"Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Montenotte » domenica 3 gennaio 2010, 0:12

Buonasera Signor Onorati,

il collare in questione è l'ottavo della serie fatta eseguire da Re Gioacchino e venne attribuito all'avvocato Francesco Ricciardi conte di Camaldoli e ministro di Grazia e Giustizia. Venduto dagli eredi allo Stato italiano nel 1896 è da allora nella raccolta di onorificenze del Museo di San Martino. (citazione da catalogo)
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Tilius » domenica 3 gennaio 2010, 15:22

Qesto é il collare (numero 8) conferito a Francesco Ricciardi e oggi al Museo di San Martino.
Immagine
Purtroppo la fotografia non é granché. Identico é comunque il collare conservato al musée national de la Légion d'honneur,
Immagine
Questo é il collare numero 2, attribuito al principe Achille (Carlo Luigi Napoleone) Murat, figlio di re Gioacchino.
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 3 gennaio 2010, 16:48

Ecco il collare n. 8 in mostra a Torino:

Immagine

e questa è la sua descrizione tratta dal sito della Certosa e Museo di San Martino che consiglio a tutti di visitare per la sua ricca collezione di "cimeli" della grande storia napoletana (cfr. http://smartino.napolibeniculturali.it/ ... /OA800096#):

Il pregevole esemplare dono di Murat al ministro Ricciardi nel 1813, ancora nel suo astuccio originale, contrassegnato sul retro dal n. 8, fu eseguito in dodici o venti esemplari. E' composto da quindici medaglioni in oro e smalto verde, bianco, nero e turchese, ognuno dei quali riporta uno stemma di una provincia del Regno, è bordato da una corona di alloro, ed è collegato agli altri da maglie in oro a forma di due sirene. Nel medaglione centrale è l'immagine di Gioacchino a rilievo, in oro su sfondo di smalto azzurro, con la scritta IOACHIM NAPOLEO TERTIO REGNI ANNO, dal quale pende la croce a forma di stella a cinque punte dell'Ordine delle Due Sicilie.

Collocazione
Collocazione specifica: I piano, Sala 52

Oggetto
Definizione: Collare

Cronologia
Dts: 1808 post

Definizione culturale
Autn: Oreficeria francese
Auta: XIX sec. - inizi

Dati tecnici
Mtc: Oro, Smalti policromi
Mis: 58.5x32.5
Unità: cm
Misl: 58.5
Misd: 32.5

Bibliografia
Bibliografia: Fittipaldi 1995, 102; Napoli-Caserta, 1997-1998, 251; AA. VV. 2000, 115.
.

A presto.
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Tilius » domenica 3 gennaio 2010, 19:54

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:
Autn: Oreficeria francese
Auta: XIX sec. - inizi



C'é da dedurne che siano stati fatti fare a Parigi? [hmm.gif]
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Montenotte » domenica 3 gennaio 2010, 23:30

Difficile da appurare data l’assenza completa di punzoni. Il catalogo della mostra, a riguardo si mantiene sul vago non escludendo che il collare possa essere opera del gioielliere di corte Matteo Tufarelli o di Pietro Alleva, su disegno di Biennais. L'assenza del punzone oro francese e del marchio di Biennais potrebbero effettivamente sostenere questa ipotesi.

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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Tilius » lunedì 4 gennaio 2010, 1:45

Sull'esemplare francese parlano di "punzone illeggibile"(Au revers du fermoir n°2 et sur la languette poinçon illisible).
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda AndreaSperelli » giovedì 14 gennaio 2010, 1:04

Oggi e' arrivato il catalogo, non ho avuto ancora tempo di leggere l'introduzione, ma sfogliandolo sembra fatto bene. E' ricco di interessanti illustrazioni, in particolar modo sono presenti dipinti in cui sono presenti le insegne di vari ordini...insomma, penso di potermi sbilanciare in un giudizio positivo, peccato che non abbia la copertina rigida.

Nel volume è presente le seguente tela di Artemisia Gentileschi, in cui viene riportato un gonfaloniere con insegna dell'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (questo è quanto indicato nella didascalia)...osservando bene la figura, non è in realtà rappresentata solo la corce di San Maurizio ? Quindi non potrebbe essere "semplicemente" un cavaliere di San Maurizio ? (l'unione tra gli ordini di San Maurizio e San Lazzaro avvenne alla fine del XVI secolo).

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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda dpascale » giovedì 14 gennaio 2010, 12:00

Caro Andrea,

non ti so spiegare perché manchi la croce di San Lazzaro, tuttavia non penso che, essendo Artemisia Gentileschi nata nel 1593, ed essendo i due ordini stati unificati nel 1572, possa essere considerato "semplicemente" un cavaliere di San Maurizio... Ma magari sto sbagliando clamorosamente...

Si era accennato a questo ritratto anche in questo topic: viewtopic.php?f=2&t=8822&p=108002&hilit=gentileschi#p108002

Un caro saluto, :)


Daniele
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Tilius » giovedì 14 gennaio 2010, 14:36

dpascale ha scritto:...essendo Artemisia Gentileschi nata nel 1593, ed essendo i due ordini stati unificati nel 1572, possa essere considerato "semplicemente" un cavaliere di San Maurizio...

