"Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d'Europa"

Manifestazioni ed eventi di organizzazioni in Italia e nel mondo/Demonstrations and events of organizations in Italy and in the world

Moderatore: Alessio Bruno Bedini

"Il Potere e la Grazia. I Santi Patroni d'Europa"

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 8 novembre 2009, 0:45

Cari amici,
mi permetto di sottoporre alla vostra attenzione la grande mostra che a Roma, da ottobre, racconta la storia dell'Europa e dei suoi popoli nel suo intrecciarsi con la bimillenaria storia del cristianesimo e dei suoi protagonisti, quei Santi che sono diventati i Patroni dell'Occidente.
Attraverso la visione di oltre cento opere di artisti come Caravaggio, Tiepolo, Durer, Van Eyck, Mantegna, Anton van Dyck, Ingres, El Greco, Guercino, esposte nell'appartamento nobile di Palazzo Venezia, è possibile percorrere un suggestivo viaggio nel tempo, nella cultura e nello sviluppo sociale e politico del Vecchio Continente. Un viaggio nel quale si è resi partecipi dell'incontro e dello scontro tra potere e religiosità, tra comunità politica e Chiesa, tra società e coscienza, tra corone ed aureole. Articolata in dieci sezioni, l’esposizione è costruita come un grande racconto che ripercorre - partendo dall’epoca dei martiri e di Roma imperiale, passando per la nascita del monachesimo e il fiorire delle grandi figure di vescovi ed evangelizzatori, per giungere ai re santi, ai cavalieri di Dio e ai mistici, sino ai santi del XX secolo - le principali tappe della storia europea.
Se segnalo questo prestigioso evento, non è solo nella convinzione che esso possa apportare, grazie al fascino della più pura bellezza artistica, un utile contributo al dibattito culturale contemporaneo sulle identità, la laicità e l'incontro tra civiltà e religioni.
Infatti, una mostra che offre attraverso i capolavori dell'arte uno studio delle radici storiche e culturali dell’Europa e delle società di molti Paesi europei, non poteva non contenere in sé tracce di quella scienza e di quell'arte che in Europa ha trovato le sue origini e il suo sviluppo: l'araldica.
Basti solo citare la ricchezza di stemmi che si può ammirare sulle portelle di un altare dipinto ad ante mobili (1440 c.) rappresentanti la leggenda di Sant'Edvige di Slesia: il pannello sinistro, oltre a riportare momenti della vita della santa duchessa di Slesia e Polonia divenuta monaca dopo esser rimasta vedova, è dedicato alla morte di Enrico il Pio che insieme alla coalizione cristiana affrontò i tartari, attraverso scene dove scudi e vessilli fanno ritornare l'osservatore attento ai tempi in cui l'araldica era praticata sui campi di battaglia.
O la finezza degli scudi araldici osservabili sulla poppa delle imbarcazioni rappresentate in una delle quattro scene della vita di San Nicola (quella del miracolo delle "navi frumentarie"), opera di Ambrogio Lorenzetti. O ancora la tavola con Sant'Elisabetta di Ungheria, opera di un maestro anonimo degli inizi del XVI secolo, riproducente un elegante scudo a targa tipico del periodo di realizzazione dell'opera.
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Promossa dal Governo della Repubblica Italiana, dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede e dalla Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, e nata dalla collaborazione tra il Comitato di San Floriano ed il Polo Museale Romano sotto la cura di Don Alessio Geretti e di Claudio Strinati, la mostra durerà fino al 31 gennaio 2010.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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