Presentazione libro Famiglia Bertoia

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Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda MAX08 » sabato 13 dicembre 2014, 10:45

Sabato 20 dicembre, alle ore 18:00, presso l'aula magna del Collegio San Giuseppe di Vittorio Veneto, Loredana Imperio, presidente del Circolo Vittoriese di Ricerche Storiche, presenterà il lavoro di Girolamo Michelin "L'eredità del Passato: Storia di una antica famiglia nobiliare".

Il libro, frutto di una ricerca decennale condotta negli archivi del Veneto e del Friuli, ha ricostruito dettagliatamente la storia della famiglia Bertoja/Bertoia originaria del Friuli che ebbe poi vari rami a Ceneda, Serravalle e in altre località.


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quod homines de Cenedese, Belluno, et Feltre erant liberi homines et nobiles (a.D. 1179) - Massimo Della Giustina

http://www.ascenedese.it
https://independent.academia.edu/massimodellagiustina
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Tilius » lunedì 22 dicembre 2014, 21:03

nòbile agg. [dal lat. nobĭlis, propr. «noto, che deve esser noto», der. di noscĕre «conoscere»]. – Di persona o famiglia che per nascita o per investitura sovrana appartiene a una classe considerata superiore alle altre, la quale, specialmente in passato e in determinati paesi, godeva di privilegi e distinzioni particolari e spesso monopolizzava la proprietà terriera e l’accesso alle più alte cariche civili e militari dello stato: una famiglia n.; essere di n. famiglia, di n. stirpe (o lignaggio); guardia n., (v. guardia1, n. 2 a). In questo sign., è frequente l’uso sostantivato (v. oltre).


nobiliare agg. [der. di nobile]. – Dei nobili, della nobiltà: casta n., l’insieme dei nobili in quanto ceto chiuso, distinto o contrapposto al ceto medio, alla borghesia, alla classe popolare; predicati e titoli n., i titoli onorifici attribuiti ai nobili per indicarne o distinguerne il rango


Scusate se mi atteggio (involontariamente) a History Nazi ovvero a Talebano della Crusca, ma il titolo di un'opera é fondamentale per presentarne il contenuto.
Se si canna il titolo, l'opera potrà anche avere uno spessore storiografico titanico, ma ne risulterà comunque massacrata nella credibilità.
Ergo, una maggiore attenzione ai termini utilizzati, QUANTOMENO a quelli utilizzati nel TITOLO, sarebbe oltremodo auspicabile.

Ordunque: nel titolo di questo volume una famiglia nobile diventa improvvisamente una famiglia nobiliare [SIC!!!].
Ora, mi si perdoni l'ignoranza, ma io conoscevo il diritto nobiliare, l'araldica nobiliare, i repertori(i) nobiliari, gli almanacchi nobiliari, e un sacco di altre cose di pertinenza della nobiltà e pertanto definibili nobiliari.
Conosco anche le famiglie nobili, ovvero le famiglie che appartengono alla nobiltà.
Ma le famiglie nobiliari, mi si voglia condonare l'ostinata limitatezza del mio vocabolario, davvero non so cosa siano.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Elmar Lang » martedì 23 dicembre 2014, 11:09

Mi unisco anch'io in fraterna comunanza d'ignoranza, con l'ottimo Tilius.

Purtroppo, è ben vero -e rattrista- che per far buon uso della lingua italiana, ci si debba definire talebani, nel senso di puristi, ovviamente, ché per un congiuntivo non ci metteremmo certo a lapidare o a tagliar gole.

Anche se è noto -leggenda o meno che sia- che Basilio Puoti, morente, udì il gallo cantare e chiese con forza che esso venisse ucciso perché il "chicchirichì" non figurava nel vocabolario della Crusca.

Buon Natale a tutti,

E.L.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Andrew Martin Garvey » martedì 20 gennaio 2015, 16:54

Come al solito ..... eccomi quasi un po' off topic, di nuovo.
Mi scuso in anticipo per la mia ignoranza.
Come mai in italiano taliban diventa talibani?
Ero certo che "talib" (studente/scolaro/studioso del Sacro Koran) fosse il singolare e "taliban" il plurale.
Non penso sia giusto equipolare i taliban ad un gruppo di persone di mentalità chiusa. Ma gli accademici della Crusca sono così chiusi a rinnovamenti, come sembra siano gli accademici dell'Académie Français?
Poche persone reputano gli americani chiusi quando si infuriano per la bandiera a stelle e strisce bruciato (anche se si può bruciare la bandiera, già giudicato dalla Corte Suprema [nel caso Texas v Johnson del 1990c se non ricordo male] lecito un espressione di libertà individuale secondo il primo ammendamento della Costituzione americano).
La stragrande maggioranza degli taliban non sono certo dei terroristi, tagliatori di gole.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » martedì 20 gennaio 2015, 17:21

Andrew Martin Garvey ha scritto:Come al solito ..... eccomi quasi un po' off topic, di nuovo.
Mi scuso in anticipo per la mia ignoranza.
Come mai in italiano taliban diventa talibani?
Ero certo che "talib" (studente/scolaro/studioso del Sacro Koran) fosse il singolare e "taliban" il plurale.


