20 ottobre-31 dicembre: Mostra "Piemonte, bonnes nouvelles"

Manifestazioni ed eventi di organizzazioni in Italia e nel mondo/Demonstrations and events of organizations in Italy and in the world

Moderatore: Alessio Bruno Bedini

20 ottobre-31 dicembre: Mostra "Piemonte, bonnes nouvelles"

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 ottobre 2016, 22:09

Giovedì 20 ottobre alle ore 18.00 presso il Ridotto Vivaldi della Biblioteca Nazionale Universitaria di piazza Carlo Alberto sarà inaugurata la mostra “Piemonte, bonnes nouvelles – Testimonianze di storia sabauda nei fondi della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino nel 600° anniversario del Ducato di Savoia“.
La mostra sarà visitabile dal 20 ottobre al 31 dicembre 2016.
Orari: lunedì-venerdì 10-18; sabato 10-13; prima domenica del mese 15-19

Opuscolo illustrativo

Articolo dedicato

Programma del convegno: 20-21-22 ottobre

Sito Associazione Amici Biblioteca Nazionale Universitaria

Le ragioni di una mostra
Il 1416 è una delle date più importanti della millenaria storia degli Stati sabaudi. Fu allora, infatti, che la Contea di Savoia fu eretta in Ducato dall’Imperatore e da questo momento Amedeo VIII e i suoi discendenti usarono il titolo di duca di Savoia prima d’ogni altro sino al 1713 quando ascesero al trono reale.
La ricorrenza dei 600 anni da tale avvenimento offre quindi l’occasione per una riflessione su questa storia, in una fase in cui Torino e il Piemonte sono impegnati ormai da tempo a confrontarsi con la proprio storia – e con il patrimonio che questa ha lasciato – per meglio affrontare le sfide del presente.
Organizzata dalla Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, dal Centro Studi Piemontesi e dal Consiglio regionale del Piemonte, con il sostegno della Compagnia di San Paolo, la mostra ha come nucleo principale il patrimonio librario della Biblioteca Nazionale Universitaria di Torino, erede diretta dell’antica biblioteca della Regia Università, uno dei luoghi di formazione della classe dirigente sabauda e una fra le più importanti espressioni del collezionismo sabaudo. L’esposizione, quindi, si pone come una riflessione sugli Stati sabaudi, sulla loro identità al plurale, sovra-nazionale e pluri-linguistica, perché guardare alle proprie radici non rappresenta uno sterile esercizio d’erudizione ma un impegno necessario nell’Europa che cerca, pur fra mille difficoltà, una sua unità, e, di riflesso, favorisce una riflessione sul Piemonte che su questa storia sta costruendo una parte importante del proprio futuro.

 I contenuti della mostra
Sono esposte più di 100 opere manoscritte e rare a stampa del patrimonio librario della Biblioteca, di norma non accessibili alla visione. Sono ordinati in 11 percorsi tematici.

I. Storia e leggenda: origini e antichità di una dinastia.
La questione delle origini è stata per secoli uno dei principali oggetti di riflessione nella storiografia sui Savoia. Sin dal loro apparire sulla scena storica, nel X secolo, i Savoia erano comunque considerati fra le dinastie di più alto lignaggio del continente, tanto che già nel 1066 una nipote di Umberto I Biancamano fu imperatrice del Sacro Romano Impero.

II. Santità e sacralità dinastica: il culto dei santi e delle reliquie.
Culto dei santi, pietà mariana, devozione cristologica ebbero funzione legittimante del Casato attraverso anche reliquie insigni (come la Sindone), patroni antichi (san Maurizio e i martiri tebei) e recenti (il beato Amedeo e la beata Margherita) e immagini mariane (dalla Consolata a Vicoforte, da Oropa a Superga).

III. Al di qua e al di là delle Alpi. La geografia politica di una monarchia composita.
Una monarchia composita come quella sabauda ha dovuto costruire e consolidare il suo potere su territori dal carattere storico, geografico e culturale quanto mai variegato. Funzionali all’identificazione in popolo: riti, cerimonie e spettacoli, come quelli di particolare imponenza illustrati nel Theatrum e come gli ordini cavallereschi donati ai servitori più fedeli.

IV. Dal Ducato al Regno. La politica sabauda tra azione e predestinazione.
La storiografia sugli Stati sabaudi ha frequentemente sottolineato il continuativo percorso di crescita che, attraverso i secoli, ha condotto i conti di Savoia ai più alti destini, culminati con l’unificazione e il titolo di Re d’Italia.

V. Il Governo dello Stato
Non un solo tiranno tra i Savoia. Il segreto della pace sociale e di una crescente coesione risiedeva in un governo ispirato con pragmatismo a principi di giustizia e bene comune. I sovrani seppero ascoltare la voce delle comunità, delle corporazioni, dei ceti: in una parola dei loro popoli.

