamente per compensi ben inferiori a quelli testè ventilati tratti dai tristissimi listini dei " soliti noti " .
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda Salvennor » domenica 15 gennaio 2012, 19:13

Per contegufo: Grazie per la risposta.

Per Gens Valeria: Grazie per la spiegazione etimologica di tale cognome.

Comunque contrariamente a quanto pensassi ho trovato brevi notizie sulla famiglia Frediani che ho citato anche in un'altro documento A.A.G.N.d.S.
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... ediani.pdf

dove si ipotizza un'origine ligure (anche se non mi convince la motivazione, legata al fatto che tali Frediani frequentavano la "nazione" genovese di CA; per forza che la frequentava, spesso ci si legava a certi ambienti per motivi di affari, pur essendo di origini geografiche diverse).
E tra l'altro uno di quei Frediani, quello insignito del titolo, era "Boticario" e cioè chimico/farmacista, e magari anche mercante (x es di spezie).
Effettivamente il fatto che oggi tale cognome in totale annoveri più di 600 utenze è indice del fatto che prendendo come riferimento la metà del 500 esistevano in quel periodo vari nuclei familiari (rami) così denominati. Per un tal numero, a prescindere da eventuali parentele ante 500, è impossibile discendere tutti da un unico capostipite vissuto a metà 500. E dunque appunto ogni ramo và considerato a sé per quanto riguarda la ricerca genealogica esatta, forse persino quello presente nella mia regione, pur essendo evidente una loro origine esterna.
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » domenica 15 gennaio 2012, 21:02

Salve

La famiglia Frediani risulta esser inscritta nel "Libro delle famiglie nobili di Lucca e loro stemmi formato l'anno 1628" in ASL (Archivio di stato Lucca).
Frediani - c.87r

Non è presente nel "Catalogo delle famiglie originarie dei nobili personaggi della Repubblica di Lucca, formato l'anno 1787" invece riappare nel Libro d'oro del 1826 ed infine nell'Elenco uff. del '22.

Sicuramente fra le carte del Baroni in BSL (Biblioteca Governativa Lucca) notizie sui Frediani dovrebbero esserci limitatatmente al periodo '500/'600.

Cordialità
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda Antonio De Battisti » domenica 15 gennaio 2012, 22:00

Gentile Loren,
la famiglia Frediani non è presente nel Libro d'Oro della Nobiltà Italiana, ma nell' Enciclopedia storico-nobiliare di Vittorio Spreti.

FREDIANI
Arma : D'argento al leone al naturale linguato di rosso.
Dimora : Lucca
Immagine

Famiglia lucchese, proveniente da S. Maria del Giudice, e che apparisce ai giuramenti di fedeltà nel 1331 a Giovanni di Boemia e nel 1369 a Carlo IV. Ebbe uomini illustri nel governo della Repubblica.
Nel sec. XV VINCENZO fu rinomato pittore, e PAOLO ebbe casa commerciale in Lione.
Nel secolo seguente LODOVICO fu insigne giurisperito.
LUCA fondò nel 1559 il pio istituto per l'infanzia derelitta, chiamato degli Orfani Azzurrini, sopravvissuto fino al 1808.
Nel sec. XVII GIROLAMO coprì la carica di Maestro generale dei Serviti e GIOVAN DOMENICO, architetto, fu autore di trattati di fortificazioni nello stesso secolo.

I Frediani ebbero le case alla torre Del Veglio e presso S. Romano ; le sepolture a S. Maria Corte Orlandini e in S. Frediano. Furono iscritti nel Libro d'Oro della Repubblica del 1628 e la nobiltà della famiglia fu confermata nel capitano PIETRO PAOLO con decreto del 13 febbraio 1817 e in ANDREA, consigliere di Stato del Ducato Borbonico, con decreto dell' 11 agosto 1830, col grado di nobiltà patrizia ereditaria.
La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Ital. col titolo di Nobile di Lucca (mf) in persona della discendenza di ANDREA, di Carlo.