Da quanto trovo su wikipedia deriva dal Pashto e persiano: طالبان, ṭālebān, plurale di ṭāleb, ossia "studenti/studente"
Servirebbe però qualcuno che legge l'arabo per confermarlo.
Certo non sarebbe il primo arabismo in lingua italiana.
Qui un interessante articolo sull'argomento http://www.cultura.toscana.it/intercult ... ismi.shtml

Andrew Martin Garvey ha scritto:Non penso sia giusto equipolare i taliban ad un gruppo di persone di mentalità chiusa. Ma gli accademici della Crusca sono così chiusi a rinnovamenti, come sembra siano gli accademici dell'Académie Français?


L'Italia ha conosciuto in anni recenti, in particolare sotto il fascismo, una vera e propria repulsione verso i termini stranieri e in particolare inglesi.
A quel tempo si diceva ancora pallacanestro, pugilato, autorimessa e tante altre parole che oggi non pronunciamo più.
Era un atteggiamento sicuramente chiuso.
Non saprei però dire se i talebani oggi fanno altrettanto con la loro lingua..
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Andrew Martin Garvey » martedì 27 gennaio 2015, 22:49

Ho avuto la fortuna di conoscere molti persone di madre lingua hindu, urdhu, farsi, pashto, punjabi marathi, arabo, anche come miei studenti (ufficiali di eserciti di altre nazioni che hanno accordi bilaterali con l'Italia) oppure come giocatori di cricket e tutti usano parole d'origine inglese ed anche di altre lingue quotidianamente. Non sono certo chiuse. Basta pensare alle parole riguardante la tecnologia. Anche nei messaggi di Bin Laden si sentono parole in lingua inglese (ma lui aveva avuto anche un 'istruzione negli Stati Uniti, anche se fece un uso non proprio consono alle precetti del Corano).
Le nostre lingue in Europa sono d'origine indo-europeo e grazie alla migrazione (o conquista) l'inglese si basa per circa 70% delle parole (sostantivi, principalmente) dal francese (quindi una lingua neo-latina). Poi con l'espansione dell'Impero Britannico la "perfide Albione" ha imposto la lingua, e non solo, in molte parti del mondo (Africa e Asia).
Ricordo in fine, ad esempio, come l'italiano e stato imposto come lingua anche nel dodecaneso.
Alcune delle parole da Lei citate però non sono in uso corrente nella loro forma corretta in inglese, ad esempio: palacanestro è diventato "basket" (anziché "basketball"), puglilato = boxe (parola francese, in inglese si dice boxing) .... ma basta tediare.
Cordialmente
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Elmar Lang » giovedì 30 aprile 2015, 15:55

Salve,

rivedo solo oggi questa discussione, nella quale mi ero inserito -ammetto- con un po' di pignoleria.

E' vero e faccio ammenda: Taleb è il singolare e Taleban è il plurale. Italianizzare in "Talebano" il singolare ed in "Talebani" il plurale è sicuramente inesatto. Purtroppo, è dovunque invalsa questa forma, alla quale -sbagliando- mi sono adeguato.

Sono d'accordo che tra gli studenti del Corano vi siano persone d'infinita bontà e mansuetudine, ci mancherebbe! Solo, il definire per estensione Taleban coloro caratterizzati da intransigente applicazione di regole morali o religioni o leggi, nasce dalla rivoluzione che fece cadere il regime afghano dopo la ritirata sovietica; rivoluzione guidata dagli "Studenti Islamici" (così li chiamavano, allora i nostri mezzi d'informazione), presto noti come Talebani. E' anche nota l'intransigente applicazione della legge coranica e dei suoi precetti, che fu realizzata in Afghanistan.

Prometto che d'ora in poi cercherò di evitare l'uso di "Talebano" e "Talebani", attenendomi alla forma corretta, che giustamente è stata fatta notare.

Sull'intransigenza lessicale e linguistica dell'Accademia della Crusca, credo essa sia assai tollerante verso i neologismi e forestierismi, sicuramente di più aperta dell'Académie; io ho solo ricordato, un po' scherzosamente, il noto Basilio Puoti, che morì nell'ormai lontano 1847 e fu antico Accademico della Crusca, caratterizzato da una certa fermezza, riguardo la purezza della Lingua.