VI. Una dinastia in armi: la tradizione militare.
Il “militare” investì un’ampia gamma d’istituzioni, che la mostra illustra cercando di sottolineare anche gli aspetti tecnici, logistici e sociali di uno Stato ricco di mutevoli frontiere. Le forze armate costituirono anche una forma di cultura e uno strumento di affermazione della dinastia regnante.

VII. Le istituzioni culturali
La corte fu un soggetto culturalmente attivo, ma, nel corso dei secoli, non mancarono altri attori sulla scena culturale: scuole, collegi, università e, inoltre, vari tipi di aggregazioni a scopo letterario, scientifico, artistico, organizzate dai ceti dirigenti in diversi spazi degli Stati sabaudi.

VIII. Le feste di corte tra XVI e XVIII secolo
La festa ebbe un ruolo centrale nella organizzazione culturale e politica della corte: giostre, combattimenti a cavallo, banchetti, corse in slitta e spettacoli teatrali, costituirono una fitta trama di avvenimenti spettacolari. Nel Settecento l’opera e il melodramma conquistarono i teatri e la corte torinese.

IX. Cultura e collezionismo artistico
Lo Stato Sabaudo, su cui per secoli gravò un pesante giudizio negativo sulle sue capacità di saper costruire un patrimonio artistico, va fortemente apprezzato per come sia riuscito, tra il Quattro ed il Settecento, a raccogliere elementi artistici i più diversi, che costituirono e costituiscono ancora oggi un insieme di grande bellezza.

X. Equità, beneficienza, assistenza
Nei secoli i Savoia si sono ispirati a principi di equità. Ne hanno dato prova coi fatti, sin dai tempi dell’istituzione, tra i primi nella storia, dell’avvocato dei poveri. Il bene del popolo e la tutela degli indigenti e dei deboli furono fondamentali valori dinastici. Un esempio sono nel 1563 i primi statuti fondativi della Compagnia di San Paolo, costituitasi per il sostegno dei poveri.

XI. Legature alle armi sabaude della Biblioteca nazionale
Nei fondi librari della Biblioteca è abbastanza consistente la presenza di legature sabaude, nonostante le gravi perdite avvenute durante gli incendi del 1904 e del 1942. Le legature più antiche alle armi dei Savoia, possedute dalla Biblioteca, risalgono ai tempi del duca Emanuele Filiberto, mentre un numero ben più rilevante è quello con le armi del duca Carlo Emanuele I, impresse in oro mediante piastre. Numerose furono anche nel Settecento le legature di produzione torinese alle armi di Vittorio Amedeo II e dei successori.

Opere esterne
Concorrono all’esposizione in mostra: il Museo Storico Nazionale di Artiglieria con più di 50 cimeli, il Castello di Sarre con una stampa del ritratto di Carlo Emanuele I, la Compagnia di San Paolo con il suo atto costitutivo del 1563, la Fondazione Luigi Firpo con l’importante opera di Pierre Monod (1632) e le Dimore Storiche con lo scrittoio campale e la penna con cui fu firmato l’armistizio di Salasco nel 1848.
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Re: 20 ottobre-31 dicembre: Mostra "Piemonte, bonnes nouvell

Messaggioda Tilius » lunedì 10 ottobre 2016, 22:58

Lo stra-cervellotico, ermetico & ermeneutico titolo, chi lo ha partorito?
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Re: 20 ottobre-31 dicembre: Mostra "Piemonte, bonnes nouvell

Messaggioda T.G.Cravarezza » mercoledì 12 ottobre 2016, 14:44

Come tutti i titoli, più è cervellotico ed ermeneutico più fa pensare [arf2.gif] [sweatdrop.gif] [sweatdrop.gif] [sweatdrop.gif]

Non mi pare però così strano
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Re: 20 ottobre-31 dicembre: Mostra "Piemonte, bonnes nouvell

Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 16 ottobre 2016, 13:56

Globo terracqueo in acciaio, ageminato in oro e argento, appartenuto a Emanuele Filiberto.
Realizzato nel 1570 da Giovan Francesco Pellizzoni, detto «il Basso» su due calotte sovrapposte, forgiate ciascuna in un sol pezzo. Lo spazio terreste è rappresentato da un tratteggio in oro. I corsi dei fiumi sono delineati in argento. Mari e oceani sono popolati da imbarcazioni e mostri.

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Re: 20 ottobre-31 dicembre: Mostra "Piemonte, bonnes nouvell

Messaggioda T.G.Cravarezza » venerdì 21 ottobre 2016, 16:54

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