Saluti
Antonio De Battisti
 
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » domenica 15 gennaio 2012, 22:52

FREDIANI, Vincenzo
Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 50 (1998)

di Guido Rebecchini
FREDIANI, Vincenzo. - Figlio di Antonio, il F. è documentato a Lucca dal 1481 al 1505. Dopo esser stato a lungo conosciuto come l'anonimo "Maestro dell'Immacolata Concezione", secondo la denominazione attribuitagli da S. Symeonides (1957-59) sulla base di una pala raffigurante tale soggetto (Lucca, Museo di Villa Guinigi), il F. ha riacquistato la propria identità grazie al ritrovamento dell'atto notarile con cui veniva commissionata la suddetta pala lucchese (Tazartes, Nouvelles…, 1987).
Di origini piuttosto modeste, la famiglia del F. risulta presente a Lucca sin dal Trecento. Suo padre, di cui non si conosce la professione, morì prima del 1490, ed è noto che già nel 1479 aveva fatto realizzare il proprio sepolcro in S. Maria Corteorlandini.
Il F. appare legato all'Ordine francescano nell'ambito del quale esercitò il ruolo di "operaro" di S. Maria Corteorlandini, almeno dal 1498, e quello di priore della Compagnia dei Disciplinati del Crocifisso, dal 1500 alla morte.
A partire dall'ultimo decennio del secolo, come tutti gli artisti lucchesi contemporanei, il F. venne fortemente influenzato dalle opere dei pittori fiorentini dell'ultima generazione: Domenico Ghirlandaio, Filippino Lippi (entrambi attivi a Lucca durante i primi anni del nono decennio del XV secolo) e Sandro Botticelli (presente a Pisa nel 1475). Il loro insegnamento - soprattutto quello del Lippi, sul quale si innestano suggestioni derivanti dall'arte fiamminga - è evidente in due pale d'altare raffiguranti la Madonna con il Bambino e santi conservate nelle chiese di S. Maria ad Albiano, in Garfagnana (attualmente nel Museo di Camaiore), e di San Michele di Moriano, nei pressi di Lucca. In esse viene ripetuto lo schema, tipico di Filippino, in cui appare la Madonna in trono con il Bambino in grembo al centro e due coppie di santi ai lati.
Il F. dovette avere alle proprie dipendenze una bottega ben avviata capace di mantenere, con l'intervento di diversi allievi, una produzione rapida, di un buon livello qualitativo e aggiornata stilisticamente.
Benché allo stato attuale degli studi non sia ancora possibile stabilire una sicura successione cronologica delle opere che gli vengono attribuite, numerose sono le testimonianze riguardanti la sua attività pittorica.
Nel 1481 il mercante Paolo di Nicolò Serfederigi commissionò al F., pittore ormai affermato - a giudicare dal ricco compenso promesso di 56 ducati d'oro - una pala oggi perduta per l'altare della propria cappella nella chiesa di S. Agostino (Id., 1985). Nel 1485 era ultimata la tavola con la Madonna in trono, i ss. Nicola, Domenico, Vincenzo, Pietro Martire e due angeli che Domenico del Voglia nel suo testamento del 1482 aveva ordinato di porre sull'altare della propria cappella nella chiesa di S. Romano, sempre a Lucca. Tale tavola viene esplicitamente attribuita al F. da una stima fatta eseguire in un secondo momento dalla vedova di Domenico del Voglia (Id., in La pittura…, 1987).
Nel 1487, insieme con il pittore Michele Ciampanti, il F. stimava una Pietà lignea (Lucca, Museo di Villa Guinigi) dello scultore Matteo Civitali.
Un atto di divisione di beni tra il pittore e suo fratello Frediano attesta, invece, come nel 1490 il F. avesse bottega autonoma in città. Il documento che parla di "artem et exercitium artis suae pictorie et mercantie" e di "apoteca… in qua dicta artem exercet" è di particolare rilievo poiché costituisce la prima testimonianza certa dell'attività di una bottega di pittura nella Lucca del Quattrocento (Id., 1985).