A presto,

Enzo (E.L.)
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda marcello semeraro » sabato 2 maggio 2015, 0:00

Andrew Martin Garvey ha scritto:La stragrande maggioranza degli taliban non sono certo dei terroristi, tagliatori di gole.
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Scusate l'OT.

Lo dico da studioso dei movimenti islamisti e jihadisti. Se per talebano intendiamo il movimento neofondamentalista di ispirazine deobandi guidato dal Mullah Omar, allora direi che l'affermazione di Andrew Martin Garvey è inesatta. Se, invece, il termine taliban lo consideriamo in senso lato (gli studenti delle madaris) allora cambia tutto. Peraltro molte delle pratiche messe in atto di recente dallo Stato Islamico (leggi Isis) sono riconducibili come origine proprio al movimento estremista afghano-pakistano.

D'altronde di cosa ci scandalizziamo...basta vedere la sorte capitata al termine jihad. La parola araba è maschile e significa sforzo. In Italiano il jihad è diventato la jihad. Beata ignoranza o islamofobia nascosta?
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Tilius » sabato 2 maggio 2015, 17:15

Nessuna delle due. Sovente una parola straniera importata in Italiano prende il genere (in questo caso femminile) della corrispondente "traduzione" italiana ("guerra santa"). Questo può essere scorretto, così come scorretto può essere il significato correntemente attribuito alla parola straniera, ma tant'è.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda marcello semeraro » domenica 3 maggio 2015, 0:29

Tilius ha scritto:Nessuna delle due. Sovente una parola straniera importata in Italiano prende il genere (in questo caso femminile) della corrispondente "traduzione" italiana ("guerra santa"). Questo può essere scorretto, così come scorretto può essere il significato correntemente attribuito alla parola straniera, ma tant'è.


Ma la "guerra santa" non è il significato più importante del jihad. Utilizzando il femminile si è portati a credere che il jihad sia solo la "guerra santa" e non è così.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Tilius » domenica 3 maggio 2015, 10:57

Certo che non è il più importante! Ma è quello corrente, per non dire l'unico, in cui viene utilizzato questo termine nell'ambito della lingua italiana.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda marcello semeraro » domenica 3 maggio 2015, 11:39

Tutti gli studiosi della materia e i giornalisti informati utilizzano il termine jihad preceduto dall'articolo determinativo maschile il.

http://books.google.it/books?id=kXf8ycC ... &q&f=false

http://www.ioamolitalia.it/blogs/verita ... lmani.html

Lo fa inolte la stessa Treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/gue ... agazzi%29/.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Tilius » domenica 3 maggio 2015, 16:38

Google "la jihad" >>> 300.000 risultati.
Google "il jihad" >>> 50.700 risulati.
L'Errore batte la Verità 6-1.
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda marcello semeraro » domenica 3 maggio 2015, 18:01

Tilius ha scritto:Google "la jihad" >>> 300.000 risultati.
Google "il jihad" >>> 50.700 risulati.
L'Errore batte la Verità 6-1.


Appunto, ma sempre errore è ;)
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Re: Presentazione libro Famiglia Bertoia

Messaggioda Elmar Lang » martedì 5 maggio 2015, 10:04

Dopo una faticosa ricerca nella mia biblioteca, ho ri-trovato i due bei volumi dell'avv. Bruno Ducati (fratello di Pericle, insigne archeologo): "Corso di Istituzioni Musulmane" e "Manuale per lo Studio del Diritto Musulmano". L'autore, scrive con profonda cognizione di causa e grande erudizione, in epoca (1928-29) in cui politicamente, l'Italia aveva una spiccata simpatia per il mondo musulmano.

Nel secondo dei due volumi citati, da pag. 108 a pag 113 si spiega cosa sia il Jihad, che vien tradotto proprio con "guerra santa" e ne spiega scopo e procedura.

E' difficile, quando il genere d'una parola straniera è diverso da quello nella lingua italiana. in tedesco, il sole è femminile e la luna è maschile. Così è pur vero che riferendoci al partito di maggioranza in Alto Adige si usa anche tra italiani dire la Volkspartei, così come generalmente, riferendosi al partito nazionalsocialista tedesco, al potere dal '33 al '45 del secolo passato, usandone la sigla si dice lo NSDAP, ma riferendoci al partito che fu al potere nella DDR, anche noi italiani diciamo la SED ("(...)die Partei hat immer recht!(...)".

E' complicato, ma ogni lingua, nell'uso proprio di parole straniere, spesso le adatta al proprio genere. Nella lingua Inglese è più facile: Jihad sarebbe preceduto da the, rimanendo nella testa di chi parla o scrive, se sia maschile, femminile o, dionescampi, neutro.

E.L.
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