Esattamente. Il ritratto é del 1622.
50 anni podo la fusione dei due ordini.
Nei primi anni l'insegna dell'ordine unificato non venne fissata in maniera definitiva come fu in seguito. Per molti anni si vide la sola croce di San Maurizio. Molto frequentemente é attestata anche una croce ruotata di 45° rispetto allo standard attuale, con la croce maltese verde di San Lazzaro diritta, e quella bianca con le palline di San Maurizio posta in decusse (soluzione abbastanza sgradevole che fu presto abbandonata).
Penso comunque che la fusciacca verde (il colore di San Lazzaro) non sia casuale. ;)
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda AndreaSperelli » venerdì 15 gennaio 2010, 1:22

Grazie mille per il chiarimento! osservando invece in basso a snistra, si può notare uno stemma, qualcuno è in grado di riconoscere a chi sia appartenuto ?
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda dpascale » sabato 16 gennaio 2010, 12:50

Considerato che il ritratto è conservato a Bologna, avevo già provato ad attribuire quello stemma... Purtroppo non avevo trovato nessuna soluzione. :(

Il blasone sembrerebbe qualcosa come: di rosso allo scaglione rovesciato di nero, al capo di San Maurizio. I colori delle piume sull'elmo potrebbero confermare questi colori, tuttavia la croce nello stemma non sembrerebbe proprio d'argento, come dovrebbe essere nel capo di San Maurizio (di rosso alla croce trilobata d'argento).
Il gonfalone alle spalle del cavaliere sembrerebbe recare lo stemma di Santa Romana Chiesa (si vede solo il triregno).

Probabilmente si deve cercare tra le famiglie romane (considerato anche che Artemisia Gentileschi in quel periodo operava a Roma).

Un caro saluto, :)


Daniele
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda dpascale » sabato 16 gennaio 2010, 13:53

L'ormai onnicomprensivo forum IAGI [clapping.gif] fornisce, grazie a San Marco, un'immagine dello stemma Laderchi di Faenza, molto simile a quello del ritratto:

viewtopic.php?f=1&t=7005&p=89710&hilit=laderchi#p89710

Effettivamente sembrerebbe di vedere anche la bordatura d'argento. Certo rimane il problema dei colori: ma se quello che avevo identificato come nero fosse un verde molto scuro?

Un caro saluto, :)


Daniele
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Guido5 » sabato 16 gennaio 2010, 14:06

Cari amici,
sul Rietstap un solo blasone può corrispondere in parte allo stemma in basso. E' quello degli Horadam: "De gueules, au chevron renversé d'or, acc. en chef d'une croisette pattée d'argent.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda AndreaSperelli » sabato 16 gennaio 2010, 23:57

dpascale ha scritto:L'ormai onnicomprensivo forum IAGI [clapping.gif] fornisce, grazie a San Marco, un'immagine dello stemma Laderchi di Faenza, molto simile a quello del ritratto:

viewtopic.php?f=1&t=7005&p=89710&hilit=laderchi#p89710

Effettivamente sembrerebbe di vedere anche la bordatura d'argento. Certo rimane il problema dei colori: ma se quello che avevo identificato come nero fosse un verde molto scuro?

Un caro saluto, :)


Daniele


Magari al prossima volta che vado a Bologna osserverò meglio i colori e proverò a fornire ulteriori indicazioni. A dire il vero proprio oggi sono stato al Palazzo Comunale, e dal momento che ero li' sono passato davanti all'ingresso delle Collezioni Comunali d'Arte dando un rapido sguardo alla sala, tanto per rivedere il nosto caro Gonfaloniere seppur da lontano ;) . Purtroppo avevo troppe cose da fare, e ho dovuto rinunciare alle mie solite vistie alla collezione e a palazzo Pepoli Campogrande [confused.gif] ...sarà per la possima volta, tanto non scappano :P . A breve tenterò di pubblicare alcune foto su una mostra in corso all'Archiginnasio.

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Re: "Cavalieri. Dai Templari a Napoleone"

Messaggioda Tilius » domenica 17 gennaio 2010, 0:55

dpascale ha scritto:Effettivamente sembrerebbe di vedere anche la bordatura d'argento.

Lo scaglione é bordato d'argento (un bordo bello ampio reso addirittura con uba doppia tinta cangiante a simulare il metallo).
Ma il colore dello scaglione pare proprio essere attualmente nero (ma se un eventuale pigmento verde era a base di composti di rame potrebbe tranquillamente essersi alterato, virando al marrone scurissimo/nero).
Il problema é un altro.
Lo stemma é, al 99%, spurio.
Intanto, a differenza dello stemma papale realisticamente ricamato sul gonfalone, lo stemmino sulla tovaglia é "appiccicato lì" senza alcuna relazione prospettica con la tovaglia su cui teoricamente dovrebbe essere ricamato (in parole povere: la tovaglia é in prospettiva, lo stemmino no: facile che sia stato aggiunto in seguito da un pittore meno dotato).
Inoltre, lo stemmino in questione é saltato fuori solo dopo il restauro del 1964.
Prima era coperto da un'altro stemma: uno scaccato (di nero e d'argento? Le foto ante '64 sono purtroppo solo in B/N).
Non che la Gentileschi, in termini prospettici, fosse infallibile, beninteso.
Ad esempio, in questo ritratto l'ombra della zampa del tavolo va in una direzione, mentre l'omba delle gambe del cavaliere va in una diversa direzione, e la sorgente di luce é la medesima.
Ma la qualità pittorica dello stemmino, abbastanza scadente anche considerando il fatto che é stato ridipinto e poi ripulito, lascia poche speranze che sia originale.
Comunque, il ritratto é stato dipinto certamente a Roma, come attesta la scritta autografa sul retro, con firma, luogo e data.

Lo proposta dello stemma faentino é molto interessante. Finora nessuna proposta sensata era stata fatta (gli storici dell'arte, financo i più blasonati, generalmente sono araldisti meno che mediocri), tant'é che l'identità del nostro é ancora un mistero.
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