Al 1495 è datata la tavola raffigurante la Madonna con il Bambino e santi per l'altare della chiesa di S. Eustachio di Montignoso presso Massa, già attribuita dal Ferretti (1975, 1978) al Maestro dell'Immacolata Concezione e ora ricondotta al catalogo del Frediani. L'anno successivo il pittore venne chiamato a dipingere "in Palazzo" alcune opere di cui non resta purtroppo alcuna traccia. Risale invece al 1497 la tavola con la Madonna in trono, il Bambino e i ss. Pietroe Andrea nella chiesa di S. Andrea a Tempagnano di Lunata, tuttora in situ, e giudicata da Matteo Civitali e da Michelangelo di Pietro "Mencherini" del valore di 32 ducati d'oro (Tazartes, 1985). In essa viene riproposto il consueto schema compositivo simmetrico con i due santi ai lati della Vergine, mentre appare accentuata la cura di gusto fiammingo nella definizione dei particolari come il tappeto su cui poggia il trono. Nel corso dello stesso anno il F. dovette eseguire alcuni lavori di restauro e una pala oggi perduta per la cappella del Terz'Ordine nella chiesa di S. Francesco a Lucca. Nel corso dell'anno successivo il pittore realizzò un dipinto su tavola, anch'essa perduta, per l'altare della chiesa di S. Vincenzo a Verciano, nei dintorni di Lucca.
Nel novembre 1502 i frati minori di S. Francesco commissionarono al F. la grande pala raffigurante l'Immacolata Concezione per l'altare omonimo nella chiesa di S. Francesco a Lucca (ora Lucca, Museo di Villa Guinigi), opera la cui esecuzione doveva essere portata a termine entro la metà di aprile del 1503 (Id., Nouvelles…, 1987).
Il rinvenimento del contratto di committenza dell'opera, oltre a costituire la prova definitiva sull'identità del F., è una testimonianza particolarmente significativa riguardo alle modalità esecutive delle opere d'arte contemporanee. In esso, infatti, viene definito nel minimo dettaglio il soggetto del dipinto, sono indicate le iscrizioni da apporsi alle figure, le dimensioni, i tempi di esecuzione e la qualità dei materiali da impiegare. Nella pala Cristo in cielo incorona la Madonna inginocchiata di fronte a lui, mentre nella parte inferiore compaiono i principali assertori del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria: s. Agostino e s. Anselmo sulla sinistra contrapposti a David e Salomone sulla destra; tra loro, al centro, avrebbe dovuto comparire, secondo il contratto, Duns Scoto, grande sostenitore del dogma, ma poiché a quella data non era ancora stato canonizzato, si preferì forse in un secondo momento sostituirlo con s. Antonio da Padova. In ogni altro particolare, l'opera corrisponde perfettamente al contratto stipulato tra i francescani lucchesi e l'artista: si trattava di una grande pala intesa a esaltare le tesi sostenute dall'Ordine nel lungo e aspro conflitto combattuto contro i teologi domenicani riguardo al dogma dell'Immacolata.
Nei medesimi anni il F. dipinse, sulla base di uno schema simile al precedente, con due ordini di figure, sia la pala con l'Incoronazione della Vergine e santi, proveniente dalla chiesa di S. Lorenzo ai Servi e oggi conservata al Museo di Villa Guinigi a Lucca, sia, in collaborazione con Michelangelo di Pietro "Mencherini", la pala con la Morte e assunzione della Vergine per la chiesa di S. Maria a Colle, presso Ponte a Moriano nella valle del Serchio.
Risale, infine, al 1505 la commissione della pala con la Madonna e il Bambino per la pieve di S. Gennaro interrotta per la morte del pittore e ultimata, secondo i documenti, due anni più tardi dal maestro Ranieri di Leonardo da Pisa (Id., in La pittura…, 1987).
Nel testamento del F., datato 1505, compare il nome della moglie Camilla, insieme con quello dei tre figli: Battista, Nicolao e Antonio, nessuno dei quali continuò il suo mestiere.
Non si conoscono né la data, né il luogo di morte del Frediani.

