Presentazione del libro "LA CITTA' DI MURO LECCESE"

Manifestazioni ed eventi di organizzazioni in Italia e nel mondo/Demonstrations and events of organizations in Italy and in the world

Moderatore: Alessio Bruno Bedini

Presentazione del libro "LA CITTA' DI MURO LECCESE"

Messaggioda Sanctus » martedì 20 novembre 2012, 19:50

CARI AMICI DI NOSTRI AVI, invito tutti alla presentazione del Libro "LA CITTA DI MURO LECCESE: DALLE ORIGINI AL VENTESIMO SECOLO"
che si terrà lunedì 26 novembre 2012 ore 19.30 presso il Palazzo del Principe Protonobilissimo, piano nobile - Museo Borgo Terra, Muro Leccese.

Vi saranno anche 2 serata di "Incontro con l'Autore" presso il Palazzo del Principe Protonobilissimo - Museo Borgo Terra, organizzate dalla locale Pro Loco:
giovedì 29 novembre ore 20.00 e martedì 4 dicembre 2012 ore 20.00.

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NOTA DELL’AUTORE

Questo lavoro è il frutto dell’utilizzo di moderne metodologie di studio, acquisite durante i miei studi universitari e maturate nel corso delle mie attività extra e post universitarie: la prima stesura, intitolata “Architettura e città a Muro Leccese”, risale al 2005 per la mia tesi di laurea in Beni Culturali, poi aggiornata ed ampliata fino a giungere a questa opera.
L’approccio è stato quello della ricerca storico-artistica: le fonti, la documentazione d’archivio, la documentazione figurativa, la storiografia.
Il periodo preso in esame per questo studio va dalle prime attestazioni pre-messapiche ai primi decenni del XX secolo, e si concentra in buona parte sulla Città.
L’analisi del territorio, con escursioni sul campo, mi ha consentito, ad esempio, di ricostruire la probabile ampiezza della cosiddetta “cinta muraria interna” e ricostruire la centuriazione romana, comprese le partizioni interne, e ipotizzando una nuova datazione per i menhir corrispondenti ai termini della medesima centuriazione romana.
Ho cercato di incrociare e riesaminare i dati fornitimi da queste ricerche e ciò mi ha permesso di rintracciare il nome medievale del casale prima che divenisse la “Terra di Muro”, ossia Santa Maria de Muro, ed il secondo nucleo medievale di Muro, cioè il Casale di San Giorgio, mentre la presenza della “Terra”, ossia di un luogo fortificato con una sua riconoscibilità formale, sembra documentata a partire dal 1380.
Dal Novecento una maggiore disponibilità, non solo di fonti, ma anche di architetture giunte fino a noi, ha modificato in modo sostanziale il corso dell’indagine nel senso che di ogni secolo è stato possibile seguire le trasformazioni del tessuto abitativo e di quello viario che ha mantenuto, almeno sino al XIX secolo, una fisionomia in parte fissata nei secoli precedenti.
Non a caso ho analizzato, per il periodo moderno, singole emergenze monumentali considerate nel loro rapporto col più minuto tessuto residenziale.
Si sono così potuti correggere errori di trascrizioni di date e recuperare la memoria di monumenti non più esistenti come il “Campanile a tre registri” della chiesa matrice.
Tramite l’analisi artistica ho potuto anche attribuire più opere tra cui le seguenti: a Gaetano Carrone l’altare dedicato all’Annunziata, a Serafino Elmo la tela raffigurante Sant’Oronzo, nell’altare omonimo, a Gian Domenico Catalano la tela dedicata al “Perdono di Assisi” tutto ciò nella chiesa Matrice; a Placido Boffelli la lipsanoteca sita all’interno del Convento di Santo Spirito; la ricerca bibliografica mi ha permesso di individuare in Ferdinando De Ferdinando l’autore dell’altare maggiore in marmi policromi attualmente sito nella chiesa Matrice.
Grazie anche alla lettura visiva degli organismi architettonici, supportata da inediti documenti d’archivio, ho descritto antichi interventi di restauro o rifacimento eseguiti su alcuni edifici simbolo dell’identità cittadina, come la Matrice e il palazzo Protonobilissimo, detto anche “del Principe”, ed altri.
La ricerca si conclude ai primi decenni del XX secolo, con la descrizione dell’ampliamento dell’abitato (lottizzazioni Puti e Scurca) e della demolizione di antichi monumenti, financo medievali (la cappella della Madonna delle Grazie dei Magistris, la cappella di San Pantaleo).

Il mio auspicio è che questa opera sia utile per la tutela e conservazione del nostro patrimonio artistico, archeologico ed architettonico, a prescindere se sia vincolato o meno o se sia ubicato o meno all’interno del centro storico, e che possa stimolare futuri studi sulla nostra Muro Leccese ed essere di supporto all’attività di trasformazione urbanistica ed edilizia della città e del suo territorio.

Santo Venerdì Patella
Sanctus
 
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