Fonti e Bibl.: S. Symeonides, An altarpiece by the Lucchese Master of the Immaculate Conception, in Marsyas, VIII (1957-59), pp. 55-65; E. Fahy, A Lucchese follower of Filippino Lippi, in Paragone, XVI (1965), 185, pp. 14, 16 n. 10; G. Ardinghi, Una tavola quattrocentesca a S. Michele di Moriano, in La Provincia di Lucca, V (1965), 2, pp. 68 s.; G. Arrighi, Una tavola perduta del Maestro dell'Immacolata Concezione, ibid., X (1970), 4, pp. 64-66; G. Ardinghi, La pala d'altare di S. Maria in Albiano, ibid., XI (1971), 4, pp. 1-3; Id., Una tavola rinascimentale nella chiesa di S. Bartolomeo a Ruota (Capannori), ibid., XIII (1973), 4, pp. 1-4; M. Ferretti, Percorso lucchese, in Annali della Scuola normale superiore di Pisa, s. 3, V (1975), 3, pp. 1041-1046; Id., Di nuovo del percorso lucchese, ibid., VIII (1978), 3, pp. 1045-1047; M. Natale, Note sulla pittura lucchese alla fine del Quattrocento, in John Paul Getty Museum Journal, VIII (1980), 8, pp. 49-51; M. Tazartes, Anagrafe lucchese, I, V. di Antonio F. "pictor de Luca": il Maestro dell'Immacolata Concezione?, in Ricerche di storia dell'arte, 1985, n. 26, pp. 4-17; C. Baracchini - M.T. Filieri - G. Ghilarducci - C. Serri, Pittori a Lucca tra '400 e '500, in Annali della Scuola normale superiore di Pisa, s. 3, XVI (1986), 3, pp. 750-757, 777-789; M. Tazartes, Nouvelles perspectives sur la peinture lucquoise du Quattrocento, in Revue de l'art, 1987, n. 75, pp. 29-36; Id., in La pittura in Italia. Il Quattrocento, Milano 1987, I, pp. 309, 311 s., 314; II, p. 629; The Dictionary of art, XI, 1996, p. 747.
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda Alfiere Federale » giovedì 11 ottobre 2012, 0:08

Salve.
Mi presento. Sono nuovo di questo forum.
Sto facendo delle ricerche storiche sulla famiglia Buonamici di Lucca. In particolare sul Conte Vincenzo Buonamici (1799-1875). Qulcuno è in grado di aiutarmi? Ho trovato già alcuni dati (pochi) tratti dal libro d'Oro di Lucca e su internet. In particolare cerco un ritratto del Conte.
Grazie
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » giovedì 11 ottobre 2012, 8:15

Salve

Qualche notizia incidentale su Moscheni imparentata Buonamici si trova nel topic : Stemma De Spuches e necrologiohttp: viewtopic.php?f=1&t=13316&hilit=puy.
Vedrò oggi di saperne qualcosa di più.

Saluti
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Re: Nobili e Patrizi a Lucca

Messaggioda contegufo » giovedì 11 ottobre 2012, 14:06

Salve

Mi è capitato di imbattermi in notizie sul C.te Buonamici figura del primo '800 lucchese.
Esiste un inventario on line in cui si può cercare se esistono in ASL citazione su quel cognome: http://pico2.sns.it/bcandrea2/aslu/arch ... entari.xml

Di recente ho veduto in ASL anche un volumetto ancora in fase di correzione relativo ad inventari propri del periodo in questione in cui di certo si troverebbero notizie sul Nostro.

Saluti
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